Sul presunto donmilanismo ovvero perché Mastrocola dovrebbe studiare di più la storia della scuola italiana

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di Vanessa Roghi Vale la pena di prenderlo sul serio l’articolo uscito oggi sul Domenicale del «Sole 24 Ore», quello di Paola Mastrocola sul “donmilanismo”. Vale la pena anche se la prima reazione sarebbe quella di liquidarlo con un post su facebook, ecco la solita storia, un altro articolo a favore dell’appello dei 600, la […]

Mal di pietre. La magia secondo Milena Agus

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

di Marco Scognamiglio

“Senza la magia la vita è solo un grande spavento” ripeteva Madame, la protagonista di Ali di Babbo, uno dei primi romanzi di Milena Agus. E qualcosa di magico c’è anche nella vicenda della scrittrice sarda, che dopo aver nascosto a tutti per anni il frutto della sua eccentrica immaginazione decide di mandare un suo manoscritto all’editore nottetempo e nel giro di pochi anni diventa una delle autrici italiani più amate nel mondo.

Una magia la cui formula, se esiste, andrebbe sicuramente pronunciata in francese, la lingua della nazione che per prima l’ha scoperta e amata, facendo suonare la sveglia della stampa nostrana, che fino ad allora l’aveva beatamente ignorata, e aprendole così anche in Italia la via del successo.

Oggi quell’incantesimo tutto francese torna nell’adattamento del suo romanzo più famoso, Mal di pietre (in sala  dal 13 Aprile) diretto da Nicole Garcia e interpretato dall’irresistibile Marion Cotillard nei panni di Gabrielle, una donna letteralmente pazza d’amore. O almeno così crede sua madre, che per impedirle di continuare a consegnare infuocate lettere d’amore a un professorino di campagna, guardandolo con occhi famelici, la obbliga con la minaccia del manicomio a sposare un contadino che lavora nell’azienda di famiglia.

Mi interessa il futuro

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di Gianni Montieri Mi interessa il futuro sapere come diventeranno le sedie, le poltrone, con cosa le sostituiremo o se ci invecchieremo sopra, immaginare i libri a venire, accanto a quali staranno, sapere se tutto questo precipitare finirà, se arrivati sull’orlo tireremo indietro il piede, e voltandoci vedremo punti grigioazzurri, ognuno mancanza, ognuno cosa perduta

Post-Trump America. Note personali e pubbliche

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È uscito l’ultimo numero di Nuovi Argomenti, a tema “Il fantasma dell’opera”. Di seguito un testo di Silvia Giagnoni. Ringraziamo autore e editore per l’anteprima.

di Silvia Giagnoni

Eccomi, la sera dell’otto novembre, sono forse le 10 qui a Montgomery, in Alabama, le bimbe dormono, finalmente, e io e mio marito, come milioni di altri americani, siamo sintonizzati sulla CNN. Ma ho anche lo smartphone in mano: mi aggiorno in tempo reale, con altre fonti, usando Twitter. Sul tappeto, accanto al nostro cane sonnolento, c’è il portatile, così posso controllare altri siti ancora. Perché ci deve essere un errore. Rido, sebbene non sia affatto felice, né provi alcuna soddisfazione né adesso né nei giorni a venire nel vedersi realizzare quella che però mi sembra una terribile profezia.

I giornalisti della CNN stanno proiettando i risultati delle elezioni e non nascondono la propria preoccupazione: Donald Trump sta diventando Presidente degli Stati Uniti. I giorni che seguono sono strani, mi si alternano dentro rabbia, indignazione, tristezza, depressione, soprattutto un senso di straniamento da cui non riesco a riemergere.

Il treno dell’ultimo “veneto”: Nico Naldini

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Succede Oggi.

Sarebbe il direttissimo Vienna-Roma, Il treno del buon appetito di Nico Naldini: un lussuoso convoglio con tanto di wagon-restaurant sul quale egli, bambino davanti al passaggio a livello, avvistava i signori, immaginando altre vite. Riferito all’interezza del libro, però, il titolo potrebbe anche alludere all’inesauribile appetito sessuale dell’autore… Ma partiamo dall’inizio. Nella raffinata veste cui ci ha già abituati, la giovane e vicentina Ronzani Editore manda in stampa questa seconda uscita della collana “VentoVeneto”, curata dallo scrittore Francesco Maino: prodotto di altissima qualità, in tiratura di mille copie, con cinque disegni di Pier Paolo Pasolini, dei quali uno replicato in sovraccoperta, e introduzione dell’artista, filologo e saggista Franco Zabagli, direttore editoriale della stessa Ronzani.

