64235566_419373985458761_6422666860050776064_n

Su Sonno giapponese di Gabriele Galloni

di Ilaria Palomba Sonno giapponese di Gabriele Galloni (Italic Pequod, 2019) è una galleria di spettri. Si tratta di quarantuno racconti brevissimi, sul modello delle Finzioni di Borges, in cui l’autore viaggia per mondi altri, dalla superficie lunare ai campi d’argento di Saturno, passando per un Messico immaginario in cui si tramanda un’oscena tradizione e […]

1legom

Meno resilienza, più resistenza

Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

di Andrea Colamedici e Maura Gancitano

Ci sono espressioni che entrano nel linguaggio comune e che iniziamo a usare senza domandarci quale sia il loro reale significato e quanto, di conseguenza, ci influenzino. Una delle più diffuse e pervasive è tatuata sul dorso della mano sinistra di Gianluca Vacchi, influencer da dodici milioni di seguaci, poco sotto la scritta Enjoy e subito sopra Prendi in mano la tua vita: è la parola RESILIENZA, considerata dai più come la panacea di ogni male e la via d’uscita perfetta dai nostri tempi oscuri, complessi e faticosi. Bisogna impadronirsi della propria esistenza, non farsi sovrastare dagli avvenimenti, riuscire ad affrontare qualunque situazione spiacevole. Eppure, a guardarla bene, resilienza è la perfetta negazione di questi consigli.

1vit

La grammatica della corsa: intervista a Fausto Vitaliano

di Federico Vergari

La grammatica della corsa è il nuovo romanzo di Fausto Vitaliano – tra i più noti sceneggiatori di fumetti Disney, ma anche scrittore, traduttore e autore teatrale. Il libro è edito da Laurana e parte da un tema universale – la ricerca del padre – per arrivare ad affrontare numerosi altri temi di grande attualità. Abbiamo rivolto all’autore qualche domanda e lui ci ha risposto spaziando tra suggestioni visive di George Grosz e citazioni dell’indimenticato e sempre prezioso Alessandro Leogrande. Un momento per parlare del suo libro che però dice anche tanto altro. Su di noi, sul nostro Paese, su quello che siamo e che potremmo diventare.

Raybanstage

Il rosa più bello del Primavera Sound 2019

Il Primavera Sound ha osato, il Primavera Sound ha vinto. L’edizione 2019 sarà ricordata come la più coraggiosa, diversa e assurda della storia ormai ventennale del festival musicale più importante d’Europa quanto a rilevanza, tendenza e capacità di anticipare il futuro. Il fatto che lo slogan di quest’anno fosse The New Normal non deve ingannare.

La normalità che gli organizzatori hanno voluto fortemente è stata sinonimo di apertura verso generi finora trascurati se non addirittura snobbati, abbattimento di qualsiasi barriera tra una musica più alta e una più bassa, fine della dittatura dell’indie, assenza di headliner propriamente detti e, soprattutto, un cartellone con una perfetta parità numerica tra artisti maschili e artisti femminili.

1sadin (1)

Sulla ragione artificiale, e dintorni

I ragionamenti e le discussioni sull’intelligenza artificiale occupano oggi un posto importante all’interno del dibattito pubblico e delle riflessioni contemporanee. Questo è certamente dovuto al fatto che l’intelligenza artificiale, dopo un periodo di affinamento e ricerca nei laboratori, ha ormai un ruolo pervasivo nella nostra società, occupando una porzione decisiva della quotidianità e investendo così le esistenze di nuove speranze e interessanti promesse.

Ovviamente a fianco di queste prospettive positive, se ne prefigurano altre di segno opposto, portate avanti da osservatori critici che sottolineano, per esempio, come questo tipo di novità metta a repentaglio posti di lavoro per gli uomini.

