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14 questioni su quelli di “Lotta comunista”

Riprendiamo questo post, ringraziando l’autore, dal blog il sovrastrutturato.

di Domoiano Zotaj

Ho sempre avuto un debole per i marxisti, hanno un non so che di titanico, di tragico e di comico allo stesso tempo. Mi sono sempre chiesto cosa si provi a vivere in perenne conflitto con la realtà e se è vero che la condizione del seguace di Marx si possa considerare di conflitto. Come mai una ideologia tanto discussa e smentita continua a fare vittime tra giovani e vecchi? Non parlo di chi, studiando Marx al liceo, si sia identificato con due o tre concetti affascinanti quali “il feticismo delle merci” o “alienazione”. Non parlo nemmeno di chi si professa marxista perché vuole imitare il suo nonno sessantottino e si compra gadget del Che. Sto parlando di persone che coscientemente e produttivamente si occupano di applicare l’idea di società (appena accennata) da Marx in modo ortodosso. Insomma, un po’ come vedere una comunità amish da dentro. Proprio per questo mi sono rivolto ai ragazzi di Lotta Comunista, anzi, loro si sono rivolti a me. Ogni mattina. Ho deciso di accogliere la loro chiamata, almeno per un giorno.

Centro per dibattiti
Se cercavate un posto in cui poter discutere con degli appassionati di Marx e mettere in dubbio l’ideologia dominante per un pomeriggio diverso, magari arricchendovi lo spirito e la mente, vi siete sbagliati di grosso. Quello che succederà è semplice. Voi starete seduti a sentire una “lezione” sulla realtà del pianeta e su quanto le guerre siano spinte da interessi economici. Quindi si parte subito a consegnare i giornali. Vi diranno che ci saranno 5 lezioni sull’imperialismo europeo. Ne seguirete solo una. Muoversi, consegnare!

Tecniche di marketing
Cercano di attirare l’attenzione con la grafica d’altri tempi (pessima e antiestetica, tra l’altro), vestiti risalenti alla Rivoluzione d’Ottobre e retorica che colpisce l’emotività: “Tra 20 anni ci sarà una terza guerra mondiale, lo dicono i fatti”.
Il marketing più fruttuoso che c’è, perché insistono sull’esistenza di un problema e si presentano come unica soluzione. Vendono il nulla, con un metodo troppo comune ai regimi dittatoriali. Si crea un sentimento di angoscia e di paura tramite la propaganda, che predica la fine del mondo e della minaccia imminente, per poi prendersi il potere e salvare la situazione di crisi (senza di loro siamo finiti).

Insistenza
Le richieste saranno la colonna portante del rapporto tra l’associazione e voi. Non importa chi siete, dove siete e cosa facciate. Ci saranno richieste di vario tipo prima, durante e dopo la lezione. Il primo sbaglio comune è di lasciare il recapito telefonico. Chi, in buona fede, cede al primo colpo, sarà tartassato con una frequenza sgradevole di telefonate informative/esortative. Il martellamento: “vieni oggi c’è il convegno sulle guerre maligne del turbo ultra capitalismo” continuerà per qualche mese. Le donazioni non hanno nulla da invidiare a qualsiasi organizzazione religiosa. D’altronde nessuno vuole finire all’inferno del capitalismo. Gli step sono (in ordine):

>Soldi per comprare il giornale e numero di telefono (primo incontro)
>Soldi per il giornale (appena si varca la soglia)
>Soldi mensili per la Causa (zona per zona)
>Vendere il giornale per loro
>Andare alle “internazionali”, in giro per l’Italia e per l’Europa
>Oltre (Suppongo che le richieste aumentino con la permanenza, ma non ho osato. Forse l’Anima?)

Centralismo democratico
Dov’è il programma rivoluzionario? Mettiamo il caso che prendano tutto il potere del mondo (a forza di consegne, ovviamente). Lo stato appartiene totalmente a loro e concludono la fantomatica rivoluzione contro il capitalismo. Su quale basa etica fondano la società? Come ci organizziamo? Cosa è giusto e buono a loro? Perché, se dovrò dare tutto il potere a questi individui mi interessa almeno sapere se sono d’accordo con la loro politica. Si tratta della prassi democratica.

Gerarchia
La forma dell’organizzazione è quella della setta (ovvero della piramide, la cima dotata della conoscienza e la base dedita alla diffusione del verbo). Questo sistema, molto illiberale e chiuso, è intollerabile, soprattutto da parte di chi si prefigge di comunicare col resto del mondo e, addirittura, di rivoluzionarlo totalmente. Alle mie domande di chiarimenti si risponde in modo vago, frettoloso, giustificando il tutto con la frase: “Siamo un comitato di gente attiva, esecutiva, non un centro per dibattiti”. C’è evidentemente dell’incomprensione, non avevo ricevuto alcuna informazione che mi facesse pensare alla lezione su “l’imperialismo dell’Europa” come propedeutica al volontariato e, fatto inquetante, fosse indipendente dalla dialettica e la riflessione critica. Si tratta di istruzione dottrinaria? Dall’altra parte c’è la Verità? Mi sono perso qualcosa.

