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E qualcosa è rimasto. 40 anni di Rimmel

di Malcom Pagani

Fermandosi ad annusare la vita in certe trattorie della vecchia Tiburtina, tra il vino dei Castelli “che si può bere solo a quell’età” e gli amici dell’epoca, Francesco De Gregori ripensava alle storie di ieri che sarebbero diventate quelle di domani. Nell’inverno del ’75, uscendo a notte fonda dalla Rca dopo aver registrato clandestinamente Rimmel, incontrava l’alba al tavolo con gli altri randagi della truppa e abbaiava alla luna, da capobranco della sua muta. Cani di strada. Occupanti abusivi dello Studio A, uno spazio che nella casa discografica che accolse, tra i tanti, Baglioni, Conte, Dalla, Fossati e Venditti, era riservato alla musica classica e alle colonne sonore cinematografiche.

 
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La “Mappa” di Vittorio Giacopini

Questo pezzo è uscito su Sardi News

di Giacomo Mameli

Sempre Storia è. E sempre guerre sono. Ovunque e quandunque siano raccontate, dall’Anabasi al De bello gallico dei tempi andati, a Un anno sull’altipiano o a Centomila gavette di ghiaccio di tragiche gesta più vicine a noi. Uno zoom tuttocronaca certifica “l’ordine di levare le tende di buon mattino” ma anche di “passare in rassegna le truppe”. Semmai imbattersi in un “percorso a ostacoli tra carretti carichi di bieda, rape, carote, broccoli e gabbie di polli, galline, pulcini, conigli” e sorprendere “gli ussari di guardia” mentre esibiscono “divise non proprio linde ma curate, e certi sguardi carogna, preoccupanti”. E ricordare, visto che della grande Storia stiamo parlando, “la celebrata battaglia delle piramidi, un capolavoro sì ma inconsistente”. Con una pennellata: “La tattica mordi e fuggi di quei selvaggi sciupava le studiate geometrie del genio francese”.

 
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I “futures” e la natura del futuro attuale

Questo pezzo è uscito sul n. 22 del magazine di “Artribune”. (Nella foto: Spencer Elden, il neonato della copertina di Nevermind dei Nirvana, nel 2008.)

“What’s the problem with focusing on the long run? Part of the answer — although arguably  the least important part — is that the distant future is highly uncertain (surprise!) and that long-run fiscal projections should be seen mainly as an especially boring genre of science fiction. (…) …influential people need to stop using the future as an excuse for inaction. The clear and present danger is mass unemployment, and we should deal with it, now” (Paul Krugman, Fight the Future, “New York Times”, 17 giugno 2013).

 
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L’arrembaggio sgangherato dei fascio-leghisti

Una cancellata si è materializzata all’Esquilino, in un sabato mattina romano. Larga da marciapiede a marciapiede, costruita in stile barricata/puzzle, alta più o meno due metri e mezzo, con dentatura appuntita in cima. Ad occhio, un patchwork poco geometrico. È blu, dello stesso blu dei blindati della polizia che la sostengono, ed è piazzata all’imbocco di via Napoleone III, una delle tante strade che partono da piazza Vittorio Emanuele II, la piazza più grande di Roma, costruita dai “piemontesi” nel quartiere oggi pieno di botteghe indiane, bengalesi, cinesi. I passanti si soffermano, guardano oltre la griglia di ferro. Giornalisti e turisti scattano fotografie, residenti e commercianti la osservano prima con stupore, quindi con quella che sembra una crescente familiarità. Si finisce con l’abituarsi a tutto. Troppo larga per una porta di calcio, la cancellata potrebbe andar bene per una partita di pallavolo, non fosse per la dentatura in cima. La superficie irregolare del reticolo renderebbe pressoché impraticabile lo squash. Difficile attaccarci bigliettini o messaggi. I poliziotti se ne stanno nei blindati, a vigilare sul loro checkpoint-charlie-per-un-giorno.

 
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Fuori dal film

Abbiamo le prove è una rivista online di non fiction nata un anno fa da un’idea di Violetta Bellocchio. Pubblichiamo l’intervento di Marianna Crasto ringraziando l’autrice e la rivista.

di Marianna Crasto

Attorno al tavolo della cucina c’è stata una di quelle sedute psicanalitiche in cui io e mia madre ci scambiamo il ruolo di paziente e medico ogni sette minuti. Capita di continuo e ovunque: sul bordo del letto, in bagno, davanti al bidone della spazzatura, a volte non saprei dire dove abbiamo cominciato e dove siamo andate a finire perché può succedere che gironzoliamo per casa mentre parliamo, e lei addirittura stenda i panni e io a passarle le mollette di fianco.

