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I giallo-verdi hanno vinto il derby

di Marco Mantello   1. Ministero dell’agricoltura Certi uscieri diventano viola a vedere quella vacca di una suora sulle tracce di un inserto culturale Altri accettano scommesse sull’odore che farà domattina. È per quello che hanno tutti la mascherina Le Viviani è una vita che non sono più sorelle l’intervallo si prendono a spinte e […]

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“Ricrescite” di Sergio Nelli: la prefazione di Antonio Moresco

Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, la prefazione al libro Ricrescite di Sergio Nelli, uscito per Tunué.

di Antonio Moresco

Rileggo dopo molti anni questo piccolo gioiello di genere indefinibile, questo piccolo libro che respira e fa respirare, pubblicato per la prima volta nel 2004 da Bollati Boringhieri e che adesso viene ripubblicato da Tunué, ad apertura di una serie di ristampe annuali che si prefiggono meritoriamente di salvare alcune opere che la macina editoriale e culturale di questi anni, e le logiche puramente mercantili e mediatiche che le governano, destinerebbero altrimenti all’oblio; di andare a ripescare alcune perle sepolte.

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L’immacolata concezione del comune di Roma e il mezzo miracolo di Giufà, libreria caffè

di Claudio Morici Roma, quartiere San Lorenzo. Piazza dell’Immacolata è circondata da una moltitudine di realtà. Di giorno confina con una chiesa, un mercato, una scuola e con la vicina Facoltà di Psicologia. È una piazzetta vivace e realista. Ti siedi accanto a uno studente col panino o a un alcolista col Tavernello, c’è il […]

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“Il Gabbiano” di Cechov: una grande regia di Ennio Coltorti

di Chiara Babuin

La fine dell’800 è caratterizzata da un’inquietudine repressa a fatica, un’indignazione crescente per i vecchi ordini, le vecchie generazioni; da una tecnologia che comincia a invadere progressivamente i ritmi naturali del vivere umano, dove la distinzione tra metropoli e campagna si fa netta e senza possibilità di ritorno. Protagonista di questa condizione è un giovane individuo spaesato e senza riferimenti, che guarda con insofferenza alla comunità, rifugiandosi nella parte più in ombra del proprio io. Sono gli anni che fungono da incubatrice per la Rivoluzione Russa e la Prima Guerra Mondiale.

Solo nell’ultima decade del XIX secolo, Rimbaud muore a soli 37 anni, la Secessione Viennese s’insinua febbricitante nella società della capitale austriaca, esprimendo il suo fermento innovativo e destabilizzante e Freud comincia a pubblicare i suoi primi studi.

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Tra realismo e incanto: “La prima vita di Italo Orlando” di Carola Susani

La guerra è finita, da un po’ di tempo ma non da così tanto tempo; Irene, ragazzina, ne è rimasta fuori, «non l’ha conosciuta», è qualcosa che non ha riguardato direttamente la sua vita. Qua e là però affiorano elementi del cataclisma ancora così fresco, una guerra che in Sicilia ha infuriato con forza e violenza: ordigni inesplosi, echi di soldati americani di passaggio lungo i campi, bunker nella terra. Intorno, il futuro sta accadendo, sia pure con siciliana lentezza, il tempo che scorre piano nelle giornate assolate a Sette Cannelle. «A poco a poco avevamo visto fiorire le automobili, avevamo festeggiato le Ape colorate che snaturavano comicamente la campagna». Le cornacchie si agitano sui mandorli.

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Le fragilità del nostro narcisismo. Appunti a margine del film “Il ragazzo più felice del mondo” di Gipi

di Francesco Campana

Nel suo secondo romanzo, L’Uomo Autografo, Zadie Smith racconta la storia di Alex-Li Tandem, inglese di padre cinese e di madre di religione ebraica, che di lavoro fa il collezionista, commerciante e autenticatore di autografi. L’Uomo Autografo, appunto. Disilluso dalla vita e preda di un vuoto profondo che lo porta a drogarsi in continuazione, a fare un grave incidente in automobile e a tradire la sua amata Esther, ha una sola vera autentica passione: Katherine (detta Kitty) Alexander, attrice degli anni Quaranta a cui, da tredici anni, spedisce una lettera alla settimana, nella speranza di ricevere una risposta contenente il suo rarissimo autografo.

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Libri da leggere e voci da ascoltare: “Una bambina da non frequentare” di Irmgard Keun

Pubblichiamo un pezzo uscito su Robinson, l’inserto culturale di Repubblica, che ringraziamo.

Belle copertine, traduzioni accurate e un catalogo che resterà: ogni volta che si ha a che fare con l’Orma editore non si può fare a meno di notare, prima ancora di entrare nel contenuto del singolo libro, che può esistere un modo intelligente, elegante di fare editoria. In questi giorni, accanto alla nuova traduzione di un vecchio libro di Annie Ernaux, La vergogna, arriva per la prima volta in Italia il testo di un’altra autrice da scoprire: Irmgard Keun, nata a Charlottenburg nel 1905 e morta a Colonia, dove si era trasferita da bambina, nel 1982.

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Calvino e i meme: lo scudo delle Lezioni americane

di Teresa Capello Quando vengono pubblicati i Six memos for the new millennium ovvero le Lezioni americane, mai pronunciate da Italo Calvino nel 1988, sono “una lettura che per molti ragazzi diventa la strada maestra per farsi lettori, studiosi, scrittori” come ha sottolineato recentemente Matteo Nucci: e proprio per questo motivo, s’aggalla qui un tentativo […]

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Non esiste sentiero senza una fine

Jane Sautière è una scrittrice francese, nata a Teheran nel 1952 e tornata successivamente a Lione e Parigi, dove ha lavorato come educatrice penitenziaria. Come scrittrice esordisce nel 1998: tra i suoi romanzi, tutti pubblicati per i tipi di Verticales, compaiono Fragmentation d’un lieu commun (2008) e Mort ‘un cheval dans les bras de sa mère (2018). La Nuova Frontiera ha pubblicato in Italia il suo Guardaroba (2013), nella traduzione di Silvia Turato.
Di seguito pubblichiamo un testo inedito in Italia della scrittrice francese.

di Jane Sautière

Non sono nata in Francia. E ho anche vissuto parecchio all’estero (vissuto, non viaggiato). Quindi mi è successo spesso di venire accolta da altri.

Dunque, nata in Iran. La persona che mi tira fuori da mia madre, che mi srotola il cordone ombelicale dal collo, che mi batte sulla schiena perché pianga è un’ostetrica armena. Quella che mi asciuga via il muco dal corpo, che lo aspira fuori dalle mie narici è una levatrice iraniana.

Father Murphy (by Carlotta Del Giudice)

Eresia e salvezza: la via psichedelica di Father Murphy

Questo pezzo è uscito sul Mucchio, che ringraziamo.

di Chiara Colli

Un percorso non solo musicale, ma anche narrativo, simbolico, esistenziale. Un progetto nato a inizio Duemila con le radici ben piantate nello spirito Do It Yourself e dall’attitudine punk (messo su disco dal lavoro del Madcap Collective), ma soprattutto con lo sguardo costantemente rivolto in avanti. Una ricerca sonora accompagnata da un’esplorazione audace degli angoli più bui dell’Io Collettivo, raccontata attraverso le gesta del “personaggio” Father Murphy. Una necessità ancor prima che missione: mai autoreferenziale, sempre volta a rafforzare, lontano da ogni cliché e scorciatoia, il rapporto profondo tra significato e significante.