Diario di un editore di fumetti #4

Quarta parte di una serie a cura di Maurizio Cotrona: la testimonianza personale di un progetto che intende produrre editoria a fumetti a Taranto. Un viaggio tra ambizioni e difficoltà. Qui le puntate precedenti.

20 agosto 2020

Ci ho messo un paio di giorni a decifrare il codice del fastidio latente emerso alla fine del numero precedente. Il messaggio nascosto, contiene indicazioni utili alla ricerca del DNA di Ottocervo e della mia strada per incidere nel mondo del fumetto (o viceversa).

Il mio fastidio nasce dall’essere stato giudicato non per il mio lavoro (la sceneggiatura), ma per una prodotto derivato (il soggetto). Immagino che un disegnatore (o un autore completo) debba provare un fastidio mille volte superiore al mio perché, per lui, la distanza tra il prodotto finale (il fumetto finito) e quello derivato (il soggetto) è ancora maggiore.

Una pezza di Lundini o come ti destrutturo la seconda serata

di Armando Vertorano

La tv generalista è da sempre – forse necessariamente – un medium assai poco tempestivo quando si tratta di recepire le nuove istanze, di assorbire i cambiamenti di una società che si evolve a velocità crescente. In questo panorama di rassicurante old-school è accaduto spesso negli anni che le piccole rivoluzioni siano state appannaggio dei programmi comici di seconda serata.

Se la casa è l’uomo. Su “Essere senza casa” di Gianluca Didino

di Stefano Trucco Al livello più di base questo di Gianluca Didino è un libro utile. Utile non solo per i giovani più svegli che vogliono capirci qualcosa e che perciò, oltre a un basic training in uno sport da combattimento a scelta, hanno bisogno di una mappa intellettuale aggiornata su cosa leggere, guardare e […]

Lonely Planet – seconda parte

Alzavo la testa tra i grattacieli e mi fermavo a guardare scorrere un cielo che intuivo essere immenso, mentre sotto, il mio sguardo ormai sdentato non riusciva ad afferrare le cose, che scivolano via indifferenti, parlando una lingua che non riuscivo a capire. Mi sentivo come un cane che si fissa allo specchio perplesso.  Poi […]

Diario di un editore di fumetti #3

Pubblichiamo la terza parte di una serie a cura di Maurizio Cotrona: la testimonianza personale di un progetto che intende produrre editoria a fumetti a Taranto. Un viaggio tra ambizioni e difficoltà. Qui la prima parte , qui la seconda.

 

15 agosto 2020

Mi è capitata prima una piccola cosa bella e poi una grande cosa brutta.

A mare c’erano i “cavalloni”, onde alte 3 metri che hanno fatto impazzire di gioia i bambini. Io sono entrato in acqua con gli occhiali da sole (graduati) e, a un certo punto, mi sono accorto di averli persi.

La Cina degli spiriti

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Manifesto, che ringraziamo.
Nel 2014 in un McDonald di una cittadina dello Shandong, alcuni membri della «chiesa di dio onnipotente» ammazzarono una donna, colpevole di non voler consegnare loro il suo numero di cellulare, nel tentativo di convincerla a entrare della loro organizzazione. Il fatto scatenò grandi polemiche, perché dimostrò come – nonostante i tentativi del Pcc – le «sette» fossero ancora attive in Cina.

Malastoria, l’Italia ai tempi di Pasolini e Cefis

A quaranticinque anni dalla sua scomparsa, Pier Paolo Pasolini è ancora un autore fondamentale per comprendere le dinamiche del presente. Giovanni Giovannetti, dopo aver già dedicato a Pasolini, assieme a Carla Benedetti, un libro di grande interesse come Frocio e basta (ne abbiamo parlato con gli autori su queste colonne), ha da poco pubblicato per Effigie un nuovo, imponente, testo di indagine sulle tracce del grande autore: Malastoria,una ricostruzione accurata e inquietante delle trame occulte che hanno condotto alla sua tragica morte.

Ecco la nostra conversazione.

Come mai, dopo un libro accurato e documentatissimo come Frocio e basta, scritto con Carla Benedetti, hai sentito l’esigenza di tornare a scrivere sul caso Pasolini?

In Frocio e basta ho preso in considerazione la stagione “corsara” di Pasolini che abbraccia un limitato periodo di tempo. Malastoria riprende e dilata per gemmazione ciò che in Frocio e basta era ancora in fieri; provo cioè a immergere la vita e l’opera di Pasolini nelle profondità della penombra storica e antropologica del Paese, negli eventi che l’hanno personalmente toccato (come, ad esempio, l’omicidio del fratello Guido a Porzûs del febbraio 1945) e in quelli che hanno poi catturato la sua attenzione di cittadino e di intellettuale (temi come, ad esempio, quel capitalismo globalizzato, foriero del consumismo e dell’edonismo, che tanta incidenza ha avuto sulla mutazione antropologica degli italiani).

Death Stranding, o la morte incagliata

La morte è incagliata, arenata sul nostro pianeta. Spiaggiata come un grande animale marino su una costa di terra sconosciuta. Una cosa che è dove non dovrebbe essere. Un pezzo di antirealtà che proviene dal primo grande scoppio nell’universo e prova ciclicamente a sovrapporsi alla realtà umana. Ma non può essere, come le nostre mani […]

Un fungo ci renderà liberi (quando ci avrà decomposti). Appunti sporadici per un testo futuro

Axolotl è una rivista letteral-scientifica: ogni numero è tematico e contiene contributi di vario genere, dai racconti alle curiosità scientifiche, dalle note personali alle storie illustrate. Ibrida e gratuita, Axolotl vuole muoversi fra due mondi: quello dei libri e quello della divulgazione scientifica. Pubblichiamo il longform uscito sul numero 0: l’ha scritto Alessandro Raveggi a cavallo fra scienza e letteratura componendo un vero e proprio mosaico di suggestioni fungine.

di Alessandro Raveggi

Qualcuno si deve essere accorto che mi sono fissato coi funghi, se mi si chiede di scriverne. Dovrei preoccuparmi? Magari, penso, mi si vede in giro già come uno di quei folli fanatici di funghi, quei lunatici bizzarri gilet e berretto in testa che conoscono perfettamente stagioni e ore e venti e tutta la barometria disponibile per andare a cacciare quel gallinaccio, quel porcino, dei chiodini, degli orecchioni o gli imprevedibili matsutake, e se interessati a fenomenali “upgrade” della stessa caccia spirituale, magari uno Psylocybe azurescens – che, confesso, non ho mai provato!

Non sono, vorrei rassicurare, uno di quei tizi che piangono di gioia quando scoprono una nuova fungaia come fosse lo Shangri-La, o si disperano per giorni perché qualcuno ha violato il proprio esclusivo santuario da micofilo.

Il mistero del toro nella notte di El Espinar

Pubblichiamo un pezzo uscito sull’Espresso, che ringraziamo.

Fu durante una lunga notte di settembre alla fine degli anni Novanta che si aprì per me la più meravigliosa voragine conoscitiva, quella relativa al regno animale, regno di cui, oggi più che mai, noi esseri umani spesso dimentichiamo di far parte.

Mi trovavo in un piccolo paese spagnolo a nord di Madrid, El Espinar, dove ero arrivato per assistere ai festeggiamenti più attesi, quelli religiosi e laici a cui ogni cittadina spagnola consacra, almeno una volta all’anno, vari giorni di assoluta sospensione dalla realtà quotidiana.