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Ornamento. Nell’America di Juan Cárdenas

«Quando mi rivedrai avrò lo stesso vestito. Basta aprire la porta per scorgere l’eloquente immagine: centottantotto macchine da scrivere ammucchiate in fondo a una stanza vuota, attraversata solo dall’ombra fresca e lunga della marmaglia, a un piano vuoto di un edificio vuoto, di un edificio razionalista in passato bello e splendente, costruito a immagine e somiglianza degli edifici razionalisti in passato belli e splendenti delle città razionali. Centottantotto macchine da scrivere ammucchiate in fondo a una città irrazionale un giorno hanno battuto, su centottantotto fogli di carta intestata delle Assicurazioni Tequendama, un discorso armonioso e razionale che qualcuno avrebbe letto con devozione negli uffici e nei corridoi del Ministero della Destituzione: quando mi rivedrai avrò lo stesso vestito e non sarò milioni, sarò l’unico esempio, rotti gli schemi, l’esempio inimitabile[…]»

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Il futuro del lavoro tra Big Data e intelligenza artificiale

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Manifesto, che ringraziamo.

di Simone Pieranni

Etichettare qualsiasi cosa: guardare una foto su uno schermo e apporre manualmente etichette, guardare un video e apporre etichette, ascoltare un audio e apporre etichette. Su qualsiasi cosa: il volto di una persona, una strada, una lunga fila di macchine, panorami e luoghi geografici, animali, tutto. Solo in questo modo il fantastico mondo dell’internet delle cose potrà essere possibile nel prossimo futuro. Solo in questo modo le auto senza guida potranno viaggiare, si potranno controllare da remoto tutti gli elettrodomestici di una casa o usare la propria faccia per pagare, prenotare, comprare qualsiasi cosa, o perché le telecamere intelligenti possano fare il loro dovere in questa epoca dalle tendenze sempre più totalizzanti nel controllo sociale.

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Su Venezia 75, a partire da Vox Lux di Brady Corbet

Eccentrico, moralista, frammentario, irrisolto, hanno detto alcuni. Arrogante, debordante, frastornante, raffazzonato, hanno scritto altri. La stampa presente al Festival di Venezia 2018 ha accolto con giudizi severi Vox Lux, l’opera seconda di Brady Corbet con Natalie Portman.

Concorreva per il Leone nell’Official Competition. Le aspettative, del resto, erano molto alte. Poco conosciuto come attore (ha lavorato tra gli altri con Araki, Assayas, Haneke e Von Trier), Corbet si è imposto all’attenzione internazionale da regista con The Childhood of a Leader — L’infanzia di un capo, presentato nell’Orizzonti veneziana di due anni fa. Gli elogi, allora, furono pressoché unanimi. Vinse il Leone del futuro, un premio assegnato ogni anno alla migliore opera prima presentata in una delle selezioni ufficiali o parallele. Inoltre, la giuria, presieduta da Jonathan Demme, lo premiò per la regia.

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Nella Vienna di Klimt. La bellezza rubata di Laurie Lico Albanese

di Rossella Farnese

«Quello che c’era tra noi non era affatto semplice, come il puro desiderio o l’attrazione sessuale. Era una brama di bellezza e di significato, la voglia di ricercare nel mondo e in noi stessi. Avevamo il senso della permanenza e la paura dell’oblio. Sapevamo, naturalmente, che tutto è transitorio e niente dura – ma questo non ci impediva di anelare a qualcosa di eternamente bello»: riflette così Adele Bloch-Bauer sulla sua liaison con Gustav Klimt. Una musa e un artista, una donna rivoluzionaria, anticonformista, appassionata della vita e dell’arte, sensuale, spregiudicata e l’anima della Secessione viennese, la Monna Lisa d’Austria e il pittore dal decorativismo esuberante e dall’eleganza estetizzante, cantore della Finis Austriae.

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Bussole. L’atlante delle frontiere

(Le immagini sono tratte dal volume)

L’Atlante delle frontiere (Add editore, 140 pagine, 25 euro, traduzione di Marco Aime), scritto e disegnato da Bruno Tertrais e Delphine Papin, è una bussola che orienta e illumina la complessità del nostro tempo, in cui assistiamo a un rafforzamento non solo tecnologico delle frontiere senza precedenti nella storia.

