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Un dialogo fra Marco Mantello e Tommaso Giartosio su poesia, identità e potere

Tommaso Giartosio ha pubblicato Come sarei felice. Storia con padre, Einaudi, 2019.
Partendo dal suo libro abbiamo discusso di poesia, identità, potere.

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“La lavoratrice” di Elvira Navarro, una nuova voce nella narrativa spagnola

“Avremmo anche potuto congedarci come due persone felici di aver soddisfatto il proprio desiderio, dato che la linea di partenza della speranza si trovava in regioni non dolorose.”

Precarietà, questa parola, uno dei termini centrali per identificare in poche sillabe i nostri giorni. Lavoriamo in condizioni di perenne precariato, viviamo in case dall’arredo provvisorio, le nostre situazioni sentimentali sono ben lontane dall’avere una qualche somiglianza con la stabilità. Siamo in contatto costante con il mondo eppure siamo soli. I nostri amici o sono lontani o non riusciamo a vederli. Nuotiamo, respiriamo a fatica in una sorta di mare di latta, una specie di miraggio bianchissimo che ricorda da molto vicino la bottiglia d’orzata in un cui galleggiava Milano di cui cantava De André.

Il punto è che non c’è più alcuna fuga in tram da tentare. Il presente è quattro mura prese in affitto in quartieri troppo lontani dal centro,  è due di queste mura che subaffittiamo perché non arriviamo a fine mese, rinunciando ad altro spazio, altra aria.

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Riprendiamoci l’immaginazione – Come combattere la propaganda populista conoscendone le strategie e l’immaginario

Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

Come può l’immaginazione plasmare la realtà?
E, soprattutto, cos’è l’immaginazione?
Come può l’insegnamento di maestri spirituali influenzare la politica contemporanea?
Come possiamo ribaltare le menzogne della propaganda populista?
E, soprattutto, cosa c’entra tutto questo col mondo del fumetto?

Alan Moore, il cantore dell’immaginazione nel fumetto

“Io sono l’idea dell’immaginazione umana che, a pensarci bene, è l’unica cosa di cui possiamo essere certi che NON sia immaginaria”. Questo faceva dire vent’anni fa al personaggio di Promethea (pubblicato in Italia da Magic Press) il suo creatore, Alan Moore, in una delle sue opere più intrise di riferimenti alla conoscenza magica ed esoterica.

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Luca Mercadante e i ruggenti anni novanta di “Presunzione”

Era da tempo che non compariva, tra quelli di casa nostra, un romanzo politico intelligente, ben scritto, dotato di strafottente vitalità. Luca Mercadante ce ne ha donato uno – Presunzione –, di cui già avevamo avuto un assaggio grazie alla menzione del Premio Calvino dell’anno scorso. Un libro che si affaccia nel panorama degli esordienti con coraggio, e con una storia – quella di un giovane ambizioso e arrogante che schifa la provincia e le ipocrisie di quelli che lo circondano, famiglia compresa – che bene inquadra l’Italia dei primi anni Novanta, quella della leva obbligatoria, dell’istituzionalizzazione della camorra, ma anche quella più ruggente e assoluta di un diciottenne in rotta con gli ultimi avamposti illusori dell’adolescenza.

Bruno Guida, cresciuto a Villa Literno, non si fa incantare dalle promesse facili di una vita d’obbedienza e d’ufficio: si aspetta grandi cose dalla vita, le pretende; e benché non gli occorrano autorizzazioni cerca di meritarsele, mordendo sempre la mano di chi vuole addomesticarlo.

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Sull’editoria di poesia contemporanea – #8: Interno Poesia

Photo by Valentin Salja on Unsplash

Nuova intervista della serie curata da Francesca Sante sulla poesia contemporanea. Qui tutte le puntate precedenti.

Andrea Cati è direttore editoriale di Interno Poesia, casa editrice che pubblica solo poesia, nata a settembre 2016 a partire dal blog omonimo (fondato ad aprile 2014). IP rappresenta uno dei modus operandi più interessanti nell’industria editoriale e tra le case editrici di poesia. Si fonda su un modello di business e su una strategia comunicativa che mirano al coinvolgimento della community dell’autore e dell’editore.

