DSC_1978 (1280x800)

Lampedusa ritrovata
di

Lampedusa - Una volta sognai/di essere una tartaruga gigante/con scheletro d’avorio/che trascinava bimbi e piccini/e alghe e rifiuti e fiori/e tutti si aggrappavano a me,/sulla mia scorza dura./Ero una tartaruga che barcollava/sotto il peso dell’amore/molto lenta a capire/e svelta a benedire./Così figli miei/una volta vi hanno buttato in acqua/e voi vi siete aggrappati al mio guscio/e io vi ho... (Continua a leggere)

DSC_1978 (1280x800)

Lampedusa ritrovata

Lampedusa – Una volta sognai/di essere una tartaruga gigante/con scheletro d’avorio/che trascinava bimbi e piccini/e alghe e rifiuti e fiori/e tutti si aggrappavano a me,/sulla mia scorza dura./Ero una tartaruga che barcollava/sotto il peso dell’amore/molto lenta a capire/e svelta a benedire./Così figli miei/una volta vi hanno buttato in acqua/e voi vi siete aggrappati al mio guscio/e io vi ho portati in salvo perché questa testuggine marina/è la terra che vi salva/dalla morte dell’acqua. «Conosci questa poesia che Alda Merini scrisse per Lampedusa?», domanda Zakaria Mohamed Ali, mentre lo sguardo si perde nella vastità del mare. Al Porto Vecchio i pescatori sistemano le reti; gli uomini della Guardia Costiera preparano la nave Peluso. «Eravamo in quarantatré sul barcone, trentasette dei quali somali. Arrivammo alle due di notte, dopo tre giorni (10-13 agosto 2008) di navigazione da Mişrâtah (Tripoli), con i fari portuali a orientare l’approdo vicino».

 
saskia_sassen_image

L’economia dell’espulsione secondo Saskia Sassen

Questo pezzo è uscito su Pagina 99.

Rendere visibile un processo ancora invisibile. Riconoscerlo, individuarlo, nominarlo, per poi provare a cambiarlo. Saskia Sassen torna in libreria con un libro perfino più ambizioso dei precedenti, un altro tassello lunga quella serie di “esplorazioni eccentriche” di idee e processi dell’economia globale inaugurata nel 1996 con il saggio Fuori controllo. Poche settimane fa la Oxford University Press ha infatti pubblicato Expulsions. Brutality and Complexity in the Global Economy (in via di traduzione per il Mulino), un testo che la sociologa ha meditato a lungo e costruito alternando indagine empirica e codificazione concettuale, intorno al tentativo di affrontare di petto un “problema fondamentale nella nostra economia politica globale: l’emergere di nuove logiche di espulsione”.

 
Mingus

Charles Mingus: «In altre parole io sono tre»

In occasione dell’uscita del libro-intervista Mingus secondo Mingus di John F. Goodman, pubblichiamo un profilo di Charles Mingus firmato da Eddy Cilìa. Ringraziamo l’autore per la gentile concessione.

di Eddy Cilìa

«Sono Charles Mingus. Mezzo nero, mezzo giallo… ma non proprio giallo e nemmeno bianco quanto basta a essere identificato come tale. Per quanto mi riguarda mi considero un negro… Charles Mingus è un musicista, un musicista meticcio che produce musica bella, terribile, amabile, maschia, femminile, musica. E ogni tipo di suono: forte, piano, inaudito. Suoni, suoni, suoni, suoni, suoni, suoni, suoni… Uno che gli piace un sacco giocare con i suoni».

Si raccontava così – a una radio canadese, in un anno imprecisato (ho preso la citazione dal libretto di Epitaph, riordino ed esecuzione postuma di alcuni dei suoi spartiti più memorabili) – il più grande contrabbassista della storia del jazz e uno dei più grandi compositori – afroamericani e non solo, jazz e non solo – dell’ultimo secolo.

 
programma_855_136_david-leavitt

Un tè a casa di Paul McCartney: David Leavitt e la musica

David Leavitt, il celebre autore di Ballo di famiglia, è uno dei venticinque scrittori intervistati da Pierluigi Lucadei nel suo libro Ascolti d’autore, pubblicato nelle scorse settimane da Galaad con una postfazione di Nicola Lagioia.

