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Free Will For Free
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Pubblichiamo, ringraziando autore e testata, un racconto apparso sul numero tre di The Flr – The Florentine Literary Review. L'argomento del numero è il sacro. Dio è Donna. (Sintesi di una chiacchierata tra Albino Luciani e Patti Smith) p.s. We sincerely apologize to all Platypus enthusiasts out there who are offended by that thoughtless comment about the Platypi. We at View Askew respect... (Continua a leggere)

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Free Will For Free

Pubblichiamo, ringraziando autore e testata, un racconto apparso sul numero tre di The Flr – The Florentine Literary Review. L’argomento del numero è il sacro.

Dio è Donna.
(Sintesi di una chiacchierata tra Albino Luciani e Patti Smith)

p.s. We sincerely apologize to all Platypus enthusiasts out there who are offended by that thoughtless comment about the Platypi.

We at View Askew respect the noble Platypus, and it is not our intention to slight these stupid creatures in any way.
Thank you again and enjoy the show.
(Kevin, Smith)

Quello che voleva, era sentirsi dire da Lei che non aveva amato mai nessuno come lui. Soprattutto, pensava ora, voleva sentirsi dire da Lei che lui era, in assoluto, l’uomo della sua vita; almeno in questa prospettiva: in quest’incarnazione vaga che le parole cercavano per potersi definire esattamente.

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10/11: un progetto letterario tra Beirut e Berlino

di Francesca Faccini

Ho incontrato Sandra Hetzl, la fondatrice di 10/11 (ten/eleven), un giorno di settembre a Berlino. Quella stessa mattina avevo letto un’intervista a Arundhati Roy. La scrittrice denunciava la trasformazione degli scrittori in giocattoli in balia dei festival e invitava ad abbandonare la letteratura innocua a favore di una scrittura coraggiosa. Con sicurezza e disincanto dichiarava il bisogno di romanzi politici partendo dalla convinzione che ogni cosa è politica.

Con ancora queste parole in testa, dopo poche ore bevevo un caffè in compagnia di Sandra, che mi raccontava come avesse deciso di creare una cornice entro la quale la sua professione di traduttrice letteraria dall’arabo al tedesco, la sua curiosità di conoscere nuove autrici e autori e il suo desiderio di curare dei libri potessero trovare forma e comunicare tra di loro.

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Nel fondo della bottiglia, gli opposti destini dei fratelli Simenon

di Tiziano Rugi

Arizona, 1948. Georges Simenon si è appena trasferito con la famiglia a Tumacacori, un pugno di case sparse intorno a un negozio lungo la strada da Tucson a Nogales, a meno di mezz’ora in auto dal Messico.

È affascinato dal deserto: galoppare nella sabbia in mezzo ai cactus e a pochi arbusti contorti e rinsecchiti, accompagnare i cow boy che trasferiscono le mandrie da un posto all’altro, bere mint julep in veranda. “I weekend sono trascorsi andando a trovare i vicini.

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Donne, madri, dee: la mostra al museo archeologico di Udine

Fino al 22 Aprile al Mueo Archeologico di Udine, situato nel Castello di gaddiana memoria, c’è una mostra straordinaria (purtroppo non pubblicizzata a dovere): Donne, Madri, Dee, esposizione di grande rilevanza scientifica e antropologica sul culto paleolitico della Grande Madre.

Una galleria di immagini e suggestioni che segue l’evoluzione del culto del Sacro Femminino nell’arco di 40.000 anni, dalla Venere di Savignano all’Arte Contemporanea.

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A Miden, nel romanzo di Veronica Raimo

«Io e il professore abbiamo avuto una storia.»

In un pomeriggio qualunque, in una casa qualunque, si accende uno dei più antichi, archetipici antagonismi: quello tra due donne che hanno condiviso un uomo. La compagna attuale, ufficiale, ha un pancione di sei mesi. L’altra, che appartiene al passato e alla clandestinità, ha un trauma per violenza finalmente denunciato e una lettera che annuncia una procedura disciplinare nei confronti dell’ex amante. Se verrà riconosciuto colpevole, il professore dovrà lasciare Miden.

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Quello che so di Bernardo Bertolucci

La Cineteca Nazionale e la Cineteca di Bologna omaggiano Bernardo Bertolucci con le proiezioni nelle sale italiane di Novecento (a partire dal 16 aprile) e Ultimo tango a Parigi (più avanti, a maggio), in versione restaurata. Pubblichiamo la postfazione di Tiziana Lo Porto al libro Cinema la prima volta, una raccolta di interviste a Bertolucci uscita per minimum fax: ringraziamo autrice e editore.

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Nuova letteratura fantastica. “Il grido” di Luciano Funetta

È più facile confezionare un’utopia che un’apocalisse? Emil Cioran se lo chiedeva nel 1960, dalle pagine di un testo, Storia e utopia, in cui faceva a pezzi un immaginario (e un modo di pensare) già in pensione, di fatto, da mezzo secolo. «Le sole utopie leggibili», scriveva, «sono quelle false, quelle che, scritte per gioco, divertimento o misantropia, prefigurano o evocano i Viaggi di Gulliver, bibbia dell’uomo disingannato, quintessenza di visioni non chimeriche, utopia senza speranza. Con i suoi sarcasmi, Swift ha smaliziato un genere fino al punto di distruggerlo». Dalle macerie sorgono Metropolis, lo Stato Unico di Zamjatin, l’Oceania di Orwell, la Galaad di Atwood. Città, Stati, continenti, non-luoghi del futuro che esasperano i connotati di skyline già scricchiolanti, panorami avvolti dalla nebbia.

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Hotel Casa del Mondo

Un racconto in versi di Marco Mantello.

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Contro la libertà di abuso

Pubblichiamo un pezzo uscito su L’Espresso, che ringraziamo (fonte immagine).

È accaduto anche a me. Quello che accade alle donne da tutta la storia. Sto parlando con un uomo, prendo parte alla discussione seduta a un tavolo di uomini, parlo a un’assemblea pubblica, quale che siano i rapporti di potere, se prendo parola, ancora, dopo anni di lotte, rivendicazioni, e rivoluzioni, come accade alle donne, posso non essere ascoltata, posso non essere vista, può succedere che quello che racconto non venga creduto, che la mia opinione non venga presa in considerazione, che la mia idea venga sottovalutata, copiata o scippata.

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La nostra garanzia si chiama complottismo

di Dario De Marco

Allora, mio caro Generale, come va?

Bene, Eminenza, molto bene, grazie. Un po’ in ansia per quel piccolo conflitto, laggiù…

Quell’ultimo che è esploso, dice? Oh misericordia divina, certo nonostante quei popoli ci siano più che abituati, è sempre triste vederli sterminarsi a vicenda… Speriamo che finisca al più presto, vero?