9788829703005_0_0_902_75

“L’aula vuota” di Ernesto Galli Della Loggia è un libro pessimo sotto ogni punto di vista

di Christian Raimo Questa è stroncatura senza appello dell’ultimo libro di Ernesto Galli Della Loggia, pubblicato – con qualche responsabilità – da Marsilio. Il saggio – 240 pagine – vorrebbe essere un lungo inno civile: accompagnare il lettore in una lunga disamina dei mali presenti e passati della scuola italiana, e invitarlo a un impegno […]

1centauria

Stranger Things: una guida ragionevole

di Simone Tribuzio

Manca ancora poco al binge watching più sfrenato per quanto riguarda una nota serie originale Netflix: trattasi proprio dell’attesissima terza stagione di Stranger Things. La serie dei fratelli (gemelli) Duffers, attingendo a piene mani dall’immaginario cinematografico horror e fantastico degli anni ’80, si è conquistata in poco tempo un pubblico vastissimo e grazie anche – in parte – al sano passaparola. La ricetta che ha portato la serie al successo mondiale, e sulle bacheche di tutti i profili social, è ascrivibile in primo luogo a due (tra i vari) elementi che le hanno permesso di accedere a pieno titolo nell’olimpo della cultura pop.

Tutto questo ha spinto Nadia Bailey, autrice ed esperta di cinema e lifestyle, a scrivere quello che è un manifesto, una limpida dichiarazione d’amore verso un prodotto televisivo che unisce tanti altri fan sotto lo stesso tetto.

1gourd

Gurdjieff: le origini di un insegnamento sconosciuto

di Chiara Babuin

Chi era Gurdjieff?
Un santo, un cialtrone, uno sciamano, un imbroglione?
Un mistico guardiano di una Tradizione perenne o un volgare affabulatore?

Dalle sue prime apparizione pubbliche, quindi da circa un secolo, ammirazione e sospetto, devozione e calunnia si alternano e mescolano, contribuendo a creare uno dei ritratti più controversi e contraddittori della spiritualità novecentesca.

Certo, superficialmente il “maestro di danze armene” sembra avere il physique du rôle del falso guru: carismatico, misterioso, a tratti triviale, disinvolto e abile con i soldi, abile ipnotista e genio della seduzione dialettica.

1berta

Sai chi è lui? Berta Isla di Javier Marías

di Valentina Berengo

Javier Marías è un romanziere inconfondibile, non c’è niente da fare: anche in Berta Isla (in questi giorni in uscita in economica per Einaudi, a un anno dalla pubblicazione, tradotto da Maria Nicola) ritrova, intessendoli in una nuova storia con nuovi contorni e confini, i suoi temi.

Sì, perché nei romanzi dello scrittore spagnolo nulla è mai come sembra: identità, realtà, fatti, pensieri, convinzioni, punti di vista potrebbero tutto d’un tratto ribaltarsi, e il lettore, pur non sapendo cosa succederà la pagina dopo, ne è in qualche modo avvertito.

paul-garaizar-1922-unsplash

L’intimità delle nostre battaglie. Intervista a Claudia Durastanti

Photo by Paul Garaizar on Unsplash

di Livia De Paoli

Misurare le parole; le distanze; la durata di un amore; lo spazio che offre una città; e poi perdere il conto di tutto. Claudia Durastanti scrive da molteplici punti di rottura, interruzioni del tempo; e da un luogo dislocato appena sotto la soglia del visibile. Fading. Lì dove le cose si stanno dissolvendo e perdono forma, e tuttavia si possono ancora rintracciare i contorni e interrogarli così come si interroga un oracolo: senza risposte certe. La straniera è un romanzo che accoglie l’eco di una genealogia femminile, da cui l’autrice discende, e diventa poi anche il brusio proveniente da una generazione che viaggia e sposta continuamente il proprio punto di vista sul mondo e non smette di sentirsi straniera, di cercare casa, e finisce con familiarizzare proprio con questo senso perenne di estraneità, di non completa appartenenza.