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100 idee per lo spazio di via Napoleone III una volta sgomberata Casapound:

di Christian Raimo 1. una asl 2. una moschea 3. un museo del fumetto intitolato a Stefano Tamburini 4. la sede fissa di Baobab Experience 5. un labirinto 6. la nuova sede del Rialto 7. un forno di quartiere 8. una biblioteca internazionale 9. una succursale della Di Donato 10. la nuova sede della Fondazione […]

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Giovani cuori in lacrime: “Il vento selvaggio che passa” di Richard Yates

Una storia che funziona può essere raccontata anche mille volte, e Richard Yates ne sapeva qualcosa. A chiunque gli chiedesse perché nei suoi libri fosse così presente la tematica familiare, rispondeva: «Non c’è altro di cui scrivere». Lo avrebbe dimostrato con romanzi come Easter parade e Revolutionary Road, in cui la famiglia perde e riacquista di continuo i suoi connotati positivi per trasformarsi spesso e volentieri in uno spazio insalubre, sfibrante e infelice.

Autore fondamentale per la lettura dell’America degli anni Sessanta e Settanta non meno di Carver o Cheever, Yates sarebbe morto a sessantasei anni senza aver goduto di particolari riconoscimenti o celebrazioni.

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La fragilità degli istanti sospesi

In un’intervista del 1985 in cui le si chiedeva come immaginava la vita nel 2000, dopo alcuni istanti di silenzio, Marguerite Duras risponde che l’uomo sarebbe stato sommerso dall’informazione e non avrebbe più viaggiato, perché con l’aumentare della velocità si sarebbe perso il tempo del viaggio e dunque del vedere e del vivere. Sarebbero però rimasti il mare, gli oceani e la lettura. Un giorno l’uomo avrebbe riscoperto la lettura e tutto sarebbe cambiato.

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Stregati: “Città sommersa” di Marta Barone

Questa intervista è uscita sul quotidiano Libertà, che ringraziamo.

Il viaggio di Libertà alla scoperta dei libri dei 12 semifinalisti del Premio Strega, che stiamo conducendo grazie al prezioso supporto della libreria Fahrenheit 451 di Sonia Galli, prosegue con “Città Sommersa” di Marta Barone. Il suo racconto comincia a prendere forma quando un giorno dall’armadio di sua madre emergono dei vecchi documenti, copie degli atti di un processo in cui il padre, Leonardo Barone, viene accusato di partecipazione a banda armata.

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Antifascismo oggi: una lettura queer de “Il giorno mangia la notte”

di Chiara Mogetti Per un periodo della mia vita ho praticato street fighting, una disciplina sportiva che prende le mosse dall’autodifesa. Complici ginocchia e caviglie inaffidabili, l’esperienza si è conclusa nel giro di pochi mesi. Nonostante questo, quelle serate hanno lasciato il segno. E non mi riferisco ai lividi che riportavo a casa con soddisfazione […]

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Novant’anni di Clint Eastwood: la filosofia del mito

Novant’anni fa nasceva la leggenda del cinema Clint Eastwood. Cinesophia, il festival di Ascoli Piceno che indaga la filosofia del cinema, ha deciso di dedicare al grande attore la sua quarta edizione, che si terrà, in una versione innovativa, proprio in occasione del compleanno di Eastwood il prossimo 31 maggio. Il primo philoshow web: una […]

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L’idea che ho di Paolo Sorrentino

di Marco Mingolla (In copertina: Paolo Sorrentino al Bifest 2014, sul palco del teatro Petruzzelli di Bari. Foto di Daniele Notaristefano.) Quando il giovane editore parigino Robert Denoel si ritrovò davanti all’altrettanto giovane medico Louis Ferdinand Céline, lo scrittore, ebbe la sensazione di aver incontrato “un uomo di estrema lucidità, disperato e freddo, e tuttavia passionale, […]

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Uomo, dove sei?

di Caterina Orsenigo “Dove sei?”, chiede Dio a Adamo. “Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto»”. (Genesi 3,9-10). Nel piccolo e splendido libro Il cammino dell’uomo, Martin Buber spiega così questo passo della Bibbia: “Ogni volta che Dio pone una domanda di questo genere […]

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Sulla scrittura: viaggio tra le lettere di Charles Bukowski

Pubblichiamo un pezzo uscito su Tuttolibri, che ringraziamo.

Lasciamo dunque la parola a lui, Charles Bukoswki, Buk, Henry Chinaski, il Dirty Old Man, Hank: «Nato il 16/08/1920, Andernach, Germania, non so dire una parola in tedesco, anche in inglese me la cavo male. I redattori dicono, senza motivo: Bukowski, o non conosci l’ortografia o non batti correttamente o forse continui a usare lo stesso stramaledetto nastro della macchina da scrivere». Ancora, più avanti negli anni: «Biog.? Sono folle e vecchio e rimbecillito, fumo come le foreste dell’inferno, ma mi sento sempre meglio, cioè, peggio e meglio. E quando mi siedo alla macchina da scrivere è per scolpire tette su una mucca – una cosa davvero enorme».

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In quarantena con Hap e Leonard

Photo by Matt Seymour on Unsplash

di Fabio Nardelli

Hap, uno dei due protagonisti della fortunata serie di Joe Richard Harold Lansdale, è nascosto nella buca dei birilli del vecchio bowling abbandonato vicino la cittadina di Laborde, nel Texas; tra le braccia il fucile calibro 22, con cui coltiva un rapporto ambiguo, da texano liberal; propaggine naturale del braccio e limite che non avrebbe mai dovuto valicare, nonostante l’ottima mira e gli insegnamenti paterni. A proteggergli le spalle, dall’alto, come sempre, il suo amico Leonard, più limpido e sereno con un’arma in mano per far fuori gli stronzi che se lo meritano, che prima o poi entreranno. Entrano sempre.