Al bar Mario c’annate voi, ovvero una nuova piccola rubrica di segnalazioni sulla musica italiana. Per cui: The Cyborgs

I Cyborgs ci piacciono moltissimo. Anche solo perché ci fanno ballare. E perché dal vivo spaccano. Suonano “elektrock” boogie e blues con indosso delle maschere da saldatore e mantengono l’anonimato: Cyborg-0 chitarra elettrica e voce, Cyborg-1 tastiere, basso synth e batteria. Non sono famosi, o almeno non quanto vorremmo. Ecco Dancy, dall’album The Cyborgs (INRI records).

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
Commenti
Un commento a “Al bar Mario c’annate voi, ovvero una nuova piccola rubrica di segnalazioni sulla musica italiana. Per cui: The Cyborgs”
  1. Franco Battiato scrive:

    “E coperti soprattutto da immondizie musicali”

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