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Abbiamo bisogno di poesia

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Oggi è la Giornata Mondiale della Poesia: riprendiamo un pezzo di Nadia Terranova apparso su Robinson – la Repubblica. (Fonte immagine)

Rovesciamo subito un luogo comune: la poesia vende. Lo racconta con orgoglio Mariagrazia Mazzitelli, direttrice editoriale di Salani, la cui collana “Poesie per giovani innamorati” ha superato le duecentocinquantamila copie e propone adesso Il cuore in libertà, versi di Emily Dickinson a cura di Nicola Gardini in una nuova traduzione attenta al suono di ogni sillaba e con una grafica elegante in linea con le precedenti scelte (fra gli altri: Pasolini, Baudelaire, il long seller Folle, folle, folle di amore per te di Alda Merini).

L’editoria in crisi può contare su quella strana fame che è il bisogno di poesia, qualunque cosa significhi. “So che la poesia è indispensabile, ma non saprei dire per cosa”, scriveva Jean Cocteau, e il piccolo editore Ronzani si diverte a venderla sul suo sito in forma di oggetto dall’utilità concreta, come un farmaco: Monodose. Un grammo di poesia è una scatola di cartone identica a quella degli antidolorifici da farmacia, ma dentro ogni bustina si trova il testo di un poeta, da Cristina Campo a Sandro Penna a Giorgio Caproni. La prima tiratura si è esaurita nel giro di pochi giorni, e insieme alla ristampa è arrivata un’edizione speciale per San Valentino.

Certo, si obietterà, è facile contare sulle riproposte di nomi già antologizzati e defunti, sull’universalità di componimenti famosi, sul gancio tematico dell’amore e la curiosità dell’oggetto da collezione. Ma la poesia per ragazzi e bambini è anche altro.

Prendiamo Teresa Porcella, direttrice per Motta Junior della collana “Il suono della conchiglia”, premio Andersen 2015 al miglior progetto editoriale: è partita sì dalla Dickinson, con Non c’è nave che possa come un libro (traduzione di Alessandro Quattrone, illustrazioni di Brunella Baldi), ma con l’idea, mantenuta nel tempo, di alternare un classico a un poeta vivente. E ha affidato ogni libro a un illustratore diverso: fra gli altri, Vittoria Facchini accompagna le parole di Guido Quarzo (La rima è un rospo) e Sonia Luce Possentini quelle di Sabrina Giarratana (Poesie di luce).

Infatti, grazie alla particolare forma dell’album, un libro in versi può diventare il luogo unico dell’incontro fra due voci, una testuale e una visiva. E non mi fermo e altre poesie (Orecchio Acerbo, postfazione di Elio Pecora) è firmato, insieme, dal poeta Albino Pierro e dall’illustratrice Mara Cerri, entrambi raccontano lo stesso universo infantile fatto di fionde, burroni, maestre, nascondigli e bracieri. Ancora: sfruttando il doppio binario di parole e immagini, un editore originale come Round Midnight ha stampato le poesie a fumetti di Silvia Vecchini con i disegni di Sualzo, sotto il titolo Disegni DiVersi.

Un altro dato che viene fuori dai contemporanei libri di poesia per l’infanzia è che, nonostante la tradizione importante di Gianni Rodari, in Italia non si pubblicano solo filastrocche: a una predilezione per la ripetitività e la rima a tutti i costi si affiancano versi meno rigidi e più sussurrati, come dimostrano gli incantevoli risultati raggiunti da Vivian Lamarque nelle raccolte in cui evoca i suoi attraversamenti di inverni, i gatti, i vuoti e le assenze, la natura.

Roberto Piumini in Io, Pi (Gallucci, disegni di Cecco Mariniello) così spiega il mestiere: “Con le parole-creta / modella ciò che vuole / lo scultore-poeta”, e le voci più consolidate sperimentano libri originali, come Bruno Tognolini e Chiara Carminati che hanno duettato sulle variazioni del buio e della luce in Rime chiaroscure (Rizzoli, illustrazioni di Pia Valentinis) o Giusi Quarenghi che ha riscritto addirittura la bibbia in Ascolta. Salmi per voci piccole (Topipittori, disegni di Anais Tonelli).

E i ragazzi come reagiscono? I versi indirizzati a loro riescono davvero a suscitare un interesse che spesso non hanno neppure gli adulti? Si può seminare l’idea che la poesia, non servendo a niente, serva a vivere? Osserviamo Kevin e Marion, protagonisti del breve romanzo di Bernard Friot Dieci lezioni sulla poesia, l’amore e la vita (Lapis, traduzione di Janna Carioli). Per motivi diversi, i due sono costretti a frequentare quella che ha tutte le sembianze di un’attività sedentaria e insulsa: un corso estivo tenuto da un poeta, Simon. Invece quelle ore in apparenza barbose li sorprenderanno e stravolgeranno le loro vite.

Se volete replicare l’atmosfera del corso di Simon andate sul blog diecilezionisullapoesia.blogspot.it e scaricate i suoi esercizi. Leggeteli, studiateli, sperimentateli insieme ad alunni, figli, nipoti, scrivete da soli e leggete insieme, giocate e sforzatevi solo di fare del vostro meglio senza curarvi del limite anagrafico, della distinzione fra bambini e adulti: le poesie brutte non sono per nessuno, quelle belle sono per tutti.

Nadia Terranova è nata a Messina nel 1978 e vive a Roma. Ha scritto diversi libri per ragazzi, tra cui Bruno il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo, 2012; edizione economica, 2015) e Casca il mondo (Mondadori, 2016), e il romanzo Gli anni al contrario (Einaudi Stile Libero, 2015; Super ET, 2016; vincitore di numerosi premi tra cui Bagutta Opera Prima, Fiesole, Brancati e del premio americano The Bridge Book Award). È tradotta in francese, spagnolo, polacco, lituano e in corso di traduzione negli Stati Uniti. Collabora con la Repubblica e altre testate.
Commenti
3 Commenti a “Abbiamo bisogno di poesia”
  1. Riccardo B scrive:

    Ma un sito italiano di riferimento per la poesia esiste?

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Leggi commenti...
  1. […] al fatto che la poesia non muore mai e che i libri di poesia vendono tanto, tantissimo, ma proprio proprio tantissimo, e così anche le riviste, che gioia le riviste di poesia, che […]



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