Il dettaglio e l’infinito

Pubblichiamo un lungo approfondimento di Luca Alvino sul popolare scrittore americano Philip Roth. Il saggio è uscito sul numero 7 (giugno 2011) della rivista 451 via della Letteratura della Scienza dell’Arte. La rivista fa riferimento alla formula del New York Review of Books di cui pubblica una selezione di articoli insieme a contributi di studiosi italiani, come questo che ci è stato gentilmente concesso.
Buona lettura.

«La Rivista dell’Etica Medica si propone di classificare la felicità tra i disordini mentali e di includerla nelle future edizioni dei principali manuali di diagnostica sotto questo nome: disordine affettivo primario, di tipo piacevole.

Come diventare una flapper

di Tiziana Lo Porto

Di tutti i costumi fabbricati in casa e indossati per le feste di carnevale della mia infanzia, ce n’è uno che ricordo più degli altri. Era un vestito anni venti, bordeaux e ghiaccio, eravamo nel 1983, e io avevo undici anni. Arrivata alla festa il mio abito anni venti mal si adeguava al resto dei costumi nella stanza facendomi sembrare quanto mai un’aliena, una ragazzina piovuta da un altro pianeta.

Un progetto permanente di disordine

Questa settimana è in edicola con Gli Altri un libro che raccoglie gli articoli scritti da Edoardo Sanguineti per il settimanale. Il libro esce in occasione del primo anniversario dalla morte di Sanguineti (18 maggio del 2010) e contiene, tra l’altro, anche questa presentazione.

di Stefano Jorio

Otto anni fa, alla domanda “Qual è il disordine da cui oggi dobbiamo uscire? Quale palus putredinis? Quali modelli?” Sanguineti rispose: “La poesia deve rifiutare i modelli.

Lamentazioni di una social-patica

social

Da un tentativo abortito di recensione de I social network di Giuseppe Riva, Il Mulino.

Quanto tempo vorrai dare ai Signori Grigi?
(Fandzu)

Sì, be’, devo ammettere che non sono mai stata un tipo particolarmente socievole. Da piccolina era mamma che prendeva l’iniziativa e domandava agli altri bambini dei giardinetti se potevo unirmi e giocare con loro. Sicuramente dev’esserci una tara dentro me, per questo oggi sono così.

Perché per rinnovare l’Italia può essere fondamentale amministrare bene le città

Aspettando i risultati delle elezioni amministrative, riportiamo un’intervista che Francesco Raparelli ha fatto a Walter Tocci sulla free-press “Dinamo” lo scorso anno. È una disamina analitica di possibilità e responsabilità della amministrazioni di sinistra in Italia, da parte di chi della cosiddetta “stagione dei sindaci” fu uno dei protagonisti – a livello di elaborazione teorica, […]

La trasgressione al potere. L’Ultra-Camp

di Fabio Cleto

Nell’ultimo decennio la produzione culturale è state segnata da un fenomeno trasversale ai mezzi: l’indie degli anni ’90, inseguito con affanno da chi voleva un’alternativa alle proposte culturali dominanti, è diventato mainstream, alla portata di tutti. Un punto su cui varrebbe la pena di riflettere, perché se la “retroguardia” smette di subire le incursioni dell’avanguardia e le metabolizza, allora forse bisogna cominciare a usare strumenti diversi e avere un approccio diverso, anche nei confronti delle produzioni di massa.

I then said, in a very shaky voice, «Well, if it’s a symbol, to hell with it»

Eccola. Questa è una famosissima frase di Flannery O’Connor. In una cena, tra protestanti e cristiani riformisti vari, lei racconta di aver sbottato: “L’Eucarestia… beh se è un simbolo, se ne vada al diavolo”. È uscito da poco per Rizzoli un libro che ha avuto una lunghissima gestazione, “Il volto incompiuto”, raccoglie vari scritti inediti […]

Nell’Africa del Nord la partita è aperta: intervista a Olivier Roy

islam

Questa intervista è uscita nel numero di aprile dello Straniero

Per il politologo Olivier Roy, nato nel 1949 a La Rochelle, sulla costa atlantica francese, il primo vero incontro con l’Islam e il “Medio Oriente” è avvenuto a soli diciannove anni, quando – militante di un partito della sinistra extraparlamentare e aspirante studente alla École Normale Supérieure di Parigi – decise di mettere in pratica il persiano imparato da autodidatta, con un viaggio di tre mesi in Afghanistan.

Storia della colonna di destra

Questo testo è l’estratto di un intervento presentato a Trento lo scorso 11 novembre in occasione del Simposio Internazionale Pro e contro la trama e pubblicato nel numero 8 di Alfabeta 2.

La Repubblica.it è un animale con due colonne vertebrali.
La prima, quella che scorre leggermente scoliotica sul lato sinistro dello schermo, si propone come logica, consequenziale e gerarchica. Il mondo e l’Italia prendono forma in una spina dorsale di eventi che procede dall’alto verso il basso in un preciso ordine di gravità e di urgenza.

Tra Taranto e Lampedusa

Una tendopoli in aperta campagna tra Manduria e Oria non può essere la soluzione. E questo i pugliesi sono i primi a saperlo, fin dagli anni novanta. La risposta a una emergenza umanitaria, e a una crisi politica che investe tutto il Mediterraneo, non può essere un villaggio costruito dall’oggi al domani tra gli ulivi e i muretti a secco. Per il semplice motivo che presto la situazione degenererà.