Bloomsday: l’importanza di chiamarsi Bloom a Dublino

Questo articolo è uscito stamattina sul Riformista

Bloomsday 2010: la tecnologia incarna un mito letterario. Il 16 giugno del 1904 James Joyce uscì con Nora Barnacle, ragazza di cui si innamorò subito, e che nel giro di pochi anni diventerà la madre dei suoi figli. A quel giorno di giugno, Joyce dedicò uno dei romanzi che ha fatto cambiare marcia alla letteratura europea e mondiale: l’Ulysses. Ancora oggi nel mondo, il 16 giugno, vengono organizzate iniziative per celebrare questo testo, oltre 700 pagine che raccontano l’arco di una giornata dublinese, dalle otto del mattino alle due di notte. Il protagonista del libro si chiama Leopold Bloom, ed è per questo che la giornata è nota come Bloomsday. Il nuovo Ulisse della contemporaneità esce di casa mettendosi nel flusso delle strade di Dublino e la sua narrazione darà vita ad un romanzo enciclopedico, vertiginoso, illeggibile eppure sublime. Secondo il critico Gianfranco Contini è stato il romanzo decisivo del secolo.
Le celebrazioni classiche per il Bloomsday prevedono di solito letture integrali dell’opera o pellegrinaggi itineranti per le strade narrate nel romanzo. Ogni anno, dal 1954, i comitati si riuniscono per mettere a punto l’evento. La città di Dublino si trasforma, i tour organizzano gite lungo «la Dublino di Joyce».
Quest’anno però l’anniversario si arricchisce in modo straordinario grazie ad una iniziativa cruciale, che forse porta a compimento un impulso profondo presente da sempre nell’opera joyciana. Nasce una “web radio” che trasmetterà la lettura del testo: Radio Bloomsday.

Da qualsiasi parte del mondo ci si potrà sintonizzare e si potranno ascoltare i brani dell’Ulisse letti da artisti. L’intreccio delle vite, la simultaneità degli eventi, la frammentazione delle storie umane che si sovrappongono e si divaricano nel libro dello scrittore irlandese hanno oggi una possibilità in più per dimostrare la verità di quella rappresentazione. Oggi, nello stesso istante, persone di città diverse, che percorrono strade di continenti lontani, potranno condividere le stesse emozioni letterarie. Ognuno nella sua città, tutti potranno partecipare allo stesso evento, l’evento letterario famoso proprio perché allora (1922) fece saltare le regole classiche di spazio e tempo. Il mondo di Joyce, il flusso inarrestabile degli eventi, il disordinato affastellarsi di fatti e persone è oggi esperienza comune a qualsiasi utente dei social network. Cos’altro è Facebook (andate qui sulla pagina “Radio Bloomsday”) se non l’apoteosi delle vite che scorrono in una cascata di eventi, volti, notizie di cui è impossibile seguire l’ordine?
Non è proprio il “monologo interiore”, la trovata narrativa di Joyce, che tutti oggi plagiano, raccontando le vite nei loro profili di Twitter o Facebook?
La pagina Facebook con “Radio Bloomsday” che oggi diffonderà le pagine dell’Ulisse sembra dunque incarnare il modello letterario ideato da Joyce ed è dunque inevitabile che avvenga il cortocircuito.
Joyce, per primo, aveva visto la vita umana come sinfonia di profili, frasi, pensieri, immagini, oggetti ed è nella rete che oggi tale orchestra suona e che accoglie il suo padre fondatore. Non era stato Joyce il primo a rompere la privacy umana, raccontando intimità che ancora non erano mai state messe sulla pagina? È nell’universo privo di pudori che oggi Joyce si ritrova a vivere, in mezzo ad una moltitudine di milioni di persone che si confessano in tutte le lingue.
Quest’anno non mancheranno le iniziative anche in Italia. A Trieste sono già pronte le opere di cinque artisti e sarà inaugurata un’esposizione chiamata Ulisse in città. A Genova, per il quinto anno consecutivo, si riuniranno lettori e appassionati per dare voce ai personaggi del romanzo. Radio 3 parteciperà ai festeggiamenti con lo spettacolo Fluidofiume – Bloom e Anna Livia Plurabella. Eventi paralleli che si intersecano, come nelle migliori pagine joyciane.

Francesco Longo (Roma 1978), giornalista, è autore del libro Il mare di pietra. Eolie o i 7 luoghi dello spirito (Laterza 2009) e di Vita di Isaia Carter, avatar (Laterza 2008, con C.de Majo). Ha pubblicato la monografia Paul de Man (Aracne 2008). Collabora con La lettura del Corriere della Sera e con le pagine culturali del quotidiano Europa. Scrive su Nuovi Argomenti.
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