Giornale
Il lato fondamentale e più interessante dell’associazione è il giornale. Dopo una “lezione” sui vari temi proposti e la strettezza delle risposte sui temi fondamentali qui citati, l’aspettativa è di informarsi almeno attraversa la carta stampata. In realtà nel giornale non vengono riportati gli obiettivi dell’organizzazione ma vengono pubblicati vari articoli economici presi da vari giornali autorevoli (economist, new york times, bloomberg, ecc.) che analizzano l’andamento delle varie industrie in giro per il mondo e articoli che descrivono la realtà geopolitica al tempo di Marx ed Engels.

Materialismo dialettico
Ah ho capito! Il materialismo dialettico! La tesi classica. Ecco perché nessuno spiega niente. Ovviamente il socialismo e la felicità sono inevitabili in quanto la società stessa, dopo un periodo capitalista si trasformerà in socialista. Crollerà sotto il peso delle sue contraddizioni. Questo non è ideologia ma scienza! Ok, quindi non c’è bisogno di nessuno di questi individui che consegnano il giornale. Ah no.

Rivoluzione
Si dichiarano rivoluzionari e vogliono combattere tutto il sistema in modo eroico. Quindi? Il capitalismo smette di avere caratteri negativi ma mantiene i positivi (abra kadabra).  Anzi no, ci sarà un socalismo senza guerre ma in realtà è un capitalismo senza guerre, perché nessuno ha parlato di socialismo (sim sa la bim). A forse no. In ogni caso, sui modi e sui tempi si mantiene il più assoluto riserbo. Sappiamo che ci sarà una rivoluzione. Presto. La fantasia di ciascuno può colmare il vuoto e sbizzarrirsi.

Utopia
Perché non fanno una comune? La loro concezione è molto monocratica e esclusiva. Si pretende che la società si comporti in modo ortodosso per raggiungere determinati obiettivi di giustizia, degli obiettivi che richiedono una partecipazione totale da parte dei singoli. Basta un loro voto contrario e nasce un contrasto insopportabile che rischia di mandare tutto all’aria. Quindi, c’è la classica epurazione? La storia insegna fin troppo bene dove porta il socialismo reale e la soppressione dell’individualità. Non potrebbero trasportare il loro ideale in un campo più ristretto, con persone che lo condividono pienamente? So che senza i capitalisti da sconfiggere sembra tutto più noioso, però è molto più onesto e fattibile. Non si tratta di spostare il problema ma di affrontarlo praticamente. A questa mia proposta, il compagno militante (suppongo della “leva”, in quanto si trattava di quello dedito alla vendita per strada) risponde: “Utopia”.

Esistenza
Passiamo al lato esistenziale. Vi pare salutare per una persona prendersi sulle spalle tutte le responsabilità della storia e della politica, parlando per tutto il tempo dell’apocalisse atomica, come un chiodo fisso? Vi pare normale vendere un giornale e militare giorno e notte, mettendo a disposizione il proprio tempo libero, propagandando il Credo e molestando il prossimo (e per prossimo intendo i parenti, gli amici, la fidanzata, i genitori, i passanti e via dicendo) con la paura? Un po’ di sano egoismo, no? Un po’ di yoga per distendere i nervi?
Questo aspetto è talmente evidente che, prima che riesca a domandare qualcosa ai militanti, vengo subito intercettato. Il marxista-leninista davanti a me, mentre parla della loro lotta di classe innovativa ma ortodossa, mi anticipa: “A me la Causa non pesa. Ho una ragazza e un lavoro ma trovo sempre il tempo per fare attivismo nell’associazione”. Una frase che tutti ripetono i ragazzi della comitiva ripetono a pappagallo (chissà quante domande e quante giustificazioni prima del mio arrivo). Il punto rimane, sembra che proprio non ci riescano a rilassarsi e riflettere. Se avessi un lavoro e una ragazza non cercherei ALTRO lavoro, per di più gratis e senza sapere assolutamente nulla sul futuro (il passato invece parla chiaramente).

Storia
Il mistero s’infittisce. Controllando la storia di questa associazione si scopre che nasce da Arrigo Cervetto e Lorenzo Parodi, due ex-appartenenti al Pci , in dissidio con la dirigenza in seguito all’invasione dell’ex URSS a budapest (1956), in quanto denunciavano la vera faccia dei sovietici, ovvero quello di dirigenti di un “capitalismo-di-stato”. Il capitalismo di stato, secondo questi primi dissidenti (e a ragione) non è altro che un capitalismo regolato dall’alto, per nulla estraneo ai disastri del libero mercato e dell’imperialismo. Il punto quindi rimane. dopo questa dimostazione di purezza e superiorità intellettuale (di cui si vantano ripetutamente tra di loro), come si risolve la contraddizione del comunismo? Su quale sistema economico si poggia lo stato? Come si organizzano gli uomini? Perché lo stato, in quanto società gerarchica che si regge, notoriamente, sulle tasse, ha bisogno di un sistema capitalistico che lo sorregge (ci vuole chi lavora e produce ricchezza, sennò le tasse a chi le chiedi?), anche a costo di impersonarlo lui stesso. Se il potere di fermare le guerre lo vogliono ottenere tramite le politica, dovranno obbligatoriamente ottenere lo stato e dovranno monopolizzare tutto il potere ottenibile. Se vogliono veramente attuare l’unico punto del loro programma che ci propagandano (l’unico che sappiamo noi “esterni”). Sennò sono tutte chiacchiere inutili. Diventa, appunto, un centro di dibattiti, sappiamo dal nostro “compagno relatore” che loro sono tutto forchè quello.

