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Scene dalla mia vita: Liv Ullmann

Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Una scogliera filmata in bianco e nero, le rocce piatte e scabre, sullo sfondo un frammento di mare grigio. Dal limite basso dell’inquadratura compare una donna, indossa un lupetto e una giacca impermeabile: ci guarda, solleva una macchina fotografica, fissa nell’oculare del mirino, scatta, impercettibilmente ci sorride, si volta e si allontana verso la costa caliginosa.

È una scena brevissima di Persona, il film con cui nel 1966 Ingmar Bergman ridefinisce la grammatica della narrazione per immagini, eppure, forse proprio per questa sua fugacità, quel lampo di fotogrammi è uno dei modi in cui il volto di Liv Ullmann – il suo sguardo perentorio e disarmato – si è fatto cinematograficamente indimenticabile.

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L’idea di futuro che ci avevano scippato. Su “Borne” di Jeff Vandermeer

di Christian Raimo La nostra gioventù, quella di noi quarantenni, gli anni novanta, dopo la caduta del Muro, passò sotto l’etichetta della fine della storia, una definizione che diede il politologo Francis Fukuyama, e che ci regalò insieme all’inquietudine, un misto di sollievo: se la storia era al suo termine, non ci saremmo più dovuti […]

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La scelta di Richard Ford

La vita. Forse sarebbe questa la risposta che vi darebbe Richard Ford se gli chiedeste da dove trae l’ispirazione per le sue storie. La vita in tutti i suoi movimenti impercettibili intorno a noi. È da lì che l’autore di Rock Springs, Sportswriter e de Il giorno dell’indipendenza (per cui ha vinto sia il Premio PEN/Faulkner sia il Pulitzer) parte per creare i personaggi e soprattutto i luoghi che fanno da sfondo alle sue storie. Luoghi che, come ricorda Sandro Veronesi sono descritti in maniera così vivida e partecipata da diventare essi stessi personaggi.

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Tutti al mare, a sognare la montagna. Uno sguardo geografico sull’attualità letteraria

L’ultima estate italiana, afosa e da record per quanto riguarda gli incassi delle strutture balneari e degli esercizi commerciali delle località marittime, è sembrata dilatarsi oltre ogni limite e proseguire oltre i propri confini naturali, ma che cosa ne resta, nel bel mezzo di quest’inverno? Ricordi sfocati, nell’attesa della bella stagione che il 2018 vorrà offrirci, e la certezza che la preferenza degli italiani per il mare sia definitivamente consolidata: non che fosse necessaria un’ulteriore conferma, poiché le immagini e le canzoni della nostra mitologia vacanziera, sin dagli anni del boom economico, hanno in larghissima parte come sfondo le spiagge della nostra penisola e delle nostre isole. La lunghissima estate del 2017, però, coi suoi sconfinamenti, coi fine settimana al mare da tutto esaurito anche ad autunno inoltrato – almeno finché le temperature sono state clementi –, ha significato l’accentuazione di una tendenza: nel turismo costiero sembra ormai radunarsi ogni possibilità di distrazione, tanto che l’assalto ai lidi è stato messo in atto non appena gli obblighi della città lo abbiano permesso, e non è stata d’ostacolo l’alzataccia causa partenza (e coda autostradale) del sabato mattina, per i più sfortunati che non siano riusciti ad anticipare alla sera prima e per chi non sia stato abbastanza spudorato da darsi alla fuga addirittura attorno all’ora di pranzo del venerdì, riuscendo a farsi sostituire sul posto di lavoro, insistendo un po’.

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LOve: tentativo di esaurimento dell’eros

Parlare dell’amore, farne un discorso, scivolare oltre l’asse rigido di un Novecento fatto di cultura, politica, eros, società e lasciare che tutto coli e schizzi in un dripping letterario coinvolgente, affabulante e capace di dare forma improvvisa e sfuggente al desiderio. Fulvio Abbate con LOve. Discorso generale sull’amore (La Nave di Teseo) scandaglia l’amore come […]

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Gli sdoganatori

di Marco Mantello Sono più di venti anni che la schizofrenia distorsiva di Repubblica produce e alimenta elettori di destra Mescolare skinhead, anni  venti cori sulle foibe, centri sociali essere pro e contro i manifestanti e la polizia Cavalcare la piazza. E reprimere la piazza Minniti e il Che. Mondadori e rai tre Prima i […]

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Dorothy Allison racconta “La bastarda della Carolina”

Giovedì 22 febbraio arriva in libreria per minimum fax La bastarda della Carolina di Dorothy Allison, tradotto da Sara Bilotti. Pubblichiamo la postfazione dell’autrice ringraziando l’editore.

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Essere antifascisti è impedire ai neofascisti di manifestare. (Il discorso di Sandro Pertini a Genova nel 1960)

di Sandro Pertini Gente del popolo, partigiani e lavoratori, genovesi di tutte le classi sociali. Le autorità romane sono particolarmente interessate e impegnate a trovare coloro che esse ritengono i sobillatori, gli iniziatori, i capi di queste manifestazioni di antifascismo. Ma non fa bisogno che quelle autorità si affannino molto: ve lo dirò io, signori, […]

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La nuova ideologia di destra italiana: il paternalismo classista di Cazzullo, Battista e Polito (senza contare Crepet, Galimberti e Serra)

di Christian Raimo Nel giro di nemmeno un mese sono stati pubblicati tre libri di tre editorialisti del Corriere della sera sulla loro esperienza di padri che si dichiarano incapaci di capire la generazione dei figli ma che comunque s’industriano per dare soluzioni a quella che loro stessi definiscono l’emergenza educativa. Antonio Polito (1956) per […]

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Storia del mio giardino

Quando ci eravamo lasciati, mi ero dato nuove leggi. Non l’avrei vista. Non l’avrei chiamata. Non sarei passato davanti alla casa che ci aveva trattenuti insieme per anni, e nella quale, essendo di sua proprietà, lei abitava ancora. Per evitare ricadute, cancellai il suo numero dal cellulare e ripulii la memoria del computer.

La rigida osservanza delle leggi mi aveva permesso di sopravvivere – così, altre ancora ne fissai. Avrei cambiato amici. Avrei cambiato città. Avrei cambiato lavoro. Avrei disertato i social network e tagliato i capelli in altro modo.

Tutte queste cose insieme avevano fatto di me un’altra persona, e a volte, fissandomi allo specchio, notavo una crepa tra quel riflesso e l’immagine che credevo di possedere.