patti bolano

Quella foto di Patti Smith e Roberto Bolaño a teatro

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Quando qualche anno fa Patti Smith andò a casa dello scrittore cileno Roberto Bolaño a Blanes, nel Nord della Spagna, per fotografarne un oggetto, si guardò intorno e non trovò nessuna macchina da scrivere. Nel suo studio, in bella vista sulla scrivania, troneggiava un computer, oggetto assai poco evocativo e men che meno fotogenico. Smith decise così di fotografare una sedia, la sedia di Bolaño, immortalata dalla rockstar in una polaroid.

Che dalla sua scomparsa, nel 2003 a cinquant’anni, Roberto Bolaño sia diventato un eroe per tanti è fatto risaputo. I suoi due romanzi più celebri e monumentali (in pagine e scrittura), I detective selvaggi e 2666, hanno scalato le classifiche di mezzo mondo trasformando il loro autore, in questi suoi primi quindici anni da postumo, in uno scrittore di culto non troppo lontano da Benno von Arcimboldi, fantomatico scrittore idolatrato dai protagonisti di 2666.

Non stupisce così la recente fascinazione da parte del teatro contemporaneo per le opere di Bolaño. In particolare per i suoi romanzi più “unstageable”, ovvero gli impossibili o comunque difficilissimi da mettere in scena e presentare a un pubblico. È successo nel 2007 in Spagna, dove il regista Alex Rigola ha trasformato il romanzo di quasi mille pagine 2666 nello spettacolo più applaudito del Festival Grec di Barcellona, e più di recente al Festival di Avignone, che un paio di anni fa ha visto lo stesso romanzo in scena in un adattamento di undici ore scritto e diretto dal francese Julien Gosselin. Sempre nel 2016, 2666 è andato in scena anche al Goodman Theatre di Chicago, scritto e diretto da Robert Falls e Seth Bockley.

L’allestimento prevedeva che quindici attori interpretassero ottanta personaggi per una durata complessiva di cinque ore e mezzo. Il successo è stato tale che a due anni di distanza Falls, Bockley e il Goodman Theatre hanno deciso di riproporlo interamente in streaming, visionabile gratis da adesso e per i prossimi due anni sul sito del teatro. Degno di un romanzo di Bolaño è il modo in cui è stata finanziata l’operazione, ovvero grazie al sostegno di una fondazione teatrale no-profit creata nel 2014 da un ex monaco americano (Roy Cockrum) con i 153 milioni di dollari vinti alla lotteria.

Ma torniamo a Patti Smith, e all’impari confronto computer vs. macchina da scrivere. Perché altrettanto impari si direbbe il rapporto tra uno spettacolo dal vivo e la sua versione in streaming, vista sul piccolo schermo di un portatile. Eppure, a visione ultimata, viene da alzarsi in piedi, applaudire e pensare che anche lo streaming ha i suoi vantaggi. Così 2666 in queste cinque ore e mezzo: ci sono quindici attori, piccoli come insetti, che si muovono su un palco grande quanto una scatola di scarpe. Quattro di loro sono sulle tracce del loro amato scrittore Arcimboldi.

A 45 minuti dall’inizio vanno in Messico, nella cittadina di confine Ciudad Juárez (Santa Teresa nel romanzo e nello spettacolo), dove Bolaño non era mai stato ma che aveva immaginato dai libri. Non ci sei mai stato nemmeno tu, ma adesso sullo schermo vedi il Messico, la città, i suoi bar malfamati, e tutto il resto. A poche decine di centimetri da te, seduto sul divano di casa, in questa relazione privatissima e molto sentimentale tra te, Bolaño e una versione accessibile, portatile e riproducibile di quella che resiste e resta un’opera d’arte.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
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