Dentro e fuori
Un altro lato ambiguo di queste persone è se accettino il sistema economico così com’è oppure no. Insomma, insistono sulla guerra imminente e, al primo sguardo, pare che un marxista difficilmente vada d’accordo col capitalismo. La loro proposta è rivoluzionaria, il loro rifiuto dell’esperienza sovietica (liquidata perché come, sopraccennato, “capitalismo-di-stato”) sembra confermare ulteriormente la teoria del conflitto. Invece la risposta è resta  ambivalente. I marxisti accettano in blocco ogni lato del capitalismo. Si comprano tutto ciò che una persona normale si può comprare e il loro stile di vita non ha alcun lato insolito dal solito consumismo. Alcuni li vedi girare col cellulare ultimo modello e la macchina fresca di fabbrica. Questo fatto non sembra disturbare nessuno, uno dei “professori” ironizza affermando: “Facendoci stampare il giornale, il capitalista (cartolaio n.d.r) ci lascia diffondere il verbo in quanto è costretto a seguire le regole del mercato. Questa è la nostra forza”. Che sciocchi questi liberali.

Tecnologia
Sono sostanzialmente contenti della tecnologia. Curiosità; la loro pagina non si trova da nessuna parte nel grande mondo dell’internet. Come mai un’associazione tanto tesa alla sua diffusione e al proletismo snobba il mezzo migliore per farlo, di questi tempi? Ai marxisti manca la comprensione del periodo storico o è semplice luddismo? A tale riguardo non dicono nulla (l’avrebbero detto sicuramente se si fosse trattato di un motivo ideologico). Credo che anche questo aspetto si riconduca al gioco di costumi e di stili, fa molto retrò post-sovietismo. Però, come accennato, accettano più compromessi con la tecnologia. Che abbiano paura delle critiche online? Che sia più affascinante costringere le persone a farsi domande su di loro?

Crisi
Il periodo è di crisi. Comprensibile che le persone si attivino a cercare delle risposte ovunque possano, in quanto la realtà ha ben dimostrato che le istituzioni e i mass media non siano il luogo prediletto della sincerità e della ragione. Una parte consistente della società ha visto distrutto il suo mito di benessere e chiunque si accinga a comprendere la realtà è inevitabilmente intossicato dalla demagogia e dagli interessi. La realtà purtroppo è complessa e comprenderla richiede fatica intellettuale. Passare da un “chiesa” all’altra, quella di Lotta comunista ad esempio, è la mossa più semplice. Io personalmente ho fatto sempre il tifo per Martin Lutero. La bibbia, qualsiasi che essa sia, va letta in religiosa solitudine.

Commenti
48 Commenti a “14 questioni su quelli di “Lotta comunista””
  1. RobySan scrive:

    Questa è la commemorazione del genetliaco di Karl Marx con l’ironia dell’ “ei fu”?

  2. Federica scrive:

    Non ho nessuna simpatia per LC, in primo luogo per via delle loro posizioni reazionarie sull’omosessualità. Tuttavia, lo dico sinceramente, meglio LC che articoli di questo tenore, che mi ricordano tanto i fancazzisti bolognesi degli anni ’90 convinti di aver capito il mondo perché avevano girato il cortometraggio, impegnatissimi a specchiarsi nelle bollicine della birra.

  3. Francesco scrive:

    Ma chi è che, senza cadere nel ridicolo e con un’evidente proiezione autobiografica, può permettersi di dire con questa sufficienza che del pensiero di Marx ci sono “due o tre concetti affascinanti quali il feticismo delle merci o alienazione”, buoni giusto per un liceale? Tralascio ogni commento su “ideologia discussa e smentita”. Scusate, questo è solo uno sfogo e nulla ha a che vedere con Lotta Comunista, che ha posizioni teoriche e posizionamento sociale è agli antipodi della storia collettiva (i centri sociali del NordEst) a cui mi sento di appartenere.

  4. Dario scrive:

    “La realtà purtroppo è complessa e comprenderla richiede fatica intellettuale” ecco, consiglierei all’autore di ripartire da qui

  5. Enrico Marsili scrive:

    Un saluto ai vari compagni di gioventu` che stanno ancora a vendere porta a porta `sta roba. Ogni volta che torno in Italia, dopo il gelato e la pizza, c`e` la chiacchierata di 2 minuti con qualcuno di LC. Il mondo, intanto, continua il suo viaggio.

