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La “funzione-conversazione” e la “riserva oscura”. Due letture dei Fratelli Michelangelo

[Pubblichiamo due riflessioni, firmate dallo scrittore e critico Paolo Di Paolo e dal poeta Tommaso Lisa, intorno all’ultimo romanzo di Vanni Santoni I fratelli Michelangelo (Mondadori 2019)] * * * Non abbiate paura dei Buddenbrook di Paolo Di Paolo Non abbiate paura dei Buddenbrook. Il grande romanzo di famiglia non è mai archiviato per sempre. […]

Foto: un murales di Marco Rocchi, Giuseppe Dell'Olio, Alessio Lucchesi a Calenzano

La deriva filosofica. La festa della filosofia a Milano

Il prossimo 19 gennaio 2020, per la prima volta, si terrà in Triennale Milano la Festa della Filosofia. Un’intera giornata fatta di incontri, lezioni, laboratori, “allenamenti fisici” e mentali: in campo alcuni dei nomi più brillanti del panorama culturale italiano. Ideata da Tlon, progetto filosofico condotto da Maura Gancitano e Andrea Colamedici, la Festa della […]

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Il mito di Shahrazad, le poesie di Mohja Kahf e lo scontro di civiltà

di Sergio Mancuso

Figlia di immigrati persiani in America, la poetessa Mohja Kahf – dopo aver faticosamente lottato per la propria integrazione ed essere divenuta docente di Letteratura Comparata – è autrice della raccolta di poesie E-mails from Sheherazad, edita in Italia dalla casa editrice Aguaplano. Sempre a cavallo tra due culture, ma diversa per entrambe, ha proposto più volte e in diversi modi nella sua carriera, tenendolo ben in mente, quanto la narrazione sia la chiave della conoscenza, e come anche fece Toni Morrison, ha cercato di esprimere un’istantanea sentimentale di quelle che sono le istanze di coloro che sono messi ai margini, in questo caso i figli di immigrati cresciuti in terra straniera: una condizione quanto mai attuale oggi e che lei esprime in poesie come il passaggio lì o Mia nonna si lava i piedi nel lavandino del bagno di Sears.

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Fastfood social club

Questo articolo è uscito sul Venerdì di Repubblica, che ringraziamo per la disponibilità. di Claudio Morici La foresta pluviale occupa circa nove milioni di chilometri quadrati ed è il luogo del Pianeta dove si concentra la maggior quantità di specie animali e vegetali. Si calcolano 900 mila specie differenti, di cui solo il 15-35 per […]

Leoluca Orlando e Palermo, se l’incanto diventa destino

Pubblichiamo un pezzo uscito su Repubblica – Palermo, che ringraziamo.

Incantare è un’arte. Incantare è una strategia. Incantare è anche una trappola. Se l’«incanto» – evocare il magico tramite ponderate cantilene – è tra i pilastri del discorso istituzionale, ogni amministratore ha una sua peculiare tecnica fascinatoria. Leggendo il discorso pubblico del sindaco di Palermo da questa prospettiva, la sensazione è che per Leoluca Orlando l’incanto sia non solo una tecnica ma un destino.

Prima condizione dell’incanto orlandiano è partire da un’evidenza incontestabile: «Oggi Palermo è migliore di com’era negli scorsi decenni».

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All’orizzonte delle nostre città isolate c’è “Futureland” di Lola Arias

di Francesca Lombardi

Una città, organizzata e tecnologicamente funzionante, galleggia isolata sul mare. Nulla sembra possa scalfirla nella sua lucente funzionalità.

È Futureland, la Berlino del futuro.

Nell’ultimo lavoro di Lola Arias, una parete video ad animazione 3D accoglie gli spettatori nel container del Maxim Gorki Theatre, introducendoli allo spettacolo: “Welcome to Futureland”, recita la scritta in sovraimpressione.

Lo spettatore, ancor prima dell’inizio, viene invitato a confrontare la propria idea di città con quella proiettata. Chi non vorrebbe vivere, isolato ma felice, in un luogo che offre qualsiasi possibilità ai suoi abitanti?

La risposta è tutti. Eppure, sembra non riusciamo ad accorgerci che Futureland non sta parlando a noi, che già l’abitiamo, ma ai protagonisti che hanno dovuto combattere per potervi accedere. Otto adolescenti provenienti da Guinea, Afghanistan, Siria, Somalia e Bangladesh che hanno affrontato l’inferno delle leggi sull’immigrazione minorile tedesche.

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Il giorno in cui Roberto Bolaño non incontrò Bernardo Bertolucci

Questo articolo è uscito su La Repubblica, che ringraziamo. di Nicola Lagioia Bernardo Bertolucci amava molto Roberto Bolaño. Ricordo, durante l’ultimo anno di vita del regista, delle lunghe chiacchierate sullo scrittore cileno. Bertolucci considerava giustamente I detective selvaggi tra le più grandi opere letterarie dell’ultimo quarto di secolo, e trovava formidabili i racconti di Chiamate […]

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Le vie dei canti a Napoli

La casa della famiglia di origine di Pino Daniele a Napoli in via san Giovanni Maggiore Pignatelli andrà all’asta a fine gennaio. Questa è la denuncia partita da un gruppo facebook che si batte contro la turistificazione del centro storico partenopeo, aggredito da speculazioni edilizie che ne calpestano la storia e ne snaturano la fisionomia […]

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Le lezioni di felicità di Ilaria Gaspari

Se entrate in libreria Lezioni di felicità (Einaudi) di Ilaria Gaspari, lo troverete nel settore di Filosofia, però potrebbe star bene anche nella narrativa italiana. Proverò quindi a parlarne come se fosse un romanzo, e dunque mi viene naturale accennare alla “trama”. La protagonista è stata appena mollata dal fidanzato, soffre per l’improvvisa mancanza e […]

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Per un pugno di cioccolata e altri specchi rotti. La letteratura testimoniale di Helga Schneider

Immagina una bicicletta rossa, Hannelore, quando, al compimento dei 13 anni, suo padre le annuncia che è arrivato il momento di mostrarsi una fedele cittadina del Reich e contribuire a scovare gli ebrei per denunciarli, promettendole un regalo in cambio. Per la festa nazionale non ci si può esimere dall’esporre la bandiera germanica ma c’è chi, come Herr Kollner, decide di ignorare l’ordinanza nonostante le minacce del responsabile del caseggiato.

Solo davanti a Hannelore, che gli ricorderà i suoi doveri di cittadino, l’uomo, amareggiato e rabbioso per il modo in cui quell’adesione a una dittatura criminale si era innestata persino nelle menti dei bambini, le sferra uno schiaffo rivelandole di essere un ebreo, sperando così di risvegliarla da quel torpore. Il giorno dopo, al ritorno dalla scuola, Hannelore trova la sua bicicletta rossa ad attenderla, con cui prende a girare davanti al palazzo per suscitare le invidie dei suoi coetanei.