Giocare con il fuoco, ovvero un’alternativa c’è sempre. Persino per il voto del 4 marzo.

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di Christian Raimo Nel libro e nel film La scelta di Sophie la protagonista si trova di fronte a un dissidio straziante. Mentre è rinchiusa in un campo di concentramento, un ufficiale nazista le chiede quale dei due figli vuole sacrificare per la camera a gas: nel caso non scelga entrambi verranno uccisi. Lei sceglie […]

Cosa non possiamo più permetterci. (Una risposta a Francesco Costa)

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di Marta Fana e Giacomo Gabbuti Il 4 Marzo si avvicina, provocando nei più un sentimento confuso, malmostoso, sicuramente deprimente; come l’attesa per un colloquio o una presentazione importante, che sai ti esporrà a tensione e stress, che ti richiede preparazione e attenzione, ma sai già non cambierà nulla, vuoi perché un posto in palio […]

L’idea di futuro che ci avevano scippato. Su “Borne” di Jeff Vandermeer

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di Christian Raimo La nostra gioventù, quella di noi quarantenni, gli anni novanta, dopo la caduta del Muro, passò sotto l’etichetta della fine della storia, una definizione che diede il politologo Francis Fukuyama, e che ci regalò insieme all’inquietudine, un misto di sollievo: se la storia era al suo termine, non ci saremmo più dovuti […]

Essere antifascisti è impedire ai neofascisti di manifestare. (Il discorso di Sandro Pertini a Genova nel 1960)

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di Sandro Pertini Gente del popolo, partigiani e lavoratori, genovesi di tutte le classi sociali. Le autorità romane sono particolarmente interessate e impegnate a trovare coloro che esse ritengono i sobillatori, gli iniziatori, i capi di queste manifestazioni di antifascismo. Ma non fa bisogno che quelle autorità si affannino molto: ve lo dirò io, signori, […]

La nuova ideologia di destra italiana: il paternalismo classista di Cazzullo, Battista e Polito (senza contare Crepet, Galimberti e Serra)

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di Christian Raimo Nel giro di nemmeno un mese sono stati pubblicati tre libri di tre editorialisti del Corriere della sera sulla loro esperienza di padri che si dichiarano incapaci di capire la generazione dei figli ma che comunque s’industriano per dare soluzioni a quella che loro stessi definiscono l’emergenza educativa. Antonio Polito (1956) per […]

La frontiera: un tavolo “migrante” sulle migrazioni

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Oggi pomeriggio presso WEGIL  (ore 18.30) ci sarà un incontro – ricordo di Alessandro Leogrande. Interverranno tra gli altri Nadia Terranova, Vittorio Giacopini, Emiliano Sbaraglia, Nicola Villa. Il pezzo che segue è uscito su “Robinson – Repubblica”, che ringraziamo.

di Nicola Lagioia

Nel giro di qualche giorno il presidente dell’ex paese più potente del mondo è riuscito a esprimersi come un perfetto membro del Ku Klux Klan, mentre il rappresentante di una delle forze politiche più rilevanti nel paese che inventò il fascismo ha espresso l’urgenza di difendere la “razza bianca” in campagna elettorale. «La difesa della razza» era il quindicinale che in Italia, dal 1938 al 1942, eccelleva nello sforzo demenziale di dare una giustificazione scientifica alla Shoah.

Rocco è tornato a casa

di Marco Mantello   Quando dici legalità, al singolare quasi ce ne fosse una sola che sia sacra di suo e solo perché legale tu confondi questa lurida morale dei fatti nostri e del casa tua con tutti i nomi dei morti in mare *** Ho passato quindici anni italiani a espellere parenti dalla mia […]

Come nessun politico sa rispondere alla violenza fascista di Macerata

Luca Traini, 28 yeas old, arrested by Italian Carabinieri after shooting with a gun from a vehicle on passersby in the central Italian town of Macerata, 3 February 2018. Four persons injured. ANSA

di Christian Raimo Luca Traini, l’uomo che oggi ha provato a fare una strage razzista a Macerata, poteva essere benissimo uno dei centinaia di “cittadini indignati” che ogni giorno vengono intervistati in tv per “dare voce alla pancia del paese”. Poteva anche far parte di una delle interviste montate da Luca Miniero in Sono tornato, […]

Di morti sul lavoro: su “Brucia” di Silvia Rocchi

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Anni ’80, provincia, morti bianche, amicizia e dolore. Su questo ruota Brucia (pubblicato da Rizzoli Lizard), della fumettista e illustratrice Silvia Rocchi. Una sorta di esordio editoriale: nonostante Rocchi (pisana, classe 1986) abbia pubblicato svariati libri – soprattutto biografie di personaggi come Alda Merini, Tiziano Terzani e Ettore Majorana –, questa è la sua prima opera di fiction a firma propria. E migliore debutto non poteva esserci: Brucia evidenzia tutta la sua sensibilità narrativa e il suo coraggio artistico nel trattare un tema difficile, quello delle morti sul lavoro, intrecciandolo con la semplicità della vita quotidiana di provincia degli anni 80. Ma soprattutto Brucia conferma una volta ancora quanto il suo stile grafico sappia aderire perfettamente al racconto: un tratto urgente e mai invasivo, diretto e scrupoloso, tagliente e malinconico, veloce e pensieroso… La scelta del bianco e nero è quanto mai azzeccata, anche perché fa sì che la fumettista possa giocare, solo nella parte centrale del libro, con l’arancione, che rappresenta le fiamme e definisce la tragedia.

Il sangue del povero

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di Nicola Baldoni

Cose che pensavo non avrei mai fatto nella vita: lavare un barbone di 70 anni, per strada, o meglio appoggiato a un pino a Piazza Venezia. Adriano ed io in ginocchio a passargli pezzette sulle cosce, Andrea che lo tiene per le spalle, contro l’albero. La paura che ci muoia tra le mani. Lavarlo sulla panchina sarebbe più semplice, potremmo togliere un indumento per volta tenendolo coperto, fare il petto e poi le gambe senza paura che cada, ma il problema è che il vecchio – Q lo chiamo Q – ha un’ernia grande come due palle da bowling e piegarsi e sedere è impossibile.