Matteo Renzi

Un pochettino di Matteo Renzi

Grazie all’account ufficiale Palazzo Chigi su Flickr vi offriamo tantissimo pochettino di Matteo Renzi. Qui sopra il primo: un pochettino di soddisfazione al Consiglio Europeo.   “Ne ho mangiato giusto un pochettino, ma mi è rimasto sullo stomaco”, sempre al Consiglio Europeo.   Raro esempio di pochettino con la sinistra, perché la destra è impegnata al [...]

 
GS INTRO

La Turchia di Simenon, così lontana così vicina

Questo articolo è uscito, in forma leggermente rimaneggiata, su Europa.

Siamo in un night-club di Ankara, nella Turchia dei primi anni trenta. Nel locale ha appena iniziato a lavorare una affascinante ballerina di origine ungherese, non ancora maggiorenne, di nome Nouchi. L’attenzione della ragazza viene attirata da Bernard de Jonsac, un cliente francese di circa trent’anni, con un monocolo che lo circonfonde di un’aura vagamente aristocratica.

Con questo incontro, che si rivelerà fatale, inizia il romanzo di Georges Simenon I clienti di Avrenos, efficacemente ritradotto, presso Adelphi, da Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio (pp. 157, euro 17). Simenon pubblicò il libro nel 1935, due anni dopo essersi recato in Turchia per la sua celebre intervista a Trockij. Come accade quasi sempre nello scrittore belga, i luoghi esotici sono descritti senza alcuna patina di esotismo.

 
Graffiti rupestri a Papasidero

Diario di viaggio con revenant. Ettore Sottsass Jr. e i maddaleniani

Questo pezzo è uscito sul n.20, Speciale Estate, di Artribune.

di Michele Dantini

Papasidero, estrema propaggine della provincia di Cosenza, massiccio del Pollino al confine con la Basilicata. 39° 52’ 00” N. 15° 54’ 00” E. Sono circa le dieci. Sono partito da Cosenza all’alba. La giornata è tersa e luminosa. L’aria pungente. Cerco il sentiero per la grotta del Romito: questa la meta. Un insediamento maddaleniano di 11mila anni fa. Incisioni rupestri e sepolture. Attorno a me, strette valli incassate tra alte rocce calcaree, verde ceduo e qualche casolare abbandonato. Le casette nuove sono tutte vicine alla strada. Hanno apparenze spoglie e elementari. Case di contadini giunti al riposo. Case di figli e nipoti. Case di emigrati in Canada o negli Stati Uniti che hanno fatto ritorno.

 
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La pagliacciata della scuola

Stamattina alle 6 e 50 circa ero alla stazione Termini: ho acquistato una copia di Repubblica e ho preso al volo il treno per Frosinone che stava partendo. Sulla prima, la seconda e la terza di Repubblica campeggiava un lungo pezzo con le prime linee guida, le anticipazioni come dire sulla “rivoluzione non una riforma” della scuola che il ministro Giannini e il premier presenteranno venerdì. «Renzi ha annunciato una sorpresa e non sono qui per rovinarla»: Concita De Gregorio era ieri a Rimini e ha raccolto le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione alla platea di CL.

 
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Conversazione con Franco Maresco

Domani si inaugura la 71a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Tra i film più attesi c’è Belluscone – una storia siciliana di Franco Maresco. Con piacere pubblichiamo questa conversazione tra Maresco e Andrea Inzerillo apparsa originariamente sulla rivista on line di cultura cinematografica Rapporto Confidenziale che ringraziamo e vi invitiamo a visitare.

Andrea Inzerillo: Ci sono molte aspettative per il tuo nuovo film Belluscone – una storia siciliana, forse anche viziate da un equivoco, dal momento che si ripete spesso (ancora a distanza di anni) “Maresco, che si è separato da Ciprì”. Questo mi fa pensare che non molti abbiano visto Io sono Tony Scott, data anche la sua sfortunata storia produttiva e distributiva. Si pensa che Belluscone sia il tuo primo film in solitaria ed è un peccato, anche perché arriva a Venezia già con una distribuzione in sala, e dunque almeno sulla carta è un film più fortunato di Tony Scott. Mi piacerebbe sapere se hai percepito questa attesa e che tipo di reazioni ti aspetti.