  6. Orlando scrive:

    Ecco: non conoscevo minimaetmoralia fino a circa un quarto d’ora fa. Se il tenore degli articoli in esso contenuti fa paio con le sciocchezze qualunquiste (e con un’ironia da scuola media inferiore; molto inferiore) contenute in questo, torno felicemente all’ignoranza su questo sito. Essendo e restando, comunque, mille miglia e anche più lontano dalle posizioni politiche di ElleKappa.

  7. Cristian scrive:

    IGNORANTIA NON EST ARGOMENTUM

  8. Arturo scrive:

    Conosco bene Lotta Comunista per avervi militato per oltre dieci anni.
    Di critiche all’organizzazione oggi ne avrei da fare per un lunghissimo elenco, e anche decisamente più feroci e argomentate di queste.
    Ma a leggere qui mi viene quasi l’istinto di prenderne le parti.
    Potrei salvare forse una ventesima parte di quello che è scritto qui. Per il resto l’articolo è una sequela di sciocchezze e banalità che possono essere solo frutto di superficialità, supponenza e inevitabilmente ignoranza da parte di chi scrive.

  9. byutrf scrive:

    Leggo solo l’intro e riporto:
    “Sto parlando di persone che coscientemente e produttivamente si occupano di applicare l’idea di società”

    Cioè quelli di lotta com aaplicano il comunismo a casa propria e al lavoro?
    A casa propria direi di si al lavoro… mmhà fai tu?

  10. Marco scrive:

    Sono appena stato scaricato da una ragazza di lotta comunista che avevo abbordato mentre faceva “diffusione”. Ci siamo frequentati un mesetto, ed e’ finita perche’ io non riuscivo a capire che non si puo’ stare con una persona che non c’e’ mai, che esce dalla sede del partito tutte le sere alle 11 (quando va bene), compresi sabati e domeniche.
    Non riuscivo a capire che era troppo impegnata a salvare il mondo e se dedicava cosi’ tanto tempo al partito era perche’… NON C’E’ TEMPO, bisogna sbrigarsi, ogni minuto e’ prezioso…
    Una ragazza che ha praticamente rinunciato alla famiglia, che non riesce a frequentare un ragazzo in maniera normale, che non riesce a pensare a null’altro se non alla sua missione, anche in quei pochi minuti che passa a casa prima di crollare a dormire distrutta. Lotta comunista ti brucia la vita…

  11. gl scrive:

    X Arturo: visto che sei stato un militante per dieci anni, che tipo di critiche muoveresti all’organizzazione di Lotta comunista? Dici di averne un lunghissimo elenco. A me basterebbe saperne due o tre…

  12. crid scrive:

    noooooooouuuu…….perchè è stato tolto il mio commento… era il più bello di tutti.. smontava ogni tesi di questo aticolo, una a una, stile Antiduring di Engels… vabbè..peccato ciaociao

  13. christian raimo scrive:

    Crid, rimettilo, forse è andato in spam automaticamente.

  14. Loredana scrive:

    La banalità dilagante di cui è impregnato questo post è terribile. Non sono “di” lotta comunista nè ne condivido più di tanto le posizioni, ma quello che c’è scritto qui è una sequela di sciocchezze e superficialità. zero analisi critica, zero concetti interessanti. Leggere questa roba è tempo perso, leggere un articolo di lotta comunista sicuramente no (anche se si hanno posizioni discordanti).

  15. Marco scrive:

    Ciao gran bell’articolo..Ho partecipato ad una riunione di L0tta Comunista (due ore a parlare della comune di Parigi)e subito dopo ho più o meno pensato a quello che c’è scritto all’articolo di sopra…Alle mie domande:” sì,ma le soluzioni?(al capitalismo senza regole,disuguaglianze ecc ecc)Visto che qui son passati 50 anni?” Niente,un pò di farneticazioni e soprattutto che stanno formando i Quadri (cinquant’anni).
    Ps stamperò l’articolo e lo farò leggere a qualcuno degli adepti.

  16. ostinAzione scrive:

    Scusa ma sembra un come scrivere un articolo sui buddisti avendo visto un servizio alla tv.
    Diciamo superficiale e riduttivo?
    Ma credo fosse tutto per far sorridere, così ha un senso.

  17. N.O scrive:

    Riassume bene il pensiero che mi sono fatto anche io su LC avendo partecipato a uno dei loro incontri. Si sfioravano il comico e il patetico insieme

  18. Davide scrive:

    Concordo con chi ha scritto che questo articolo fa sorridere. Sembra una parodia alla Checco Zalone, una versione forbita del racconto al bar del piastrellista brianzolo sulla propria vacanza in Tunisia: “devi vedere che gente!” “tutti vestiti strani, sti neger” “vivono nelle capanne coi cammelli” ecc. Genere: Italiano Medio.

  19. Davide scrive:

    PS: chiedo preventivamente scusa per la citazione a tutti i piastrellisti brianzoli, i cammelli e gli Italiani Medi.

