Di morti sul lavoro: su “Brucia” di Silvia Rocchi

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Anni ’80, provincia, morti bianche, amicizia e dolore. Su questo ruota Brucia (pubblicato da Rizzoli Lizard), della fumettista e illustratrice Silvia Rocchi. Una sorta di esordio editoriale: nonostante Rocchi (pisana, classe 1986) abbia pubblicato svariati libri – soprattutto biografie di personaggi come Alda Merini, Tiziano Terzani e Ettore Majorana –, questa è la sua prima opera di fiction a firma propria. E migliore debutto non poteva esserci: Brucia evidenzia tutta la sua sensibilità narrativa e il suo coraggio artistico nel trattare un tema difficile, quello delle morti sul lavoro, intrecciandolo con la semplicità della vita quotidiana di provincia degli anni 80. Ma soprattutto Brucia conferma una volta ancora quanto il suo stile grafico sappia aderire perfettamente al racconto: un tratto urgente e mai invasivo, diretto e scrupoloso, tagliente e malinconico, veloce e pensieroso… La scelta del bianco e nero è quanto mai azzeccata, anche perché fa sì che la fumettista possa giocare, solo nella parte centrale del libro, con l’arancione, che rappresenta le fiamme e definisce la tragedia.

Il sangue del povero

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di Nicola Baldoni

Cose che pensavo non avrei mai fatto nella vita: lavare un barbone di 70 anni, per strada, o meglio appoggiato a un pino a Piazza Venezia. Adriano ed io in ginocchio a passargli pezzette sulle cosce, Andrea che lo tiene per le spalle, contro l’albero. La paura che ci muoia tra le mani. Lavarlo sulla panchina sarebbe più semplice, potremmo togliere un indumento per volta tenendolo coperto, fare il petto e poi le gambe senza paura che cada, ma il problema è che il vecchio – Q lo chiamo Q – ha un’ernia grande come due palle da bowling e piegarsi e sedere è impossibile.

La peggiore campagna elettorale di sempre

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di Christian Raimo Nelle discussioni al bar, in famiglia, nelle cene, nella pause pranzo tra colleghi, la domanda Ma tu per chi voti? sta assumendo ogni giorno che procede questa campagna elettorale i toni di un colloquio con un oncologo depresso. Mai in nessuna elezione precedente, e nonostante questa volta si voti dopo tre governi […]

La danza della libellula. In memoria di Cristina Campo

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di Rossella Farnese

1977 – 2018. Quarantuno anni dopo la morte di Cristina Campo (Roma, 10 gennaio 1977), quarantuno anni dopo la morte di «quell’anacoreta sul tappeto volante» – così il titolo di un articolo di Doriano Fasoli del 10 settembre 1989 su «Paese sera» ‒ quarantuno anni dopo la morte di una «trappista della parola» – questa una definizione di Cristina De Stefano nella romanzata biografia Belinda e il mostro. Vita segreta di Cristina Campo ‒ cosa resta?

La battaglia (politica) per la lettura e le prossime elezioni

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Questo pezzo è uscito su La Repubblica, che ringraziamo.

di Nicola Lagioia

Giuseppe Di Vittorio da adolescente era ancora un semianalfabeta. Quando capì che far valere i suoi diritti in quelle condizioni era impossibile, si procurò un vocabolario. Sono passati anni, ma nell’Italia del XXI secolo l’analfabetismo funzionale che Tullio De Mauro ha combattuto per una vita affligge larghi strati della popolazione, e l’ultimo rapporto Istat racconta un paese di pochi lettori forti contrapposti a una marea di non-lettori in aumento. Nei paesi più evoluti si legge di più. Ma al tempo stesso proprio i paesi in cui si legge molto – e quelli in cui si investe in cultura e istruzione – sono destinati a progredire più degli altri. Tra meno di due mesi si va a votare. Poiché nessuno degli schieramenti politici ha ancora indicato le proprie idee (sempre che ce ne siano) per favorire quella che potremmo chiamare “la battaglia per la lettura” (sempre che chi aspira a governare la ritenga importante), proviamo a dare qualche suggerimento. Anche da questi aspetti sarà possibile capire chi guarda al 4 marzo pensando solo alle prossime elezioni, e chi anche alle prossime generazioni.

Noi e Mark Fisher contro il mondo

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di Christian Raimo Insegno in un liceo, e un paio di anni fa dovetti portare i miei studenti ad assistere a un sedicente esperto che li avrebbe introdotti alle tecniche di memorizzazione veloce per “essere più performativi”. Un ragazzo del mio quinto di allora, bravo, intelligente, simpatico, sempre un po’ polemico, a un certo si […]

L’uomo senza talento – Seconda parte

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Pubblichiamo la seconda parte del dialogo tra Paul Gravett, Berliac e Vincenzo Filosa sull’opera di Yoshiharu Tsuge, uno dei più grandi autori di fumetto giapponesi. L’incontro, a cura di Canicola, si è svolto all’Accademia di Belle Arti di Bologna, in occasione di Bilbolbul, il Festival internazionale del fumetto Paul Gravett: Attraverso un’intervista ho saputo che Tsuge, anche per andare oltre alcune sue […]

A Napoli è cambiata la narrazione

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di Paolo Mossetti Quando, due o tre anni fa, la rivista napoletana d’inchiesta Monitor iniziò a segnalare, con il consueto rigore, le falle nel rapporto tra il sindaco di Napoli e i movimenti, il baratro che separa i proclami rivoluzionari dalla realtà quotidiana, i miraggi di palingenesi coltivati da molti militanti e i limiti di […]

Il tempo materiale di Giorgio Vasta alle prese con René Girard

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di Federico Musardo Fiumi d’inchiostro sono stati versati a proposito del primo e finora unico romanzo del palermitano Giorgio Vasta, ovvero Il tempo materiale (minimum fax, 2008), opera premiata e tradotta per i lettori di altre lingue. Vasta nasce come editor e organizzatore culturale. Dopo alcuni racconti, avendo coltivato una solida conoscenza letteraria, quasi quarantenne, […]

Parlare di lingua vuol dire davvero fare politica. (A un anno dalla morte di Tullio De Mauro)

TULLIO DE MAURO

di Vanessa Roghi Nel 1963 Tullio De Mauro pubblica la Storia linguistica dell’Italia unita con l’editore Laterza. Non c’è bisogno di ricordare, ancora una volta, quanto questo libro abbia rivoluzionato lo sguardo sulla lingua e, più in generale, sulla società italiana in un Paese in bilico fra spinte conservatrici e riformiste. La lingua non è […]