Robert-Doisneau-6

L’impossibile equazione dell’amore

Robert-Doisneau-6

Questo pezzo è uscito su Pagina 99. (Immagine: Robert Doisneau)

«Non lo sapevo, l’ho sempre saputo» potrebbe dire Alessio Medrano, protagonista di Almanacco del giorno prima, il nuovo romanzo di Chiara Valerio appena pubblicato da Einaudi. Il motto appartiene a Merleau-Ponty, che lo riferiva a Hyppolite, l’applicava all’inconscio freudiano, ma doveva infine addebitarlo a Platone. Platone: è nota la sua teoria secondo cui ogni conoscenza sarebbe solo un ricordo. «Non lo sapevo, l’ho sempre saputo», cioè: io non ti conosco, ti riconosco.

Quando Alessio incontra Elena è la prima volta, ma l’evidenza non conta nulla: lui sente ch’era già da sempre nella sua vita. Le sta lontano per ventiquattrore – la durata di questo libro sull’amore e sul fallimento, colto e immaginifico, universo in espansione nella testa del lettore – e il tempo deflagra. Col tempo, la sua coscienza. Alessio è investito da un flusso onirico logico, non cronologico, che avanza per corrispondenze fulminee e intervalla schegge provenienti da altre dimensioni (colloqui con clienti di cui si saprà, dialoghi col «conduttore del suo gioco a premi interiore»). I suoi trentacinque anni sono riletti in funzione di lei: la vede in tutti i ricordi, in tutti i luoghi; ogni donna con cui è stato porta il suo volto, la sua altezza, la sua sfrontatezza.

La prima delle quattro parti (più una) che compongono il romanzo si intitola Infanzia. Racconta la vita prima di Elena. Alessio nasce da due matematici, genitori buoni ma tiepidi. È intelligente, capace, ha una memoria visiva inverosimile, ciò che per lui è prassi per gli altri bambini è magia, e del resto il suo cognome rimanda a un noto circo. Non può che diventare matematico, ma – delusione del padre – si accontenta di capire le cose senza volerle provare, ovvero della statistica. Tutto torna quando col cinico Janak crea un fondo finanziario comprando le polizze di quei clienti che non possono o non vogliono più pagare le proprie assicurazioni vita.

Come Čičikov con le Anime morte di Gogol’, Alessio specula sul tempo che rimane. Ma quando incontra il cliente 425, dopo un rifiuto feroce (di Marta Bonifazi, personaggio di Teresa Ciabatti al quale è dedicato un divertente cammeo), spera che il tempo non debba finire mai. Quel cliente è Elena. Lei apre ad Alessio la dimensione del Presente, che è poi la seconda parte del romanzo, composta di sole voci, frammenti spesso brevissimi, epigrammatici: l’autrice dichiara la suggestione delle strisce di Peanuts, ma la mente corre alle poesie di Patrizia Cavalli, tre dei cui versi (forse non a caso) aprono la terza parte, Imperfetto, com’è il resto della vita di Alessio vicino a lei – mai con lei. La sua luce di donna scostante e mordace lo scardina; rende umano, fin troppo umano, l’ex bambino invincibile, tutto pensiero; lo rivela persino comico nel suo perpetuo cadere sulla distanza che li separa.

E continuerà a cadere, potenzialmente all’infinito. L’ultima parte, scritta in forma di esercizio matematico, annuncia un ritorno, nell’illusione che quell’attesa chiamata amore lo smentisca. Cosa rimane dopo la lettura di questo Almanacco? Rimane la sensazione di avere abitato un congegno letterario poderoso, la cui struttura è una scrittura consapevole dei suoi tanti modi e talenti, cioè capace di dosarli con disciplina, e che non perde di vista lo Zeitgeist, se ciò significa – come afferma l’autrice – «prendere l’economia a misura dei sentimenti umani». Ma senza girarci troppo intorno, basti dire che Chiara Valerio è una scrittrice meravigliosa: il suo libro ha il raro dono di nutrire l’allegria della mente.

Andrea Cirolla è nato a Bergamo nel 1983. Vive a Milano, dove si è laureato in filosofia. Lavora nell’editoria e scrive. Suoi articoli e interviste sono usciti su giornali e riviste, tra cui Corriere della Sera, la Lettura, pagina99 e Nuovi Argomenti.
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