backt

10:04, Ritorno al futuro

backt

Celebriamo il Back to the Future day, dedicato alla saga di Robert Zemeckis, con un piccolo estratto da uno dei libri più belli usciti in Italia quest’anno, Nel mondo a venire dello scrittore americano Ben Lerner (pubblicato da Sellerio, che ringraziamo). Il titolo originale del libro, 10:04, fa riferimento all’ora in cui in Ritorno al futuro un fulmine colpisce un orologio, consentendo a Marty McFly/Michael J. Fox di tornare nel suo presente.

di Ben Lerner

traduzione di Martina Testa

Le ombre degli alberi che si piegavano sotto il vento sempre più forte fuori dalla finestra si muovevano sopra l’immagine proiettata sul muro bianco e divennero parte del film, quasi andassero a tempo con gli arpeggi di cetra della colonna sonora: com’è facile passare da un mondo a un altro, dissi a me stesso, e poi ad Alex, che mi zittì: avevo la pessima abitudine di parlare durante i film. Continuammo a guardare finché Alex non si addormentò e Orson Welles non fu ucciso dalla mano di un amico a Vienna, e sentivo la pioggia intensificarsi sul piccolo lucernario che temevo venisse presto mandato in frantumi da qualche rottame volante.

Quando il film finì spulciai gli altri titoli e misi Ritorno al futuro, che tempo prima avevo trovato su Fourth Avenue in uno scatolone di dvd buttati via, ma lo guardai senza audio, per non svegliarla.

Attaccai gli auricolari alla radio, me ne misi uno nell’orecchio sinistro e ascoltai le notizie sul meteo mentre Marty viaggiava all’indietro nel tempo fino al 1955 – l’anno, fra parentesi, in cui l’energia nucleare illuminò per la prima volta una città: Arco, nell’Idaho, sede del primo grave incidente a un reattore, nel 1961 – e poi si ingegnava a tornare nel 1985, quando avevo sei anni e i Kansas City Royals vinsero il campionato di baseball, in parte per via di un ridicolo errore arbitrale grazie al quale si andò in gara 7, mentre dal replay era chiaro che Orta doveva essere eliminato in prima base.
Ai protagonisti del film manca il plutonio per alimentare la macchina del tempo, mentre nel mondo reale il plutonio si è infiltrato nel suolo di Fukushima: Ritorno al futuro precorreva i tempi. Guardando il film in silenzio cominciai a preoccuparmi per i reattori di Indian Point, poco più a nord lungo l’Hudson.
Aggiungi un commento