Beautiful Beginners

Questa intervista di Tiziana Lo Porto al regista Mike Mills è stata pubblicata su «D-Repubblica» in occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche americane del suo ultimo lavoro, «Beginners».

di Tiziana Lo Porto

Si definisce un “regista designer”, spiegando che lo è nel modo in cui riprende le cose, o al montaggio, dove “sono felicissimo ogni volta che posso inserire un fermo immagine o un disegno”. Mike Mills fotografa, disegna, dirige magnifici videoclip e film incantevoli. Ha esordito disegnando alcune delle più belle copertine dei dischi dei Sonic Youth, ha diretto pubblicità di Gap e video dei Blonde Redhead e dei Pulp e degli Air e di Moby e di Yoko Ono e di molta altra gente (uno dei suoi primi e più geniali videoclip è quello di Sometimes dei Rhytmes Digitales del 1999 in cui un giovane orsacchiotto di peluche molto depresso, dopo avere scritto un biglietto d’addio ai suoi, si suicida lasciandosi cadere giù dal comò). A fine anni novanta ha partecipato al movimento artistico dei “Beautiful Losers” (basato sull’estetica e la pratica del DIY, Do It Yourself, e fatto essenzialmente di street artists e skaters). Ha fondato una sua linea di poster, magliette e vestiti che si chiama “Humans by Mike Mills” e che ha per manifesto un’infilata di frasi sagge nella loro stranezza. Tipo: “Gli unici animali che soffrono di ansia sono quelli legati agli umani”. Oppure: “Quando ti senti in colpa perché sei triste, ricordati che Walt Disney era un maniaco-depressivo”. Nel 2005 ha diretto un lungometraggio che si chiama Thumbersucker (era la storia del passaggio all’età adulta del diciassettenne Justine che sublimava l’angoscia di separazione dalla madre ciucciandosi il pollice) e che lo ha portato al Sundance Festival dove la regista, artista e scrittrice Miranda July stava presentando il suo di esordio, Me and You and Everyone We Know. È lì che i due si sono incontrati, conosciuti, innamorati, fidanzati, sposati. Sei anni dopo, quasi in contemporanea all’uscita internazionale del secondo film della moglie, The Future, Mills ritorna nelle sale americane con la sua opera seconda, Beginners.

Il film è in parte autobiografico e racconta di un quasi quarantenne, Oliver (Ewan McGregor), che alla morte della madre apprende che il padre Hal settanticinquenne (Christopher Plummer) è gay, lo è sempre stato, e ha sposato la madre consapevoli entrambi che lo fosse. Raccontato in due tempi, Beginners ripercorre la vita sentimentale del padre, prima e dopo il coming out, e la vita sentimentale di Oliver dopo la morte del padre, quando incontra l’attrice francese Anna (Mélanie Laurent) e se ne innamora. “Non è un film catartico”, precisa raccontandomi del coming out del padre, degli ultimi anni della sua vita “vissuti come fossero solo un inizio, un beginning” (da qui il titolo del film), della sua morte, e di come sia stata la vicenda “più singolare e umana a cui mi sia stato dato di accedere”. “Beginners è un film che non potevo non fare”, dice, spiegandomi che “catartico è stato andare in terapia, parlare di quello che era successo con le mie sorelle e i miei amici, e alla fine cavarne fuori una storia. Dopo l’incubo della ricerca di un produttore e la consapevolezza che forse non l’avrei mai trovato, quando finalmente mi sono ritrovato a girarlo, lì me la sono goduta. Amo fare il regista, e quello è stato uno dei momenti più divertenti della mia vita”. Nel film Oliver fa il grafico, e i suoi disegni (nella realtà tutti fatti dallo stesso Mills) sono raccolti e pubblicati in un bel volume dalla copertina gialla: Drawings from the Film Beginners by Mike Mills (Damiani Editore).

