1jeff

A proposito di rock. La versione di Jeff Tweedy dei Wilco
di

Pubblichiamo un pezzo uscito su Tuttolibri, che ringraziamo. Non è necessario leggere l’edizione completa di un’ipotetica Grande Enciclopedia del Rock per scoprire che gli anni Zero non sono stati l’epoca d’oro del genere. Com’è noto, le lancette vanno spostate più indietro; il che, ovviamente, non annulla la possibilità di eccezioni, anche grandiose. Ad esempio, i Wilco. Album come Yankee Hotel... (Continua a leggere)

1jeff

A proposito di rock. La versione di Jeff Tweedy dei Wilco

Pubblichiamo un pezzo uscito su Tuttolibri, che ringraziamo.

Non è necessario leggere l’edizione completa di un’ipotetica Grande Enciclopedia del Rock per scoprire che gli anni Zero non sono stati l’epoca d’oro del genere. Com’è noto, le lancette vanno spostate più indietro; il che, ovviamente, non annulla la possibilità di eccezioni, anche grandiose. Ad esempio, i Wilco. Album come Yankee Hotel Foxtrot e A Ghost Is Born hanno rischiarato gli ascolti di noialtri orfani – non voglio dire nostalgici – del rock più penetrante, quello che va dritto al cuore dai Velvet Underground in giù. Per focalizzare meglio, prendete At Least That’s What You Said, proprio da A Ghost Is Born, e fatela suonare a un volume degno; verso il secondo minuto, dopo che Jeff Tweedy avrà intonato una manciata di toccanti versi al pianoforte, vi ritroverete a mimare una chitarra, catturati dalla magia della musica. Poco ma sicuro.

Prete

Gli agenti letterari

Giulio Milani segnala una sua microstoria degli agenti letterari, dal nuovo blog letterario della collana Wildworld di Transeuropa https://www.wildworld.cloud/ La foto allegata al pezzo è di Michela Bin *** Gli agenti letterari di Giulio Milani Gli agenti letterari, nel nostro paese, si sono diffusi con più forza soprattutto a partire dagli anni novanta e per […]

Escoire_château

Lo strano caso di Henri Girard

di Gilles Nicoli Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 1941 nel castello di Escoire, in Francia, si trovano quattro persone: Henri Girard, suo padre Georges, sua zia Amelie, e la domestica Marie. La mattina seguente solo Henri Girard è ancora vivo. Gli altri tre sono stati brutalmente assassinati a colpi di roncola. […]

Schermata 2019-10-17 alle 16.04.24

Harold Bloom: cosa resta del Canone

di Nicola Lagioia questo pezzo è uscito su La Repubblica, che ringraziamo Benché insegnasse a Yale con i più alti gradi, Harold Bloom non aveva molta fiducia negli accademici, soprattutto per come aveva visto l’università cambiare sotto i suoi occhi nell’ultimo quarto di secolo. Detestava i professori convinti – il loro nome stava diventando legione […]

1mm

Marilyn non muore mai

Le palpebre socchiuse, metà del viso coperto dai capelli color platino, le labbra vicine alla spalla che si sporge verso chi guarda. Sì, siamo negli anni ‘50, e Marilyn Monroe i media la vogliono così, sensuale, ammiccante, voluttuosa, dolcemente seduttiva, di quell’estetica della seduttività felina, che è sempre docile e vogliosa.

Lei, un’icona, si dirà, dopo la morte, un po’ vittima di sé stessa, della sua straordinaria bellezza, della sua carnosa carica erotica, di ciò che poteva scatenare a vederla camminare, sorridere, mentre abitava un corpo che sembrava non possedere mai, accompagnato com’era dall’immagine che il mondo ne dava e dà ancora.

1mpb

Come la musica resistente brasiliana ingannò il potere

di Francesco Bove

Quando l’Ato Institucional n°5 fu emanato le cose cominciarono a prendere una brutta piega in Brasile. Era il 1968 ed erano passati già quattro anni da quando le forze armate brasiliane destituirono forzatamente João Goulart, accusato di mettere in pratica politiche di sinistra, per prendere il potere. Furono aiutati dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America che, mentre nel resto del mondo diffondeva una Bossa Nova americanizzata, decise di porre fine, in Brasile, alle politiche più aperte e modernizzatrici inaugurate dal presidente Kubitschek.

