Aldo Moro e Aldo Morto. Un’intervista a Daniele Timpano e Elvira Frosini su uno spettacolo bellissimo.

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di Ludovico Cantisani La tua più che una tragedia sulla morte di Moro sembra una riflessione sullo sciacallaggio postumo di cui è stata vittima la figura di Moro. Per quale motivo, in questa e in diverse altre circostanze simili, la classe intellettuale e politica italiana si rivela tanto feticista? E – soprattutto – a quali […]

La malattia ci riguarda tutti

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di Daniele Manusia La scrivania che ha postato il mio conoscente, al primo giorno di isolamento su Instagram, è di legno scuro, sottile. Forse è una scrivania modernista, non lo so, ma è molto bella e la sua superficie è molto curata: ci sono dei fiori, una lampada, dei quaderni, delle tazze, una brocca e […]

Piccolo vademecum dell’attuale orgoglio industriale

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In questi giorni tetri e preoccupati di diffusione del contagio di Covid – 19, il conforto della lettura mi ha spinto, come penso molti, a rileggere e a riflettere sui capitoli XXXI e XXXII dei Promessi sposi, quelli per intenderci sulla peste, sulle teorie miasmatiche allora in voga e sugli untori.  Ho però anche sfogliato le sue pagine finali. “Le cose si rincamminarono, perché alla fine bisogna che si rincamminino”, scrive con positivo spirito impreditorial-borghese don Lisander.

Da qui il destro di raccogliere, in una fase che nel giro di qualche settimana ci ha prospettato gran parte degli indicatori economici in repentina e imprevedibile picchiata, alcune impressioni che invece nei mesi scorsi mi erano parsi sintomi di un “rincammino” della nostra industria.

Sull’uso pubblico della storia, a proposito di un articolo di Walter Veltroni su Sergio Ramelli e di un altro di Mauro Piras

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di Christian Raimo Ieri ero a un convegno all’università a Perugia, in un contesto felice, come anche la settimana scorsa, a Urbino, a discutere di nazionalismi, patriottismi, costruzione dell’identità nazionale. Ho fatto a un certo una domanda in entrambi i casi: se vi chiedo cosa mette insieme Lungotevere Arnaldo da Brescia, Riano Flaminio, Rovigo e […]

Vite al genitivo

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I grandi scrittori finiscono nelle enciclopedie, i fuoriclasse nei dizionari. Borgesiano, kafkiano, felliniano, solo il genio entra a far parte del linguaggio comune trasformandosi in un aggettivo.

In questo senso io mi sento borgesiano fino al midollo, ma non per come quell’aggettivo viene inteso dalla vulgata turistica dell’argentino, tutta una paccottiglia di specchi, labirinti e biblioteche da catalogo illustrato di Franco Maria Ricci, quanto per l’attrazione per le vite inavvertite, quelle che brillano solo di luce riflessa. Secondo Alan Pauls tutto risale a una stroncatura, la prima che Borges ricevette nella sua lunga e gloriosa carriera letteraria.

Il ministero di Sisifo. Ovvero davvero basta con i concorsi presuntamente “straordinari”.

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di Michelangelo Pecoraro In questi giorni, come molte altre persone interessate al discorso pubblico sulla scuola, ho discusso via social del concorso straordinario per insegnanti in dirittura d’arrivo, dei problemi che potrebbe risolvere, comportare e causare. La rottura nelle trattative tra il Miur e i sindacati ha portato questi ultimi a proclamare una giornata di […]

Perché Carlo Calenda è un politico di destra e un pessimo candidato sindaco di Roma.

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di Christian Raimo Ieri c’è stato un incontro nello spazio eventi dell’agenzia stampa Dire con Massimiliano Smeriglio e Carlo Calenda moderato da Concita De Gregorio. Il titolo dell’incontro era Direzione Roma, e l’idea era proprio quella di affrontare le questioni della città in una prospettiva già elettorale; a Roma si vota a giugno 2021 se […]

Una lettera importante per tutti quelli che a Roma sono passati al Rialto

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di Graziano Graziani Carissimi/e questa mail è indirizzata a voi che, in misura più o meno intensa, avete conosciuto le attività del Rialto Santabrogio, ne avete fatto parte, avete avuto in quello spazio un luogo di aggregazione e progettazione per il vostro lavoro. Vi scrivo infatti per raccontarvi una situazione di emergenza che ha colpito […]

La bambina con due nomi: su La città incantata di Miyazaki

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di Paolo Pecere Il film di animazione La città incantata di Hayao Miyazaki (Sen to Chihiro no kamikakushi; in inglese Spirited away, 2001), ci conduce a un importante approfondimento tematico della storia di Alice nel paese delle meraviglie, pur rimandando a quel modello solo indirettamente. Eccone una sinossi: La storia presenta una bambina di 10 […]

Perché leggere Anna Édes è leggere di tutti noi

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di Anna Toscano

Un salto nel tempo e nello spazio per guardare dentro il cuore dell’uomo, un cuore che un secolo fa e in Ungheria sembra non molto distante dall’oggi. Il salto lo si fa grazie alla rilettura di un classico ungherese, il romanzo di Dezsó Kosztolányi dal titolo Anna Édes uscito in Ungheria nel 1926. Dezsó Kosztolányi è uno dei grandi classici della letteratura del primo Novecento ungherese, noto la grande pubblico italiano per alcuni titoli usciti per diversi editori italiani, tra i più letti Nerone con prefazione di Thomas Mann per Castelvecchi, Allodola per Sellerio e Il medico incapace per Rubbettino. È la prima edizione integrale di Anna Édes nel 2014 per Anfora Edizioni, e la seconda edizione nel 2018, che fanno finalmente conoscere ai lettori italiani questa grande opera.