Il secolo asiatico: intervista a Parag Khanna

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Pubblichiamo un articolo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

Parag Khanna, classe 1977, esperto di relazioni internazionali, è considerato tra gli strateghi geopolitici più influenti del mondo. Dopo volumi importanti come I tre imperi, Connectography e La rinascita delle città-Stato, la casa editrice Fazi un anno fa ha portato nelle librerie italiane l’ultimo lavoro dello studioso indiano dal titolo Il secolo asiatico. In queste settimane Khanna segue l’evolversi della crisi legata alla pandemia, fornendo numerose e interessanti analisi e scenari dalla prospettiva asiatica.

Tu quoque, albanese, fili mihi? Lezioni di memoria da Edi Rama

di Stela Xhunga

Neanche un libro. Dal discorso del 28 marzo, Edi Rama ha continuato a parlare via Skype alle televisioni italiane, evitando di farsi ritrarre con la biblioteca alle spalle come fanno invece i politici di (s)fiducia. Beato chi si fa intervistare senza libri alle spalle perché significa che forse li legge davvero. Pittore, scrittore, giornalista, professore universitario, rampollo di una famiglia di intellettuali, Edi Rama è quel che si dice un radical chic, globalista ed ecologista. Da anni si aggira ai summit mondiali in scarpe da tennis ma in Italia nessuno ci aveva ancora fatto caso, nonostante i suoi due metri (e due centimetri) di altezza. Tu quoque, albanese, fili mihi, colto, radical chic e pure sexy? Ebbene sì, sconcerto e stupore tra le casalinghe di Voghera.

Con l’avvento della democrazia, l’edilizia comunista, che dei suoi palazzi popolari alti cinque piani, intonaco in bellavista, aveva eretto a simbolo della fierezza del popolo albanese, apparve improvvisamente anacronistica, quindi Edi Rama, allora Sindaco di Tirana, pensò bene di gettarci vernice sopra.

La crisi della crisi dell’editoria

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Photo by Cristina Gottardi on Unsplash

di Emanuele Giammarco

C’è una cosa che, fra tutte, è senza dubbio più in crisi di ogni altra: il concetto stesso di crisi. Basterebbe guardare la definizione sul dizionario per farsi due domande. Quale che sia la sfera semantica in cui ci muoviamo si parla di «rapida caduta», «breve durata», «insorgenza improvvisa», «breve e violento accesso di uno stato emotivo», eppure non mi pare di aver vissuto un solo momento nella mia vita da «adulto» che non abbia contemplato uno scenario a-critico. Nel 2013, quando mi sono affacciato al mondo editoriale per la prima volta, l’allora tutor del Master che mi accingevo a frequentare mi aveva ripetuto talmente tante volte la parola «crisi» che a un certo punto si era dovuta fermare, ricordandosi che in teoria il suo lavoro consisteva nel convincermi a entrare nel settore dei libri. «Il settore è in crisi» è un mantra, un ritornello che da allora mi ripeto continuamente, anzi, che ho quasi bisogno di sentire per stare più tranquillo. In questi giorni la fenomenologia della crisi ha assunto il suo stadio contemporaneo, la sua ultima incarnazione a forma di corona. Che io sappia però, che mi abbiano raccontato fin qui, la crisi c’era anche a febbraio, e pure un anno fa, e già nel 2013, quando in quel Master alla fine ho deciso di entrarci, ammaliato da quella sponsorizzazione così eloquente della tutor. Una crisi che era, per l’appunto, crisi della crisi.

Malattia

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di Marco Mantello Gli esperti hanno scoperto una malattia che non causa problemi al cuore si manifesta in condizioni stabili di benessere fisico e sanità mentale il solo sintomo conosciuto è la felicità ma sovente è associata con la bellezza e un feroce desiderio di libertà Non esiste ancora un farmaco per curarla profilassi testate […]

Stare in casa: l’estensione della lotta al tempo dei vecchi e dei giovani

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Si dice, si ripete e perfino si rassicura che a morire sono, saranno per lo più i vecchi: per la grossa maggioranza la mattanza da Coronavirus riguarderà i corpi e l’anima debilitata degli anziani, uomini in particolare. E non si capisce perché questo dovrebbe da un lato essere un sollievo e ancor meno una novità. […]

Diario critico di una scuola a distanza

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Photo by Feliphe Schiarolli on Unsplash

di Luca Lòtano

20 marzo 2020

Non sono mai stato molto bravo a riparare le cose, che sia un rubinetto, una camera d’aria o una presa della corrente. E ogni volta che ci provo mi torna in mente la frase di un amico: “non perdere tempo con strumenti sbagliati, cerca prima lo strumento giusto”.

Nient’altro che le nostre mani vuote – il dono di questi giorni infetti e fuori sesto

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(fonte immagine)

O meraviglia, che si possa far dono
di ciò che non si possiede, o dolce
miracolo delle nostre mani vuote!
Georges Bernanos

Sono tempi infetti e fuori sesto. E così, costretto a casa da questa quarantena, aggirandomi tra le mie stanze come il fantasma di me stesso, per evitare il più cieco sconforto mi trovo a pensare che in fondo a tutto questo isolamento ci deve essere qualche dono.

E se è vero che oggi «il mondo è un dente strappato», e l’ennesima diramazione dei bollettini della Protezione Civile sembra confermarlo, ugualmente, nella stessa poesia, Amelia Rosselli ci invita a «non stancarsi mai dei doni».

Pensare di non riuscire a pensare

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La reclusione da pandemia, in molti lo hanno sottolineato, potrebbe essere rovesciata in un momento prezioso di studio e scrittura. Chi lavora nel mondo culturale può beneficiare di una condizione per certi versi insperata, dedicandosi a lavori da concludere o iniziare.

Eppure sembra che per molti tutto questo non avvenga. Che la concentrazione sia diventata un miraggio. Che manchi la voglia. Come mai? La spiegazione più ovvia è l’allerta costante in cui stiamo vivendo, l’ansia con cui si aspetta il bollettino delle 18 della protezione civile per sapere se la situazione migliora, l’apprensione per i parenti più anziani o per chi è solo, i confronti con i colleghi del proprio settore lavorativo per cercare di capire quanto tutto questo impatterà sulle nostre economie, quali imprese chiuderanno, fino a quando riusciremo a resistere con quello che c’è oggi sul conto in banca.

Filosofare: tra quattro mura usare il pensiero per uscire

prendiamolaconfilosofia

Nasce “Prendiamola Con Filosofia”, festival digitale che si terrà il prossimo 21 marzo 2020: in diretta streaming su www.PrendiamolaConFilosofia.it si parlerà di solidarietà, educazione civica, sentimentale e digitale in una staffetta che vedrà alternarsi alcuni dei nomi più importanti del panorama filosofico e culturale italiano. Da Umberto Galimberti – che terrà una lectio – a Alessandro Baricco, […]

Il papillon slacciato dell’ambizione: arriva la primavera ancora non ce ne siamo accorti

coronavirus, ambizione

Fotttuti, non c’è altro da dire. Mentre il paese viene attraversato dal vuoto tondo e angosciante delle sirene delle ambulanze che corrono per le strade deserte, mentre medici e infermieri lottano riempiendo le loro giornate e mentre le nostre di giornate si svuotano ora dopo ora. E ora dopo ora le nostre settimane si impoveriscono […]