campidoglio

Caro cittadino romano, son finiti i tuoi problemi, ora c’è Zètema!

Caro cittadino di Roma, sei un tipo disorganizzato? Hai difficoltà a gestire la tua piccola azienda, a organizzare la tua vacanza, a programmare la festa di compleanno per i tuoi figli? Perché non pensi di rivolgerti a Zètema? Guarda che Zètema è una società che ti offre global service. Ossia? Accoglienza, biglietteria, aperture straordinarie, eventi, catalogazione, documentazione, selezione personale, didattica, guardiania, sicurezza, libreria, attività editoriali, marketing, conservazione, promozione, comunicazione, progettazione, pulizia, manutenzione eccetera eccetera eccetera… Guarda che a tua disposizione troverai un’azienda con 930 (sic!) dipendenti. Un’azienda piena di speranze, che continua a sfornare bandi di assunzione del personale (privilegiando sempre persone che hanno già lavorato per l’azienda stessa), nonostante il suo destino sia incerto dopo l’approvazione della spending review. Un’azienda capace di gestire molte cose, forse addirittura tutte.

Ti fidi, cittadino, o vuoi qualche esempio? Beh, per dirti le prime cose che mi vengono in mente, gli undici punti informativi turistici dislocati nella città (in Via Giovanni Giolitti, in via Giacomo Leopardi, in via Nazionale, in Marco Minghetti, in via dei Fori Imperiali, in Piazza delle Cinque Lune, sul Lungotevere Vaticano, alla Stazione Tiburtina, presso l’Aeroporto G.B. Pastine, presso l’Aeroporto Leonardo Da Vinci, sul Lungomare Paolo Toscanelli), il servizio Romapass, il complesso monumentale di Porta San Pancrazio, il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina, l’Estate Romana, la mostra “Come l’acqua come l’oro” in collaborazione con l’Ambasciata Islandese in Italia, applicazione per cellulari Romaè, lo spazio scientifico all’interno di villa Torlonia Technotown, il centro culturale Elsa Morante, il centro culturale “Aldo Fabrizi” a San Basilio, il MACRO, la Pelanda-centro di produzione culturale, i Musei Capitolini, la Casa dei Teatri, la Casa delle Letterature, la sezione dei Musei Capitolini presso la Centrale Montemartini, i Mercati di Traiano dove per esempio adesso si può andare a vedere la mostra sulla modelle Bianca Balti, “un’esposizione che rende omaggio all’unicità della bellezza di Bianca Balti e all’importanza della moda italiana con 41 scatti d’autore che ripercorrono alcune tappe fondamentali della vita di questa affermata top- model, figura di primo piano per la promozione del made in Italy nel mondo”, il Museo dell’Ara Pacis, il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, il Museo della Civiltà Romana, il Museo delle Mura, il Museo Napoleonico, la Casa Museo Alberto Moravia, il Museo Carlo Bilotti, il Museo Pietro Canonica, il Planetario con annesso Museo Astronomico, il Museo di Roma in Trastevere, i Musei di Villa Torlonia, il Museo Civico di Zoologia, la Casa del Jazz, la ludoteca presso la Casina di Raffaello a Villa Borghese, il Silvano Toti Globe Theatre, la sala polifunzionale Santa Rita, la Casa del Cinema, la Casa della Memoria e della Storia, l’Area Archeologia del sepolcro degli Scipioni, l’Auditorium di Mecenate in via Leopardi, concorso per nove operatori part-time da impiegarsi presso le Biblioteche del Comune di Roma, il servizio informativo 060608, il Servizio Informagiovani compreso di vari sportelli (presso la Casa del Parco, a Montespaccato, presso la Biblioteca Elsa Morante a Ostia, presso il Centro Culturale Elsa Morante, presso la Biblioteca Ennio Flaiano al Tufello, presso la Vaccheria Nardo a Grotta di Gregna, a via Prenestina 510, presso la Facoltà di Lettere di Tor Vergata, presso la Biblioteca Marconi a Ostiense, a Largo Corrado Ricci), il Festival Internazionale del Film di Roma, il Festival delle Letterature, il museo dei Videogiochi di via Sabotino (di prossima apertura), il Teatro di Villa Pamphili…

