ah-lamore-lamore-pdf

Il penultimo romanzo di Manzini raccontava molto bene il disastro della sanità italiana

di Christian Raimo e Davide Grillo Un paio di anni fa è uscito per Carocci un libro Rossella Selmini Da Kurt Wallander a Salvo Montalbano. Polizia e poliziotti nella letteratura europea contemporanea, dove viene sviscerata l’evoluzione del romanzo poliziesco europeo, i modi in cui vengono rappresentate le forze dell’ordine, la corrispondenza di queste rappresentazioni con […]

graffiti-771696_1920

Diario di un editore di fumetti #4

Quarta parte di una serie a cura di Maurizio Cotrona: la testimonianza personale di un progetto che intende produrre editoria a fumetti a Taranto. Un viaggio tra ambizioni e difficoltà. Qui le puntate precedenti.

20 agosto 2020

Ci ho messo un paio di giorni a decifrare il codice del fastidio latente emerso alla fine del numero precedente. Il messaggio nascosto, contiene indicazioni utili alla ricerca del DNA di Ottocervo e della mia strada per incidere nel mondo del fumetto (o viceversa).

Il mio fastidio nasce dall’essere stato giudicato non per il mio lavoro (la sceneggiatura), ma per una prodotto derivato (il soggetto). Immagino che un disegnatore (o un autore completo) debba provare un fastidio mille volte superiore al mio perché, per lui, la distanza tra il prodotto finale (il fumetto finito) e quello derivato (il soggetto) è ancora maggiore.

ferragni_filosofia_ercoli

“Chiara Ferragni – Filosofia di un influencer”, un estratto

Pubblichiamo, ringraziando autrice ed editore, un estratto da “Chiara Ferragni – Filosofia di un influence” di Lucrezia Ercoli, uscito per Il Melangolo. di Lucrezia Ercoli “Ora mi credete quando parlo del potere della condivisione?” Il 9 marzo 2020 – nel pieno dell’emergenza coronavirus, mentre l’Italia affronta il dilagare del contagio mettendosi in quarantena, con la sanità […]

1rg

Restaurare i padri sulle rovine di una memoria ingrata. Régis Jauffret

Si interroga sulla possibilità di guarire dalla propria infanzia Régis Jauffret quando si rende conto che l’unica difesa da un dolore antico nel ricordo di un padre assente, avido e anaffettivo può compiersi attraverso l’invenzione. Tra le centinaia di personaggi che per decenni una delle voci più rilevanti della letteratura francese contemporanea ha generato, ne mancava uno: Alfred Jauffret. Il pretesto è fornito da un documentario trasmesso nel settembre 2018 – La polizia di Vichy – in cui lo scrittore riconosce chiaramente il palazzo di Marsiglia dove trascorse l’infanzia. Una sequenza di pochi secondi svela l’arresto di suo padre da due uomini della Gestapo. Un avvenimento ancor più sconvolgente perché ignoto a tutti i parenti e amici più vicini. L’enigma porta l’autore ad approfondire la vicenda: ricercare la verità per comprendere che ruolo assegnare a quel padre e provare a immaginare di dipingerlo come un eroe e riabilitarlo nel ricordo.

Schermata 2020-11-20 alle 14.01.56

“Novembre” e “Vedrai, vedrai”: il ritorno di Iosonouncane

di Giulia Cavaliere

Iosonouncane è tornato, lo ha fatto con un 45 giri digitale che dopo poche ore si è fatto fisico e che porta sul lato A il suo nuovo inedito, Novembre, e sul lato B una cover di Vedrai, vedrai, il pezzo di Luigi Tenco inciso per la prima volta nel suo album omonimo del 1965 ed estratto poi su un 7’’ nel ’67 col passaggio dalla discografica Jolly alla RCA.

Una caratteristica essenziale eppure un poco segreta della scrittura di Jacopo Incani, già nelle orecchie di tutti con il suo ultimo album, vero e proprio cult della musica italiana contemporanea (DIE, 2015) e annunciatissimo, chiaro e inappuntabile talento già ai suoi esordi (La Macarena su Roma, 2010), è questa apertura alla canzone tradizionale, pur tenuta un po’ celata dietro le strutture sonore più sperimentali, ardite, estreme.

102811717-6c940262-553a-427a-b4d6-1e712a721938

Su “La città dei vivi”

A seguito di un lungo pezzo di Walter Siti su La città dei vivi, il quotidiano Domani mi ha chiesto un contributo da cui far partire una discussione che è proseguita  on line. Ho accettato di buon grado. Ringrazio Domani consapevole che l’autore non ha l’ultima parola su ciò che ha scritto. di Nicola Lagioia Per quali strade […]

1rfc

Underland, il viaggio nel tempo profondo di Robert Macfarlane

Che cosa sappiamo dei segreti che il mondo custodisce sotto ai nostri piedi? I viaggi affascinanti di esplorazione del sottosuolo dello scrittore Robert Macfarlane, nato a Oxford, classe 1976, critico letterario e docente all’Emmanuel College di Cambridge, sono animati da questa domanda.

Underland, un viaggio nel tempo profondo (Einaudi, 417 pagine, 22 euro traduzione di Duccio Sacchi), insignito del National Outdoor Book Award e inserito tra i migliori libri dell’anno dalle principali testate internazionali, è cominciato a nascere nel 2010. Macfarlane si è soffermato su quattro eventi, che in sequenza da quell’anno ci hanno ricordato la connessione ineludibile tra ciò che è sopra e sotto la superficie terrestre: il terremoto di Haiti, il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull e la vicenda dei trentatré minatori cileni intrappolati nella miniera di oro e rame di San José nel deserto di Atacama.

1sl

Storiette e storiette calzabili

di Simone di Biasio

Da ragazzino, credo in seconda liceo, era esplosa la moda delle “Total 90”, modello di scarpe Nike che andavano bene su un campo di calcetto, invece si presero la strada, i nostri piedi. Alla fine – spoiler – arrivai in classe con un paio di scarpe da ginnastica cinesi (in questo, per la verità, come le Nike), riproduzione ridicola delle originali. Ma mio padre il giorno prima s’era ingegnato perché aveva visto stampata sul mio volto l’espressione col sorriso ebete di chi non vuole deludere il genitore del regalo, ma nemmeno vuole quelle scarpe, ma voleva QUELLE scarpe, non la copia sgualdrina.

colibrì

Emergenza contro prevenzione

di Alessandro Tolomelli Le generalizzazioni non appartengono al mio modo di pensare e rappresentano per me un rischio dal quale cercare di rimanere lontani ogni volta che si riflette sulla realtà.  Questo ho imparato nella mia formazione ed è uno dei punti di riferimento nel mio lavoro di studio e ricerca.  Penso però che in […]

rodion-kutsaev-0VGG7cqTwCo-unsplash-min-min

8 secondi, il viaggio di Lisa Iotti nell’era della distrazione

Photo by Rodion Kutsaev on Unsplash

di Giorgio Biferali

Tanto lo so com’è andata, e so anche come andrà a finire. Avete letto il titolo di questo pezzo da qualche parte, per caso. Magari su facebook, perché seguite la pagina di minima&moralia, la seguite per i motivi più vari, perché in fondo vi piace, oppure solo perché vi fa sentire meglio l’idea di seguirla, vi fa sentire migliori. O magari no, ve l’ha linkato qualche amico, la vostra ragazza, il vostro professore che vi sta correggendo la tesi di psicologia, antropologia, di scienze della comunicazione, e allora voi siete costretti a leggerlo, questo pezzo, tutto, dall’inizio alla fine, per evitare poi di fare figuracce.