Il resto della tigre: un racconto di Raffaella R. Ferré

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di Raffaella R. Ferré

Molti anni fa è successa una cosa per cui si è sempre detto: mi ricordo che. Ma se il tempo si confonde è forse colpa del caldo, il trucco di tenere le cose vicino agli occhi mi riesce ancora: per questo tengo il passato nelle dita di una mano chiuse a pugno e nell’altra, ben aperta, le cinque soluzioni. Metterle in pratica resta una difficoltà, ma tant’è.

Questo è un modo: raccontarlo.
Questa è una storia: quella di Irene.
Che poi è la mia, ma alle volte funziona meglio darsi un altro nome, tra quelli che ti piacciono.

Il giorno in cui il Panico compì trent’anni

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Questo pezzo è uscito sul blog dell’autrice, che ringraziamo.

di Raffaella R. Ferrè

C’è una storia che non so quanto sia vera, la storia per cui “Panic” degli Smiths è stata scritta oggi, trent’anni fa. E ce n’è un’altra, verissima, per cui il mio primo bacio dovrebbe avere più o meno la stessa origine. In entrambi i casi si tratta del disastro di Černobyl’.

In questo universo parallelo Johnny Marr e Steven Patrick Morrissey fanno appena cinquant’anni in due e non 110, portano giacchette sciancrate e camicie a quadri risultando alla moda – una moda di cui ci saremmo accorti solo dopo – e non hanno mai litigato. Di base, oggi, trent’anni fa, stanno ascoltando la radio, precisamente la trasmissione radiofonica Newsbeat condotta dal dj Steve Wright.

Me li immagino con la faccia china sugli altoparlanti, magari stanno parlottandoci sopra, magari non la sentono neppure almeno fino a quando la musica si interrompe: il conduttore ha una notizia da passare velocemente e la notizia è l’incidente alla centrale nucleare di Černobyl’.

In senso narrativo

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Scrivere nonfiction: un intervento di Violetta Bellocchio, curatrice dell’antologia Quello che hai amato. Undici donne. Undici storie vere, in libreria per Utet. Nella foto: Faye Dunaway in Bonnie and Clyde, Arthur Penn, 1967.

di Violetta Bellocchio

Sto passando la giornata con Raffaella Ferré. Abbiamo fatto un libro insieme, ci stiamo conoscendo ora. Abbiamo lavorato a distanza – lei scriveva a Napoli, io leggevo altrove – e a metà settembre siamo ospiti del Festival delle Letterature Mediterranee, a Lucera. È una giornata eccitante. Sentiamo, tutte e due, di non voler perdere tempo. Siamo grate al festival per l’attenzione data al nostro libro, e perché ci rende possibile incontrarci di persona dopo aver lavorato insieme.

Sanremo Reloaded

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di Raffaella R. Ferré

Venne il giorno in cui le note finirono.

Perché le note sono così: sette, dodici contando le alterazioni, pensi di averne abbastanza per ogni dito della mano ma ti sfuggono le limitate possibilità di combinazione. Ma che la canzone si sia mossa in questo secolo sullo stesso sistema impiegato da Mozart e Beethoven è cosa nota, e si sperava, allora, nelle parole: ventisei lettere tra alfabeto italiano e inglese, miliardi di lemmi, eventualità combinatorie pressoché infinite, tutte sotto la lingua, a disposizione. Nei corridoi, compositori, musicisti e parolieri, ciascuno di loro fornito di cartelletta color carta da zucchero contenente la segretissima “Guida alle parole mai utilizzate in una canzone italiana” si davano pacche sulle spalle immaginando i loro artisti melodiare frasi come “La borragine tiene unita la compagine”. Ma fornire tante rassicurazioni ad un uomo non è mai cosa giusta e il dubbio, uno solo, s’era insinuato già a dicembre: che fossero finiti i pensieri?

Come non è morta mia madre

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Abbiamo le prove è una rivista online di non fiction nata un anno fa da un’idea di Violetta Bellocchio. Pubblichiamo l’intervento di Raffaella R. Ferré ringraziando l’autrice e la rivista.
di Raffaella R. Ferré

Io non sapevo e non volevo sapere, ma quando mi chiusi in bagno, quella sera, sapevo già. L’istinto di cui parlano certi libri, il contatto con la “natura intuitiva”, la storia new age che poi, anni dopo, avrebbe riempito giornali, è qualcosa che abbiamo tutti e che non sta buono da un canto, ma ci avverte, ci chiama. Di solito prendiamo tranquillanti proprio per evitare di essere avvertiti e chiamati. Il punto è che all’epoca dei fatti avevo nove anni e le prescrizioni mediche erano un serio problema.

#DirettaSalone – Venerdì 11 maggio

Books about Books. Libri che parlano di libri: parola ai giovani – Spazio Sant’Anselmo di Andrea Tafini “Narrami o libro. Quando i romanzi parlano di editoria”. Un titolo epico/omerico, libri celebri che parlano di tutto ciò che riguarda il mondo dei libro, studenti di lettere miracolosamente non passivi ma diventati, per una volta, creatori di […]

#DirettaSalone – Giovedì 10 maggio

Grafica editoriale… digitale? Le copertine al tempo dell’e-book – Book to the Future – ore 15 di Marta Ciccolari Micaldi La Primavera Digitale celebrata dal Salone del Libro 2012 semina nuovi boccioli a partire proprio dalle sale conferenze: il Book to the Future (su Twitter – e bisogna metterlo, se no che future è? – […]