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Future Sex: Il sesso e il mondo a venire

Pubblichiamo un’intervista uscita sul Mucchio, che ringraziamo.

L’intimità di massa, il poliamore, la sessualità liberata del Burning Man. Emily Witt aveva appena compiuto trent’anni quando ha iniziato a scrivere Future Sex, un’esplorazione di cosa è oggi il sesso e di come è cambiato.

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Le feste di compleanno dei nostri figli nel secondo decennio degli anni duemila

di Maurizio Cotrona

Ho tre figli piccoli (di 2, 4 e 6 anni) e, dal 2013, mi tocca partecipare alle feste di compleanno a cui sono invitati, ad un ritmo di circa 3 al mese (meno spesso in estate).  Sono stato testimone di una settantina di feste, accumulando esperienza per scrivere con una certa cognizione di causa di questo momento essenziale di socializzazione di nostri bambini. Non solo, ho vissuto le feste di Roma e di Taranto, e posso persino avventurarmi in una differenziazione geografica.

Primo dato atteso: non si festeggia più in casa. Solo 1 dei 70 compleanni (arrotondo per comodità) è stato ospitato nell’abitazione del festeggiato. Esiste ormai un’industria diffusa sul territorio, fatta di strutture che tirano avanti anche organizzando feste: palestre, asili, ludoteche, parchi-gioco, gomma park. Il termine “industria” mi sembra il più appropriato, perché la straordinaria omogeneità di svolgimento che ho potuto verificare sembra proprio quella di un processo industriale estremamente rodato.

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Se partecipare al Premio Strega significa far pubblicità alla Toyota

“Ma come, Matteo, non lo sai che ci sono regole d’ingaggio?” mi ha domandato uno degli altri quattro finalisti di questa edizione del Premio Strega, pochi giorni fa a Salerno, durante la prima delle presentazioni previste prima della serata finale. “Certo che lo so” gli ho risposto “ma fare pubblicità alla Toyota non era fra le regole d’ingaggio”.

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Dal Cantico dei Cantici al Burning Man. Roberto Latini e Maniaci d’Amore a Primavera dei Teatri

(fonte immagine)

Primavera dei Teatri, a Castrovillari, resta uno degli appuntamenti irrinunciabili della stagione festivaliera, non solo per l’atmosfera gradevole che si respira ma anche perché, con la sua collocazione alla fine delle stagione teatrali, riesce sempre ad essere un’antenna puntata sul nuovo, sugli spettacoli in formazione, sulle visioni che il teatro ci regalerà in un futuro prossimo.

È così ad esempio per il «Cantico dei Cantici» di Fortebraccio Teatro, che Roberto Latini ha presentato – in anteprima nazionale – in una versione affascinante e spiazzante. Il libro biblico attribuito a re Salomone, celebre per le sue descrizioni dell’amore, è in realtà un testo di derivazione mesopotamica ed è probabilmente un canto nuziale. La sensualità che trasuda dalle pagine del Cantico lo rendono un testo atipico del corpus biblico – Dio non viene mai nominato, sostituito dalla pervasività dell’amore di cui è principio ispiratore – e anche uno dei più conosciuti e amati dell’Antico Testamento, trattato come un oggetto di letteratura pura, prima ancora che come un testo sacro.

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Paesaggi contaminati: letteratura e reportage secondo Martin Pollack

Martin Pollack sarà tra gli ospiti internazionali di Geografie sul Pasubio, quattro giorni di trekking tra i rifugi e le malghe del Monte Pasubio, tra la Provincia di Trento e quella di Vicenza, con incontri dedicati al reportage, al racconto dei luoghi e degli uomini.

«Lavorare a Il morto nel bunker. Inchiesta su mio padre ha significato anche distruggere la mia infanzia. Ho avuto un’infanzia meravigliosa, tanto amato dai miei nonni che mi hanno allevato. La mia ricerca mi ha messo spietatamente davanti agli occhi il fatto che essi non erano solo affettuosi nonni, ma anche protervi nazisti, pieni di odio e disprezzo per gli altri, slavi ed ebrei. La distruzione della propria infanzia è un’impresa pericolosa e non so se riuscirò mai a superarla», ha raccontato una volta Martin Pollack a Claudio Magris.

