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Io vado, ciao paese. Italo Calvino

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(fonte immagine)

Il 19 settembre 1985, trent’anni fa, ci lasciava Italo Calvino. Di seguito le primissime righe del racconto Amore lontano da casa, scritto nel 1975 e successivamente inserito nella raccolta Prima che tu dica pronto (Mondadori).

di Italo Calvino

Alle volte un treno va via sulla riva ferrata del mare e su quel treno ci sono io che parto. Perché io non voglio restare al mio paese pieno di sonno e d’orti, decifrare le targhe delle macchine forestiere come il ragazzo montanaro seduto sulla spalletta del ponte. Io vado, ciao paese.

Nel mondo, oltre al mio paese, ci sono altre città, alcune sul mare altre non si sa perché smarrite in fondo alle pianure, in riva ai treni che giungono non si sa come, dopo giri trafelati per campagne e campagne. Ogni tanto io scendo in una di queste città e ho sempre un’aria da viaggiatore novellino, con le tasche gonfie di giornali e gli occhi irritati da bruscoli.

La notte spengo la luce dentro il letto nuovo e sto a sentire i tram, poi penso a camera mia del mio paese, lontanissima nella notte, pare impossibile che nello stesso momento esistano due luoghi così lontani. E, non so bene dove, m’addormento.

Commenti
2 Commenti a “Io vado, ciao paese. Italo Calvino”
  1. andrea scrive:

    “ Domenica 24 novembre 1996 – « 28 novembre-1 dicembre 1996 – Sanremo, Teatro Ariston – Sala Ritz – Italo Calvino: a writer for the next millennium ». Oh, yes. “.

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  1. […] ha ancora una grandissima importanza per me, e riesce a dirmi qualcosa e a farmi riflettere. Oggi minima&moralia ha riportato le prime righe di uno dei racconti che era stato poi inserito nella raccolta Prima che […]



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