PARTIGIANI-FIRENZEFC

Contro l’oppressione fascista che voleva ridurre l’uomo a cosa

Con questa foto di un gruppo di partigiani fiorentini e con questo brano tratto da Passato e avvenire della Resistenza, discorso tenuto da Piero Calamandrei il 28 febbraio 1954 al Teatro Lirico di Milano, alla presenza di Ferruccio Parri, vogliamo augurare buona liberazione a tutti: buon 25 aprile! di Pietro Calamandrei [..] Ma fino da allora [...]

 
galbani

Dalla forma di formaggio alle forme di cultura, e ritorno

di Lanfranco Caminiti

«Non era senza un vero dispiacere che per l’addietro, sostando davanti al negozio dei principali salumieri delle nostre città, non si potesse scorgere alcun formaggio di lusso che portasse un nome italiano. Fui il primo che, dopo lunga esperienza, riuscii a soppiantare l’importazione estera, mettendo in commercio i miei formaggi di lusso, uso Francesi»[1]. Parole di Egidio Galbani, lombardo, l’inventore del Formaggio del Bel Paese.

Con spirito che potremmo definire caseario–patriottico Egidio Galbani agli inizi del Novecento, in un tempo in cui i formaggi erano ancora perlopiù artigianali — la Valsassina è la “terra” da cui vengono le famiglie Cademartori, Ciresa, Galbani, Locatelli, Invernizzi, Mauri — e la cui distribuzione era limitata all’ambito locale, confeziona un prodotto per la tavola fabbricato in uno stabilimento industriale, appoggiandosi alla rete ferroviaria che andava irrobustendosi e corroborandola con una propria distribuzione attraverso furgoncini, e sostenendolo con un’innovativa campagna pubblicitaria: un successo enorme durato un secolo, oggi la Galbani è “straniera” come tanti altri prodotti italiani, della francese Lactalis dal 2006 [gli “uso Francesi” si sono riappropriati dell’imitazione italiana]. Davvero un grande spirito imprenditoriale, un “capitano coraggioso”.

 
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Per la virgola

di Alberto Mucci

Lo scorso gennaio un docente di linguistica della Columbia University ha parlato della presunta fine della virgola. Dalla sua dichiarazione è nato un dibattito. In Italia ne hanno parlato minima&moralia (qui) e Studio (qui).

Sono sempre più numerosi gli elementi che ci spingono verso la velocità e l’immediatezza, verso la sintesi e la brevità di espressione, verso il subito e l’adesso, non soltanto nella vita sociale (dalla pubblicità, ai programmi televisivi, ai rapporti personali) ma anche nel quotidiano, soprattutto a causa di Internet, Twitter e i sui suoi 140 caratteri ora quotati in borsa e Facebook, abbandonato, è vero, dai teenager, ma sempre più popolare tra gli adulti,

 
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Un film che probabilmente non vedrete (ma vi diciamo dove è possibile vederlo ancora)

di Christian Raimo Questo pezzo parla di un film che molto probabilmente non avete visto e che non vedrete. Ma non è colpa vostra. Nel momento in cui scrivo, Piccola patria di Alessandro Rossetto, uscito nei cinema il 10 aprile, a Roma per esempio non è proiettato in nessuna sala, dopo essere stato una settimana [...]

 
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Intervista a Massimiliano Gioni

Questa intervista è uscita su IL a ottobre 2013.

Ha trentanove anni, dal 2006 vive a New York dov’è curatore per il New Museum di New York ma torna spesso a Milano dove lavora come direttore artistico per la Fondazione Trussardi, che è a un passo dalla Scala. È appena atterrato, viene da New York, porta una camicia azzurrina perfettamente stirata. Ci sediamo a un ristorante a bere caffè e quando accendo il registratore gli domando come vola.

Massimiliano Gioni: Con l’aereo, ah ah… La classe di viaggio vuoi sapere? O economy o business, dipende. Ad esempio, questo è un viaggio breve, domani vado a Beirut quindi sono arrivato in business. Se devo lavorare moltissimo il giorno in cui arrivo viaggio in business, altrimenti in economy. Io ho due lavori principali che sono Trussardi e New Museum e poi ci sono altre cose che faccio, dipende a cosa sto lavorando, alcuni li pago io alcuni sono conti spese… Per me, e questo lo dico non perché mi stai registrando, se devo scegliere se mettere i soldi in una mostra o mettere i soldi sul mio conto spese tristemente li metto nella mostra…

 

Notizie da minimum fax

Nata del 1994, dopo venti anni e oltre 500 titoli pubblicati la casa editrice minimum fax di Marco Cassini e Daniele di Gennaro è una realtà ormai consolidata nel panorama editoriale e culturale italia.

Quest’anno minimum fax si presenta al Salone del Libro di Torino con importanti novità e nuovi assetti interni, a partire proprio dal ruolo operativo dei due editori.

 
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Buon compleanno Kant!