È vero che da bambino volevi diventare un cantante?

Sì, verissimo, ma purtroppo ero stonato.

Hai studiato qualche strumento?

Da bambino ho preso lezioni di chitarra da Linda Waterfall, una cantante folk ancora in attività, ma suonavo in modo terribile. Oggi, nonostante non suoni nessuno strumento, spesso sogno di saper suonare il pianoforte o il clarinetto. Soprattutto mi piacerebbe saper cantare. Se potessi cantare, sarei felice di smetterla con la scrittura.

 
valle-occupato

È finito il Valle?

Il Teatro Valle ha convocato per oggi alle ore 12.00 una conferenza stampa e per le ore 17.00 un’assemblea pubblica per discutere sul destino molto molto complicato del teatro.

Dicono che sgomberano il Valle. Dicono fra tre giorni. Dicono che invece no, è in atto una mediazione e si arriverà a un risultato. Comunque vada l’esperienza del Teatro Valle occupato – per ciò che è stata in questi tre anni – è finita qui: sta finendo, dolorosamente, qui. Ieri c’è stato un incontro tra i rappresentanti della Fondazione Valle Bene Comune che in parte poi sono anche gli occupanti del Valle e quattro persone che erano lì in veste istituzionale: Giovanna Marinelli, assessore alla cultura del Comune di Roma; Michela De Biase, presidente della Commissione cultura del Comune di Roma; Marino Sinibaldi e Antonio Calbi, rispettivamente presidente e direttore del Teatro di Roma, che nel caso è l’entità a cui è stato demandato il ruolo di mediazione del caso Valle. L’incontro è stato molto chiaro. Si è partiti con due posizioni, e su quelle posizioni dopo due ore di discussione si è rimasti. Il Teatro e il Comune di Roma dicono: riconosciamo il vostro percorso, ma ora l’occupazione non ha più senso, ve ne dovete andare entro pochi giorni. Gli occupanti dicono: forse non avete ben capito il valore di questo percorso, ce ne andiamo, ma non entro tre giorni. Insomma c’è uno stallo, e la mediazione non è raggiunta, vedremo che succederà in queste ore.

 
tour-de-france-2014-vincenzo-nibali-yellow-cover

Una goccia che scava: la vittoria di Vincenzo Nibali al Tour de France

Gianni Mura racconta la vittoria di Vincenzo Nibali al Tour de France in un articolo uscito su la Repubblica. Ringraziamo l’autore e la testata.

Parigi. Guardo Nibali sul podio e penso agli italiani che lo hanno preceduto, solo sei in più di un secolo. Non è facile vincere il Tour, non è mai stato facile. Con quelli degli anni lontani (Bottecchia, Bartali, Coppi, due vittorie ciascuno) non si possono fare paragoni. Con quelli dell’ultimo mezzo secolo sì. Nencini vinse nel ‘60 senza successi di tappa. Discesista leggendario, Gastone. Vinse attaccando nella discesa di un colle senza storia, il Perjuret, che da allora una storia ce l’ha: Rivière, più forte a cronometro, volle tenere il suo passo, sbagliò una curva e in un burrone finirono il suo Tour e la sua carriera. Nencini fumava e a cena, anche durante le corse a tappe beveva volentieri vino rosso. Come Bartali, del resto.

 
patagonia-desert-2

Patagonia interiore

Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica.