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La parola (laica) di Don Milani

Mezzo secolo dalla morte di Lorenzo Milani, e dalla sua “Lettera a una professoressa”. Tanta storia è trascorsa, e per la ricorrenza in questo anno diversi libri sono stati scritti, molte parole sono state dette, alcune forse non a proposito. E proprio le parole sono al centro della riflessione di Valeria Milani Comparetti, la nipote del Priore di Barbiana, nel volume “Don Milani e suo padre”, che per l’appunto ha come sottotitolo “Carezzarsi con le parole” (Edizioni Conoscenza).

Valeria Milani (curatrice anche della cronologia del Meridiano Mondadori appena pubblicato) è figlia di Adriano, fratello maggiore di Lorenzo (e suo medico personale): il suo punto di osservazione è di certo prezioso. Le abbiamo chiesto di questa attenzione nei confronti del valore della parola, e racconta come Don Milani sia stato “un prete particolare anche per questo.

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Un estratto da “Tabù”, il nuovo romanzo di Giordano Tedoldi

Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dall’ultimo romanzo di Giordano Tedoldi, Tabù, uscito per Tunué. Il libro sarà presentato domani alle ore 21 alla libreria Trebisonda, a Torino, per il Salone Off 365. Interverrà Nicola Lagioia.

Quando esco a cavallo con Antonia, il confronto tra i nostri modi di montare manifesta la differenza tra la scioltezza di una limitata abilità e la felicità di esercitare un dominio. La sensazione di esserle secondo non è sgradevole, al contrario, mi piace da impazzire. È uno spettacolo vederla cavalcare perennemente davanti, in pantaloncini jeans e reggiseno del bikini a maglia marrone, il laccio di seta rosa – la sua vezzosa cravattina – che sfila come un’insegna cavalleresca, le gambe tornite contro i fianchi di Julia, faisant grâce à son cheval de l’étreinte des genoux, facendo grazia al cavallo della stretta delle ginocchia, come scrive Saint-John Perse; sembra persino stucchevole la sua aderenza al modello dell’amazzone che fende l’aria come fantasma di pura energia.

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Lo stato del fumetto italiano – intervista a Bagnarelli, Fior, Gipi, Dr.Pira, Ratigher, Tota.

Questo pezzo è uscito su Linus, che ringraziamo. Il mercato italiano del fumetto è oggi il quarto al mondo e cresce del 37% annuo, secondo le stime più recenti dell’AIE, per un valore (secondo una stima indipendente di Matteo Stefanelli dell’Università Cattolica di Milano) di circa 200 milioni di euro. Un dato tanto più significativo […]

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Sentirete parlare di Chris Bachelder

di Christian Raimo Sentirete parlare di Chris Bachelder nei prossimi anni: è evidente che questo scrittore di Minneapolis del 1971 – portato in Italia da Martina Testa, prima come editor di minimum fax (il suo primo libro tradotto, Orso contro squalo, è del 2004) e ora di Sur – è dotato di una maestria, di […]

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Dopo Oslo: Il nuovo paradigma

di Mark A. LeVine e Paola Caridi

Ci sono luoghi ammantati di mito, a Gerusalemme. Anche quando a risuonare, nella memoria, non sono solo i suoni della sua lunga, plurimillenaria Storia, ma le parole del suo travagliato percorso contemporaneo. C’è anche una stanza d’albergo, tra questi luoghi, che evoca la più cocente delusione dell’ultimo quarto di secolo. È la stanza numero 16 dell’American Colony, una di quelle che si affaccia nel piccolo cortile (ora ristorante) di uno degli hotel più affascinanti del Medio Oriente. Venticinque anni fa, alla vigilia delle elezioni che riportarono al governo di Israele il Partito Laburista (e Ytzhak Rabin premier), due uomini si incontrarono in segreto nella stanza numero 16 attraverso una mediazione scandinava. Erano Yossi Beilin, uno scienziato politico israeliano, poi divenuto protagonista del pacifismo nazionale, e Feisal al Husseini, il più rispettato politico palestinese di Gerusalemme, l’erede di una famiglia che aveva impresso la sua orma nella storia della città.