Ma, se ancora non ti fidi, cittadino, è proprio di questi giorni la notizia che l’ultima delibera del Comune di Roma ha assegnato alla Società Zètema Progetto Cultura S.r.l. gli ex teatri di cintura, comprese le relative dotazioni in uso dei beni ed eventuali contratti attualmente in corso. “Tale affidamento – si legge nella delibera – si attua in applicazione del Contratto di affidamento di servizi vigente approvato con deliberazione di Giunta Capitolina n. 440/2011 e successive integrazioni e, avente a oggetto lo svolgimento, da parte della società suddetta, di servizi nel campo culturale per conto dell’Amministrazione Capitolina tra cui la gestione diretta di spazi culturali. Zetema gestirà il suddetto circuito ‘Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea’ sviluppando un progetto di gestione economica per la costituzione e il mantenimento del sistema. Inoltre Zètema dovrà reperire risorse economiche mediante accordi bilaterali con gli altri soggetti facenti parte del Comitato i quali dovranno mettere a disposizione e beneficio dei costi di gestione della Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea proprie risorse economiche e/o proprio know how e/o servizi, oltre a ulteriori sponsorizzazioni economiche e/o tecniche e ulteriori finanziamenti pubblici e privati”.

Ti basta, caro cittadino di Roma, tutta questa profluvie di affidabilità? O vuoi il parere di qualche politico? Ci sono le elezioni fra poco, sai, e vuoi sapere che ne pensano di Zètema? Alemanno o Zingaretti? Trovalo, e diccelo, cittadino. Oppure sei proprio un bastian contrario, cioè non ti piace che per un mucchietto di milioni di euro, Zètema si occuperà anche degli ex-teatri di cintura (il Teatro Biblioteca Quarticciolo, il Teatro Tor Bella Monaca, il Teatro del Lido di Ostia), più il Teatro di Villa Torlonia, il Teatro del Centro culturale Elsa Morante, e le Ex Scuderie di Villino Corsini? Ti sembrava più giusto che l’enorme lavoro fatto in questi anni, in modo militante, sul territorio, da chi si occupa di teatro dovesse essere riconosciuto e tesaurizzato in qualche modo? Insomma sei un rompipalle, cittadino? Guarda – e se lo dico poi lo faccio – che se non la smetti la prossima volta richiamo Michele Placido oppure chiamo Pino Insegno, sa, non mi ci vuole niente a me a fare una delibera!

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
Commenti
7 Commenti a “Caro cittadino romano, son finiti i tuoi problemi, ora c’è Zètema!”
  1. LM scrive:

    Il teatro Valle non glielo? Vabbè, Raimo, non te la pigliare: poi si rivince noialtri e si ritorna alle magnifiche sorti e progressive dei beni comuni e qui e là.

  2. Caro Christian Raimo, grazie molte di questo tuo articolo. Lavoro in teatro da quando avevo 18 anni (cioè quasi 40 anni fa) e ho assistito alla creazione di Zètema, al suo sviluppo, al suo incremento sconsiderato. Credo che in previsione delle prossime elezioni comunali TUTTI i politici dovrebbero interrogarsi su questa strana creatura che loro stessi con grande miopia (per dirla con eleganza) hanno contribuito a incrementare. Penso che in questo momento sociale e politico non è più possibile per una città come Roma presentare tutto e sempre come un parco giochi. Questo è il momento di ripartire dai quartieri, dalle potenzialità delle periferie, dalle aggregazioni intorno a progetti che hanno bisogno di tempo e lungimiranza per crescere. E la lungimiranza – si sa – non appartiene più da tempo alla politica. Ho lavorato al Teatro Biblioteca Quarticciolo da prima della sua apertura. Tante cose sono state discutibili, perfettibili. Tante cose devono essere approfondite, elaborate. Ma senz’altro intorno a questo spazio si è creata una comunità viva, attenta, colta, partecipe, solidale, critica e propositiva. Alcuni giovani artisti si sono formati nei teatri di cintura e ci lavorano ancora, con professionalità diverse e complementari. TBQ è molto simile a spazi analoghi che ho frequentato e studiato a Parigi e Marsiglia. TBQ ora ha bisogno di tempo, di altri incontri interessanti, di altro studio, confronto e partecipazione. E non di diventare un contenitore di spettacoli che arriverebbero disordinatamente senza un progetto forte e condiviso. grazie.

