Riflessioni sulla Giornata Demenziale

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È uscito da poco Skiantos, un libro pubblicato da Goodfellas e curato da Gianluca Morozzi e Lorenzo Arabia che racconta “la storia vera di un fallimento annunciato da quarant’anni”. Testimonianze e foto dei protagonisti del tempo. Di seguito vi proponiamo un estratto dal libro, firmato da Roberto Freak Antoni.

di Roberto Freak Antoni

Festeggiare gli Skiantos significa rendere omaggio al talento creativo di un’intera generazione: quella che nel 1977 si trovò costretta a rinunciare alle proprie ingenuità e alle fantasie preferite, per fare i conti con una realtà dal muso duro! “Saluto l’entusiasmo artistico della mia generazione!!”, ebbe a dichiarare Pier Vittorio Tondelli, in un breve discorso introduttivo alla festa dei fumettisti/disegnatori & sceneggiatori di comic strip [leggi strisce comiche = fumetti] del gruppo Valvoline, contraltare alternativo allo strapotere della geniale combriccola di Frigidaire.

Renzi ha scritto un libro per un lettore che non esiste

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di Paolo Mossetti   Si parte da una sconfitta, oggettiva. “Mi sento in colpa verso il mio paese, verso l’Italia”. Lo scrive colui che è stato il presidente del Consiglio dei ministri per quasi tre anni. La data è il 4 dicembre 2016, quella del referendum costituzionale. Perché, se lui voleva cambiare l’Italia, è stata […]

Lucertole per Berlusconi

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Era il dicembre del 1994, Berlusconi era già sceso in campo, D’Alema era segretario del Partito Democratico della Sinistra e a scuola prendevano avvio le occupazioni, ancora sotto l’egida della pantera. Frequentavo un liceo scientifico formalmente buono, ma emotivamente frigido: una scuola democratica, ma di osservazione strettamente borghese e anche un poco parvenu.

Hirst: la rifondazione del Mito tra aura sacrale, pop e gesta titaniche

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Pubblichiamo la seconda puntata di una serie dedicata all’ultima mostra veneziana di Damien Hirst (Qui la prima).

di Chiara Babuin

Si cominci col dire che l’ultima spettacolare mostra di Damien Hirst, Treasure from the wreck of unbelieveble, rimarrà negli annali della Storia dell’Arte, al pari dell’orinatoio di Duchamp. Se per la prima volta, nel 1917, l’artista francese spostava il discorso dell’Arte da Estetico a Critico; l’artista contemporaneo inglese, esattamente un secolo dopo, estetizza la Critica, criticandola, evocando il Sacro del Mito e dell’Arte Antica e Moderna, declinandole nel pop contemporaneo: siamo di fronte a quella che Richard Wagner chiama Gesamtkunstwerk: opera d’arte totale (non a caso scaturita da una riflessione sul teatro greco).

Alessandro Leogrande

alessandro leogrande

Alessandro ha collaborato con minima&moralia sin dai primissimi esordi e ha continuato regolarmente a mandarci i suoi articoli e reportage. Questo pezzo, che non avremmo mai voluto scrivere, ospitare, leggere, è uscito su Repubblica, che ringraziamo.

di Nicola Lagioia

Ho conosciuto Alessandro Leogrande nella migliore scuola che io abbia mai frequentato, quella di Goffredo Fofi. Non avevamo trent’anni, venivamo entrambi dalla Puglia, eravamo da poco arrivati a Roma. Io in quella scuola ero appena uno studente, mentre Leogrande – pure più giovane di me – era già passato all’insegnamento. Aveva capito delle cose di cui molti di noi erano appena consci. Ad esempio il fatto che chi non capisce il sud, o non tenta di capirlo, non capisce niente non solo dell’Italia ma dell’Europa, e forse del mondo.

Facedeath

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Esiste un modo di raccontare la morte, il trauma più perforante e la cosiddetta “elaborazione del lutto” su Facebook? E se esiste, in quali momenti si articola questa narrazione che si svolge sotto lo sguardo di tutti? Lo Sgargabonzi, autore di satira e scrittore comico celebrato da Claudio Giunta su Internazionale, ha provato a rispondere a questa domanda con una breve storia a fumetti disegnata da Selena Garaum. La storia si chiama Facedeath ed è stata pubblicata sul numero di novembre di Linus, che ringraziamo. (Cliccando sulle tavole la visualizzazione è migliore).

Che senso ha l’alternanza scuola lavoro?

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di Marco Magni Il molitore di lenti Baruch Spinoza poté mantenersi dopo la sua espulsione dalla Sinagoga di Amsterdam grazie al fatto che era richiesto a tutti i membri della comunità di avere un mestiere manuale per le mani. Lui – che frequentava la scuola rabbinica, riservata ad un’élite – era anche divenuto “molitore di […]

Come raccontare il terrorismo e ciò che viene dopo: su “I soldati delle parole” di Frank Wasterman

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di Christian Raimo La prima scena di Mindhunter, la bellissima serie di David Fincher in onda su Netflix si apre con un pazzo che si barrica in casa con degli ostaggi e minaccia una strage. Sulla scena arriva Holden Ford, giovane poliziotto dell’Fbi: è lì per negoziare, per prendere tempo. Cerca di convincere l’uomo a […]

Genova antifascista, Genova Bolzaneto, Genova Macaia

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Riportiamo, per gentile concessione dell’autore, un brano di Genova Macaia, uscito per Laterza Contromano. di Simone Pieranni Quei giorni del 1960 hanno lasciato anche un ricordo nitido, pulito: tutti ricordano quei fatti e tutti ne sono, in fondo, orgogliosi. Tanto che ogni tanto si riparla dello «spirito del 1960» o qualcuno invoca «i ragazzi con […]

Scavare nell’oggi

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di Marco Pettenello

Questo pezzo è apparso sul numero di novembre della rivista Gli Asini, che ringraziamo (fonte immagine).

Un pomeriggio di quasi dieci anni fa camminavo per Venezia quando mi telefonò Andrea Segre. Voleva propormi di lavorare insieme al suo primo film, la storia di una barista cinese e un pescatore di Chioggia. Era un film da girare in cinese e dialetto chioggiotto, pieno di vecchi, immigrati e bazzicatori del porto econ un finale malinconico,. Lessi le pagine che aveva scritto e gli dissi di sì, che ci avrei lavorato volentieri. “Occhio però”, aggiunsi un po’ per scherzo, “stai prendendo una strada difficile”. Lui rispose: “Sì lo so, ma è la mia strada”.