Contro la libertà di abuso

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Pubblichiamo un pezzo uscito su L’Espresso, che ringraziamo (fonte immagine).

È accaduto anche a me. Quello che accade alle donne da tutta la storia. Sto parlando con un uomo, prendo parte alla discussione seduta a un tavolo di uomini, parlo a un’assemblea pubblica, quale che siano i rapporti di potere, se prendo parola, ancora, dopo anni di lotte, rivendicazioni, e rivoluzioni, come accade alle donne, posso non essere ascoltata, posso non essere vista, può succedere che quello che racconto non venga creduto, che la mia opinione non venga presa in considerazione, che la mia idea venga sottovalutata, copiata o scippata.

Basta una foto

GAZA

Riprendiamo un pezzo apparso sul blog Invisible Arabs.

di Paola Caridi

Una foto non basta. Eppure, per porsi dei dubbi, basta osservarla, questa foto che riprende, dalla parte israeliana del confine, ciò che è successo durante la Grande Marcia del ritorno, una dimostrazione di decine di migliaia di palestinesi di Gaza tenuta nel “giorno della terra”, il giorno che ricorda gli scontri tra forze di sicurezza israeliane e manifestanti palestinesi con cittadinanza israeliana in Galilea nel 1976. Cosa si vede, in questa foto? Soldati israeliani armati, di spalle, nella parte più vicina all’obiettivo. Di fronte, manifestanti palestinesi. in mezzo, visibile, evidente, il reticolato che divide Israele da un pezzo di Palestina che si chiama Gaza. Ora, quel reticolato schiacciato dall’obiettivo fotografico nasconde decine di metri di distanza tra i due fronti.

In ricordo di Stefano Leogrande

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Ieri, 20 marzo, è venuto a mancare Stefano Leogrande, padre dello scrittore e giornalista Alessandro. Stefano Leogrande è stato docente, direttore della Caritas Diocesana di Taranto e sempre in prima fila nell’accoglienza ai migranti. Una persona enorme, cui la città jonica deve tanto. Lo ricordiamo con due note di Salvatore Romeo e Antonio Itta, che ringraziamo.

Tempelhofer Feld

Old vintage typewriter, close-up.

Quali sono i nessi fra una brutta parola, la parola integrazione, e la parola nazionalismo? Oggi le c.d. società multietniche europee sono progettate come nuovi nazionalismi, allargati a minoranze da incorporare in un`identità collettiva monolitica?

Degenerazione

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di Marco Mantello Il Movimento 5 stelle è un misto di livore da esclusi e pragmatismo nazionalista, non ci sono idee politiche ma cose da fare per “gli italiani” e “il paese”, con questo complesso del “siamo puliti e non corrotti e lo siamo programmaticamente, conti alla mano, tagli agli stipendi alla mano, siamo etici, […]

La frontiera: un tavolo “migrante” sulle migrazioni

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Oggi pomeriggio presso WEGIL  (ore 18.30) ci sarà un incontro – ricordo di Alessandro Leogrande. Interverranno tra gli altri Nadia Terranova, Vittorio Giacopini, Emiliano Sbaraglia, Nicola Villa. Il pezzo che segue è uscito su “Robinson – Repubblica”, che ringraziamo.

di Nicola Lagioia

Nel giro di qualche giorno il presidente dell’ex paese più potente del mondo è riuscito a esprimersi come un perfetto membro del Ku Klux Klan, mentre il rappresentante di una delle forze politiche più rilevanti nel paese che inventò il fascismo ha espresso l’urgenza di difendere la “razza bianca” in campagna elettorale. «La difesa della razza» era il quindicinale che in Italia, dal 1938 al 1942, eccelleva nello sforzo demenziale di dare una giustificazione scientifica alla Shoah.

La battaglia (politica) per la lettura e le prossime elezioni

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Questo pezzo è uscito su La Repubblica, che ringraziamo.

di Nicola Lagioia

Giuseppe Di Vittorio da adolescente era ancora un semianalfabeta. Quando capì che far valere i suoi diritti in quelle condizioni era impossibile, si procurò un vocabolario. Sono passati anni, ma nell’Italia del XXI secolo l’analfabetismo funzionale che Tullio De Mauro ha combattuto per una vita affligge larghi strati della popolazione, e l’ultimo rapporto Istat racconta un paese di pochi lettori forti contrapposti a una marea di non-lettori in aumento. Nei paesi più evoluti si legge di più. Ma al tempo stesso proprio i paesi in cui si legge molto – e quelli in cui si investe in cultura e istruzione – sono destinati a progredire più degli altri. Tra meno di due mesi si va a votare. Poiché nessuno degli schieramenti politici ha ancora indicato le proprie idee (sempre che ce ne siano) per favorire quella che potremmo chiamare “la battaglia per la lettura” (sempre che chi aspira a governare la ritenga importante), proviamo a dare qualche suggerimento. Anche da questi aspetti sarà possibile capire chi guarda al 4 marzo pensando solo alle prossime elezioni, e chi anche alle prossime generazioni.

C’era una volta l’America

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Questo pezzo è uscito in forma ridotta su Robinson di Repubblica, che ringraziamo. di Nicola Lagioia A lungo il Nord America è stato per noi europei il più ingannevole degli specchi. Guardando al di là dell’Atlantico abbiamo creduto con arroganza di riconoscere in quelle terre il nostro esperimento più audace (come se il cuore occulto […]

I soldi della ‘ndrangheta nell’economia. Intervista a Antonio Nicaso

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Il fatturato annuo della ‘ndrangheta ammonterebbe a circa 43 miliardi di euro e per almeno tre quarti questa somma è reinvestita nell’economia legale. Nel saggio Fiumi d’oro (Mondadori, 180 pagine, 18 euro) Antonio Nicaso, giornalista, saggista e docente universitario canadese di origine calabrese, e il magistrato Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, raccontano come i soldi del traffico di cocaina siano ormai parte integrante del sistema economico su scala globale.

dOCUMENTA, l’arte contemporanea soffia ad Atene

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Questo pezzo è uscito su Robinson, l’inserto culturale di Repubblica, che ringraziamo.
ATENE. Narcisisti di tutto il mondo unitevi. Crapumenta 14. La scritta in vernice nera corre lungo il muro di uno dei più belli fra gli edifici neoclassici che affacciano su Dionysiou Aeropagitou, la pedonale ai piedi del lato sud dell’Acropoli. Qui è stata inaugurata, il 9 aprile scorso, dOCUMENTA 14, uscita per la prima volta dal 1955 dai confini di Kassel per “imparare da Atene” come sostiene il suo slogan. La celebrazione è stata idealmente sfarzosa e i critici non l’hanno perdonato.