  3. Sabina de Tommasi scrive:

    più modetamente su Zètema ho scritto questo:
    Zètema supertata

    E finalmente dopo tanta attesa l’elefante ha partorito il topolino, in questo caso il topolone, il ratto, la pantegana. Ma insomma ogni scarrafone è bello a mamma sua, e questo parto complicato – alla fine avvenuto col forcipe – si è compiuto. A questa creatura che nasce voglio dedicare la mia attenzione senza pregiudizi e preconcetti.

    La Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea nasce con tanti padri e padrini e una tata onnisciente e onnicomprensiva, che si occuperà di tutti gli aspetti tecnici, organizzativi, logistici e promozionali. Per qualsiasi necessità c’è la tata tuttofare, pronta a risolvere ogni problema in tempi rapidi. Evviva! A questa tata superesperta vorrei domandare se nel suo budget ha preventivato una promozione come usualmente avviene negli spazi gestiti da Zètema, o ha pensato ad una promozione più mirata, capillare. Il personale chiamato dalla tatazètema a lavorare nei teatri di cintura sarà aduso a frequentare assiduamente le riunioni del centro anziani? a fare la spesa al mercato rionale per incontrare la sua utenza e scambiare opinioni e proposte? a partecipare alle riunioni con le insegnanti e le direzioni di circolo? e ne avrà il tempo? Zètema ha previsto un servizio di biglietteria per quante ore al giorno? mattina e pomeriggio? solo un’ora prima dello spettacolo? il personale di biglietteria è preposto solo alla vendita dei biglietti, o è in grado di informare l’utenza degli spettacoli in programmazione, rispetto a contenuti, generi e fasce d’età??

    Poi leggo che ci saranno giorni con un biglietto massimo di 10 euro, e giorni con un biglietto massimo di 5 euro. Quindi 2 tipologie molto diverse di programmazione, e di offerta per il pubblico. La programmazione che punta alla “valorizzazione delle esperienze locali singole e associative” ha un biglietto il cui costo è il doppio rispetto a quella proposta dal direttore di sistema. Perchè? Nell’un caso e nell’altro mi domando chi pagherà i cachet, visto che con gli incassi, soprattutto nei teatri con pochi posti, non è possibile arrivare ad un cachet – seppur molto contenuto – con il solo sbigliettamento.

    Mi pare che sottende a tutta questa delibera una logica desueta di spazio teatrale inteso come contenitore di spettacoli da far replicare, circuitare. Mi sembra di tornare ai tempi lontani nei quali l’Ente teatrale italiano gestiva decine di sale sul territorio nazionale, e il teatro italiano era basato sulle compagnie di giro. Ben prima degli anni dei centri teatrali per l’infanzia e giovani, dei centri di sperimentazione, e tutto il resto. E tutta un’altra cosa rispetto a quello che si è sperimentato in questi anni nei teatri di cintura e molto diverso da quanto avviene all’estero negli spazi teatrali pubblici, soprattutto se decentrati. Il palcoscenico nella accezione odierna si intende non solo come luogo atto alla presentazione di spettacoli compiuti, ma soprattutto come luogo di incontro, scambio, formazione, sperimentazione e comunione di linguaggi diversi. Un luogo quindi dove l’attività laboratoriale e performativa trova ampio spazio coinvolgendo tutte le fasce d’età dell’utenza.
    Ma questa cosa ai padri padrini e supertata di questa nuova creatura chi glielo spiega?

  4. davide scrive:

    I fan (ed i lavoratori) di zetema possono tirare un sospiro di sollievo: pare che un’emendamento alla legge sulla spending review ne abbia scongiurato il rischio chiusura. Spero sia comunque chiaro che, almeno per quanto riguarda i musei, zetema gestisce solo il personale di biglietteria ed i custodi, le mostre e le iniziative culturali dipendono dalla sovraintendenza del comune. Infatti è il mitico Broccoli il responsabile delle ultime vergognose mostre ai Mercati di Traiano, da quella sul design italiano del dopoguerra in cui erano esposti posate, lampade e water in un’ambientazione non certo adatta (sia dal punto di vista storico che della fruizione, non si riusciva a camminare a causa degli spazi ristretti), a quella sulle foto su Marina Ripa di Meana (so da fonti interne al museo che il libro della mostra è stato riempito dai visitatori di insulti pesantissimi contro la signora, la quale incredula ha accusato i lavoratori di esserne gli autori). Pochi giorni fa è stato annunciato che dal 1 settembre due dei musei comunali apriranno solo su richiesta ed altri quattro diminuiranno l’orario di apertura ma i lavoratori di tali strutture non hanno avuto informazioni sul loro destino.