Cultura e potere sono sempre andati di pari passo e l’America ha sempre saputo sfruttare le ricchezze altrui per trarne grossi vantaggi. Lo fece nel 1936 quando il dipartimento di stato americano inviò truppe di filmakers e artisti creativi in America Latina per prendere, a mo’ di souvenir, frammenti di vita e di cultura brasiliana.

charlie-marusiak-6MxxQJtDgak-unsplash

La Grecia come frontiera

Photo by Charlie Marusiak on Unsplash

Pubblichiamo un pezzo uscito sul D-La Repubblica delle donne, che ringraziamo.

Quasi trent’anni fa, la prima estate in cui cominciai a girare per le isole greche, mi ritrovai in una spiaggia di Patmos a cui si accedeva percorrendo una breve sterrata. Non c’era quasi nessuno in giro. Oltre a me e l’amico con cui ero partito, solo un piccolo gruppo di ragazzi greci che passavano le loro giornate sotto a una pergola di canne. Fra loro si distingueva una coppia di bellezza indimenticabile. Erano un po’ più grandi di noi appena usciti da scuola. Avevano corpi bruni, abbrustoliti dal sole e dal sale. Erano nudi e si muovevano come animali assonnati fra la sabbia e l’acqua. A un tratto il ragazzo si avviò verso una delle tende piantate dietro la fila di tamerici, tornò vestito di un paio di occhialini da piscina, passò con grazia e distacco una mano sulla schiena della ragazza seduta sul bagnasciuga e s’immerse.

1burhan-sönme

Come un ragno che non si allontana dalla tela. Dentro il labirinto di Burhan Sönmez

Sperava forse di cancellare un dolore di cui ora non ha più memoria, Boratin Bey, il giorno in cui decise di buttarsi nel Bosforo e togliersi la vita. L’esito di quell’intento una costola rotta e la perdita della memoria. Si può vivere nel presente senza il proprio passato? È possibile ricrearlo se solo il corpo ne porta i segni? È ciò su cui si interroga il protagonista del nuovo romanzo di Burhan Sönmez che si muove in una sorta di labirinto mentale tra i frammenti di un’esistenza che non riconosce e con la perenne sensazione di vivere separato dal mondo.

L’intera produzione letteraria di Sönmez ruota attorno a un’idea di passato che come in Labirinto, (trad. Nicola Verderame, Nottetempo, 2019), ne Gli innocenti (trad. Eda Ozbakay, Del Vecchio, 2014) e in Istanbul Istanbul (trad. Anna Valerio, Nottetempo, 2016) rappresenta il fulcro di un’indagine nata da storie individuali per diventare collettiva.

1white

“I ragazzi della Nickel”: intervista a Colson Whitehead

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo (fonte immagine).

Colson Whitehead, insignito nel 2017 del Premio Pulitzer per la narrativa, dopo la consacrazione internazionale arrivata con La ferrovia sotterranea, è tornato in libreria con il nuovo romanzo I ragazzi della Nickel (Mondadori, 216 pagine, 18.50 euro, traduzione di Silvia Pareschi). Nel libro Whitehead ha esplorato con l’osservazione sul campo e l’immaginazione una vicenda che racconta dell’America di ieri, ma parla di un futuro di libertà ancora da conquistare.

Nel 2014 un gruppo di archeologi e antropologi forensi della University of South Florida ha riportato alla luce l’esito delle brutalità perpetrate nel cuore degli anni Sessanta presso il riformatorio Arthur G Dozier School for Boys, chiuso nel 2011, nel paesino di Marianna. Dai primi scavi, compiuti nel 2012, a oggi, nell’area circostante alla scuola, inaugurata il primo giorno del Novecento, sono state individuate oltre ottanta tombe clandestine.

librifoto

Bibliophile: miscellanea di una miscellanea

Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

Il libro lo inizia scrivendo: “Lo scopo di questo libro è triplicare la misura della vostra pila di libri da leggere”. Lo chiama una Wunderkammer letteraria, fatta di flussi di coscienza e sei o più o meno gradi di separazione che collegano libri, scrittori, biblioteche, librerie e simili. Dopo il successo del volume disegnato My Ideal Bookshelf (con Thessaly La Force, Little, Brown and Company, pp, 240, 24.99 $) che raccoglieva gli scaffali di libri preferiti da celebrità di vario tipo, l’artista americana Jane Mount ha raddoppiato con Bibliophile: An Illustrated Miscellany (Chronicle Books, pp. 224, $ 24.95), incantevole raccolta scritta e disegnata di appunti, liste e storie legate al grande mondo dei libri.