Le troiane

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di Valeria Parrella

È la seconda volta in pochi giorni che il ministro dell’interno di uno Stato democratico si libera della responsabilità di governare degli esseri umani. Nella vicenda Aquarius si è delegittimato della responsabilità di salvare delle vite umane: di accoglierle per poter poi decidere del loro bene. Nel caso di Saviano si è delegittimato della responsabilità di difendere un suo cittadino.

E pluribus unum: la lezione di Javier Cercas sull’Europa

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L’Europa. Molti mesi fa, tramite l’editore Guanda, abbiamo invitato Javier Cercas ad aprire la XXXI edizione del Salone del Libro di Torino con una lectio sull’Europa. Cercas ha accettato l’invito e ha letto il suo intervento lo scorso 10 maggio, davanti a diverse centinaia di persone, tra cui i presidenti di Senato e Camera. Poiché il discorso pubblico […]

Non bisogna dimenticare Soumaila Sacko e i braccianti sfruttati

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(fonte immagine)

di Miriam Aly

‘’È stato assassinato in un contesto politico’’, dice Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale immigrazione dell’Unione Sindacale di Base, commentando l’uccisione di Soumaila Sacko.

La sera del due giugno scorso il ventinovenne Soumaila Sacko è stato ucciso con una pallottola in testa, davanti una fabbrica abbondonata da 10 anni nella zona di San Calogero, l’ex Fornace, in provincia di Vibo Valentia. Quel giorno Soumaila si era spostato dalle baracche di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dove viveva, per raggiungere l’ex fabbrica insieme a due suoi compagni, Madiheri Drame e Madoufoune Fofana. Madiheri ha raccontato che a sparare loro quattro colpi di fucile è stato un uomo sceso da una Fiat Panda, che ha prima colpito Soumaila sulla tempia e poi ha puntato gli altri due, i quali sono stati feriti alla gamba e alla schiena. Soumaila è morto nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Polistena, lasciando una figlia di 5 anni.

Elementi di scienza politica

corriere

La mia generazione esiste non è affatto un`idea o un`astrazione non è nemmeno un`allucinazione triste nata un sabato pomeriggio a Ikea fra cataste bruciate di librerie Billy e una pallida riunione condominiale finita a ironie e strilli Le facce dei miei compagni di scuola erano bianco-verdi come le linee d`erba e le maglie del calcetto il […]

Servono costruttori di ponti, come diceva Alexander Langer, tra gli ebrei italiani

brigata

di Valerio Renzi

Passate le polemiche sul 25 aprile, le annunciate contestazioni alla Brigata Ebraica di Milano, e la cerimonia separata della Comunità ebraica romana nella capitale, per il secondo anno di fila lontana dall’Anpi che ha accusato di “non rappresentare i partigiani” e di consentire la presenza di bandiere palestinesi, vale la pena fare una riflessione sul rapporto tra le forze progressiste della società italiana e l’ebraismo italiano. Senza paracadute, senza dare più nulla per scontato.

Contro la libertà di abuso

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Pubblichiamo un pezzo uscito su L’Espresso, che ringraziamo (fonte immagine).

È accaduto anche a me. Quello che accade alle donne da tutta la storia. Sto parlando con un uomo, prendo parte alla discussione seduta a un tavolo di uomini, parlo a un’assemblea pubblica, quale che siano i rapporti di potere, se prendo parola, ancora, dopo anni di lotte, rivendicazioni, e rivoluzioni, come accade alle donne, posso non essere ascoltata, posso non essere vista, può succedere che quello che racconto non venga creduto, che la mia opinione non venga presa in considerazione, che la mia idea venga sottovalutata, copiata o scippata.

Basta una foto

GAZA

Riprendiamo un pezzo apparso sul blog Invisible Arabs.

di Paola Caridi

Una foto non basta. Eppure, per porsi dei dubbi, basta osservarla, questa foto che riprende, dalla parte israeliana del confine, ciò che è successo durante la Grande Marcia del ritorno, una dimostrazione di decine di migliaia di palestinesi di Gaza tenuta nel “giorno della terra”, il giorno che ricorda gli scontri tra forze di sicurezza israeliane e manifestanti palestinesi con cittadinanza israeliana in Galilea nel 1976. Cosa si vede, in questa foto? Soldati israeliani armati, di spalle, nella parte più vicina all’obiettivo. Di fronte, manifestanti palestinesi. in mezzo, visibile, evidente, il reticolato che divide Israele da un pezzo di Palestina che si chiama Gaza. Ora, quel reticolato schiacciato dall’obiettivo fotografico nasconde decine di metri di distanza tra i due fronti.

In ricordo di Stefano Leogrande

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Ieri, 20 marzo, è venuto a mancare Stefano Leogrande, padre dello scrittore e giornalista Alessandro. Stefano Leogrande è stato docente, direttore della Caritas Diocesana di Taranto e sempre in prima fila nell’accoglienza ai migranti. Una persona enorme, cui la città jonica deve tanto. Lo ricordiamo con due note di Salvatore Romeo e Antonio Itta, che ringraziamo.

Tempelhofer Feld

Old vintage typewriter, close-up.

Quali sono i nessi fra una brutta parola, la parola integrazione, e la parola nazionalismo? Oggi le c.d. società multietniche europee sono progettate come nuovi nazionalismi, allargati a minoranze da incorporare in un`identità collettiva monolitica?

Degenerazione

bansky

di Marco Mantello Il Movimento 5 stelle è un misto di livore da esclusi e pragmatismo nazionalista, non ci sono idee politiche ma cose da fare per “gli italiani” e “il paese”, con questo complesso del “siamo puliti e non corrotti e lo siamo programmaticamente, conti alla mano, tagli agli stipendi alla mano, siamo etici, […]