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La violenza dell’esistere e del resistere. James Purdy e l’imbelle teatro del quotidiano

di Marco Di Marco

Il mio incontro con James Purdy ormai affonda all’inizio del millennio, quando lessi quel piccolo gioiello sull’assenza che è Il nipote, al momento della sua ripubblicazione per minimum fax (nel 2005, nella collana Miminum Classics), un romanzo che probabilmente – pur essendo soltanto il secondo scritto da Purdy dopo il peculiare esordio di Malcolm nel 1959 – riesce a mettere in campo tutte o quasi le componenti dell’universo letterario di questo autore che da sempre, come lui stesso ha affermato, scorre come «un fiume sotterraneo che ha attraversato il paesaggio americano senza mai venire alla luce».

Negli anni, Purdy è infatti diventato una sorta di icona dell’autore di culto, religiosamente ossequiato da un’enclave ristretta, quasi custode del sacro mistero racchiuso nella sua scrittura, della quale diversi grandi autori (da Dorothy Parker a Samuel Beckett, Tennesse Williams e Paul Bowles, da Gore Vidal a Susan Sontag, Jonathan Franzen e David Means) non esitano a riconoscere la tragica e avvenente magia, sempre in flottante equilibrio tra la realtà e il suo specchio iperreale.

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Videosorveglianza e inefficienza educativa in una società reazionaria

di Miriam Aly

Lo scorso 28 Maggio è stato approvato un emendamento al decreto ‘’Sblocca Cantieri’’, nelle commissioni Lavori pubblici e Ambiente al Senato, che prevede l’obbligo di installazione di telecamere in tutte le aule di asili nido pubblici o paritari e nelle varie strutture di assistenza e cura di anziani e disabili; l’emendamento, firmato dai senatori di Lega, Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico e Forza Italia, prevede un finanziamento tramite un apposito fondo di 5 milioni di euro per il 2019 e 15 milioni per gli anni successivi, dal 2020 al 2024.

L’obiettivo apparente, promosso dagli interlocutori istituzionali e sostenuto anche da parte del dibattito pubblico, è quello di garantire agli ospiti di quelle strutture ‘’più ampia tutela’’ evitando dunque comportamenti abusanti e maltrattanti, a livello fisico e psicologico,di insegnanti e operatori nei confronti di soggetti deboli.

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Definire Michael Jackson. Il re del pop secondo Margo Jefferson

Tra pochi giorni, il venticinque giugno, saranno dieci anni esatti dalla morte di Michael Jackson. È uno di quegli eventi generalmente incasellati nell’insieme «Ricordo perfettamente dov’ero quando l’ho saputo». E quindi: ero in macchina di un’amica che mi stava riaccompagnando a casa, di sera tardi, una calma sera romana di prima estate. Mi arriva un SMS (niente whatsapp, non ancora): è morto Michael Jackson. Stupore / incredulità generale («Ma no dai, non è possibile», e così via), cerchiamo notizie in radio. Rincasato, accendo il televisore e vado dritto su MTV – perlomeno quello che ne rimaneva, già allora. Non ne rimasi deluso: il canale aveva già iniziato a trasmettere l’intera videografia di Michael Jackson, cosa che fece ininterrottamente nelle ore successive. Era morto un re, e quello fu il naturale tributo di MTV, un’estensione nevralgica del suo regno, gli epici e lunghissimi video dal budget ogni volta più portentoso trasmessi in heavy rotation[1].

Nel momento in cui accesi il televisore, neanche troppo a sorpresa, il video che MTV stava trasmettendo era Thriller, secondo alcune fonti il più programmato nella storia dell’emittente[2]. «Quando ho visto quella cassetta, ecco, la mia vita è cambiata», racconta Wade Robson nel documentario prodotto da HBO Leaving Neverland. La cassetta in questione è quella del making of del video di Thriller, uscita nel 1983, nei giorni del successo planetario di Jackson; e Wade Robson è uno dei due protagonisti, assieme a James Safechuck, di Leaving Neverland.

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Masha Gessen e la Russia, tra storia e futuro

Photo by Кирилл Жаркой on Unsplash

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

A raccontare la Russia degli ultimi trent’anni e del presente, è in libreria il bel volume Il futuro è storia (Sellerio, traduzione di Andrea Grechi, pp. 694, 18 euro), vincitore lo scorso anno del National Book Award per la non-fiction.

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Su Sonno giapponese di Gabriele Galloni

di Ilaria Palomba Sonno giapponese di Gabriele Galloni (Italic Pequod, 2019) è una galleria di spettri. Si tratta di quarantuno racconti brevissimi, sul modello delle Finzioni di Borges, in cui l’autore viaggia per mondi altri, dalla superficie lunare ai campi d’argento di Saturno, passando per un Messico immaginario in cui si tramanda un’oscena tradizione e […]