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Bisogna essere responsabili per essere partecipi: nasce la Libreria Solidale

La Libreria Teatro Tlon di Roma resta chiusa, ma la serranda non è abbassata: le attività proprie della libreria andranno avanti, come hanno fatto nel corso del mese di marzo, con le consegne a domicilio e la conversione delle tipiche attività divulgative in iniziative social. Allo stesso tempo, la Libreria si mette a disposizione del territorio come strumento di solidarietà. In collaborazione con il Municipio VIII di Roma, già attivo con le iniziative di sostegno alla cittadinanza previste dal servizio Municipio Solidale – che vanno dalla spesa a domicilio alla diffusione sul sito dei tutorial per rimanere allenati – la Libreria Teatro Tlon cambia veste e diventa un punto di raccolta e smistamento di beni primari che i cittadini vorranno condividere con la parte della comunità più bisognosa. Nata nell’ottobre del 2016 nella zona Piramide-Ostiense di Roma, la Libreria, oltre a ospitare i libri delle migliori case editrici italiane, sin dall’apertura organizza nei suoi spazi conferenze, seminari, spettacoli e lezioni. Data l’attuale situazione di emergenza sanitaria causata dal Covid-19, nelle scorse settimane la libreria è stata costretta a chiudere al pubblico, mantenendo però la vendita dei libri con il sistema delle consegne a domicilio. Non solo un esercizio commerciale, una libreria indipendente e di quartiere è un luogo di incontro, socialità e relazione. Questa modalità di conoscenza e scambio è al momento impossibile a causa del confinamento sociale. Di seguito, l’intervista di Sofia Giambra coni librai Nicola Bonimelli e Michele Trionfera.
di Sofia Giambra

Le librerie, come molte altre attività, sono state costrette a chiudere per le misure di contenimento dell’epidemia. Tuttavia, a seguito del DPCM del 10 aprile, è stata data ai librai la possibilità di riaprire al pubblico. Perché voi avete deciso di non farlo? Quali sono i rischi del riprendere le attività di vendita direttamente presso l’esercizio?

Partiamo dal presupposto che per una libreria indipendente il fine ultimo è sì la vendita dei libri, ma la sua vera peculiarità è favorire l’incontro, la socialità, le relazioni. C’è una frase del film Centochiodi di Ermanno Olmi che dovremmo scrivere accanto all’insegna di ogni libreria indipendente: “Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico”. Ecco, una libreria indipendente, con il pretesto dei libri, vuole offrire un incontro e un’esperienza che, metaforicamente, abbiano il sapore di quel caffè. Questa modalità di conoscenza viva è, al momento, sospesa. Pensiamo quindi che riaprire “solo” per vendere libri sarebbe irresponsabile; sarebbe insensato se non addirittura pericoloso dare alle persone un pretesto per uscire di casa mentre è ancora fondamentale restare a casa il più possibile.

Siamo in un momento difficile per tutte le attività commerciali: la chiusura della libreria va avanti dall’inizio di marzo. Come avete riorganizzato il vostro lavoro nell’ultimo mese?

Essere costretti a chiudere l’attività ci ha inizialmente pietrificati, sia per le ragioni che imponevano questa e altre misure, sia per le temute ripercussioni economiche. Ovviamente le cose sono ancora molto preoccupanti, ma come molti altri settori, anche quello del libro ha dato prova di resistenza e appassionata creatività. Case editrici e librerie indipendenti hanno studiato e attuato azioni che a tutt’oggi permettono a lettrici e lettori di aprire un libro nonostante le librerie chiuse. Pensiamo ad esempio alla geniale iniziativa di NW Consulenza e Marketing Editoriale che ha inventato Libridaasporto: 137 case editrici (tra cui la nostra, Edizioni Tlon) hanno finanziato un fondo per garantire alle librerie consegne con corriere alle e ai clienti, senza costi di spedizione. Hanno aderito, al momento, 738 librerie! Pensiamo anche a Libriconleali, l’iniziativa creata dal distributore ALI che permette alle librerie con le quali lavora di poter ordinare e far arrivare il libro direttamente a casa della e del cliente. Non ultima la possibilità per i librai dell’VIII Municipio di avvalersi di consegne a domicilio per chi vive nel nostro territorio. Le consegne sono gestite dalla rete di volontari del progetto Municipio Solidale.

I cambiamenti introdotti nel modo di condurre la vostra attività hanno probabilmente avuto un impatto anche sui rapporti con la clientela e con la comunità circostante. Come sono cambiate le vostre relazioni con i lettori, con il quartiere e con il vostro pubblico in generale?

