imperatore

A Roma esiste un grande festival delle letterature…

…è diffuso in tutta la città, dura tutto l’anno, ed è indipendente.

1. Molti scrittori e simili hanno per esempio aderito a un’iniziativa che si chiama Piccoli Maestri, che vuol essere una “scuola di lettura per ragazzi” sul modello di quella – Valencia 826 – creata da Dave Eggers e quella creata da Nick Hornby a Londra. Il sasso l’ha lanciato Elena Stancanelli, la provincia e un’associazione che si chiama Matemù l’hanno raccolto, c’è un blog  gestito da Federico Cerminara su cui farsi un’idea.

2. Da quattro anni Rossano Astremo e Girolamo Grammatico hanno messo su uno strano appuntamento che si chiama Citofonare interno 7: si tratta in sostanza di reading di inediti che si svolgono all’interno di appartamenti. Anche qui, c’è un blog.

3. Giovanni Peresson, Flavio Soriga, Paola Soriga, Errico Buonanno e da quest’anno anche Giuseppe Rizzo organizzano ogni Natale e ogni San Valentino una serata di letture in qualche locale in cui coinvolgono scrittori amici, e anche esordienti o inediti: ovvero un Natale acido e un San Valentino acido. Qui l’invito natalizio su facebook. Qui un video. Inoltre Flavio e Paola da sette anni, e Sara Sanzi dall’anno scorso, riescono a organizzare un meraviglioso piccolo festival di poesia in Sardegna a Seneghe, che si chiama Cabudanne de sos poetas.

4. Un gruppo di scrittori da qualche anno si è autodenominato Scrittori precari. Scrivono racconti in tempo di crisi, organizzano molte letture e intanto fanno inchieste sul mondo dell’editoria. Per capire chi sono e che fanno qui c’è il blog.

5. Un lavoro parallelo lo fanno anche un altro gruppo di scrittori che è autodenominato Scrittori in causa. A partire dalle sòle che hanno preso da vari editori, e dal desiderio di creare sempre maggiore trasparenza per chi pensa di fare della scrittura una fonte di reddito, fanno un grande lavoro di controinformazione e di consulenza giuridica sui contratti editoriali. All’uopo hanno creato un sito utilissimo.

6. Due tre anni fa, per unire le forze per una legge sul libro che per esempio limitasse gli sconti, si è formato questo gruppo di piccoli e medi editori autodenominatesi Mulini a vento, che sono riusciti insieme al lavoro di vari parlamentare tra cui Franco Levi, a far approvare una legge che limita gli sconti sui libri. Ma la discussione sul libro e sugli sconti come sappiamo non si è fermata all’entrata in vigore della legge. Anzi. Sul sito deiMulini a Vento c’è ancora in corso un dibattito vivo oltre le informazioni sulle varie leggi sul libro a livello europeo. Per avere una visione ancora più sistemica delle rivendicazioni dal basso sulla questione libro, è bene anche aver presente il lavoro del Forum del libro , che vorrebbe che la legge Levi avesse una portata molto più ampia della questione sconti, e che sta portando avanti il progetto di una legge d’iniziativa popolare sul libro.

7. Da più di un anno un gruppo di persone molto motivate, tra cui Chiara Di Domenico, è riuscita dopo sforzi encomiabili (aver rimesso a nuovo un ex smorzo per adibirlo a locale, per esempio) a dar vita a un luogo al Pigneto che vorrebbe essere un punto di riferimento per le iniziative con i libri a Roma: si chiama Circolo dei Lettori. Vorrebbe essere un punto d’incontro tra editori e lettori. Lo scorso ottobre c’è stato anche il primo piccolo festival, chiamato Mal di libri .