  20. gloria gaetano scrive:

    oggi si perde tempo: un articolo così deteriora la nostra capacità cognitiva e offende tutta la cultura, sia lib-lab che marxiana.Con Marx, Engels. Adorno, Lenin, Benjamin si fanno i conti, poi si legge ancora e ancora:Webern, Keynes, Zagebreski, Piketti, Cassano, manon si possono dire delle banalità simili!

  21. Gabriele Rousseau scrive:

    Io parlo da attivista di LC, anche se da meno di un anno. Conoscendo un po’ le dinamiche del partito si possono smontare una alla volta tutte queste tesi. In primis noi compriamo cose “normali” (auto, vestiti, cellulari…) poichè riteniamo che sia impossibile vivere in una società capitalistica senza finanziare il capitalismo. Puntiamo invece ad abbattere, nel futuro più prossimo possibile a rivoluzionare radicalmente questa società, soppiantando l’attuale sistema capitalistico con uno socialista.

  22. glianni70 scrive:

    Ma esiste ancora LC ? Nahhhh non ci credo !

  23. Paolo scrive:

    Leggo per caso questa roba. Consiglio il bloggista di pensarci un poco di più. Aveva letto in gioventù delle cose che aveavano colpito la sua fantasia come l’alienazione”. Ci ripensi un poco sopra e forse potrà perdonare qualcuna delle cose che irride. E’ sicuro che l’idea del plusvalore sia errata? Molti economisti lo sono ma tutti questi economisti si soni posti il problema di una società più efficiente?

  24. Paolo Falcucci scrive:

    … Posso solo dire che l’ideologia è fallita a livello planetario; Marx è morto, Però non è che il modello liberale (cosidetto) abbia dato risposte etiche, moralmente definite, ai bisogni dell’uomo e del pianeta…

  25. Angelo scrive:

    Se questo è il livello delle critiche mosse a LC, ci credo che non vogliano perdere tempo a replicare. Sembrano le obiezioni che potrebbe fare un ragazzino delle scuole medie, e neanche il più bravo della classe. Con la differenza che a un ragazzino magari interessano le risposte che dai e ci riflette su, mentre a un saccente come il nostro caro blogger interessa solo specchiarsi nella sua superficialità. Come si dice dalle ie parti “A lavà la capa allu ciuccio si perde acqua, tempo e sapone…”. Seguo le relazioni di LC, e il confronto tra la profondità di analisi di quelle relazioni con le banalità questo articolo è imbarazzante.

  26. Paquitus scrive:

    Evidentemente i Testimoni di Geova fanno scuola anche in campo avverso. I loro metodi per “abbordare” la gente, ricordano proprio i TdG. Poche frasi frettolose e quando capiscono che non ti hanno convinto, allora tirano fuori la solita scusa che hanno da fare e non possono perdere altro tempo. A proposito: che fine fanno i soldi raccolti?

  27. filpap scrive:

    Articolo veramente superficiale. Sono entrato in contatto personalmente con quell’ambiente ed anche partecipato a riunioni e manifestazioni. Ciò nonostante ho sempre potuto rifiutare di partecipare attivamente perché non convinto al 100% dalla loro programmazione ed indovinate un po’? Non ho dovuto cambiare il numero di cellulare.
    Sono ragazzi chesi spaccano la schiena per una cosa in cui credono nonostante vivano in un mondo di pecoroni che credono alla favoletta del capitalismo portatore di ricchezza per tutti. Tra l’altro dubito che l’autore sia mai andato oltre un paio di incontri altrimenti avrebbe dedicato un altro lungo ed inutile paragrafo al fatto che quelli di LC sono contrari a tutti i tipi di droga e alle sbronze.
    Per il fenomeno del commento precendente: chiamate, convegni, manifestazioni, etc… sono tutti autofinanziati. Ma tu continua a credere che è tutto un magna magna e che la sai più lunga degli altri.

  28. francesco scrive:

    molti anni fa ho frequentato lotta comunista le analisi politiche ed economiche si sono rivelate sempre esatte.ma non credo che l’uomo possa portare attraverso una rivoluzione un sistema che soddisfi l’uomo meglio dire che la storia ha dimostrato che l’uomo è capace di governarsi relativamente . anche i vari esperimenti umani come la comune la rivoluzione francese quella sovietica hanno mostrato limiti marcati i stessi rivoluzionari di fronte alla presa del potere si sono scannati tra di loro e si sono divisi sul modo di realizzare il comunismo con tesi diverse.

