Russell-Banks

La scrittura di Russel Banks
di

Superato la diffidenza iniziale, dovuta al vizio – comune agli scrittori d’origine proletaria – di dover per forza teorizzare per superare il senso di inferiorità verso gli intellettuali, il romanzo di Banks di quasi trent’anni fa, finalmente tradotto da Paola Brusasco, è veramente una grande narrazione epica, forse uno dei punti più alti sulla fine del sogno americano. Subito... (Continua a leggere)

Russell-Banks

La scrittura di Russel Banks

Superato la diffidenza iniziale, dovuta al vizio – comune agli scrittori d’origine proletaria – di dover per forza teorizzare per superare il senso di inferiorità verso gli intellettuali, il romanzo di Banks di quasi trent’anni fa, finalmente tradotto da Paola Brusasco, è veramente una grande narrazione epica, forse uno dei punti più alti sulla fine del sogno americano. Subito dopo l’inizio, Russel Banks (classe 1940) ci presenta una suggestiva ma anche didascalica metafora: è come se gli esseri umani che vivono, si muovono ed emigrano sul pianeta rispondessero alle leggi di natura delle condizioni climatiche, venti e maree, e, più in profondità, al movimento delle masse di terra che formano i continenti.

 
bellas_mariposas

Ancora su “Bellas mariposas”

Nel mondo del giornalismo culturale, dove spesso ormai alle recensioni si preferiscono le segnalazioni e le anticipazioni, una delle cose che non accade praticamente mai è che si parli due volte dopo dello stesso oggetto, e questo è tanto più vero se questo oggetto è una cosa piccola, un film indipendente, un libro uscito in [...]

 
build

Building Stories

Questo pezzo è uscito su Orwell.

Building Stories (Pantheon books) è una scatola contenente 14 pubblicazioni di diverso formato che, insieme alla scatola stessa sul cui bordo compaiano otto vignette in tutto, formano il secondo graphic novel di Chris Ware, uno dei maestri americani del genere. Parlo di pubblicazioni perché oltre a vari libri con la copertina rigida, libretti spillati e strisce orizzontali, ci sono un foglio grande come un poster, un quotidiano da tenere con entrambe le mani e persino un tabellone pieghevole tipo gioco da tavolo. Parte del materiale era apparso su varie riviste americane tra cui la serie, a cadenza più o meno annuale, Acme Novelty Library auto-prodotta dallo stesso Ware.

 
franz-kline

Aviatori navicelle e onde radio

Questo pezzo è uscito su IL(Immagine: Untitled, Franz Kline.)

Deja-vu (2005), il primo folgorante romanzo di Tom McCarthy, si conclude su un jet privato dirottato dal protagonista ormai al culmine della follia. L’aereo disegna senza sosta un 8 in mezzo al cielo. Sul bailamme postcomunista di Uomini nello spazio (2007) veglia la figura solitaria di un astronauta sovietico rimasto bloccato in orbita senza che nessuno, all’indomani della disgregazione dell’URSS, voglia prendersi la briga di farlo tornare indietro. A terra circola un’icona bizantina, centro focale del romanzo, dove un uomo, un santo, appare sospeso sopra un mondo dalle forme vagamente geometriche.

 
Alessandro-Piperno_h_partb

Intervista a Alessandro Piperno

Questo pezzo è uscito su Vice.

Mi trovo a pranzo con Alessandro Piperno di sabato, in un ristorante dei Parioli ben riscaldato, a tema oro-verde-legno molto autunnale, famoso per il suo tiramisù destrutturato e per le famiglie bionde che lo frequentano come fosse casa loro. Piperno è vestito con uno dei suoi completi da Sherlock Holmes, non ricordo bene quale, ma comprende sempre una pipa, una giacca comoda, degli occhiali, e colori da cucina inglese.

 
018113-twitter

Come facevamo a insultarci quando non c’era Twitter?

M’insultano ergo sum. Dopo le minacce a Laura Boldrini e le offese ricevute da Enrico Mentana su Twitter, da giorni si celebrano in Italia i funerali della “civil conversazione”. Sul tema sono intervenuti tutti: prima chiedendo a Mentana di restare su Twitter, poi replicando alla sua lettera d’addio. Giù trasmissioni, corsivi e talk-show. Nell’epoca dell’ingiuria, e soprattutto della sua riproducibilità tecnica, l’insulto scritto sembra diventato la struttura segreta dei social network. Domanda: prima com’era? Risposta: uguale. Sono decenni che sul web prima ci si provoca, poi ci si oltraggia. Da una parte gli anonimi, dall’altra firme più o meno famose, con la zona grigia tra i due insiemi che è l’area più vasta. Qualcuno rischia addirittura di fare la figura del neofita ad accorgersi con ritardo del tipo di galateo usato nel web.

 
Superhero Valentine 7

Audaci, veri e molto comici, ecco i supereroi fai-da-te

Questo pezzo è uscito su Repubblica.

Un senso di giustizia, così come un barlume di filantropia, è presente in ognuno di noi. Nel momento in cui si supera la misura consueta e l’attaccamento alle persone insieme a un bisogno inestimabile di equità coagulano e si insediano in un individuo, allora, insensibilmente, irreparabilmente, sta per nascere una figura che conterrà in sé qualcosa di eroico e di grottesco.

Supergiusti, supertosti, superveri. Alla scoperta dei supereroi fai-da-te (Caratteri Mobili) di Silvestro Ferrara è il compendio – troppo breve, un centinaio di pagine, rispetto alle molteplici implicazioni di ciò che descrive – di che cosa sono i contemporanei real life superhero. Vale a dire coloro i quali, da qualche parte nel mondo, hanno deciso di servire il genere umano non tramite un bonifico bancario (troppo disincarnato) o un altrettanto generico volontariato presso una mensa o un dormitorio pubblico, bensì trasformando se stessi, un pezzo della loro vita, in un bene materiale attivo.