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La prospettiva degli altri

di Graziano Gala Ci salutano – diceva il capitano dalla barca – ci salutano, e scappellava e sirenava a beneficio dei bagnanti. L’agitarsi delle braccia sulla costa contentava il resto dei presenti, così lontani da giorni da una terra che a vederla non era più così lontana. Una terra diversa, sconosciuta, eppure amica; uno stuolo […]

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La dolce vita, il sogno felliniano sessant’anni dopo

di Simone Bachechi

L’occasione è stata quella del centenario della nascita del Maestro di Gambettola, il 20 gennaio scorso. Prima che la pandemia non avesse fatto drammaticamente ingresso nelle nostre vite, erano stati messi in programmazione in molte delle nostre sale, e per tutto il 2020, grazie alla preziosa opera della Cineteca di Bologna, in collaborazione con Csc-Cineteca Nazionale e Istituto Luce-Cinecittà, cinque dei capolavori di Federico Fellini in versione restaurata.

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Cities at war. Intervista a Saskia Sassen

Questa intervista è uscita sull’Espresso, che ringraziamo.

Per Saskia Sassen, docente di Sociologia alla Columbia University di New York, tra le più autorevoli intellettuali del nostro tempo, il virus è un segnale d’allerta che ci costringe a confrontarci con la vulnerabilità delle città globali, con i limiti della nostra conoscenza e con le conseguenze di quell’economia predatoria ed estrattiva che crea veri e propri «buchi nel tessuto della biosfera». Ma è proprio a partire da bisogni e vulnerabilità comuni, e proprio a partire dalle città – i luoghi più colpiti dalla pandemia ma anche quelli che ospitano un «terzo spazio» tra ciò che è urbano e ciò che fa parte della biosfera – che possiamo ripensare il rapporto con il mondo.

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“Come immaginate l’amore?” 25ª edizione del Riccione TTV Festival

Il primo ricordo che ho legato alla città di Riccione è un pomeriggio di fine inverno di alcuni anni fa: le porte delle hall dei numerosi alberghi dischiuse su strade moderatamente deserte, il cielo grigio chiaro, mentre attraverso nel silenzio quello che potrebbe essere benissimo un set cinematografico appena dismesso. Pochi minuti e ai miei occhi si offre la Riviera Romagnola, sconfinata, dorata, superba.

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Il merito o la pietà? Note a margine di un articolo di Oscar Farinetti sulla pandemia

di Salvatore Cingari §1. Ho letto con interesse e sconcerto l’articolo di Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly, uscito il 5 maggio sull’Huffington post, intitolato: Tiriamoci su. Più merito, meno pietà. L’imprenditore lamentava che la pandemia in Italia aveva avuto l’effetto nefasto di alimentare il valore della pietà e non quello del merito. Additava ad […]

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L’America dell’odio a buon mercato. “Il fratello buono” di Chris Offutt

Nel descrivere la cenere, Robert Walser identificava due aspetti, la pazienza e l’arrendevolezza, rivelatori dell’incapacità di attuare alcuna resistenza, al pari di un ricordo di cui non si dirà più nulla. L’approdo a una esistenza condotta nell’attesa e nell’insignificanza è l’esito del dramma di un uomo smarrito e accecato dal dolore della perdita, identificato da Chris Offutt ne Il fratello buono (traduzione di Roberto Serrai, minimum fax) per indagare gli esiti della violenza nel costante capovolgimento di ruoli vittima/carnefice.

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Ipotesi della relatività poetica

Pubblichiamo un estratto da “Damnatio memoriae” (Interlinea Edizioni, 2020) di Samir Galal Mohamed. I La poesia è questione di impostura: ecco perché occorre ridurre lo spazio della finzione e, al tempo stesso, disciplinare quello della confessione. Non siete peccatori, e i lettori, per fortuna, non sono preti: non assolvono, né intercedono per voi. Al limite, […]

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“1982 Janine”, la letteratura elettrica di Alasdair Gray

Così in piena estate leggi un libro che ti lascia stupefatto. Non nel  senso (o non soltanto) per gli aggettivi che a volte usiamo nelle recensioni: meraviglioso, eccezionale, sorprendente, per non parlare di capolavoro (la più usata, la più temuta, la più sprecata).

Si tratta di 1982 Janine dello scrittore scozzese Alasdair Gray, pubblicato da Safarà (che continua a regalarci libri indimenticabili) e tradotto (magistralmente, immaginiamo le difficoltà) da Enrico Terrinoni, un romanzo che lascia senza fiato e che mina alcune certezze circa le possibilità che offre la scrittura e di conseguenza la lettura.

lina agostini

Alla ricerca della Giorgina perduta: Diario scandaloso di una vecchia

di Chiara Mogetti Chi dice donna dice danno, chi dice vecchia dice scandalo. Quando si dice “scandalo” non si manca di provare un certo compiacimento. Il piacere dell’indignazione, la soddisfazione dell’oltraggio, il gusto della riprovazione è qualcosa che abbiamo provato tutti o che tutti abbiamo provocato in un momento o nell’altro delle nostre vite, con […]

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Per (e contro!) Bene, o un tentativo di scrivere del fenomeno C.B.

di Edoardo Pisani Qui l’importante è perdersi, non trovarsi. Carmelo Bene Il teatro di Carmelo Bene è fatto di maschere inquietanti, di voci che strepitano o sussurrano e palchi semibui e sguardi allucinati, attraversati dalla Musa della follia. È un’arte della lacerazione, non soltanto narrativa ma anche estetica, visiva, con continui movimenti di rottura scenica […]