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Una (piccola) pausa

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Photo by Jan Kahánek on Unsplash

Per qualche giorno i post di minima&moralia non saranno caricati quotidianamente.

Ci rileggiamo verso la fine del mese; grazie come sempre a tutti i nostri lettori!

Redazione minima&moralia

Commenti
Un commento a “Una (piccola) pausa”
  1. gino rago scrive:

    1938- Hitler in Italia incontra il Duce
    2018- Orbàn a Milano incontra il Sultano-Ministro

    Gino Rago
    Per non dimenticare

    Lettera dalla sopravvissuta di Theresienstadt
    (per il giorno della Memoria, 27 gennaio 2018)

    “Caro Signor Treves, Cara Signora Bauer,
    Vi scrivo dal confine svizzero

    fra Como e Lugano
    perché da questo posto non mi sono più allontanata.

    Qui ho lasciato l’anima
    perché qui fui tradita

    venduta dai «passatori» per poche monete
    Qui mi hanno arrestata.

    L’anno 1944. Era primavera.
    Liberata a Theresienstadt nel 1945 [era di maggio]
    […]
    Da allora fui per tutti «la sopravvissuta».

    La «scampata» al fumo, ai forni.
    Fino al 7 del mese di maggio del ’45

    Da Fossoli ad Auschwitz verso l’ultimo campo
    Sono stata meno di un’ombra.

    Sono stata senza Parole. Ero nell’Ombra delle Parole.
    Vissi di Parole che non facevano più ombra.

    Perché mi rivolgo a Voi?
    Perché volete ridare la carne a nuove Parole.

    Perché nuove saranno le parole
    da ciò che l’Armata Rossa trovò nei vagoni,

    nei magazzini, negli hangar,
    la mattina del 24 gennaio del 1945

    840.000 capi di abbigliamento femminile. 44.000 paia di scarpe.
    400 arti artificiali. 7 tonnellate di capelli rasati, compresi i miei.

    Montagne di occhiali. Valigie. Denti. Giocattoli.
    Casacche a strisce con la stella nel fango.
    […]
    Caro Signor Treves, Cara Signora Bauer,
    la «sopravvissuta di Theresienstadt» amò le parole che non riuscì a dire.

    Ditele voi ora per lei. Pronunciatele voi nella nuova poesia
    quelle parole di cenci nel fango

    pigiami a righe, mutande, bretelle, pizzi, calzini, veli, borsette,
    spazzole, scarpe, pupazzi, rossetti, cappelli, magliette.
    […]
    Versi a seppellire «la cagna di Dachau»
    e i paralumi umani per la belva.

    Parole nuove da quegli stracci che ospitarono uomini,
    un tempo anch’essi uomini vivi.”

    Gino Rago

    Grazie par la preziosissima ospitalità, grazie minima, grazie moralia, grazie minima e moralia.

    Gino Rago

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