Il libro, rigorosamente in bianco e nero, è diviso in tre parti. La prima parte si chiama “La storia della tristezza” e comincia dalla creazione della terra (“tristezza non ancora inventata” dice la didascalia) per proseguire con il mare, gli uomini di Neanderthal e i disegni di momenti particolarmente tristi della storia dell’umanità. Come il giorno in cui venne inventato il romanzo, che isolando lo scrittore e inchiodandolo alla scrivania lo rese necessariamente triste. O il giorno in cui venne scoperto il primo tumore. O ancora, il giorno in cui vennero lanciati nel mercato internazionale i chicken mcnuggets (1983, con grande tristezza dei polli). La tristezza di Raymond Carver prima di riuscire a trovare il proprio stile. E quella della prima coppia che scoprì di essersi sposata per le ragioni sbagliate. Il primo gay che venne diagnosticato dagli psichiatri come mentalmente disturbato. E il primo topo su cui venne sperimentato il Prozac.
La seconda parte del libro si chiama “Scene del 1955”, l’anno in cui si sposarono i genitori di Mills. E sono disegni che raccontano le ricerche fatte dal regista-disegnatore su quell’epoca per contestualizzare (e capire) le nozze dei suoi. Di quell’anno il matrimonio di Rock Hudson con la segretaria del suo agente, l’apertura del primo parco a tema Disneyland e del primo McDonalds.
Terza e ultima parte è “La storia dell’amore”. E qui ci sono altri uomini di Neanderthal e un paio di flapper: Louise Brooks e Zelda Fitzgerald (“Zelda non è stata solo una musa ma una scrittrice superinteressante”, precisa Mills. “L’ho sempre considerata punk, e nel cercare un modo per vivere più libere lei e le altre flapper hanno aperto la strada alle adolescenti moderne”). C’è il divano di Freud nella sua essenzialità. Ci sono due tavole con sopra disegnate le facce delle otto ex fidanzate di Oliver prima di conoscere Anna. Probabilmente le stesse di Mills.

“Io e Oliver abbiamo alcune cose in comune”, dice Mills parlando del protagonista del film, “entrambi disegniamo e facciamo i grafici, abbiamo entrambi dei cani, abbiamo entrambi dei padri che sono usciti allo scoperto tardissimo nella vita, e abbiamo disegnato entrambi le copertine dei dischi di una vera band che si chiama The Sads”. Uno dei Sads è Aaron Rose, scrittore e regista (suo il bel documentario sui Beautiful Losers) che ha fondato la band come “tentativo di creare una situazione musicale dominata dal crepacuore” (da cui il nome “The Sads”, i Tristi). Ovvero musica per scandagliare nel proprio privato emotivo e riuscire a portare a galla la vera essenza di tristezza e felicità.

E proprio mentre i Sads lavoravano su questa sorta di autoanalisi musicale che Mills ha iniziato a scrivere la sceneggiatura di Beginners. Band e regista hanno collaborato così a un tour europeo in cui Mills allestiva un’installazione video fatta di spezzoni di vecchi e struggenti film hollywoodiani e i Sads suonavano dal vivo. L’idea (banale ma utile) era di accendere l’emotività in sala. A quel punto sono iniziate le riprese del film, e i Sads sono diventati a loro volta personaggi del film prestando il nome alla band a cui Oliver propone un booklet con disegnata la sua “Storia della tristezza”. Ma i Sads rifiutano idea e disegni. “A me è capitato un sacco di volte che una band o qualcuno mi bocciasse un’idea”, dice Mills. “M’hanno rifiutato idee per videoclip, idee per film, sceneggiature… Dietro quella copertina di disco che Oliver si vede rifiutare dai Sads c’è un po’ di tutto”.

Nel film c’è anche un cane parlante (e la possibilità che gli animali domestici parlino dev’essere una preoccupazione condivisa dalla coppia Mills/July visto che anche in The Future c’è un gatto che parla) e ci sono frammenti presi in prestito alle vite degli altri. A Lou Taylor Pucci (protagonista di Thumbersucker, cameo in Beginners), per esempio, che una sera a una festa ha incontrato una ragazza senza voce che comunicava con penna e taccuino. E l’aneddoto è diventato una scena del film.

L’unico personaggio veramente autobiografico è il padre, che a settantacinque anni, invece di considerarsi vicino alla fine della vita pensò bene di darle un nuovo inizio. “Per me è lui il centro assoluto del film”, dice Mills, preferendo alla definizione di “memoir” quella di “ritratto”. “A me piace ritrarre le persone”, mi dice a fine intervista, “anche se lo so che è praticamente impossibile catturarle per come sono fatte veramente. Le persone sono talmente complicate, contraddittorie, stratificate, e strane. Ma questo non significa che uno debba smettere di cercare di capirle”.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
Commenti
4 Commenti a “Beautiful Beginners”
  1. tiziana lo porto scrive:

    me and you mica è suo…
    correggete, please?

  2. Mariano scrive:

    Non avessi letto quest’articolo, mi sarei perso un bel film.
    Grazie.

  3. Make Candles scrive:

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