Anche in questo stiamo tentando di tradurre in un linguaggio nuovo le dinamiche tra la libreria e le persone. Ordinare un libro, se già sai cosa vuoi, è facile: mandi un’email, fai una telefonata, mandi un messaggio. Tuttavia, se vuoi fare un regalo e non hai le idee chiare o se vuoi scoprire un libro che non conoscevi attraverso i nostri consigli, ci piace essere a disposizione su whatsapp per suggerirti il libro che ci sembra faccia al caso tuo. Michele, ad esempio, invita lettrici e lettori a mandargli tre parole chiave e abbina un libro a ognuna di queste parole, lasciando poi la scelta alla lettrice e al lettore. Ciò che ci ha piacevolmente sorpreso è che questi ordini e queste richieste di suggerimento non ci arrivano solo dalla nostra clientela abituale, ma anche da chi solitamente non frequentava la nostra libreria, o perché non ci conosceva, o perché preferiva le grandi catene. Evidentemente, ora più che mai una libreria indipendente può dimostrare che offre un servizio che un megastore non può garantire: il confronto, il dialogo e lo scambio di idee.

La libreria Teatro Tlon ha avviato una collaborazione con il Municipio VIII di Roma, nel quadro dell’iniziativa Municipio Solidale, diventando un punto di raccolta e smistamento di beni primari per quella parte di cittadinanza che più ne ha bisogno. Si mette così in luce uno degli aspetti primari delle librerie di quartiere: la capacità di creare una rete sociale, una vera e propria comunità. Com’è nata la decisione di riadattare questa funzione, di norma svolta primariamente attraverso eventi e vendita di libri, a quella di punto di raccolta?

Le attività sociali promosse solitamente da una libreria sono al momento congelate; inoltre, diversamente dalla data di riapertura, non è possibile individuare una data per le varie forme di aggregazione. Questo però non ci impedisce di mantenere fede alla vocazione sociale della libreria che, responsabilmente, si declina ora più che mai in azioni solidali. Innanzitutto doneremo al conto corrente predisposto dal Municipio Solidale il 10% di ogni acquisto ricevuto dalle nostre lettrici e dai nostri lettori dal 1° aprile. A partire dal 20 aprile, data che la Regione Lazio ha indicato per la riapertura delle librerie, coordinandoci con le necessità del Municipio individueremo dei giorni della settimana durante i quali il nostro spazio sarà un punto di raccolta e smistamento di beni primari che le e gli abitanti del territorio vorranno condividere con quella parte della comunità che ne ha più bisogno. Inoltre, faremo in modo che la libreria sia non solo il luogo dove acquistare i libri, ma anche quel luogo dove portarli: chi vorrà potrà consegnarci uno o più volumi, che metteremo a disposizione della rete solidale. Pur non interrompendo del tutto la nostra attività di vendita, con l’aiuto di tutte e tutti faremo in modo di donare quei libri a chi non può permetterseli, se è vero, come è vero, che anche i libri sono beni di prima necessità.

Tra le varie attività che avete avviato in questo momento, è nato il progetto di un Diario Comunitario e Solidale, sempre in un’ottica di relazione tra la libreria e la comunità dei lettori, che si trovano a condividere un momento complesso. Di cosa si tratta esattamente e come sarà portato avanti?

Mettiamo a disposizione i nostri canali (email, whatsapp, telefono, messaggi Facebook e Instagram) per ascoltare le parole delle cittadine e dei cittadini del Municipio. Non possiamo incontrarci, ma abbiamo tutti bisogno di raccontarci e di ascoltarci, in particolare in questo momento segnato da un’esperienza straordinaria. Immaginiamo la nostra libreria come un punto di raccolta e ascolto, a distanza, di storie e testimonianze che donne e uomini, ragazze e ragazzi, vorranno condividere con noi e con la comunità. Raccoglieremo le parole del territorio come un grande diario comunitario e solidale, un racconto collettivo di speranza e memoria, donate al futuro per testimoniare, ancora una volta, la nostra vocazione alla resistenza. Chi vorrà, potrà raccontarci la tua storia, come sta vivendo la quarantena, quali sono le sue paure e i suoi desideri; potrà raccontarci la città in questo tempo sospeso. Questo ovviamente varrà anche per le volontarie e i volontari che vorranno raccontarci la loro preziosa dedizione al territorio e alle difficoltà altrui. Comporremo un diario collettivo che pubblicheremo sul nostro sito e se possibile sul sito del Municipio Solidare, come testimonianza di unità e attenzione in questo momento delicato. Sarà bello trasformare insieme le parole in gesti di solidarietà.

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