  29. DEBORA scrive:

    @filpap, sono d’accordo con te.
    Ragazzi: se uno non vuole fare qualcosa, dice no! Invece chi non ne è capace accusa gli altri, dicendo che sono insistenti, che ti perseguitano, ecc, insomma, tu che hai scritto quest’articolo non ne esci con una gran reputazione, sia chiaro.
    Nemmeno tu che dichiari di essere stato lasciato da un’attivista: ma che razza di sfigato sei? Io non lo avrei mai detto in giro, almeno per la dignità.
    Per non parlare poi di quelli che si vantano di girare il mondo pensando così di conoscerlo, davvero ridicoli.
    A me fanno molto ridere le persone che si indignano poi tornano a casa e si mettono a scrivere articoli come questi…ragazzi, ripeto, è imbarazzante, lo dico per voi.
    Vi aspettate è di ricevere commenti da parte di altri “pecoroni” che vi facciano sentire appagati, ma non siamo tutti come te.
    Visto da fuori risultate una massa belante che si consola a vicenda “E quanto sono anacronistici, oh sì è vero, e poi si mettono la cravatta… ” a parte che non mi sembrano cose sconvolgenti, ma poi che efficacia politica avete voi nello scrivere questo?
    O fate politica, oppure la lasciate fare a chi si organizza, anche se non condividete la linea politica.
    L’importante è fare e i ragazzi di LC sicuramente non stanno fermi, e da sessantenne dico che se non vi muovete voi giovani, chi si deve muovere? Poi saranno i fatti che dimostreranno chi avrà ragione.
    non siete d’accordo? pazienza, ma almeno loro si muovono, voi siete davvero imbarazzanti.

  30. Paquitus scrive:

    La vera rivoluzione inizia dalla religione. E’ il pensiero religioso che imprime, fin dall’infanzia, schemi mentali che ci portiamo appresso per tutta la vita. La politica ha sempre il fiato corto, perché legata a situazioni contingenti. Già nel 1921 Lenin fu costretto a varare la NEP (Nuova Politica Economica) per evitare il tracollo dell’economia. Poi Stalin, con la formula del socialismo in un solo Paese, mise definitivamente in soffitta la rivoluzione proletaria. Il comunismo ha sempre perso perché non ha una visione metafisica alternativa a quella cristiana, islamica o di qualsiasi altra religione. Alla fine, vincono sempre i politici che sanno sfruttare la religione a fini di potere.

  31. Umberto scrive:

    Falsità. Passione e militanza meritano rispetto e affetto. Grazie alle compagne e ai compagni di Lotta Comunista che diffondono senza invadenza il loro giornale.

  32. Lucq scrive:

    Quante stupidaggini. Sei messo proprio male. Lascia perdere. Sei uno stupido.. E te lo dice uno che non e’ comunista.

  33. Ssc scrive:

    Premetto che non sono militante di LC, ma……che minchia dici?sono appena tornato da una relazione a Genova ed era più lo spazio x discussione che la relazione, e poi scusa ti incazzi che chiedono soldi, che ti bussano alla porta x invitarti e allora cosa dovresti fare con i mass media del grande capitale che ti entra in casa attraverso la TV e ti costringe a guardare le sue trasmissioni anche se non te ne accorgi?e i soldi che dai ai suoi partiti attraverso le tasse ed i mille sotterfugi che ne consentono iilfinanziamento?ti allinei veramente alla mentalità’ dominante, fai un analisi di te stesso e ti accorgi che sei telecomandato ideologicamente dalla classe dominante e ti scandalizzi perché’ c’è’ una piccolissima voce che si scosta dal consenso di una società’ basata su salario-prezzo-profitto, la cosa che più mi stupisce e’ che magari ti senti così diverso , come modo di pensare da chi ha i dogmi capitalistici stampati nei lobi frontali…..

  34. gfm scrive:

    Vedi? Credevi di farti bello e sei passato per asino, ora mettiti a studiare prima di scrivere qualunque cosa. Io sono stato un dirigente CGIL e posso dirti che in questa organizzazione gli unici che non hanno interessi e che sono apprezzati da tutti sono proprio quelli di LC, i quali hanno fatto battaglie memorabili sia coi portuali che coi metalmeccanici (un loro dirigente è membro del direttivo della FIOM) ma sono sempre più presenti in ogni categoria. Quando in CGIL intervengono i militanti di LC tutti i presenti portano rispetto e stanno ad ascoltare….poi magari votano come da direttive di partito, ma ascoltano. INtanto aumentano e sono votati dalla base, a MIlano sono presenti in quasi ogni RSU delle medie e grandi aziende. NOn so se ci sarà un crollo del capitalismo ed una guerra, ma se ci sarà gli unici affidabili per una reazione operaia sono loro. Studia.

  35. gianchi scrive:

    Diffidare dei “marxisti ” che pretendono oggi d’ interpretare gli scritti che Marx ha fatto quando analizzava il sistema economico formatosi in Inghilterra e poi in Europa e inizialmente, pure negli Stati Uniti, del capitalismo “borghese” del periodo dell’ottocento, analisi di un’epoca detta anche ” imperialistica” ormai superata. L’ analisi fatta da Marx era giusta a quel periodo storico, ma rapportarla all’attuale capitalismo moderno, dei funzionari del capitale, è deleterio antistorico e poco scientifico.
    Sono gli interpreti del marxismo ben annidiati in questo fatiscente partito di LC che hanno abbandonato il metodo scientifico di analisi di Marx.
    Oggi questi sedicenti esperti “marxisti” riprendono alla lettera analisi fatte più di 150 anni fa, giuste a quel periodo ma rapportarle al periodo odierno, è roba da dementi.
    Lasciamoli perdere questi inutili cantori, che non aiutano a capire coi loro metodi poco scientifici l’evoluzione del sistema economico odierno, se questi non hanno nulla da aggiungere di nuovo all’evidente cambiamento del sistema economico in atto, alle analisi di Marx fatte 2 secoli fa, sono poco credibili.
    Saluti

