Gli agenti letterari

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Giulio Milani segnala una sua microstoria degli agenti letterari, dal nuovo blog letterario della collana Wildworld di Transeuropa https://www.wildworld.cloud/ La foto allegata al pezzo è di Michela Bin *** Gli agenti letterari di Giulio Milani Gli agenti letterari, nel nostro paese, si sono diffusi con più forza soprattutto a partire dagli anni novanta e per […]

Emanuele e Antigone – su “Emanuele nella battaglia” di Daniele Vicari

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I fatti, già dopo la prima sentenza di mezza estate, sono davvero semplici: una sera, un ragazzo di 20 anni muore, massacrato da un gruppo enorme di conterranei. Il ragazzo non ha fatto niente, ma davvero niente – se non dire a un tizio strafatto di piantarla di spintonarlo al bancone del club dove stanno. Dove stanno tutti.

Daniele Vicari di solito fa il regista: film di finzione (Velocità massima, L’orizzonte degli eventi, Il passato è una terra straniera), documentari (Il mio paese, La nave dolce), e opere che definire di ‘finzione’ fa sorridere amari (DiazSole cuore amore). Qui per la prima volta scrive e interpreta con le parole le immagini che gli fluttuano in testa da quando,un mattino del marzo 2017, ha collegato un diluvio di lanci d’agenzia alla figura di un ragazzo sveglio, gioviale, che veniva a caccia dalle sue parti: Emanuele Morganti.

Il mercato della voracità – Frammenti di un discorso politico tra una pizza veloce e un lentissimo gelato

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Photo by Tim Mossholder on Unsplash

Sono lì, sto per finire la mia marinara doppio aglio e doppio origano, mentre il mio amico sta ancora parlando con una fetta ben arrotolata sulla punta delle dita. Si potrebbe dire del modo in cui ciascuno affronta le cose osservando il modo in cui affronta la pizza. C’è chi non ti guarda nemmeno e concentrato sul piatto procede come eseguendo un compito delicato. C’è chi la taglia in quattro e con quella precisione di croce spera di controllare il destino, chi scarta la periferia credendo di avere colto il meglio, chi si ferma ogni fetta, chi si perde a parlare e ti viene da dirgli che si fredda, chi voracemente ha già finito e tu sei ancora lì al primo spicchio.

Una nota amara sulla Risoluzione del Parlamento europeo

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Riceviamo un contributo di Massimo Amato, professore di Storia economica e del pensiero economico all’università Bocconi di Milano.

di Massimo Amato

Ci ho messo un po’ a vincere la repulsione, ma alla fine ce l’ho fatta, e ho letto il testo integrale della Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019. Come molto probabilmente non si sa, il testo è stato “blindato” da riunioni dei gruppi parlamentari e trasmesso ai deputati solo un’ora prima della votazione, che peraltro lo ha approvato a larghissima maggioranza.

Da ex candidato a quel Parlamento mi sono chiesto che cosa avrei fatto se fossi stato eletto e fossi stato là. Ebbene, né il voto contrario né l’astensione mi sarebbero bastati, poiché in qualche modo essi avrebbero ancora legittimato l’operazione rappresentata della Risoluzione.

Glossario minimo sul “fine vita”

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di Marco Mantello Cari lettori abituali di questo sito, Cari operatori culturali e giornalisti uniti dalla religione dei motori di ricerca, Certe letture online possono uccidere e me ne rendo conto, ma su alcuni profili del “fine vita” occorre essere consapevoli delle distinzioni di temi e problemi e quindi farsi delle idee, specie se si […]

I sentinelli – Che fretta c’era

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Oggi esce per Edizioni Tlon I Sentinelli. Che fretta c’era, a cura di Chiara Palumbo, che racconta la nascita e l’evoluzione de i Sentinelli, gruppo nato Milano, e presto diffusosi in tutta Italia, con un chiaro intento: essere i vigili custodi dell’antifascismo, dell’antirazzismo e soprattutto della laicità dello Stato. Vi presentiamo un testo inedito di Massimo Cirri (Caterpillar) originariamente destinato a introdurre il volume.

di Massimo Cirri

Eravamo lì, tra Bella Ciao e Maledetta primavera, e la questione di come metterle insieme.

Bella Ciao è Bella ciao: inno della lotta di Liberazione, canto definitivo, emblema di tutte le resistenze. Bella Ciao si canta con orgoglio a pieni polmoni nelle piazze piene, in tanti. O la intonano a volte in pochi, sommessamente: un gruppetto che non si piega. La cantano in tutto il mondo. Bella Ciao non si sa neanche chi l’abbia scritta e probabilmente i partigiani, lassù in montagna nell’inverno del ’44, non l’hanno mai cantata perché è arrivata dopo. Ma è diventata la scatola sonora che tiene dentro il prima e l’adesso. Una cosa densa e leggera, come deve essere una canzone. Bella Ciao è una canzone popolare.

Le chiavi di casa

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di Marco Mantello Me la ricordo come fosse oggi la prima volta che ricevetti le chiavi di casa.  Avevo nove anni e il consiglio di famiglia fu occupato per intero dalla cerimonia di investitura. Stavo in ginocchio sotto la tovaglia con un elmo di cartone e una spada di compensato e una croce rossa pennarellata […]

A proposito di Mao e della rivoluzione

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Manifesto, che ringraziamo.

di Simone Pieranni

Nel 1981 il partito comunista cinese giudicò l’eredità di Mao Zedong. Fu stabilito che il Grande Timoniere per il 70 percento avesse fatto cose buone e per il restante 30 percento cose meno buone. Pesarono sul giudizio il grande balzo in avanti e la rivoluzione culturale, il fatto che a capo del partito ci fosse Deng Xiaoping e che fossero appena cominciate le riforme e le aperture che avrebbero cambiato per sempre il paese.

Nonostante il peso di un 30 percento negativo, il pensiero di Mao Zedong rimase tra i principi fondamentali del partito comunista e della Costituzione cinese. Ancora oggi è così, così come il volto di Mao è ancora sulla facciata della Città Proibita a vegliare sulla Tiananmen.

Voci da Hong Kong

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Manifesto, che ringraziamo.

«Sono nata e cresciuta a Hong Kong. Devo dire che gli abitanti di questa città mi hanno sorpreso ogni minuto da quando è iniziato questo movimento. Siamo uniti e connessi, anche nelle nostre differenze. E anche in strada ci siamo evoluti, siamo diventati davvero acqua. Non ho davvero idea di come finirà questa protesta, ma ho chiara una cosa: adesso o mai più. La Cina prenderà provvedimenti per limitare ulteriormente la nostra libertà? Se vogliono schierare l’Esercito di liberazione popolare facciano pure, noi siamo qui».

Li abbiamo visti scorrere per le strade di Hong Kong ricoperti di ombrelli sotto la pioggia o vestiti di nero con elmetto giallo per proteggersi dai lacrimogeni. Li abbiamo visti rendere invisibile lo scheletro urbano di Hong Kong, ricoperto dalle loro sagome e dalle loro voci e muoversi tanto in centro quanto in periferia.

Perché “Conversazione nella Catedral” è una bussola anche per il XXI secolo

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Questo pezzo è uscito su “La Repubblica”, che ringraziamo. di Nicola Lagioia In che momento si era fottuta l’Italia? Nel 2019 compie cinquant’anni uno dei romanzi più importanti e attuali del secondo Novecento, Conversazione nella Catedral di Mario Vargas Llosa. Pubblicato per la prima volta in due volumi da Seix Barral, per imponenza, respiro, capacità […]