Ieri era il duecentonovantesimo compleanno di Immanuel Kant. Auguri in puntuale ritardo. Ripubblichiamo qui un’intervista ad Emilio Garroni realizzata nel 2004 e un po’ troppo densa per un giornale generalista; alla fine fu pubblicata dall’Indipendente, allora diretto da Antonio Galdo, dopo la morte del filosofo romano, nel 2005.

di Bruno Giurato

Chi era poi questo Kant? Razionalista o empirista? Liquidatore della metafisica o nostalgico dell’”a priori”? Forse è stato il filosofo che ha saputo indagare criticamente la radice di istanze opposte, e che l’ha trovata nell’esperienza estetica. Cercare la necessità guardando-attraverso un oggetto contingente, mutevole, al limite insensato come un’opera d’arte. Tentare di afferrare (rischiosamente e mai definitivamente) il momento in cui sentiamo di appartenere un comune sentire aperto a tutti gli uomini. Questi temi riguardano solo l’arte e la riflessione sull’arte o hanno una rilevanza filosofica piena?

 
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Segreti di Stato e romanzo delle stragi

Il governo Renzi ha deciso di aprire gli archivi sulle stragi. E’ cioè stata firmata la direttiva che consente la declassificazione degli atti relativi ai fatti di Ustica, Peteano, Italicus, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Gioia Tauro, stazione di Bologna, rapido 904. E’ dubbio se tutto questo potrà davvero ricompattare (e rendere leggibile) il lungo agghiacciante incredibile romanzo delle stragi che fa dell’Italia un paese unico in Europa. C’è la speranza che si decida a questo punto di pubblicare anche i documenti secretati sulle stragi di mafia. Come auspicio e monito ripubblichiamo un’intervista di Antonello Castellano, uscita su Narcomafie, a Roberto Scarpinato, procuratore capo di Caltanissetta e autore insieme a Saverio Lodato del libro «Il ritorno del principe» (Chiarelettere).

«Pensare un’azione antimafia realmente efficace in un contesto di sgretolamento dei diritti è una contraddizione in termini». Ne è convinto Roberto Scarpinato, procuratore capo di Caltanissetta, che abbiamo intervistato a Torino in occasione della presentazione del suo ultimo libro, «Il ritorno del principe». Per Scarpinato la lotta alle mafie sarà poco incisiva finché il potere continuerà a tutelare il suo lato “osceno”. «Si potrebbero arrestare tutti i giorni centinaia di affiliati con la certezza che il giorno dopo verrebbero prontamente sostituiti».

 
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ma come sarebbe il mondo se non ci fossero i libri? Perché il mondo mi sembrava un inferno e i libri erano proprio la mia salvezza

In questi giorni è uscito il nuovo romanzo di Michele Mari, Rodderick Duddle, un esplicito omaggio alla narrativa d’avventura. Riprendiamo un’intervista di Ade Zeno uscita nel 2007 su Liberazione e poi nel 2009, in edizione integrale sul sito Atti impuri.

di Ade Zeno

Nel settembre del 2007 “Liberazione”, quotidiano per cui allora scrivevo, mi chiese di intervistare uno scrittore italiano a mio piacimento per l’inserto culturale “Queer”, oggi purtroppo morto e sepolto. In quei giorni avevo appena finito di leggere l’ultimo romanzo di Michele Mari, Verderame, uscito da qualche settimana nei Supercoralli Einaudi. Il fascino della storia, la sensuale bellezza di quella prosa elegante e sopraffina, nonché la sconfinata stima che già da tempo nutrivo per l’autore in questione mi spinsero a contattarlo per chiedergli se fosse interessato a rispondere ad alcune domande. Mi diede appuntamento nel dipartimento di Filologia dell’Università Statale di Milano, e dopo una breve anticamera confuso tra studenti in attesa dell’orario di ricevimento (se non ricordo male attendevano con ansia gli esiti di una prova scritta), ebbi accesso al suo studio. Quella che segue è la versione non tagliata (esigenze redazionali mi avrebbero imposto per l’uscita a stampa alcuni aggiustamenti) dell’intervista che ne seguì.

 
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Intervista a Judith Schalansky

Questa intervista è uscita su Flair a ottobre 2013.

In greco antico “tele”significa “lontano”. Parole come “televisione” o “telematico” rimandano proprio a una distanza che si accorcia grazie alla tecnologia: quello che era lontano oggi è più sempre vicino, disintegrando così gli spazi e i tempi della lontananza; ogni luogo è ormai accessibile, a portata di telecomando, o di Google Earth. Ma “lontano” è solo un’idea astratta, e spesso ce ne dimentichiamo. “Sull’infinita Terra sferica, ogni punto può diventare il centro”, dice Judith Schalansky. “Lontano” è un’invenzione che serve a stabilire un confine tra noi e il resto del mondo: si può raccontare la storia del mondo intero attraverso delle isole sperdute, luoghi reali e surreali allo stesso tempo”.