The Cultural and Creative Industries, A Stylised Typology (Andari et al., The Work Foundation 2007).

#FondatiSullaCultura
di

Martedì 10 marzo 2015 presso i Musei Capitolini, nella Sala Pietro da Cortona dalle ore 10 alle ore 13, si terrà l’iniziativa promossa dalla Commissione Cultura di Roma Capitale; qui trovate il  Manifesto per l’impresa culturale di #FondatiSullaCultura. (Immagine: The Cultural and Creative Industries, A Stylised Typology, Andari et al., The Work Foundation 2007) #FondatiSullaCultura è un movimento che coinvolge... (Continua a leggere)

The Cultural and Creative Industries, A Stylised Typology (Andari et al., The Work Foundation 2007).

#FondatiSullaCultura

Martedì 10 marzo 2015 presso i Musei Capitolini, nella Sala Pietro da Cortona dalle ore 10 alle ore 13, si terrà l’iniziativa promossa dalla Commissione Cultura di Roma Capitale; qui trovate il  Manifesto per l’impresa culturale di #FondatiSullaCultura. (Immagine: The Cultural and Creative Industries, A Stylised Typology, Andari et al., The Work Foundation 2007)

#FondatiSullaCultura è un movimento che coinvolge operatori privati della cultura: persone, cioè, che creano ricchezza per il Paese e che si guadagnano da vivere realizzando progetti culturali in Italia, attraverso diverse forme giuridiche (Associazione Culturale, Fondazione, Società commerciale, Cooperativa) e in diversi settori (fotografia, teatro, musica, cinema, televisione, arte). Marica Stocchi (responsabile di minimum fax media) si è impegnata costantemente e tenacemente nel corso di più di un anno a connettere e riunire individui, enti, associazioni, e a progettare un processo collaborativo di ideazione attorno a un tema oggi fondamentale: la condizione normativa dell’impresa culturale in Italia. Grazie a lei e a Michela Di Biase, Presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale che sostiene e promuove questo percorso,ci siamo innanzitutto resi conto che, di fronte alla domanda fondamentale che ci rivolgevamo («Di cosa abbiamo bisogno?»), la risposta non è stata: «maggiori finanziamenti pubblici», ma: «un sistema chiaro e appropriato di regole in cui muoverci».

 
Telero-home

Settant’anni dopo Carlo Levi, fermarsi a Eboli oggi

Questo articolo è uscito sul Venerdì di Repubblica. Ringraziamo l’autrice e la testata. (Nell’immagine, “Lucania” di Carlo Levi . Fonte immagine)

EBOLI (Salerno) «Cristo si è davvero fermato a Eboli, dove la strada e il treno abbandonano la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania». In piazza Carlo Levi, queste prime righe di Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi sono scolpite sul piedistallo del busto di Carlo Levi, eseguito da studenti e insegnanti del liceo artistico Carlo Levi. In calce: La città di Eboli a ringraziamento per la notorietà resa, 4 settembre 1999.

 
don-giovanni-filippo-timi (1)

Il teatro trasformato in animazione da villaggio vacanze

La settimana scorsa al Teatro Argentina ho visto uno degli spettacoli più belli degli ultimi anni (è andato in scena per la prima volta nel 2004 a Broadway e poi ha girato il mondo), Slava’s snow show – la compagnia di Slava è una compagnia di clown ormai leggendaria e la sua è una performance di circo contemporaneo talmente strabiliante da valere da sola l’abbonamento alla stagione.

Ieri sera sempre all’Argentina ho visto una delle patacche peggiori degli ultimi anni, il Don Giovanni messo in scena da Filippo Timi. Prodotto dal Teatro Franco Parenti, dal 2013 fa il pieno di incassi in tutta Italia ed ha raccolto una cornucopia di recensioni favorevoli se non esaltate.
Riuscire a deludere tutti i pregiudizi positivi (compresa la mia convinzione che Filippo Timi sia un artista di talento) che si portava dietro non era facile. Eppure Don Giovanni è uno spettacolo così approssimativo, mal scritto, con una recitazione così rabberciata, che si rivela alla fine non solo uno spettacolo brutto, ma un modello di spettacolo brutto, concentrando in sé tutti i peggiori difetti del teatro italiano di oggi, difetti che però paradossalmente decretano il successo del pubblico e della critica.

 
Peter Paul Rubens Two Sleeping Children_1612-13 ca

Humanities e Terzo settore. Come tenere insieme innovazione sociale e mondo della ricerca

Questo pezzo è uscito su L’Huffington Post. (Immagine: Peter Paul Rubens, Two Sleeping Children_1612-13 ca., The National Museum of Western Art, Tokyo) Proprio in questi giorni David Folkerts-Landau, capo economista di Deutsche Bank, ha ammesso che “per tenere unita l’eurozona abbiamo sacrificato un’intera generazione”. Nella sua durezza, per niente attenuata dal proposito di sincerità, l’affermazione si commenta [...]

