Americana/5: Paul Beatty

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È in libreria per minimum fax Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea: in questa rubrica settimanale Luca Briasco ci racconta i dieci titoli rimasti fuori dai quaranta selezionati per il libro. Qui le puntate precedenti.

È in libreria per minimum fax Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea: in questa rubrica settimanale Luca Briasco ci racconta i dieci titoli rimasti fuori dai quaranta selezionati per il libro. Qui le puntate precedenti. (Fonte immagine)

Paul Beatty, Lo schiavista

Nato nel 1962, coetaneo di David Foster Wallace e di Jennifer Egan; poeta prestato alla narrativa, cui aveva già regalato tre libri di notevole livello (uno solo dei quali tradotto in italiano), Paul Beatty è andato sempre più consolidandosi, nel corso degli anni e insieme a Colson Whitehead e John Edgar Wideman, come una delle voci più originali e convincenti della letteratura afroamericana contemporanea. Con il suo quarto romanzo, Lo schiavista, proposto, come già Slumberland, da Fazi Editore, nella traduzione davvero eccellente di Silvia Castoldi, ha ottenuto una vera e propria consacrazione, conseguendo il prestigioso National Book Critics Circle Award e soprattutto aggiudicandosi il Man Booker Prize. A questa messe di premi si è aggiunto, lo scorso ottobre, il National Book Award conquistato da Colson Whitehead con il suo ultimo romanzo, The Underground Railroad: una straordinaria coincidenza che impone, probabilmente, una riflessione di carattere più generale.

Americana/4: Marilynne Robinson

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È in libreria per minimum fax Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea: in questa rubrica settimanale Luca Briasco ci racconta i dieci titoli rimasti fuori dai quaranta selezionati per il libro. Qui le puntate precedenti.

La fama italiana di Marilynne Robinson è legata in larga parte alla straordinaria trilogia composta da Gilead, Casa e Lila: tre romanzi strettamente interconnessi e pubblicati in un decennio esatto (dal 2004 al 2014), in un’esplosione creativa tanto più sorprendente se si considera che fino ad allora Robinson era rimasta l’autrice di una sola opera di narrativa, Le cure domestiche, per giunta risalente al lontanissimo 1980, e che per più di un ventennio si era dedicata esclusivamente a recensire libri per la New York Times Book Review e ad alimentare un’importante produzione saggistica di stampo filosofico, che ha probabilmente in The Death of Adam: Essays on Modern Thought il suo capitolo più alto.

Americana/3: Due romanzi di guerra

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È in libreria per minimum fax Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea: in questa rubrica settimanale Luca Briasco ci racconta i dieci titoli rimasti fuori dai quaranta selezionati per il libro. Qui le puntate precedenti.

Il 2012 è stato un anno di svolta per la narrativa americana: nel giro di pochi mesi sono usciti due romanzi che hanno conquistato l’attenzione della critica e accumulato elogi: ambedue finalisti del National Book Award e vincitori di molti altri, importanti premi letterari, erano tra i favoriti per la conquista del Premio Pulitzer per il 2013, ma i giurati, come accade ormai da qualche anno, li hanno ignorati, conferendo l’alloro a un’opera straordinaria quanto “fuori dagli schemi” come Il signore degli orfani, di Adam Johnson.

Matthews, Fidel e il New York Times

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«Fidel Castro, il ribelle, leader della gioventù di Cuba, è vivo e sta lottando duramente e con successo nell’aspra, quasi impenetrabile roccaforte della Sierra Maestra, nell’estremità meridionale dell’isola», recita l’incipit dell’articolo di Herbert Matthews, pubblicato dal New York Times il 24 febbraio 1957, che smentiva in modo clamoroso la morte di Castro e ne delineava la lotta.

Nel dicembre 1956, al contrario, si supponeva che Castro fosse stato ucciso insieme al fratello Raúl, colpiti subito allo sbarco sulla costa, e che i militari avessero i loro corpi. Almeno così riportava un dispaccio di United Press sul quale la corrispondente Phillips tentennò molto, e si spese invano per non farlo finire in pagina sul New York Times.

La passione di Herbert Lionel Matthews, uno dei corrispondenti esteri più influenti e controversi del XX secolo con alle spalle i campi di battaglia in Africa ed Europa, si era riaccesa per quello che stava avvenendo nell’isola caraibica. Aveva l’urgenza di andare a vedere con i propri occhi laggiù, oltre i 144 chilometri che separano Cuba dagli Usa, muovendosi dall’ufficio spazioso al decimo piano del Times Building a New York. Molto vicino e coccolato dall’editore Arthur Hays Sulzberger, dopo una vita al fronte, dal 1950 ricopriva il ruolo di editorialista, e ne approfittava per viaggiare e scrivere senza fretta. Nei diciassette anni successivi si occupò soltanto del Centro e dell’America Latina.

Americana/2: Toni Morrison

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È in libreria per minimum fax Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea: in questa rubrica settimanale Luca Briasco ci racconta i dieci titoli rimasti fuori dai quaranta selezionati per il libro. Qui la prima puntata.