In apertura della propria analisi geopolitica Tertrais, diplomatico francese direttore della Fondazione per la ricerca strategica, fissa una nozione spesso confusa: tutte le frontiere sono artificiali, poiché sono definite dagli uomini. Per esempio Cina e Russia hanno impiegato quarant’anni a dividersi 2444 isole fluviali. Lo sviluppo delle frontiere è legato alla nascita del mondo moderno e comincia nel XVII secolo. Dalla metà del XIX secolo al 1914 il mondo è stato diviso parallelamente alla costruzione degli stati. Solo alla fine della Guerra Fredda sono comparsi sulla terra ventottomila chilometri di frontiere e il 10% delle attuali è successivo al 1990.

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Miniature II

di Emanuele Modigliani In bici Dorava il mandorlato a spruzzo, lo mischiava rapido e beveva. Ci metteva dentro anche cocco e sciroppo d’acero. Lo guardavano. – Aggiungi sapore – diceva loro, – voglio aggiungere sapore – ripeteva. C’era un isolotto nel fiume davanti. La corrente piegava le canne di qua e di là sdoppiandosi quando […]

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Vinpeel degli orizzonti: alla ricerca di un altrove

di Federica De Paolis

Peppe Millanta è lo pseudonimo di un’artista. Quale che sia il suo vero nome, questo giovane scrittore è anche un Musicista di Strada, teatrante, diplomato in Drammaturgia e Sceneggiatura all’Accademia Nazionale Silvio d’Amico. Ha esordito nel mondo letterario, qualche mese fa, con il romanzo Vinpeel degli orizzonti, edito dai tipi della Neo; la casa editrice abruzzese, per la prima volta, ha “tradito” la sua coerente linea editoriale per aprirsi al nuovo. La definizione di genere è favola per adulti, la più suadente è: fiabesca, incantevole, meravigliosa. La sfida ha avuto un discreto successo, il libro si è aggiudicato una signora lista di riconoscimenti: Vincitore Premio “John Fante – Opera Prima”; Vincitore Premio “Alda Merini”; Vincitore Premio “Augusta”; Premio “Quercia in favola; Premio “La Pania”; Premio “Bovio”; Premio “Borgo Albori”.

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Tentativo di riduzione del dolore di David Foster Wallace: Il ramo spezzato di Karen Green

Non esiste alcuna distinzione tra animali e piante, tra la parola e i versi gridati e solo apparentemente incomprensibili. E poi i colori che si mischiano con la materia di cui sono fatti, la luce che strappa giorno dopo giorno pezzi di memoria mutandone la forma di volta in volta, celando e mostrando nuovamente pezzi […]

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Manuale per la sconfitta. Il viaggio letterario di Leonard Cohen

C’è una canzone dei Nirvana piuttosto famosa, Pennyroyal Tea. Kurt Cobain la cantò per l’ultimo album della sua band, In Utero, e poi, tra le altre esibizioni live, nell’Unplugged per Mtv. È strano, perché anche la versione registrata in studio ha un tocco per così dire “live”; prima che la canzone attacchi, si sente Kurt che schiarisce la sua voce con un distinto eh-ehm, e poi chitarra e voce che iniziano in simultanea, e così via. Solo gli ascoltatori più distratti non avranno notato i primi versi della seconda strofa: «Give me a Leonard Cohen afterworld / So I can sigh eternally», Dammi un aldilà alla Leonard Cohen, così potrò sospirare in eterno. Ahinoi, l’aldilà di Cobain era alle porte, più di quanto potessimo immaginare; Pennyroyal Tea doveva essere il nuovo singolo di In Utero, ma il suicidio di Kurt fermò l’uscita.

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Discorsi sul metodo – 24: Walter Siti

Walter Siti è nato a Modena nel 1947. Il suo ultimo romanzo è Bruciare tutto (Rizzoli 2017). * * * 

Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

 Quando lavoro a pieno ritmo, comincio a scrivere verso le dieci del mattino fino all’una, poi riprendo verso le 15,30 fino […]