Pink Floyd: la grande esibizione

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Ieri mattina sono andato in via Nizza, una strada ben asfaltata tra viale Regina Margherita e piazza Fiume, a Roma. Al civico 138 c’è il Macro, il Museo di Arte Contemporanea, e si dà il caso che era in programma la conferenza stampa di The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains, la mostra sulla più interstellare tra le band inglesi. A Londra, dove ha esordito, è stata un successone. A officiare l’evento sono annunciati Roger Waters e Nick Mason, che non hanno bisogno di presentazioni.

Eternal life. La riscoperta di William Blake

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Desta senza alcun dubbio sorpresa, e anche una certa fierezza, notare come a guidare il rinato interesse internazionale per l’opera di William Blake ci siano artisti e intellettuali italiani.

Dopo l’evento Blake in Rome del 2016 (di cui abbiamo parlato qui), l’associazione Inner Peace in occasione dell’anniversario della scomparsa del poeta, ha organizzato il 28 Novembre scorso una giornata dedicata alla meditazione sull’opera del poeta che ha coinvolto più di 18.000 studenti in tutti i quartieri di Londra.

La dura battaglia degli Etruschi: tra le meraviglie di Vulci

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

VULCI. Se vivessimo in un Paese normale, governato anche solo con minima lungimiranza, da queste parti, fra il monte Amiata e il Tirreno, fra l’Uccellina e il fiume Arrone, si rivivrebbero i fasti di quasi tremila anni fa. Tesori sotterranei verrebbero alla luce, frotte di visitatori arriverebbero da tutto il mondo e il vero oro su cui camminiamo ancora incoscienti brillerebbe nella massa di forze lavoro richiamate sul campo. Decine di archeologi vivrebbero da queste parti e, insieme a loro, storici dell’arte, geometri, muratori, restauratori, antropologi, studiosi e mano d’opera di ogni genere.

Suggestioni: il naufragio di Hirst e i suoi enigmi

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Con questo pezzo chiudiamo la serie dedicata alla mostra veneziana di Damien Hirst. Qui la prima parte e qui la seconda.

di Daniele Capuano

Queste note richiedono una giustificazione. Anzitutto per il loro carattere frammentario e casuale, di amplificazione immaginativa piuttosto che di recensione/commento, dovuto all’oroscopo del loro concepimento: sono state scritte da uno che prima conosceva solo il nome di Damien Hirst, e che ha dissipato appena un lembo della propria ignoranza ai margini di una splendida cena tra amici. Invece del dessert, cortesemente rifiutato a seguito di un pasto abbondante e felice, Adriano Ercolani mi ha portato, con ampi gesti cerimoniali, l’impressionante catalogo della mostra veneziana, che lui stesso e Chiara Babuin hanno già commentato in modo squisito e penetrante.

Bononi a Ferrara: un risarcimento necessario

San Girolamo Guercino

di Licia Vignotto

Una mostra necessaria: a Ferrara è stata inaugurata sabato 13 ottobre la monografica dedicata a Carlo Bononi, pittore seicentesco di indiscusso talento ma sconosciuto ai più, schiacciato tra la fama di Ludovico Carracci e del Guercino, scivolato in fondo ai cataloghi di storia dell’arte come spesso succede a chi lavora a cavallo di epoche, stili e tradizioni diverse.

Una mano che merita di essere conosciuta e studiata perché interpreta in modo innovativo e supera le tradizioni: accoglie le anatomie muscolari veicolate da Michelangelo, le pesanti ombre di ascendenza caraveggesca e il cromatismo acceso di Dosso Dossi, inserisce il paesaggio dei veneti in scene fortemente drammatiche e teatrali, che anticipano il barocco. Una mano che esprime il proprio talento e la propria irriducibile identità soprattutto nell’empatia, nell’emozione vivida e non filtrata, quasi plateale, che permea le opere, davanti alle quali lo spettatore è invitato a fare un passo avanti, a inserirsi in prima persona tra i protagonisti della rappresentazione.