 
Francesco_De_Gregori_-_Raccolta2

E qualcosa è rimasto. 40 anni di Rimmel

di Malcom Pagani

Fermandosi ad annusare la vita in certe trattorie della vecchia Tiburtina, tra il vino dei Castelli “che si può bere solo a quell’età” e gli amici dell’epoca, Francesco De Gregori ripensava alle storie di ieri che sarebbero diventate quelle di domani. Nell’inverno del ’75, uscendo a notte fonda dalla Rca dopo aver registrato clandestinamente Rimmel, incontrava l’alba al tavolo con gli altri randagi della truppa e abbaiava alla luna, da capobranco della sua muta. Cani di strada. Occupanti abusivi dello Studio A, uno spazio che nella casa discografica che accolse, tra i tanti, Baglioni, Conte, Dalla, Fossati e Venditti, era riservato alla musica classica e alle colonne sonore cinematografiche.

 
pg-35-napoleon-1-dea-getty-1

La “Mappa” di Vittorio Giacopini

Questo pezzo è uscito su Sardi News

di Giacomo Mameli

Sempre Storia è. E sempre guerre sono. Ovunque e quandunque siano raccontate, dall’Anabasi al De bello gallico dei tempi andati, a Un anno sull’altipiano o a Centomila gavette di ghiaccio di tragiche gesta più vicine a noi. Uno zoom tuttocronaca certifica “l’ordine di levare le tende di buon mattino” ma anche di “passare in rassegna le truppe”. Semmai imbattersi in un “percorso a ostacoli tra carretti carichi di bieda, rape, carote, broccoli e gabbie di polli, galline, pulcini, conigli” e sorprendere “gli ussari di guardia” mentre esibiscono “divise non proprio linde ma curate, e certi sguardi carogna, preoccupanti”. E ricordare, visto che della grande Storia stiamo parlando, “la celebrata battaglia delle piramidi, un capolavoro sì ma inconsistente”. Con una pennellata: “La tattica mordi e fuggi di quei selvaggi sciupava le studiate geometrie del genio francese”.

 
spencer_elden

I “futures” e la natura del futuro attuale

Questo pezzo è uscito sul n. 22 del magazine di “Artribune”. (Nella foto: Spencer Elden, il neonato della copertina di Nevermind dei Nirvana, nel 2008.)

“What’s the problem with focusing on the long run? Part of the answer — although arguably  the least important part — is that the distant future is highly uncertain (surprise!) and that long-run fiscal projections should be seen mainly as an especially boring genre of science fiction. (…) …influential people need to stop using the future as an excuse for inaction. The clear and present danger is mass unemployment, and we should deal with it, now” (Paul Krugman, Fight the Future, “New York Times”, 17 giugno 2013).

 
Lega-Nord-manifestazione-Salvini-piazza-del-Popolo-3

L’arrembaggio sgangherato dei fascio-leghisti

Una cancellata si è materializzata all’Esquilino, in un sabato mattina romano. Larga da marciapiede a marciapiede, costruita in stile barricata/puzzle, alta più o meno due metri e mezzo, con dentatura appuntita in cima. Ad occhio, un patchwork poco geometrico. È blu, dello stesso blu dei blindati della polizia che la sostengono, ed è piazzata all’imbocco di via Napoleone III, una delle tante strade che partono da piazza Vittorio Emanuele II, la piazza più grande di Roma, costruita dai “piemontesi” nel quartiere oggi pieno di botteghe indiane, bengalesi, cinesi. I passanti si soffermano, guardano oltre la griglia di ferro. Giornalisti e turisti scattano fotografie, residenti e commercianti la osservano prima con stupore, quindi con quella che sembra una crescente familiarità. Si finisce con l’abituarsi a tutto. Troppo larga per una porta di calcio, la cancellata potrebbe andar bene per una partita di pallavolo, non fosse per la dentatura in cima. La superficie irregolare del reticolo renderebbe pressoché impraticabile lo squash. Difficile attaccarci bigliettini o messaggi. I poliziotti se ne stanno nei blindati, a vigilare sul loro checkpoint-charlie-per-un-giorno.

 
royal-15

Fuori dal film

Abbiamo le prove è una rivista online di non fiction nata un anno fa da un’idea di Violetta Bellocchio. Pubblichiamo l’intervento di Marianna Crasto ringraziando l’autrice e la rivista.

di Marianna Crasto

Attorno al tavolo della cucina c’è stata una di quelle sedute psicanalitiche in cui io e mia madre ci scambiamo il ruolo di paziente e medico ogni sette minuti. Capita di continuo e ovunque: sul bordo del letto, in bagno, davanti al bidone della spazzatura, a volte non saprei dire dove abbiamo cominciato e dove siamo andate a finire perché può succedere che gironzoliamo per casa mentre parliamo, e lei addirittura stenda i panni e io a passarle le mollette di fianco.

 
emmanuel-carrere-pose-5ec7-diaporama

Lo strano libro di Carrère sul cristianesimo

È stata pubblicata in questi giorni da Adelphi la traduzione di Francesco Bergamasco de “Il regno”, l’ultimo romanzo di Emmanuel Carrère. Questa recensione è uscita su IL.

di Carlo Mazza Galanti

Studiando i capolavori di Agostino e Rousseau, la filosofa spagnola María Zambrano ha indicato la confessione («l’azione massima che è dato attuare con la parola») come l’origine dell’autobiografia. Se c’è un autore che negli ultimi anni non solo ha imposto la scrittura autobiografica all’attenzione del pubblico internazionale ma l’ha spinta verso un allargamento inedito dei suoi confini tradizionali, questo è Emmanuel Carrère. L’astuzia dello scrittore francese è stata quella di trasformare se stesso in un crocevia di altre vite: un soggetto aperto, attraversato da correnti centrifughe, riflesso da eventi e personaggi apparentemente distanti che nel flusso del racconto finiscono sempre per tornare al centro, all’autore, al suo ego così discreto e così ingombrante. Il suo nuovo libro, Le Royaume (Il regno) è il grande atteso della rentrée letteraria, uscirà in Francia il 10 settembre (in Italia sarà pubblicato da Adelphi nella primavera del 2015).