La critica del pensiero calcolante

di Umberto Galimberti

Pubblichiamo di seguito la prima puntata di una lunga lezione di filosofia di Umberto Galimberti sul pensiero calcolante, un concetto che viene da Heidegger e che individua nel calcolo dell’utile la riduzione del pensiero occidentale. Il professore interviene sull’argomento e cerca un’alternativa in questa conferenza disponibile per intero su youtube e divisa in otto filmati. Noi vi lanciamo il primo link.

Il grande inquisitore

goya

Le sorti della politica italiana sembrano passare attraverso la figura del Grande Inquisitore, l’inquietante personaggio dei Fratelli Karamazov di Dostoevskij. L’anno scorso la casa editrice Salani aveva riproposto autonomamente il testo della nota “leggenda” (Il grande inquisitore, appunto), estrapolandolo dal romanzo fluviale, e aggiungendovi un intervento di Gherardo Colombo, Il peso della libertà. L’anno prima era stato Gustavo Zagrebelsky a dedicarvi un suo saggio.

Se le cose vanno male, almeno capire come e perché.

  di Christian Raimo Cosa è successo a Fukushima? Cosa sta succedendo? Cosa è probabile che succeda? I giornali e i politici italiani da più di una settimana stanno rivelando tutta la loro sconcertante mancanza di deontologia, per usare un eufemismo. A un Umberto Veronesi, presidente dell’Agenzia per la sicurezza sul nucleare, Repubblica ieri concedeva un […]

Lo squalo

Pubblichiamo di seguito un racconto di Mimmo de Musso Lasciate che vi dica una cosa. Mio zio Giuseppe è stato l’uomo migliore che un ragazzino abbia mai sognato di chiamare “zio”. Ho sfogliato gli album di famiglia fino a consumarmi i polpastrelli, e in tutte quelle fotografie traslucide, tra tutti quegli sguardi sconfitti dal flash […]

A che punto è la notte

pasolini

È un dato di fatto acquisito. Ormai, e da tempo, parliamo di Berlusconi non solo come presidente del consiglio, ma utilizziamo i termini “berlusconiano” e “berlusconismo” come aggettivo e come sostantivo per definire l’Italia di oggi, o almeno una sua parte consistente. Quanti presidenti del consiglio nella storia italiana sono diventati un aggettivo (o un “-ismo”) per definire un preciso periodo storico? A partire dall’Unità non sono stati molti. Anzi sono decisamente pochi: Crispi, Giolitti, Mussolini, Andreotti, Craxi… e poi c’è Berlusconi.

La strategia delle emozioni. L’io dal reality show ai social network

di Manolo Farci

Dopo il 2000, e Grande fratello, sono esplosi i confessionali e le bacheche, il “mi piace” e il “mi sei arrivato”, gli stati aggiornati di continuo e i provini, The Club e Small World. Sul piccolo schermo come sui media che ci ostiniamo a definire “nuovi”, gli Zero sono stati anche gli anni dell’emozione. Dai reality a Facebook, tutti vogliono raccontare la loro storia. Questo pezzo è stato pubblicato su Link Mono – “Ripartire da Zero”.

La geografia della memoria cinematografica – Parte II

di Roberto Manassero

Questo intervento riprende alcune riflessioni sulla memoria cinematografica e una sua possibile geografia nello spazio, già apparse su questo blog qualche settimana fa. (Vedi l’articolo)

Ripartiamo da Mad Men – da dove se no? – dal sentimento nostalgico chiamato in causa dall’ambientazione anni ’60 della serie tv e, soprattutto, dal racconto, in quel periodo e grazie a quel capitalismo d’avanguardia, della nascita di un sentimento del tempo, di un desiderio e una malinconia che la cultura pop ha trasformato in prodotto.
Nell’ultima puntata della prima stagione (The Wheel), Don Draper presenta l’idea pubblicitaria per lanciare sul mercato la macchina per diapositive Kodak, un carrello circolare che fa scorrere a scatto le fotografie e le proietta su uno schermo.

Caino

di Christian Raimo

Facciamo una cosa? Una moratoria? Un accordo per cui
gli spettacoli a teatro non si chiamano più “eventi dell’anno”?
Considera solo quest’anno, appunto: è già la seconda volta che ci casco:
rimasto seduto dodici ore per i Demoni di Stein,
e alla fine a mezzanotte l’applauso all’Auditorium era uscito
come lo sfiato di un pallone.

Ultimo post a Parigi

delete

di Massimiliano Nicoli

Lo studente di dottorato italiano – il dottorando di ricerca, come si dice abitualmente – arriva a Parigi per la seconda volta ai primi di marzo, dopo aver abortito un primo viaggio causa furto di documenti. Se tutto andrà come deve andare, rimarrà per un paio di mesi e poco più. Abita in un appartamento in pieno centro, uno studio al piano terra, in una corte interna. Il piccolo appartamento è carino, ma avvolto in una penombra perenne.

Generazione Otaku

di Giorgio Falco

Il 6 agosto di ogni anno guardiamo le immagini televisive del fungo atomico nel cielo giapponese. Siamo ancora ipnotizzati dalla fissità di quella geometria mobile, che risucchia e racchiude ogni potenziale forma. Quale umanità poteva uscire dalla consapevolezza e dalla rimozione di quel trauma? Una possibile risposta la indica il saggio Generazione otaku, di Hiroki Azuma.