  36. Beppe scrive:

    Quanti anni ha la legge di gravità? Ovviamente la sua scoperta scientifica, considerando che la gravità, pur non essendo ancora formulata scientificamente, qualche miliardo di anni già li aveva. E nonostante la vetusta età di quella teoria, c’è un gruppo di “dementi” che insiste ad utilizzarla pensando di costruire macchine volanti, che chiamano aerei, e persino spedire su altri pianeti navicelle o costellare lo spazio di satelliti artificiali. Roba da matti!
    Ai tempi di Marx, come il “valido” biografo ricorda, il capitale si muoveva quando fiutava il profitto senza alcuna remora morale. E nonostante fosse più semplice dividere il mondo, con concetti moralistici, in: buoni e cattivi o sfruttati e sfruttatori, Marx osò studiarne il corpo economico e sociale, elaborando una teoria scientifica che permettesse di comprenderne il reale movimento. E considerato che il valido biografo parla di evoluzione del sistema economico, è giusto pretendere le scuse di quei “dementi” che si ostinano a ritenere che: esista ancora una realtà in cui il capitale si muova per il profitto; addirittura, possa essere causa di sfruttamento e che, in presenza della reale possibilità produttiva e di redistribuzione dei beni prodotti: ” da ognuno secondo le sue capacità e ad ognuno secondo le sue necessità” i “dementi” possano aver ragione di lottare per raggiungere questo fine. Evolviamoci! Oggi non si ammazza più, per il profitto con le pietre, è poco scientifico e antiquato affermarlo… ma, riguardo il profitto o lo strumento di morte?

  37. gianchi scrive:

    Un linguaggio con una terminologia e concetti poco comprensibili ai più, sopratutto alle masse a cui questi sedicenti LC avanguardie poco-rivoluzionarie marxiste si rivolgono, ma che vorrebbero guidare per l’ ipotetico assalto al cielo.

    A loro, LC, non interessa che le masse diseredate proletarie capiscano o comprendano i concetti, loro sono avanguardie, loro sanno tutto e di tutto ma non hanno nulla di nuovo da proporre sull’analisi teorica marxista già fatta. Questi ripetono le solite e ammuffite analisi di più di 150 anni fa, salvo poi trovarsi a parlare da soli al vento, tanto, le cosiddette masse diseredate proletarie o come cavolo vogliamo chiamarle, che loro vorrebbero dirigere e guidare per l’assalto al cielo non li seguiranno.

    Il cosiddetto proletariato, ha altro a cui pensare, pensa a sfamarsi e a far sopravvivere la sua specie sociale vendendo al miglior offerente l’unica merce che possiede, la forza lavoro, a questi non interessa fare la cosiddetta rivoluzione proletaria e non interessa sovvertire il sistema economico.

    Forse non sarebbe ora di cercare “altrove” e con analisi teoriche nuove il soggetto rivoluzionario per l’assalto al cielo?
    Il cosiddetto proletariato rivoluzionario si è rivelato più che altro una classe tradunionistica.

    Non si abbandona il medodo d’analisi di Marx, ma bisogna andare oltre le sue teorie, correggerne gli errori di analisi, cercare nuove teorie che possano far capire l’evoluzione sociale in atto.

  38. Cristian scrive:

    E intanto…sono 50 anni che marcia! Tra i bla bla della sinistra radical chic alcol e droghe, le goffe risate di chi si sente pienamente figlio del suo tempo, i mal di pancia degli ex PC guidati da un ducetto in salsa Fanfani…ah! meno male che c’eravate voi a difendere i lavoratori, infatti si vede che bel prodotto è il mercato del lavoro oggi!

    Chi vivrà vedrà, se a qualcuno di lotta comunista fregasse qualcosa delle banalità e ingiurie dette su di loro, perderebbe più tempo a ribattere che a fare altro, e per fortuna c’è altro e tanto da fare….

  39. gianchi scrive:

    E magari continueranno a sopravvivere per altri 50 anni, ma non lo credo, perchè il cambio generazionale è imminente anche per loro, mi riferisco alle loro nomenclature dirigenziali, che nessuno di quel raggruppamento politico chiamato Lotta Comunista vota o elegge. Chissà forse vengono designati per scelta divina? Chissà qualcuno me lo potrebbe spiegare ?
    Stento a credere oggi, che qualcuno pensi nella famigerata rivoluzione proletaria, da non confondere con le ribellioni, queste sono quotidiane, se ne vedono da per tutto, il sistema economico le fa scoppiare e le mette pure sotto controllo, e queste sono tutte innocue per i decisori, quelli che stanziano oltre l’atlantico.

