“Fedeltà”, il valzer di fragilità di Marco Missiroli

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Fedeltà è un romanzo sulla precarietà – economica, lavorativa, abitativa, sentimentale, erotica – della nostra epoca. I protagonisti, Carlo e Margherita, uno aspirante scrittore che si accontenta di fare il professore e l’altra architetto che ripiega su un lavoro da agente immobiliare, sono alle prese con le difficoltà dell’essere vivi (“ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando”, dice Philip Roth in esergo) e dell’esserlo insieme. Sono una coppia che vacilla di fronte alle tentazioni incarnate da Sofia e Andrea, più giovani e più liberi di loro ma altrettanto incapaci di concretizzare un futuro plausibile, ma che resiste proprio grazie all’attrazione di quei corpi che dovrebbero allontanarli. La fedeltà gioca un ruolo così decisivo nel mantenerli sull’orlo di una crisi d’identità da sfumare spesso nel suo contrario, in una trama di parole non dette o appena sussurrate, atti mancati e subito negati.

Marco Missiroli, al ritorno al romanzo a quattro anni di distanza da Atti osceni in luogo privato, è abile nell’irretire il lettore facendo transitare la voce da un personaggio all’altro, grazie al cosiddetto ‘passaggio di anime’, un approccio complesso alla materia narrativa che ha richiesto un lavoro molto più lungo del solito ma che gli ha permesso di ritrarre in modo struggente le nevrosi della sua generazione.

Il bed-in di John e Yoko, cinquant’anni dopo

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di Teresa Capello

Il 20 marzo del 1969 John Lennon e Yoko Ono si sposarono, a Gibilterra. La loro privacy durò ben tre minuti, dopo i quali annunciarono alla stampa di voler trascorrere la loro luna di miele insieme ad una platea mondiale. E lo fecero, dando vita concretamente ad una performance davvero unica, straordinaria. Si chiusero per sette giorni, dal 25 al 31 marzo, nella stanza 902 dell’International Hilton Hotel di Amsterdam, convocando una conferenza stampa globale che facesse da cassa di risonanza per quello che definirono il loro “Bed-in for Peace”: per 12 ore al giorno, dalle nove del mattino alle nove di sera, sarebbero rimasti a letto, a chiacchierare con i cronisti e con gli ospiti, ripresi dalle telecamere e fotografati continuamente.

Il giudice e l’algoritmo: l’intelligenza artificiale in Cina arriva nei tribunali

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Manifesto, che ringraziamo.

di Simone Pieranni

In Cina l’intelligenza artificiale viene ormai applicata anche nel mondo giudiziario: per raccogliere prove, per uniformare le sentenze. Senza alcun dibattito in merito. La corsa cinese all’intelligenza artificiale si ammanta di progressi reali e di propaganda. Nelle ultime settimane la stampa locale ha sottolineato il peso che i sistemi di Ai avranno all’interno del sistema giudiziario, nel lavoro delle corti, nelle procedure e nella raccolta delle prove.

“Il gioco del mondo” 9-13 maggio: la XXXII edizione del Salone del Libro

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“Incontrarsi per caso non era un caso, nelle nostre vite”, Julio Cortázar La XXXII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino ha un titolo chiaramnte cortázariano: “Il gioco del mondo”.  Partendo dall’idea che i paesi hanno confini ma le culture e le lingue no, abbiamo lavorato perché il Salone quest’anno avesse non semplicemente un […]

L’era dell’incompetenza: intervista a Tom Nichols

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Questa intervista è uscita in forma ridotta su “Il Messaggero”, che ringraziamo di Renato Minore Dice Tom Nichols: “I primi anni ‘70 del secolo scorso sono stati caratterizzati non solo dalla perdita di fiducia della gente nella maggior parte delle istituzioni governative, questo periodo fu ‘il decennio dell’Io’. Con la comparsa di quella specie di […]

Green Book. Occhi sulla strada

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Green Book è un film sulla distanza, intesa in molti sensi.

Distanza come chilometri: quelli che Frank “Tony Lip” Vallelonga (Viggo Mortensen) e Don “Doc” Shirley (Mahershala Ali) percorrono in macchina, per otto settimane, nel 1962, partendo da New York per arrivare fino in Alabama.

Distanza come differenza di classe. Tony è un buttafuori italoamericano che sbarca il lunario campando perlopiù di espedienti; ha due figli e una moglie che si sente trascurata, a cui ridona il sorriso vincendo 26 dollari in una gara a chi mangia più hot dog. Don è un musicista afroamericano colto e benestante che suona il pianoforte in modo sopraffino. Ha bisogno di un autista che lo scorti per un tour nel Midwest e nel Deep South dell’America, dove ai neri non è permesso frequentare gli stessi posti dei bianchi.

Appunti su “Serotonina”

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Questo pezzo è uscito sulla rivista «Gli Asini», che vi suggeriamo di leggere. di Nicola Lagioia Di Serotonina, settimo romanzo di Michel Houellebecq, si è molto parlato prima ancora che venisse pubblicato. Contagiati dall’ansia anticipatoria che governa la stampa quotidiana, molti critici hanno posto con faciloneria l’accento sulle facoltà divinatorie dello scrittore francese: così come […]

Non conosco la combinazione della dispensa

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di Marco Mantello   Il tempo accelera le commissioni e rende gli uomini più obbedienti nel formulare opinioni sui saldi estivi e il debito, dunque lavoro, per qualche cosa di impersonale e puro che decide, delibera, aiuta a barricarsi nel singolare e a declinarsi al plurale senza alcuna credibile alternativa a un dizionario di fallimenti […]

Quella metà di noi

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Pubblichiamo l’incipit del libro di Paola Cereda, Quella metà di noi, edito da Giulio Perrone editore, che ringraziamo. di Paola Cereda Ci sono segreti che esistono per il piacere di non essere raccontati e altri che si trascinano appresso la vergogna. Matilde Mezzalama, nella sua decorosa esistenza, ne aveva collezionati diversi del primo tipo, una […]

Alcuni appunti (molto personali) sul Salone del Libro

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di Nicola Lagioia Oggi, finalmente, dopo sette mesi di forzato silenzio, possiamo tornare a parlare di Salone del Libro parlando del Salone del Libro. Questo significa che solo oggi – dopo una lunghissima transizione burocratico amministrativa – siamo tornati in possesso del marchio del Salone. Come avete letto sui giornali, anche l’Aie è tornata a […]