Fellini come demiurgo: dal sogno alla realtà

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Ricorre quest’anno il centenario di uno dei maestri del cinema italiano, che con il suo modo unico di guardare alle cose ha cambiato la storia della settima arte nel nostro paese e non solo: Federico Fellini. Per celebrarne l’eredità, Popsophia, il festival nazionale della Filosofia del Contemporaneo, ha dedicato al regista la sua decima edizione […]

Novant’anni di Clint Eastwood: la filosofia del mito

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Novant’anni fa nasceva la leggenda del cinema Clint Eastwood. Cinesophia, il festival di Ascoli Piceno che indaga la filosofia del cinema, ha deciso di dedicare al grande attore la sua quarta edizione, che si terrà, in una versione innovativa, proprio in occasione del compleanno di Eastwood il prossimo 31 maggio. Il primo philoshow web: una […]

L’idea che ho di Paolo Sorrentino

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di Marco Mingolla (In copertina: Paolo Sorrentino al Bifest 2014, sul palco del teatro Petruzzelli di Bari. Foto di Daniele Notaristefano.) Quando il giovane editore parigino Robert Denoel si ritrovò davanti all’altrettanto giovane medico Louis Ferdinand Céline, lo scrittore, ebbe la sensazione di aver incontrato “un uomo di estrema lucidità, disperato e freddo, e tuttavia passionale, […]

«Spero di piangere in modo carino».  Sono un neo papà, ho l’età di Chiara Ferragni e ho visto Unposted

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di Nicola Pedrazzi

Qualche anno fa eravamo in macchina in giro per Torino, io, mia moglie e una sua collega venuta a trovarci dalla Francia. Incoraggiato dalla giornata di sole, a un certo punto proposi una deviazione panoramica per Superga, perché «da lì si vede la città dall’alto e il profilo delle Alpi innevate». Non ho scordato le parole con cui la nostra ospite declinò l’offerta: «un’altra volta, non sono truccata e non potremmo farci delle foto». La sua voce non era increspata da nessuna forma di autoironia, diceva sul serio: a quelle condizioni non valeva proprio la pena inerpicarsi fin lassù. Mi accartocciai sul volante e mi incupii dentro, ma per evitare discussioni tolsi la freccia.

Herzog incontra Gorbaciov: un’intervista al regista tedesco

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Pubblichiamo un’intervista uscita su Linus, che ringraziamo.

Nel novembre del 1974 Werner Herzog venne a sapere che l’amica e scrittrice Lotte Eisner era ammalata e a rischio di vita. Decise così di raggiungerla a piedi da Monaco a Parigi, affidando a quei ventidue giorni di cammino la guarigione dell’amica. Herzog portò a termine il viaggio, Eisner guarì (sarebbe morta nove anni dopo, a 87 anni), e l’impresa venne immortalata dal regista nello smilzo e magistrale libro Sentieri nel ghiaccio (Guanda, traduzione di Anna Maria Carpi, pp. 67, 12 euro). Dieci anni dopo Herzog intraprese un’altra camminata leggendaria, mosso da intenzioni e desideri diversi ma altrettanto nobili. Deluso dalla mancata riunificazione della Germania, decise di percorrere a piedi l’intero perimetro del paese nella speranza di rivederlo un giorno unito.

Io, King Kong e la dismorfofobia

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Il giorno in cui ho capito di soffrire di dismorfofobia non sapevo ancora niente della vita. Era il 1976 e nei cinema era appena uscito un rifacimento di King Kong. Il film era diretto da John Guillermin ed era interpretato da Jeff Bridges, Charles Grodin e Jessica Lange. Raccontava la storia di una spedizione petrolifera che approda su un’isola perennemente celata da un banco di nebbia. Qui i membri della spedizione catturano un gigantesco gorilla, temuto e venerato da una tribù locale, e lo portano a New York per farne un fenomeno da baraccone. Ma il gorilla, che nel frattempo si è innamorato di Dwan, un’aspirante attrice tratta in salvo mentre vagava alla deriva su una scialuppa di salvataggio, la rapisce e si arrampica sulla cima di una delle due torri del World Trade Center, dove finirà crivellato dai colpi degli elicotteri da guerra.

Varda by Agnès. “Niente è perduto, tutto si trasforma”

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di Rosario Sparti

Non chiamatelo film testamento. Non si potrebbe pensare a un film più vitale di Varda by Agnès, l’ultimo lungometraggio della regista franco-belga, che la Cineteca di Bologna ha deciso di portare nelle sale italiane, in compagnia di altri quattro titoli (Cléo dalle 5 alle 7; Daguerréotypes; Salut les cubains e Réponses de femmes), per celebrare Varda a un anno di distanza dalla sua morte. Non sarebbe nemmeno equo definirlo una masterclass, semmai si tratta di una lezione di vita, la sua, che la cineasta racconta in prima persona senza mai indossare i panni dell’insegnante, invitandoci a trovare liberamente un punto di vista da cui osservare il mondo, magari con la stessa amorevolezza e curiosità con cui l’ha filmato per oltre sessant’anni.

Il cinema è mito: un estratto

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Pubblichiamo un estratto dal libro di Marcello Garofalo Il cinema è mito, in uscita per minimum fax, che ringraziamo.

di Marcello Garofalo

Il 14 giugno 1982 iniziano a Roma le riprese di quello che sarà, in un cammino ancora irto di ostacoli, il film col quale Leone intende affermare al massimo il senso della sua esperienza artistica e professionale. L’organizzatore generale del film è Mario Cotone.

La sua testimonianza13 offre un quadro molto preciso non solo dei metodi di lavorazione del regista, ma anche una serie di informazioni e di curiosità sull’intera lavorazione 232 del film e sulla personalità di Leone: «Il venerdì prima di iniziare il film, nell’ufficio di Cinecittà, Sergio era seduto con un tabellone enorme con tutte fotografie, grandi come cartoline, di cinesi alle sue spalle.

Howard di Uncut Gems: un ritratto

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I diamanti grezzi del titolo, certo, ma anche i soldi, il basket, le scommesse e dunque di nuovo i soldi, gli impicci, i raggiri, le piccole truffe, gli oggetti dati in prestito oppure in pegno, quindi ancora una volta i soldi. Quella di Howard Ratner, il protagonista di Uncut Gems, è una vita vissuta al […]

Scrivere di cinema: “Alla mia piccola Sama”

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di Elisa Teneggi

“Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice.” Queste le parole che, nel 1942, il filosofo francese Albert Camus, premio Nobel per la Letteratura nel 1957, poneva a sigillo del suo saggio Il mito di Sisifo. Lo scritto, testo fondante dell’Esistenzialismo d’Oltralpe, analizza la condizione umana attraverso il paragone con l’eterno castigo del greco Sisifo, condannato dagli dèi a spingere per l’eternità un pesante masso verso la cima di una montagna. E invano: appena raggiunta la sommità, la pietra sarebbe rotolata indietro, rendendo vane le fatiche del dannato.