8. Sempre parlando di festival, mini e medi, l’offerta si è moltiplicata. Ce ne sono di istituzionali, semi-istituzionali, anti-istituzionali, auto-organizzati, etero-organizzati, brutti, belli: insomma modelli e antimodelli. Dopo Più Liberi Più Libri, sono nati Libri come all’Auditorium, Critical Book & Wine che si svolge a dicembre nel centro sociale Esc, a San Lorenzo (sempre a Esc è già qualche anno che si organizza – a merito di Andrea Cortellessa, Vincezo Ostuni, Lidia Riviello, Elisa Davoglio e altri – una rassegna chiamata Escargot); Romapoesia (Maria Teresa Carbone, Franca Rovigatti e altri è anni che seminano), la Festa della Parola a inizio ottobre alla Snia Viscosa a Prenestino; il Salone dell’Editoria Sociale tra fine ottobre e inizio novembre a Porta Futura, il Festival della letteratura di viaggio, il settembrino Romasilibra (l’unico festival che invece, se non mi sbaglio, ha avuto un bel o di soldi, tipo 150.00o euro dal Comune, oltre una specie di patrocinio da parte di questo fantomatico Centro per il libro e la lettura – ma su questo Centro c’è una voce a parte), quello universitario Roma Noir, quello di Letteratura Ebraica che si svolge a settembre al ghetto in genere… E ce ne saranno sicuramente altri che si potrebbero aggiungere all’elenco.

[Parentesi importante, eccola. Un urgente capitolo a parte va aperto sul Centro per il libro e la lettura. Basta consultare il sito e vedere quanto sia lentissimo, lacunoso, al massimo basato sulla buona volontà il lavoro che viene svolto da questo organismo ministeriale che in tempi di vacche magre e di reti iperattive avrebbe dovuto collegare, coinvolgere, finanziare, informare. Qualcuno di voi ne era a conoscenza? Qualcuno di voi ne ha mai fatto uso? Il palazzetto su via della Lungara dove ha sede che necessità ha? I soldi spesi per il progetto, ossia a quanto mi pare riferisse il direttore Gian Arturo Ferrari nell’ultimo Forum del Libro a Matera, 700.000 euro, per che cosa sono serviti? A finanziare ste benedette ricerche della Nielsen su quanto leggono gli italiani?

Se uno si va a leggere la Gazzetta Ufficiale del 2008, vede che “per l’esercizio finanziario 2008 è autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro per le spese di funzionamento nonché per le attività istituzionali del Centro per il libro e la lettura, istituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali con il compito di promuovere e di realizzare campagne di promozione della lettura, di organizzare manifestazioni ed eventi in Italia e all’estero per la diffusione del libro italiano, di sostenere le attività di diffusione del libro e della lettura promosse da altri soggetti pubblici e privati, nonché di assicurare il coordinamento delle attività delle altre istituzioni statali operanti in materia e di istituire l’Osservatorio del libro e della lettura. Il Centro collabora con le istituzioni territoriali e locali competenti e con i soggetti privati che operano in tutta la fi liera del libro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle fi nanze, sono stabilite le modalità organizzative e di funzionamento del Centro”.

E uno si domanda: ma perché allora se io vado sul motore di ricerca dei traduttori editoriali e scrivo Silvia Pareschi  non mi viene fuori niente? Oppure, è mai possibile Gian Arturo Ferrari, un funzionario pubblico non abbia idea di quello che succede nella città dove il Centro ha sede?]

Torniamo a noi.

9. Sempre Girolamo Grammatico che veniva nominato prima per Citofonare interno 7, da ormai qualche anno segue la questione dei senza fissa dimora a Roma. Organizza verso metà ottobre ogni anno una Notte dei senza dimora. Che c’entra un’iniziativa specificamente sociale coi libri, la lettura, la letteratura? Che sempre con gli homeless Girolamo da anni cerca di lavorare con il racconto: qui si capisce un po’ come.