Franco Maresco: Proprio stamattina Alessandra e Gabriele, che curano l’ufficio stampa del film e che lavorano per la Lucky Red e per Parthénos mi dicevano: “Franco, c’è molta attesa rispetto al film”. Poi mi hanno chiesto: “ma non è che tu per caso pensi di non venire a Venezia?” (perché dieci anni fa è stato così per Come inguaiammo il cinema italiano).

 
Louvre-CourMarly

Uno scacco al Louvre

Pubblichiamo un intervento di Tomaso Montanari apparso sul Fatto quotidiano.

Una retorica globale vuole che il tramonto dello Stato coincida con l’alba di un nuovo mecenatismo, in una generale regressione dai diritti ai privilegi, dalle costituzioni alla charity: anche in Italia è a questi messia che una politica senza progetto affida il futuro del patrimonio culturale. Se è dunque questo il modello che ci aspetta, sarà il caso di conoscerlo meglio.

 
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I cento anni di Julio Cortázar

Il 26 agosto del 1914 nasceva a Bruxelles Julio Cortázar. Per festeggiare il centenario dell’autore, pubblichiamo un estratto da Chi scrive i nostri libri, il volume di lettere editoriali che a brevissimo sarà in libreria. L’epistolario di Cortázar, curato da Giulia Zavagna e pubblicato dalle edizioni SUR, sarà al centro delle celebrazioni organizzate dall’Ambasciata Argentina in Italia, [...]

 
via francigena

La riunione

di Fabrizio Federici

Il caldo in quella stanza era insopportabile. Ma Giulio Cesare, o Pompeo, o Mitridate Eupatore, o come diamine fosse stata ribattezzata quell’ondata di afa, non poteva fermarci. C’era da discutere di un bel po’ di soldini, e da cercare di accaparrarseli mettendo in piedi un piano per la valorizzazione turistica del territorio che fosse in grado di sbaragliare la concorrenza. Il bando per la verità non era ancora uscito, ma noi, furbescamente, avevamo deciso di giocare d’anticipo, iniziando a progettare sulla base di anteprime e voci di corridoio.

 
by Andy Warhol

La famiglia Montalbano: raccontare la mafia prima di Sciascia

Roma – La gnura Betta prega giorno e notte; invoca la benevolenza dei Santi e arricchisce l’arciprete affinché interceda con l’Altissimo per la sorte dell’unico figlio, che deve tornare dal fronte. È il 1918. Nella frazione di San Filipo, nel cuore dell’aspra Calabria agropastorale, il ritorno dalla guerra di Nicola Napoli, figlio del mezzadro Luigi, illumina il mutamento sociale di una regione, dove si sta affermando un potere avido e spietato, promiscuamente alternativo a quello ufficiale. Gianni della Zoppa, figlio di una famiglia miserrima, ormai veste all’americana. Partito bracciante affamato; svezzato dalla mala d’oltreoceano, torna con la dote economica e il crisma del comando proprio del capobastone.

 
SyriaJamesFoley

Da James Foley a Annie Ernaux: raccontare la morte, da non troppo vicino.

“Non voglio lodare la morte, ma nella sua imminenza la morte conferisce una certa bellezza alle proprie ore – una bellezza che non ha corrispettivi, ma che è travolgente”. È una frase che trovate a pag. 74 di Questo buio feroce. Storia della mia morte di Harold Brodkey (Fandango 2013, traduzione di Delfina Vezzoli); e questo potrebbe essere il motivo, consideravo, per cui quest’estate ho letto tre libri sulla morte – uno molto bello (questo di Brodkey), uno lodatissimo ma sopravvalutato (Il tempo della vita di Marcos Giralt Torrente, Elliot 2014, traduzione di Pierpaolo Marchetti), uno lodatissimo e meraviglioso (Il posto, L’orma 2014, traduzione di Lorenzo Flabbi) – anche se, è pur vero, che ci sono delle spinte inconsce che con tutta probabilità ci avvicinano a leggere libri che ci mettono di fronte alla scomparsa di una persona, alla sua mancanza, alla paura di questa mancanza, e al dolore. Ognuno probabilmente ha le sue ragioni, sono personali, e spesso non sono trasparenti nemmeno a se stesso.