Nel mondo antico di Donatella Di Pietrantonio

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Questo pezzo è uscito su Robinson. (Fonte immagine)

C’è una scrittrice unica in Italia. Ha cinquantacinque anni, ogni giorno lavora nel suo studio dentistico a Penne, in Abruzzo, e per scrivere si alza molto presto al mattino e fra le cinque e le sette procede “per lampi”, come dice lei. Attraverso questi lampi, Donatella Di Pietrantonio ha scritto romanzi e racconti di grande potenza e l’ultimo suo libro è una perla. S’intitola L’Arminuta (Einaudi, pp. 168, euro 17,50) che nel dialetto delle sue parti significa “la ritornata”.

A che servono i voti a scuola?

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di Christian Raimo Qualche anno fa insegnavo in una classe dove c’era un ragazzo, chiamiamolo Giuseppe, a cui era stato diagnosticato un deficit cognitivo. Svolgeva un programma personalizzato, che era determinato dalla sua diagnosi e dal DSA – disturbo specifico dell’apprendimento – che gli era stato assegnato. Era molto simpatico, e in classe era ben […]

Nel nome del coniglio

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Pubblichiamo, ringraziando l’editore, un racconto di Stephen Graham Jones contenuto nella raccolta Albero di carne, uscita per Racconti edizioni.

di Stephen Graham Jones

Al terzo giorno mangiavano la neve. Anni dopo sarebbe ritornato in mente al ragazzo, di colpo, durante un colloquio di lavoro: il padre che si sputava in mano pezzetti di semi o aghi di pino. O quello che c’era nella neve. Il ragazzo aveva guardato i rimasugli marroni sul palmo della mano del padre, che alla fine annuì, se li rimise in bocca e girò la faccia dall’altra parte per mandarli giù.

Invece di dormire, si schiaffeggiavano la faccia per restare svegli. Il posto che avevano trovato sotto l’albero non era riparato dal vento, ma era asciutto. Non avevano idea di dove fosse l’accampamento, o di come trovare da lì l’autocarro o, in seguito, la superstrada. Non avevano nemmeno un fucile, solo il coltello che il padre del ragazzo teneva assicurato con delle cinghie al fianco destro.

Le ragazze rapite

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Pubblichiamo, ringraziando l’editore, un estratto dal libro di Wolfgang Bauer Le ragazze rapite (La Nuova Frontiera) (fonte immagine).

di Wolfgang Bauer

Talatu Il mio nome è Jummai, ma mi chiamano tutti Talatu, perché sono la primogenita. Prima che mi rapissero e mi portassero nella foresta, frequentavo la nona classe alla Secondary School di Duhu. La mia materia preferita è la matematica. Mi piace perché è logica. Una volta che hai capito la logica di una regola matematica, puoi risolvere facilmente e in fretta qualsiasi esercizio.

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Nascosto tra le paludi della foresta di Sambisa c’è il quartier generale di un gruppo di terroristi di una crudeltà quasi senza pari. Un gruppo di ispirazione tanto moderna quanto arcaica. Il mondo lo chiama Boko Haram (“L’educazione occidentale è peccato”). Loro si sono dati il nome Jam a’at Ahl as-Sunnah lid-Da’wah wa’l-Jihad, “Unione sunnita per l’espansione dell’Islam e della jihad”. Combattono per fondare un califfato in Nigeria e collaborano con Al Qaida in Mali e in Algeria. Nel frattempo hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico. In pochi mesi, nell’estate del 2014, hanno occupato un quinto del territorio nigeriano.

La padella di Roberto Saviano

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di Luigi Loi

È il 10 novembre 2016 quando l’ultimo libro di Roberto Saviano, La paranza dei bambini, arriva in libreria. Le sue presentazioni in giro per l’Italia sono diventate veri e propri bagni di folla. Il pubblico è per una volta trasversale: ci sono i lettori della prima ora, i giornalisti, i fan della serie Gomorra, i giovani, i piccoli funzionari editoriali, i lettori occasionali in cerca del regalo natalizio, i curiosi, i lettori forti, gli scrittori wannabe e gli scrittori. Nel romanzo c’è una pagina in cui Saviano spiega metaforicamente come i pesci di piccolo taglio e lo scarto della pesca diventino frittura di paranza. Se i Feltrinelli store fossero delle padelle, Saviano sarebbe un grandissimo cuoco.

Nelle librerie che hanno la fortuna di ospitare Saviano l’atmosfera è quella della festa; e c’è voglia di festa nell’ambiente degli addetti ai lavori, anche perché per l’editoria nostrana la quaresima finisce solo con le fiere del libro: sempre in bilico tra circuito autoreferenziale e circo Barnum. In tutto questo c’è La paranza dei bambini, un libro dalla copertina lucida e aggressiva, vero e proprio oggetto di scena di questi rituali laici.