Nella prefazione ad Amatissima, il suo quarto romanzo e probabilmente il suo capolavoro, pubblicato nel 1987 e premiato l’anno successivo con il Pulitzer (in Italia, uscito per Frassinelli nella traduzione di Giuseppe Natale), Toni Morrison racconta il processo di genesi del libro, preceduto dalla decisione di allontanarsi dal lavoro di editor (svolto per la prestigiosa Random House, con la pubblicazione di voci fondamentali della letteratura afroamericana: scrittrici come Toni Cade Bambara e Gayl Jones e grandi personalità come Angela Davis e Muhammad Ali) per dedicarsi interamente alla narrativa, e culminato nella riscoperta della storia di Margaret Garner, “una giovane madre che, dopo essere sfuggita alla schiavitù, fu arrestata per aver ucciso la figlia (e aver cercato di uccidere anche gli altri figli) pur di non farla tornare nella piantagione”.

Le vie dei festival per i devoti psytrance

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Questo pezzo è uscito su Pagina99, che ringraziamo. * * * Hai perso i tuoi amici, la tua ragazza: ti sei distratto un attimo e non li vedi più. Provi a chiamare il nome di lei, si perde nel plasma sonoro ad altissimo volume in cui sei immerso. Ti volti, un vecchio con tilaka shivaita […]

Anna e suo fratello

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Dopo esserci occupati della nuova traduzione di Anna Karenina, torniamo sul capolavoro di Lev Tolstoj con un pezzo di Filippo Belacchi. È possibile ascoltare la lettura dell’articolo cliccando su questo link.
“Le famiglie felici si somigliano tutte, le famiglie infelici lo sono ognuna a suo modo”. Questo, il primo lapidario paragrafo di Anna Karenina. Si entra passando sotto questa frase come fosse scolpita sopra la porta del romanzo.

Poi, con una prosa che sembra cinema si comincia: “Casa Oblonskij era sottosopra”. La moglie ha scoperto la tresca tra suo marito e l’istitutrice francese e non esce dai suoi appartamenti, il marito è rincasato dopo tre giorni, la servitù è allo sbando e i figli, frastornati, scorrazzano per le stanze. La penna scivola ancora per avvicinarsi all’artefice di questo pasticcio, Stiva Oblonskij, il fedifrago. Sdraiato sul divano dello studio si sta risvegliando da un sogno; non dorme soltanto, importante questo dettaglio, ma sogna.

Senza garantismo non esiste la politica, ovvero l’infinita fase adolescenziale dei Cinquestelle

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di Christian Raimo La giornata romana di ieri, al contrario di quanto forse appare, è stata l’ennesima ingiustificabile giornata della crisi adolescenziale di un movimento 5stelle che non sembra in grado di entrare in una fase adulta. Di fronte alle critiche e agli attacchi dell’opposizione e della stampa, ma anche soltanto di chi ha votato […]

Raccontare la vita reale: la tv senza redenzione

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Questo pezzo è uscito su La lettura del Corriere della Sera, che ringraziamo.

“Com’è carino” dice la piccola Rose, sette anni, di fronte al coniglietto sulla strada. “Anche molto fresco” osserva il padre. Poi accorrono gli altri, i fratellini di Rose, e lei: Vicky Madison, quarantadue anni, la madre. Vicky risparmia su tutto: casa, vestiti, cibo. Intendiamoci però: lei ai suoi bambini non fa mancare niente, i bambini devono mangiare carne.

Ecco allora i Madison girare per le strade del Connecticut alla ricerca di animali, perché loro mangiano sì carne, ma di animali investiti. Con il coniglio di oggi faranno una cena coi vicini di casa, una specie di piccola festa, che bello mamma! Non solo: con le zampe del coniglio Vicky crea quattro portachiavi, e dalla pelle ricava una borsetta con frange. “è stupenda” esulta la piccola Rose mettendosi la borsetta a tracolla, e volteggiando nel salone vuoto, qui si risparmia anche sull’arredamento. è stupenda, continua la bambina roteando su se stessa.

L’incomprensibilità del mondo: la poesia di William Blake

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Il 12 Agosto è ricorso l’anniversario della scomparsa, nel 1827, di William Blake. Ricordiamo il poeta inglese con un pezzo di Adriano Ercolani e due illustrazioni inedite di Tuono Pettinato e Manuelle Mureddu. Tuono Pettinato ha rappresentato il poeta sconvolto dalle sue proverbiali visioni, ironizzando sul luogo comune del poeta “pazzo”. Manuelle Mureddu mostra invece l’altro aspetto interiore del poeta, l’estasi innocente del mistico, rifacendosi ai versi de Il Pifferaio.

Poeta, pittore e incisore, Blake è stato uno dei più illuminanti filosofi dell’era moderna, se conferiamo al termine il valore etimologico di “amico/amante della Sapienza”, e non quello post-illuminista di philosophe (indagatore scientifico-razionale del reale).