Secondo fulgido romanzo dell’attrice, drammaturga, regista teatrale e scrittrice argentina Romina Paula, Agosto (La Nuova Frontiera, traduzione di Violetta Colonnelli, pagg. 160, 15 euro) è la storia di un viaggio. Emilia è la giovane protagonista, abbastanza felice della sua vita e della convivenza con il fratello e il fidanzato in un appartamento di Buenos Aires. L’equilibrio viene interrotto il giorno in cui riceve una telefonata dei genitori di Andrea, amatissima amica scomparsa cinque anni prima.

 
andrea-camilleri

Il senso di Camilleri per la storia

In queste piovose giornate di luglio un gioco e un invito: ripercorrere la storia della nostra Unità nazionale attraverso le pagine di alcuni romanzi di Andrea Camilleri. Un omaggio a uno scrittore grandissimo, i cui romanzi storici rappresentano uno dei più intelligenti e riusciti esempi di narrazione del verosimile (del resto Camilleri ha sempre tenuto a sottolineare il debito che lo lega a Alessandro Manzoni). Solo la prima citazione è tratta da I Malavoglia di Giovanni Verga, spiegare perché sarebbe pleonastico. Spero di farvi venire la voglia (in Toscana si dice così) di leggerli tutti.

17 marzo 1861, Torino. Il Parlamento Italiano, per la prima volta riunito, proclama Vittorio Emanuele II re d’Italia. Per grazia di Dio e volontà della Nazione. Ma la nazione è ancora tutta da fare. L’Italia unita, nata dal Risorgimento continua per molti ad essere ancora un’espressione, non più soltanto geografica ma anche politica. L’Italia unita dalle Alpi alla Sicilia. Mancano soltanto il Triveneto e lo Stato Pontificio. E poi manca Roma, dove Pio IX regna sullo Stato Pontificio forte dell’appoggio della Francia. Capitale d’Italia è Firenze. La Nazione che è diversa dallo Stato. La nazione comunità immaginata da un popolo che non sa sentirsi ancora uno se non quando è lo Stato a chiamare. E allora sono solo tasse e servizio militare obbligatorio:

 
gilda-mare-lo1

Momenti che non sono su YouTube: Davide Mare

Questo pezzo è uscito su l’Ultimo Uomo. (La foto è di Gilda Aloisi)

Chi è Davide Mare?

L’ultima immagine che ho di Davide Mare come calciatore, con un completo coordinato, scarpini con tredici tacchetti, in un campo più o meno regolamentare di terra con le righe di gesso, circondato da altre ventuno persone vestite da calciatori e un arbitro ufficiale, è sospeso per aria con la palla incollata al centro del petto. Per eseguire uno stop di petto bisogna allargare le braccia, ma Davide Mare le teneva lungo il corpo, con la schiena inarcata e la palla che da lontano sembrava incastrata sotto al mento. Dalla sinistra era partito un lancio in diagonale a scavalcare la difesa, cioè Davide, che aveva indietreggiato lentamente con pochi passi che sembravano insufficienti. L’attaccante avversario lo stava superando alle spalle e si sarebbe trovato solo davanti al portiere se fosse andato a vuoto, ma dato che Davide Mare legge il gioco meglio degli altri (forse in questo caso aveva calcolato il vento) quel salto all’indietro un po’ goffo con le braccia tese era stato più che sufficiente per tagliare alla perfezione la traiettoria.

 
museo delle pietre 001

Facce di pietra

(La foto in apertura è di Rosamaria Faralli. Le altre foto sono di Giuseppe Russo.)

di Andrea Gentile

Dove si nascondono le cose autentiche?, mi vado chiedendo mentre guido lungo la Statale 85 che da Isernia, Molise, porta a Vairano Patenora.

Possono nascondersi ovunque, possono arrivare da un passato che è un abisso. Eccolo: proprio qui, a Isernia, è stato trovato pochi giorni fa il dente da latte di un bambino di Homo heidelbergensis. È vissuto 600.000 anni fa: è il resto umano più antico mai trovato in Italia. Appartiene agli antenati dell’uomo di Neanderthal.

La mia giornata è dedicata, però a un’altra scoperta, molto più recente. Non arriva da seicentomila anni fa, ma dagli anni Sessanta. Accendo il motore. Sulla Fiat 500 blu degli anni Sessanta, prima automobile acquistata da mio padre e tuttora abile per tragitti brevi, ho installato artigianalmente un’autoradio.