10. Poi ci sono le piccole medie grandi case editrici (da Nottetempo a Laterza a Ediesse a Cooper a Castelvecchi a Iacobelli a Stile Libero alle neonate Remo e L’Orma a a a…) ovviamente s’inventano centinaia di iniziative all’anno, svolgendo attraverso le presentazioni, gli incontri sempre più un lavoro di supplenza anche per quanto riguarda la formazione universitaria e la promozione della lettura. Fandango, minimum fax, Voland, Fanucci, Porto Alegre… gestiscono anche delle librerie, che sono chiaramente anche dei luoghi di militanza culturale.

11. Luisa Capelli da anni è instancabile. Il suo twitter e il suo sito sono riferimenti imprescindibili. Dopo aver diretto una delle più belle case editrici italiane, Meltemi (fondamentale tra le molte ragioni anche per l’enorme attenzione alla critica letteraria e alla critica post-coloniale e soprattutto alla traduzione della saggistica), ora insegna a Tor Vergata, ed è molto interessante seguire il lavoro di educazione all’editoria che fa con i suoi studenti. E adesso, sempre instancabilmente, sta cercando insieme ad altri, di costruire autofinanziandosi, un appuntamento romano per Librinnovando, una manifestazione-dibattito-workshop sul futuro dell’editoria che a Milano è diventata da un po’ un punto di riferimento per chi ragiona sui libri.

12. Se vogliamo parlare di riviste cartacee e non, dobbiamo vedere quali sono vitali e quali un po’ meno. Purtroppo qui il sito dell’associazione riviste è poco rappresentativo (anche qui, Valdo Spini, perché non fai qualcosa per rinnovare questo coordinamento invece di piangere soldi?) di quella galassia che invece esiste e si espande. Ovviamente a Roma non possiamo non citare almeno le storiche, dallo Straniero a Nuovi argomenti (il lavoro anche qui militante dei suddetti redattori Carlo Carabba e Chiara Valerio), e non possiamo non dare risalto ad alcune nuove, da Watt a Alfabeta ma anche Doppiozero o Finzioni (che hanno un gruppo romano molto nutrito), a 404 File (anche qui con gruppo romano) a Colla alla piccola delegazione romana di Rivista Inutile o alla quasi storiche ormai Terranullius-Cricca 33 o Toilet o il blog Via dei serpenti

13. Esiste anche chi si mobilita in senso più politico. È facile citare qui il lavoro che da aprile scorso sta portando avanti TQ – dal manifesto sull’editoria ai contributi sulle librerie indipendenti e sul selfpublishing -, ma anche ad esempio quello della neonata Rete dei redattori precari.

14. Ci sono poi almeno un gruppo di agenzie letterarie il cui lavoro di scouting, editing, etc… è tale da essere una risorsa culturale in sé. È il caso di Oblique con Leonardo Luccone, Elvira Grassi, Giuliano Boraso. Ma, nel suo piccolo, è anche il caso della neonata Vicolo Cannery di Corrado Melluso e Tommaso De Lorenzis.

15. Sulle biblioteche il discorso chiaramente il discorso invece diventa gigante. L’11 ottobre un gruppo di scrittori, editori, intellettuali e di comediciamoadesso lavoratori della conoscenza aveva per esempio deciso di fare un’assemblea pubblica alla biblioteca nazionale, che fu impedita dalla polizia. La cronaca della vicenda è qui . Da quella giornata è nato un appello dell’Aib intitolato La notte delle biblioteche, si è fatta un’altra assemblea, Stefano Parise (presidente dell’Aib, che sta – non l’ho detto – per Associazione italiana biblioteche) ha scritto un interessante articolo sul Sole 24 ore . Su questi temi va almeno ricordato il contributo enorme, sia pratico che teorico, che stanno dando Antonella Agnoli, Giovanni Solimine, Gino Roncaglia.

16. Poi ci sono le librerie indipendenti. Per una Croce e una Bibli e un Flexi che chiudono, con tanto di mobilitazione della città per cercare di evitarlo e forse qualche volta riuscirci anche, ne nascono altre: Libri invisibili  non ha neanche due mesi. Ma hanno pochi anni, per citarne alcune, Giufà, Tuba, Ne import quoi, Assaggi, Koob , il Corsaro e…

17. C’è anche qui da segnalare il lavoro carsico ma essenziale e ancora più essenziale a Roma di Loredana Lipperini e del suo blog , come della trasmissione Fahrenheit che sostiene non solo via etere molte delle cose che abbiamo nominato qui sopra.

