La nuova cittadinanza

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Questo pezzo è uscito sull’ultimo numero de Lo Straniero.

Sull’ultimo numero di “Tempo presente”, la rivista diretta di Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte tra il 1956 e la fine del 1968, Silone scrisse un editoriale di commiato, sotto forma di racconto, intitolato Temi per un decennio.

Il decennio a cui Silone si riferiva era quello futuro, non quello passato, che pure era stato cruciale, in Italia e nel mondo. Nel decennio successivo, quello in cui “Tempo presente” non ci sarebbe più stato, uno dei temi centrali su cui riflettere per Silone sarebbe stato l’acuirsi delle contraddizioni interne al mondo comunista.

Il grande romanzo delle città italiane

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Questo pezzo è uscito su Repubblica, che ringraziamo.

«E il viaggiatore d’oggi può predisporsi a esplorare gli angoli paesaggistici più riposti e intatti che ci siano in Italia, risalendo la Valnerina verso i mitici monti della Sibilla». A leggerle oggi queste parole di Attilio Brilli mettono i brividi: ci voleva un terremoto devastante per svelarci, e contemporaneamente rubarci, l’altra faccia del nostro Paese.

Restituire l’Italia agli italiani attraverso lo sguardo dei più celebri visitatori è esattamente il progetto de Il grande racconto delle città italiane (il Mulino 2016), un libro sontuosamente illustrato e magnificamente scritto da uno dei più profondi conoscitori della letteratura di viaggio europea dell’età moderna.

Era il 1858 quando Carlo Cattaneo scrisse che «la città è l’unico principio per cui possano i trenta secoli delle istorie italiane ridursi a esposizione evidente e continua»: i resoconti dei viaggiatori che Brilli seleziona, antologizza e monta in una narrazione avvincente rendono visibile questa intuizione, almeno per il tratto che va dal Settecento fino quasi all’oggi. E, anche grazie al sostegno dello sceltissimo apparato iconografico, questi testi rari e preziosi vengono offerti in nutrimento a nuovi, moderni visitatori decisi a non arrestarsi alla superficie dei «grandi attrattori turistici».

Un patologico culto della morte

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Un camion lanciato a tutta velocità nella folla tocca le paure più profonde (Duel, La macchina infernale, Convoy…), un autista nascosto che cerca zigzagando di impattare quanti più corpi possibile è una versione impazzita di Grand theft auto. È assurdo e stupido scandire: Non facciamoci prendere dalla paura. Se non ho paura di questo, cosa […]

Ho aperto un videomessaggio dell’Isis e vi racconto cosa ho pensato

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di Martina Testa (Questo articolo è stato aggiornato l’11 agosto 2015.) Verso le 14 di ieri il sito dell’Accademia della Crusca, hackerato ore prima da un militante dell’ISIS, è tornato alla normalità. Non so se sia stato il primo caso di attacco hacker di fondamentalisti islamici a un sito web culturale italiano; sicuramente è stato […]

Twitter e kalashnikov: la propaganda jihadista

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Questo pezzo include e assembla, rivisitati, alcuni articoli usciti su Pagina 99 e il manifesto.

Kabul/Roma

C’era una volta, nell’Emirato islamico d’Afghanistan, un uomo di nome Wakil Ahmed Muttawakil,  un mullah con qualche chilo di troppo, la barba lunga e folta, gli occhiali dalla montatura pesante. Già portavoce e consigliere personale del leader dei Talebani mullah Omar, mullah Muttawakil è stato l’ultimo ministro degli Esteri del governo degli “studenti coranici”, prima che gli americani decidessero di rovesciarlo con i B-52. Mullah Muttawakil era temuto e rispettato in tutto il paese, ma ancora oggi qui a Kabul si racconta che nel suo ufficio nascondesse con timore un televisore e – peccato ancor più grande agli occhi della polizia religiosa – una parabola satellitare sul tetto. Mullah Muttawakil voleva aggiornarsi, ma contravveniva alle regole che il suo governo imponeva agli afghani: niente film e televisione, una sola emittente radiofonica, La voce della Sharia, per spiegare ciò che era giusto e ciò che era sbagliato.

La comicità è violenza

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Questo pezzo è riuscito su Internazionale. di Christian Raimo L’altroieri sera sono andato all’Auditorium di Roma per vedere Leo Bassi, il comico francese, per me leggendario. Ha fatto uno spettacolo a metà tra la confessione e la performance situazionista. Ha cominciato raccontando la sua infanzia: la sua vocazione di artista che ha scoperto a sette […]

Ridicoli

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di Saverio Raimondo Diceva Lenny Bruce che la satira è “tragedia + tempo” – e, ha aggiunto lo stand up comedian Simon Amstel di recente, “+ battute”. Quindi mettiamola così: è un po’ troppo presto perché si possa (si riesca?) a fare delle battute su quello che è successo oggi a Parigi, alla redazione del […]

Banda di coglioni

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di Charb Peins un Mahomet glorieux, tu meurs. Dessine un Mahomet rigolo, tu meurs. Gribouille un Mahomet ignoble, tu meurs. Réalise un film de merde sur Mahomet, tu meurs. Tu résistes à la terreur religieuse, tu meurs. Tu lèches le cul aux intégristes, tu meurs. Pends un obscurantiste pour un abruti, tu meurs. Essaie de […]

Il caso Stamina, i media italiani, e i danni che fa Davide Vannoni

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di Christian Raimo Uno degli ultimi giorni prima di Natale che ho fatto lezione a scuola, in quarto scientifico, ho parlato del caso Stamina, l’ho fatto – credo – anche per una sorta di senso di colpa o senso del dovere, lo stesso che mi ha spinto a assegnargli come libro da leggere per le […]