“Billie Holiday”, di José Muñoz e Carlos Sampayo

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di Nicola Lagioia Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di dialogare in pubblico con José Muñoz, in occasione della pubblicazione, da parte della casa editrice Sur, di “Billie Holiday”, realizzata da Muñoz insieme a Carlos Sampayo. A un certo punto della chiacchierata Muñoz ha detto: “depressione, chiaroveggenza e lucidità sono tre sorelle che si prendono per mano”. Quello che segue è il testo […]

Tornare in Eritrea

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di Paolo Pecere Entriamo in città di notte. Dalla foschia emerge la croce aerodinamica della stazione di servizio Fiat Tagliero, un volatile di cemento che riposa da decenni, un futuro passato. Tutto sembra familiare nel reticolato di palazzine basse: la chiesa romanica di mattoni rossi, il riposo delle persiane, le figure ottagonali sulle mattonelle dei […]

I giallo-verdi hanno vinto il derby

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di Marco Mantello   1. Ministero dell’agricoltura Certi uscieri diventano viola a vedere quella vacca di una suora sulle tracce di un inserto culturale Altri accettano scommesse sull’odore che farà domattina. È per quello che hanno tutti la mascherina Le Viviani è una vita che non sono più sorelle l’intervallo si prendono a spinte e […]

L’immacolata concezione del comune di Roma e il mezzo miracolo di Giufà, libreria caffè

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di Claudio Morici Roma, quartiere San Lorenzo. Piazza dell’Immacolata è circondata da una moltitudine di realtà. Di giorno confina con una chiesa, un mercato, una scuola e con la vicina Facoltà di Psicologia. È una piazzetta vivace e realista. Ti siedi accanto a uno studente col panino o a un alcolista col Tavernello, c’è il […]

I sogni di un digiunatore. Le visioni instabili di Paolo Albani

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Robinson, l’inserto culturale di Repubblica, che ringraziamo.

Un ragazzo e una ragazza sorpresi a fare l’amore dentro una casella postale – e la scoperta che «la piaga delle coppie abusive che trovano rifugio nelle caselle postali»si diffonde per tutto il Paese; oppure le vicissitudini dell’uomo che, abbandonato dalla compagna, commissiona a un pittore decine di trompe-l’œil della donna amata per disseminarli nella casa in cui viveva col suo amore; o ancora lo strano caso di Calogero S., grande mangiatore di olive, che ritrovandosi un giorno con un alberello nello stomaco finisce per esibirsi come Uomo-Ulivo sotto il tendone del Circo Castellani; e poi il racconto dell’esistenza quaresimale di Giovanni Succi, a fine ’800 tra i più celebri artisti del digiuno: interrogato sulla sua attività onirica, Succi dichiarò che mai una volta aveva sognato qualcosa da mangiare (perché in realtà ciò che il digiunatore desidera non è il nutrimento ma la sua stessa fame).

Still recording è un piccolo capolavoro

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di Chiara Nano Non è stato facile guardare “Still recording” di Saeed Al Bataal e Ghiath Ayoub, premio Fipresci alla Mostra del Cinema di Venezia, esempio imperdibile di cinema neosperimentale. Il film è in questi giorni nelle sale italiane grazie al coraggio imprenditoriale di Reading Bloom e Kama Productions. Non è facile scriverne ora, temendo […]

UN PAESE SCONFINATO – Nadia Terranova: Addio fantasmi

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Comincia una nuova rubrica su minimaetmoralia, in cui leggiamo romanzi, film, fumetti, documentari italiani. In un paese che sembra prigioniero di una narrazione nazionalista, sovranista, abbiamo deciso di indagare invece l’infinità pluralità di sguardi che viene fuori dalla letteratura e dall’arte. Abbiamo deciso di farlo in forma di recensioni che sono al tempo stesso forme […]

Alan Rusbridger e la nuova era del giornalismo

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di Francesca Borri

Molte notizie. Più notizie di sempre. Ma anche meno notizie. Siamo in molti a provare la stessa sensazione, oggi: avere allo stesso tempo più e meno informazione di prima.

Sapere di più, forse. Ma capire di meno.

Nel giornalismo, d’altra parte, è in corso una rivoluzione. Letteralmente. Il giornalismo è stato a lungo un processo verticale. I quotidiani avevano il monopolio dell’informazione, perché avevano il monopolio dei mezzi di produzione dell’informazione, intesi proprio come mezzi materiali: le presse. E quindi ogni notizia veniva trasmessa, appunto, in verticale: da chi scriveva a chi leggeva. Ora invece è tutto orizzontale. Chiunque, con il suo iPhone, può parlare alla sterminata platea di internet, aprirsi un canale Youtube, un account Twitter, un blog, e definirsi un citizen journalist – anche se nessuno di noi si affiderebbe mai a un citizen dentist. Però, è innegabile: prima, per dire qualcosa avevi bisogno dei giornali. Oggi, non più.

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di Emanuele Modigliani In bici Dorava il mandorlato a spruzzo, lo mischiava rapido e beveva. Ci metteva dentro anche cocco e sciroppo d’acero. Lo guardavano. – Aggiungi sapore – diceva loro, – voglio aggiungere sapore – ripeteva. C’era un isolotto nel fiume davanti. La corrente piegava le canne di qua e di là sdoppiandosi quando […]

“Caro avvocato degli italiani e dei diritti umani…”. Una lettera aperta a Giuseppe Conte

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di Marco Mantello Gli ultimi e i primi Caro avvocato degli italiani e dei diritti umani Conosco diverse persone qui a Berlino, ma ce ne sono tante anche in Danimarca, in Inghilterra e in diversi paesi europei, che hanno vissuto con il sussidio e alla fine hanno detto di no a un sistema di dare […]