Il naufragio nel tempo della sua irriproducibilità sacrale: introduzione alla mostra di Damien Hirst

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La mostra Treasures from the Wreck of the Unbelievable di Damien Hirst rappresenta senza dubbio un evento straordinario nel mondo dell’Arte Contemporanea. Terminata l’esposizione, abbiamo chiesto a tre nostri collaboratori, Adriano Ercolani, Chiara Babuin e Daniele Capuano, di approfondire alcuni dei molteplici livelli di lettura di un progetto che, al di là dei giudizi, farà discutere ancora per anni. Buona Lettura!
“La mostra è come una storia del mondo in cento oggetti”.

Tracce di Bene

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Dopo essere stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, questa sera debutta su Sky Arte il documentario di Giuseppe Sansonna su Carmelo Bene. Questo articolo è uscito su Robinson  – La Repubblica di Nicola Lagioia “Sono un anarchico. Sono fuori da ogni problema politico. Credo negli uomini, i cittadini mi fanno schifo. I ministeri mi fanno […]

Urban Nation di Berlino, Il museo impossibile

Urban Nation, Museum of Urban and October 01, 2017.   
#UrbanNation #UrbanNationBerlin #MuseumofUrbanAndContemporaryArt #streetart #urbanart #Bülowstrasse @urbannationberlin @pixelpancho       
photo by Nika Kramer

di Maria Vittoria Baravelli

Lo scorso 16 settembre è stato inaugurato a Berlino Urban Nation, il primo museo al mondo interamente dedicato alla Street Art.

Il museo, sorto nel quartiere di Schöneberg in Bülowstraße 7, rappresenta un punto di riferimento per artisti, appassionati d’arte, berlinesi e turisti e mostra uno spaccato della scena artistica internazionale. E anche se l’idea di racchiudere all’interno di un enorme spazio espositivo opere tendenzialmente pensate en plein air, potrebbe sembrare alquanto ossimorica, in realtà non lo è affatto. Perché la street art ha un evidente bisogno di stabilizzarsi dato il suo carattere estremamente impermanente. Lo dimostrano i tantissimi murales ed opere cancellate nel tempo, da Keith Haring a Banksy, da Jean-Michel Basquiat fino ad arrivare ad Eduardo Kobra.

Il profeta Elia tra le fiamme

1_Atene, 7 aprile 2017

Atene, 5-6 aprile. Grandi viali bui, palazzi semidistrutti (in cui la gente vive dietro le persiano inchiodate da assi di legno, le finestre senza vetri e i muri smangiati) che sembrano usciti fuori da Baghdad o da un film d’animazione di Katsuhiro Ōtomo; una società frammentata, frantumata, sottoposta nell’ultimo decennio a una pressione enorme; eppure, nonostante questo – a dispetto di questo – anche una grande piacevolezza di vita: il Museo Bizantino è pieno di bambini e di ragazzini vocianti, dai movimenti che guizzano, e di icone silenziose: mille anni di storia – che, tanto per dire, a Istanbul (Costantinopoli) vengono di fatto elusi e rimossi con grande nonchalance – si dispiegano qui, in un allestimento molto curato e cristallino, con naturalezza e spontaneità.

I meme sono l’arte della classe disagiata

classe disagiata

Questo articolo è il testo dell’intervento di Vittorio Parisi al Seminario sulla Classe Disagiata di Parigi. (Immagine in apertura: Ⓒ Bispensiero feat. Théodore Géricault)

di Vittorio Parisi

L’arte per tutti

«Domani il numero degli aspiranti all’arte sarà prodigiosamente accresciuto perché la professione artistica sarà ancora considerata attraente, distinta e in molti casi redditizia.»

Così scriveva un Eugenio Montale profetico e vagamente atrabiliare, nel 1957, in un breve saggio intitolato L’arte per tutti, e incluso in Auto da fé, raccolta di oltre novanta articoli firmati tra il 1925 e il 1966, e dedicati al ruolo dell’arte nella società italiana ed europea. Sessant’anni più tardi non è difficile constatare come il numero degli aspiranti artisti sia effettivamente aumentato, che il pubblico sia per lo più una «sterminata massa […] di artisti in atto e in potenza», e che l’immagine dell’artista di successo continui a godere di un evidente prestigio sociale. Il tutto, naturalmente, a discapito dell’arte, secondo Montale «sempre più libera, in realtà sempre più imbrigliata da mode, tendenze, influssi di critici e di cenacoli, necessità di collocamento della “merce” prodotta».