    Ho partecipato ad una conferenza pubblica il 24 gennaio scorso, mi ha fatto rabbrividire quando il relatore in un suo passaggio del suo intervento si aupicava e si augurava un aumento ancora più elevato dell’immigrazione nel nostro paese, perchè la loro tesi è improntata sul tanto peggio sarà (per noi ovviamente) tanto meglio sarà per la causa rivoluzionaria! E loro (nuova nomenclatura) saranno prondi per cogliere l’occasione per dirigere e comandare sulle masse diseredate per la presa del potere. Caspita ! Sono fermi ancora ai primi anni del secolo scorso. E farsi governare da gente simile, gran parte occupatori di poltrone e cattedre di enti e servizi pubblici, statali e parastatali, io che appartengo a quel ceto cosiddetto proletario, mi fa rabbrividire. Saluti

  40. gigifois scrive:

    @ gianchi : Spiegare ad un ciuchino perché mangia, perché beve, perché si riproduce, sarebbe molto più semplice che spiegare a gianchi chi è L.C. . Gianchi mangia, beve, e (forse) si riproduce senza sentire il bisogno di capire perché. Niente di male ma neanche niente di bene. Insomma Niente.

  41. estenat scrive:

    @gianchi ed altri… Ragazzi, la diffusione di informazioni e analisi non è mai negativa. Ho seguto negli ultimi mesi la stampa e gli incontri con compagni di LC, corretti e positivi. Io posso non essere d’accordo su tutto… sono radicale da sempre, ma l’impegno nel loro studio è apprezzabile. Se poi i soldi glieli vuoi dare daglieli altrimenti no, se vuoi leggere il mensile leggilo se no no, se vuoi distribuire il loro giornale fallo, se no no, se vuoi andare in pizzeria e spendere 15€ vai, se no no. Io ai loro incontri ci vado, sono radicale, amo le analisi di chi si impegna, i miei soldi preferisco spenderli in giornali che in pizze.

  42. gianchi scrive:

    E’ da apprezzare se uno si impegna nello studio e a diffondere analisi, e approfondire le questioni internazionali, questo non lo nego.
    Partecipo alle conferenze aperte che ogni tanto fannoquelli di LC per capire come la pensano, a titolo di curiosità nulla di più, anche perchè sono rimasti i soli a farle, in forma strutturale come partito. Ma le loro analisi dal mio punto di vista non dicono niente di nuovo, niente di più di quello che già sono a conoscenza. A livello teorico non mi stimolano il pensiero, non dicono niente di più di quello che avevo appreso 40 fa. Ma la socetà è drasticamente cambiata e loro insistono coi concetti stravecchi con un linguaggio e con strumenti di analisi anacronistici. Per quanto riguarda la teoria in rete trovi analisi molto più interessanti.
    http://www.conflittiestrategie.it/siamo-ad-un-punto-cruciale-da-rendere-transitorio-di-glg

  43. gigifois scrive:

    Con il passaggio dalla utopia alla scienza il comunismo vince la sua battaglia sul piano teorico, sostanzialmente non c’è più nulla da scoprire . Sul piano pratico la Comune e l’Ottobre sono la verifica , in laboratorio ,della sua fattibilità. Il compito storico oggi è nella organizzazione materiale di tale passaggio.. Compito difficile ma necessario. L’alternativa è la barbarie. Il Comunismo non è più un ideale ma una storica necessità ed il Partito è lo strumento unico per la realizzazione di questa necessità.

  44. gianchi scrive:

    “Non c’è più nulla da scoprire …..”?
    E’ come dire che con Marx si è raggiunto il punto teorico più alto, oltre non c’è niente da scoprire ? Mi vien da ridere !

    “La Comune e l’Ottobre come verifica” della presa del potere di un’altra classe, finita poi in tragedia …. come abbiamo visto!
    Cos’è che non ha funzionato visto che non è andata come si prevedeva ?

    Ma di che comunismo parli ? Quello storicamente conosciuto, degenerato in malo modo come abbiamo visto ? Di altri non ne conosco !
    Parli con frasi fatte ! Attraverso slogans! Niente di più. Sei patetico !

  45. gigifois scrive:

    Tra una risata e l’altra a persona interessata non farebbe male leggere “L’ideologia tedesca ” del 1846 che segna il passaggio dalla ideologia alla scienza. Utile tra l’altro alla comprensione di ciò che differenzia l’uomo dall’animale : la coscienza. L’uomo dal ciuchino aggiungo io. La comune e l’Ottobre non sono la realizzazione del Comunismo ma la dimostrazione della sua realizzabilità. Le sconfitte e/o la degenerazione ( stalinismo) non ne sono la negazione. Sorvolo sul parlare per slogan per senso di umana comprensione.

  46. Lalo Cura scrive:

    dall’avanspettacolo al commentario di un blog: il ritorno in grande spolvero (si fa per dire!) dei fratelli de rege (in sedicesimo)
    tutto sta a capire chi è bebè e chi è ciccio
    (e non è che ci voglia poi chi sa quale acume…)

    lc

  47. gigifois scrive:

    Mi auguro che non sia lo stesso Lallo che ” spopola ” su YouTube , troppo facile farlo partecipare all’avanspettacolo dicendogli : vieni avanti cretino.

  48. gigifois scrive:

    E siccome sono in sedicesima ho anche raddoppiato il Lalo.