 
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Lo strano libro di Carrère sul cristianesimo

È stata pubblicata in questi giorni da Adelphi la traduzione di Francesco Bergamasco de “Il regno”, l’ultimo romanzo di Emmanuel Carrère. Questa recensione è uscita su IL.

di Carlo Mazza Galanti

Studiando i capolavori di Agostino e Rousseau, la filosofa spagnola María Zambrano ha indicato la confessione («l’azione massima che è dato attuare con la parola») come l’origine dell’autobiografia. Se c’è un autore che negli ultimi anni non solo ha imposto la scrittura autobiografica all’attenzione del pubblico internazionale ma l’ha spinta verso un allargamento inedito dei suoi confini tradizionali, questo è Emmanuel Carrère. L’astuzia dello scrittore francese è stata quella di trasformare se stesso in un crocevia di altre vite: un soggetto aperto, attraversato da correnti centrifughe, riflesso da eventi e personaggi apparentemente distanti che nel flusso del racconto finiscono sempre per tornare al centro, all’autore, al suo ego così discreto e così ingombrante. Il suo nuovo libro, Le Royaume (Il regno) è il grande atteso della rentrée letteraria, uscirà in Francia il 10 settembre (in Italia sarà pubblicato da Adelphi nella primavera del 2015).

 
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Urbino, i libri e la mortadella

Questo pezzo di Alessio Torino è uscito sull’ultimo numero de L’indice dei libri del mese che trovate in edicola e che vi invitiamo a leggere. Ringraziamo la testata e l’autore.

«Vendere i libri a Urbino è come vendere la mortadella». Questa curiosa sentenza risale a qualche anno fa ed era stata emessa da Catia della libreria Montefeltro, la libreria di fiducia di molti urbinati. Catia si riferiva a come, in una cittadina universitaria quale Urbino, il suo lavoro finisse fatalmente per assomigliare a quello di un addetto al banco salumi in un supermercato. Un cliente entrava, chiedeva i saggi di Letteratura Francesce II, pagava e lasciava il posto a quello dietro di lui nella fila con il vademecum aperto sull’esame di Statistica I. «Per cosa la faccio a fare la vetrina?» mi chiedeva Catia. La risposta non c’era. «Ma tanto la faccio lo stesso» aggiungeva.

 
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La Buona Scuola è il superpotere di chiedere scusa senza aggiungere un ma

Qualche giorno fa è uscita sul Corriere, ed è stata un po’ ripresa dappertutto, una lettera al presidente del Consiglio Renzi di un padre di una ragazzina della JuniOrchestra di Roma. Raccontava che dopo un concerto alla presentazione del programma della Buona Scuola, “mia figlia è tornata a casa in lacrime umiliata e mortificata dalla [...]

 
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Meraviglioso Boccaccio, Meravigliosi Taviani

Arriva al cinema Meraviglioso Boccaccio di Paolo e Vittorio Taviani. Paola Zanuttini li ha incontrati e raccontati sul Venerdì di Repubblica

Roma. Nel Maraviglioso Boccaccio, il Decameron dei fratelli Taviani, c’è un grande attore: un falcone che pianta in macchina uno sguardo da Anna Magnani. Stupito, deluso, tristissimo. Sentimenti comprensibili, perché il suo adorato padrone Federico degli Alberighi, già dissipatore di patrimoni in feste e giostre per amore dell’inespugnabile Monna Giovanna, ha deciso di arrostirlo. Anche Federico va capito. La Giovanna delle sue brame gli è capitata a casa all’improvviso e si è pure invitata a pranzo, ma in dispensa non c’è niente per farle onore: così le sacrifica l’ultimo bene, il compagno di cacce solitarie che, fra l’altro, gli aveva procurato chissà quanti arrosti prima di finire allo spiedo.

 
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Note a margine di Selma o del (mancato) incontro fra Martin Luther King e Malcolm X

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? Matteo 6,25 That’s why Rosa sat on the bus. Glory, John Legend ft. Common Music Video Tutti dovrebbero andare a vedere Selma (Ava DuVernay, 2014), e non solo [...]