18. È da qualche anno che per quanto riguarda la letteratura per ragazzi si sta muovendo molto a Roma. Librerie che aprono, l’idea della Tribù dei Lettori di fare Scelte di classe.

19. Valentina Aversano e Andrea D’Ippolito si sono inventati Sette per uno, un laboratorio di scrittori, fotografi, video maker, artisti sul contemporaneo, che orgnaizza da qualche tempo una specie di minifestival itinerante chiamato Mentelocale Tour.

20. Una delle realtà trasversali ma sempre più centrali tra chi lavora nell’editoria è ACTA, associazione dei consulenti del terziario avanzato, che si occupa anche della difesa professionali di chi lavora in questo mondo dell’industria culturale.

21. Tra le persone molto attive a Roma, per la promozione alla lettura ci sono sicuramente le Donne di Carta. E sempre Maria Teresa Carbone che insieme a vari altri da nni si occupa di promozione della lettura sul territorio. Per esempio con Monteverde legge.

22. Alcuni traduttori editoriali, forse non lo sapete, da un po’ di tempo a questa parte si sono sindacalizzati, e hanno creato Strade, che ha cominciato a svolgere anche attività di informazione  e dibattito sul territorio.

23. C’è una rivista curatissima, Piscine, che ha accolto intorno a sé l’interesse di una non piccola comunità di lettori. Ci sono dietro Francesco Pacifico e Cristiano De Majo, e ultimamente a Roma si sono inventati un format di serata mica male: lo Spogliatoio.

24. Un altro gruppo storico, di militanti della letteratura li chiamerei, sono quelli di Libri in testa. Per anni si sono ritrovati alla Libreria Croce, storica libreria indipendente che ha chiuso, e l’anno prossimo invece si ritroveranno da Altroquando (che non avevo citato prima e rimedio qua).

25. La stessa Fondazione Bellonci, in modo molto meno visibile rispetto al Premio Strega, col coordinamento di Stefano Petrocchi, cura da anni una serie di promozione alla lettura nelle scuole o per le scuole.

26, 27, 28… E ovviamente, molto ovviamente, mancano molte cose che non ci sono venute in mente. Ma che per esempio chi vuole potrebbe segnalare nei commenti.

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
Commenti
21 Commenti a “A Roma esiste un grande festival delle letterature…”
  1. lalocura scrive:

    piscine – notizie per l’èlite

  2. zora scrive:

    Grazie tante

  3. minimaetmoralia scrive:

    @lalocura
    aggiunto grazie mille

  4. peppe scrive:

    Cepell secondo me è abbastanza utile come database degli editori (dai micro-editori ai grandi editori) italiani. Io l’ho usato per inviare dei cv a editori che altrimenti non avrei mai conosciuto.

    In sostanza è una sorta di buona uscita che hanno dato a Ferrari dopo aver lasciato la Divisone Libri Mondadori… uno che era noto alle cronache come il dominus o l’uomo più potente dell’editoria italiana, si meritava un trattamento del genere…

  5. Michele scrive:

    ma colli sordi nostri, però, limortè

  6. Michele scrive:

    più seriamente: la homepage di Cepell (http://www.cepell.it/) tra le altre cose rimanda alla pagina anobii di Cepell (http://www.anobii.com/cepell/books), una libreria di 11 dico 11 libri.

    Basterebbe questo (ed è una chicca tra le tante) per capire in quale immondizia va questo Centro del Libro. Sarebbe bastato che Ferrari in persona aggiornasse la pagina anobii del proprio centro per evitarsi simili figure di merda.