  5. Luca scrive:

    L’unica cosa che manca in questo articolo è la domanda su come e quando sia nata Zetema. Grazie a chi. Nomi e cognomi.
    Non vorrei che il cittadino rompiscatole pensasse che è opera di Aledanno e del centrodestra soltanto. (i quali si sono semplicemente avvalsi di uno strumento quasi diabolicamente perfetto per distribuire favori, gabelle e clientele).
    Le mazzette e le spartizioni sono arrivate un po’ ovunque e ne hanno goduto anche (direttamente e/o indirettamente) coloro che oggi guidano la contestazione. E da cittadino rompiscatole, dico che questo si vede dalla presenza (in quegli anni di centrosinistra romano) dei signori rivoluzionari nelle prime dei festival, ai cocktail dei vip con la tessera del pd o rif com, nei salotti borghesi… insomma in tutti quei luoghi rassicuranti in cui si riuniscono quelli che si sentono i fautori…
    Nichilismo? Forse.

    Noto una tendenza a denunciare in modo unidirezionale. L’assenza totale nei discorsi delle assemblee e delle riunioni è un ripensamento generale del concetto di partecipazione, che qui in Italia diventa… voi partecipate e ci date i numeri, noi che abbiamo tempo e il sostegno del politico di turno decidiamo. E ci dividiamo le varie torte.

    Apriamoci davvero al tremendo rischio di far partecipare alla produzione culturale (in tutte le sue sfaccettature) a chiunque ne abbia voglia, anche chi non ha padrini, amici, parenti o compagnucci di partito. Rischiamo di veder nascere e crescere dei perfetti sconosciuti, formati fuori dalle chiese e dal controllo. Poi, dopo, molto dopo, torniamo ad abusare del diritto di criticare e rompere le scatole.

    Zetema è Roma. Se esiste, è perché noi siamo così.

  6. Rombipalle scrive:

    Carissimi, chi scrive è una LAVORATRICE della società che tanto criticate. Io, i colleghi del mio settore (gente che sta in strada per fornire un servizio di utilità al CITTADINO, visto che di romani ce ne sono tanti che fanno affidamento su questo servizio, per dieci ore al giorno, con vento, pioggia, neve, 40 gradi, a ferragosto, il 25 dicembre, a capodanno etc. etc.), così come gli altri colleghi che lavorano in altri ambiti, svolgiamo il nostro lavoro con estrema professionalità e sacrificio. Ringrazio il cielo, da CITTADINA DI ROMA, che esista una società che sia in attivo, non gravi sulle casse del comune e vi faccia rientrare ogni centesimo “speso” e soprattutto sia fatta di circa 1000 persone che lavorano seriamente da anni! O forse da contribuenti (come tutti noi siamo), devo pensare che preferiate le altre ex municipalizzate oberate da miliardi di euro di debiti che gravano sulle casse di Roma Capitale???? Ma si sa, noi romani forse siamo abituati a pagare ed a soffrire…e quando capita che una società seria invece di perdere soldi ne porta, ci sembra talmente strano…Ottimizzare i servizi culturali ed affidarne la gestione ad una società di proprietà della nostra città (quindi in affidamento diretto) non è forse meglio che disperderli e fare 2000 gare d’appalto che costerebbero il triplo e che andrebbero ad avvantaggiare gli amici degli amici di….???? Grazie per l’attenzione. Un saluto concittadino!

  7. MC scrive:

    leggo solo oggi questo articolo su Zetema. così tanto criticata; ma sapete quante persone lavorano in Zetema e quante aspirano a poterci lavorare perchè in graduatoria dopo difficilissime selezioni ? Noi che vorremmo un posto di lavoro in questa città che ormai offre molto poco, attendiamo e speriamo che Zetema riesca ad acquisire ulteriori siti, per permetterci di lavorare. e tra l’altro, chi come me ama l’arte, molto tristemente deve constatare che una città come Roma è costretta a chiudere importanti musei in periodi dell’anno in cui c’è maggiore affluenza turistica. Buona serata. aspirante lavoratore Zetema

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