E pluribus unum: la lezione di Javier Cercas sull’Europa

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L’Europa. Molti mesi fa, tramite l’editore Guanda, abbiamo invitato Javier Cercas ad aprire la XXXI edizione del Salone del Libro di Torino con una lectio sull’Europa. Cercas ha accettato l’invito e ha letto il suo intervento lo scorso 10 maggio, davanti a diverse centinaia di persone, tra cui i presidenti di Senato e Camera. Poiché il discorso pubblico […]

Donne, madri, dee: la mostra al museo archeologico di Udine

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Fino al 22 Aprile al Mueo Archeologico di Udine, situato nel Castello di gaddiana memoria, c’è una mostra straordinaria (purtroppo non pubblicizzata a dovere): Donne, Madri, Dee, esposizione di grande rilevanza scientifica e antropologica sul culto paleolitico della Grande Madre.

Una galleria di immagini e suggestioni che segue l’evoluzione del culto del Sacro Femminino nell’arco di 40.000 anni, dalla Venere di Savignano all’Arte Contemporanea.

Il genio di Pablo Picasso in una serie

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Come distinguere l’artista dall’arte? Prendiamo Picasso, per esempio: opere e vita. Dopo Albert Einstein, è stato scelto come protagonista della seconda stagione della serie tv “Genius”, prodotta da Brian Grazer e Ron Howard, e in onda ad aprile su National Geographic (canale 403 di Sky). Le riprese sono iniziate lo scorso ottobre a Parigi, per poi passare a Malaga e Barcellona, e terminare in queste settimane – gli interni e pochi esterni – in Ungheria, nei sempre più gettonati (dal cinema e dalla televisione) Korda Studios di Budapest.

“Essere-presenti-scomparendo”: l’arte italiana e la dimensione del fuori

Eugenio Tibaldi, Questione d'appartenenza 03 (2015), dettaglio_courtesy l'artista e Galleria Umberto Di Marino, Napoli

Questo pezzo è uscito sul n. 100 di Espoarte, che ringraziamo. (Immagine: Eugenio Tibaldi, Questione d’appartenenza 03 (2015), dettaglio_courtesy l’artista e Galleria Umberto Di Marino, Napoli).

Contro un’ostentazione del Sé individuale e collettivo che maschera fragilità incorreggibili, è forse il caso di praticare definitivamente un’arte del nascondimento, sapere mimetizzarsi, confondersi con il terreno e con il contesto di riferimento, cercare il limite in cui un’opera smette di funzionare in quanto tale per entrare nello spazio della vita – poi torna indietro, non contenta – provare ad attraversare e riattraversare questo confine, continuamente.

Spaesamenti. Seconda parte della conversazione tra Giorgio Vasta e Conor Stechschulte

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Pubblichiamo la seconda parte del dialogo tra Giorgio Vasta e Conor Stechschulte, protagonista del nuovo fumetto americano di cui è appena uscito in Italia il graphic novel I dilettanti (001 Edizioni). L’incontro si è svolto il 24 novembre 2017 nella libreria Modo Infoshop di Bologna, nel programma di BilBOlbul – Festival Internazionale di Fumetto. Occasione del dialogo è stata la mostra la mostra Il peso dell’acqua, prima personale europea dell’autore, che sarà visitabile in versione accresciuta a Roma, presso lo Studio Pilar, dal 2 marzo 2018. Qui la prima parte.

Hokusai all’Ara Pacis: tra vilipendio e stupore

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In occasione dell’imminente mostra “Giappone. Storie di amore e di guerra”, che si svolgerà a Bologna, a Palazzo Albergati (dal 21 marzo al 29 luglio 2018), ospitiamo una retrospettiva della rassegna capitolina su Hokusai ospitata dall’Ara Pacis, conclusa da poco.

di Chiara Babuin

L’uomo si è organizzato in comunità/società, per difendersi dalla Natura, senza la quale, però, era ben conscio non sarebbe potuto esistere: “l’Uomo è un essere biologico e contemporaneamente un individuo sociale”, diceva Levi Strauss. Inizialmente, il primato della Natura sull’Uomo era qualcosa che nessuno – all’interno di una comunità – avrebbe messo in dubbio; di fatto, il concetto di Sacro nasce proprio come sommo aggettivo riferito alla Natura e alla sua potenza, che riesce tanto a sostentare l’uomo, quanto a distruggere le sue opere e la sua stessa vita.

Pink Floyd: la grande esibizione

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Ieri mattina sono andato in via Nizza, una strada ben asfaltata tra viale Regina Margherita e piazza Fiume, a Roma. Al civico 138 c’è il Macro, il Museo di Arte Contemporanea, e si dà il caso che era in programma la conferenza stampa di The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains, la mostra sulla più interstellare tra le band inglesi. A Londra, dove ha esordito, è stata un successone. A officiare l’evento sono annunciati Roger Waters e Nick Mason, che non hanno bisogno di presentazioni.

Eternal life. La riscoperta di William Blake

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Desta senza alcun dubbio sorpresa, e anche una certa fierezza, notare come a guidare il rinato interesse internazionale per l’opera di William Blake ci siano artisti e intellettuali italiani.

Dopo l’evento Blake in Rome del 2016 (di cui abbiamo parlato qui), l’associazione Inner Peace in occasione dell’anniversario della scomparsa del poeta, ha organizzato il 28 Novembre scorso una giornata dedicata alla meditazione sull’opera del poeta che ha coinvolto più di 18.000 studenti in tutti i quartieri di Londra.

La dura battaglia degli Etruschi: tra le meraviglie di Vulci

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

VULCI. Se vivessimo in un Paese normale, governato anche solo con minima lungimiranza, da queste parti, fra il monte Amiata e il Tirreno, fra l’Uccellina e il fiume Arrone, si rivivrebbero i fasti di quasi tremila anni fa. Tesori sotterranei verrebbero alla luce, frotte di visitatori arriverebbero da tutto il mondo e il vero oro su cui camminiamo ancora incoscienti brillerebbe nella massa di forze lavoro richiamate sul campo. Decine di archeologi vivrebbero da queste parti e, insieme a loro, storici dell’arte, geometri, muratori, restauratori, antropologi, studiosi e mano d’opera di ogni genere.

Suggestioni: il naufragio di Hirst e i suoi enigmi

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Con questo pezzo chiudiamo la serie dedicata alla mostra veneziana di Damien Hirst. Qui la prima parte e qui la seconda.

di Daniele Capuano

Queste note richiedono una giustificazione. Anzitutto per il loro carattere frammentario e casuale, di amplificazione immaginativa piuttosto che di recensione/commento, dovuto all’oroscopo del loro concepimento: sono state scritte da uno che prima conosceva solo il nome di Damien Hirst, e che ha dissipato appena un lembo della propria ignoranza ai margini di una splendida cena tra amici. Invece del dessert, cortesemente rifiutato a seguito di un pasto abbondante e felice, Adriano Ercolani mi ha portato, con ampi gesti cerimoniali, l’impressionante catalogo della mostra veneziana, che lui stesso e Chiara Babuin hanno già commentato in modo squisito e penetrante.