  7. peppe scrive:

    perfettamente d’accordo con te michele…
    devo dire che rispetto alla mia ultima visita – che risale forse a 1 anno fa – hanno reso il sito un po’ più vicino agli ultimi standard web…

    nonostante questo è tutta l’operazione che puzza un po’…
    considerato che Ferrari è presidente del centro da fine 2009 (http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/il-centro-per-il-libro-e-il-governo-dei-tecnici-l-intervista-a-gian-arturo-ferrari301111.html)

    sorge spontaneo chiedersi: chi era al governo in quel periodo?

  8. Silvia Pareschi scrive:

    Riguardo al motore di ricerca dei traduttori editoriali, io ho provato a iscrivermi, ma prima mi è uscito “impossibile inviare la mail all’indirizzo specificato”, poi mi è uscito “la mail è già associata a un’altra utenza”, poi mi è uscito “credenziali non valide”, e poi ho chiuso la pagina perché avevo altro da fare. So che altri traduttori hanno avuto esperienze simili.

  9. Chiara scrive:

    Grazie per la bella panoramica.
    Ne approfitto per segnalare il blog Via dei Serpenti (http://www.viadeiserpenti.it/) dove seguiamo la piccola e media editoria romana con recensioni, interviste, segnalazioni, notizie.

  10. stefano petrocchi scrive:

    Caro Christian,
    se lo ritieni utilie aggiungi al tuo elenco le iniziative che la Fondazione Bellonci (www.fondazionebellonci.it) realizza tra settembre e maggio (dopo si pensa allo Strega) coinvolgendo una quarantina di scuole di Roma e del Lazio.
    Un abbraccio,
    stefano

  11. milvia comastri scrive:

    Post fantastico! Grazie per tutte le informazioni. Navigherò per ore…

  12. Vincenzo Ostuni scrive:

    Mi scordo sempre di ricordarti che, fra le riviste, c’è il Caffè illustrato (direttore W. Pedullà, redattori G. Pedullà e il sottoscritto).

  13. riccardo de gennaro scrive:

    mi aggrego a Ostuni e ricordo a Christian: tra le nuove riviste c’è anche il Reportage, trimestrale di scrittura, giornalismo e fotografia, che ha pubblicato e pubblica anche numerosi TQ. sito: http://www.ilreportage.eu

  14. Verissimo, Roma brulica di iniziative. C’è nato anche il primo “osservatorio” (inter)nazionale sull’editoria, nato a Roma, Tropicodellibro.it. Siamo online da soli quattro mesi, ma già qualcuno ci definisce “utili”:)

  15. Sergio B. scrive:

    Fa piacere che ogni tanto qualcuno faccia il punto sulla situazione culturale romana.
    A tal proposito ci permettiamo di segnalare anche Flanerí (www.flaneri.com), portale in continuo movimento, attento a molteplici fenomeni artistici e culturali, nonché spazio aperto pronto ad accogliere scrittori esordienti e non.

  16. Martina Volpe scrive:

    Grazie Christian!
    Roma è talmente grande che tutto quello che qui accade sembra scomparire.
    Mentre invece è piena di iniziative e di persone in gamba!
    Mi permetto di segnalare http://www.pubzine.eu/ un blog sull’editoria indipendente, si recensiscono libri e si parla – da studenti di editoria – di questo mondo fatto di carta e bit pieno di contraddizioni.
    Buon lavoro a tutti

  17. Linda scrive:

    Forse può essere inserita anche questa: non è proprio a Roma ma a circa quaranta minuti di la fiera dell’editoria indipendente Liberi sulla Carta, che si tiene a Farfa ed è nata nel 2009. Alcuni dei soggetti sopra citati hanno partecipato o collaborato con noi nelle edizioni precedenti.
    Da questa esperienza è nata anche una rivista letteraria free press diffusa in libreria in tutta la regione, anche se la rete di distribuzione è ovviamente embrionale (ad oggi 31 librerie).
    Nel caso possa interessare maggiori informazioni sono sul sito http://www.liberisullacarta.it.

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