Dunkirk è già un classico hollywoodiano

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Christopher Nolan è ormai da quasi un decennio (per la precisione dal 2008, quando ha inventato il cinecomic d’autore e girato il miglior action/thriller à la Michael Mann del nuovo millennio, tutto in un solo film, Il Cavaliere Oscuro) quel genere di mostro sacro che può permettersi di fare ad ogni film cose che normalmente farebbero scappare a gambe levate spettatori e produttori, tipo creare multimondi talmente complessi e formalizzati che praticamente richiedono allo spettatore di entrare in sala con un blocchetto per gli appunti, oppure adescare il pubblico con McConaughey/Hathaway nello spazio e poi rifilargli tre ore di meditazioni non troppo filtrate su tempo, morte e libero arbitrio, continuando però a sbancare il botteghino ed estasiare i critici con la puntualità di un orologio svizzero.

Suburbicon. L’America noir di George Clooney

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Suburbicon è una città immaginaria, che riconosciamo da subito come molto familiare. Ci sono le villette a schiera, le strade simmetriche, i giardini ben curati, i porticati. Siamo negli anni ’50 e la comunità che vi abita, a prima vista perfetta, nasconde risvolti loschi, pieghe marcie, una morale grottescamente “rattoppata”, come gli occhiali del protagonista del film, Gardner (Matt Damon).

La traccia narrativa principale racconta l’infanzia di Nicky (Noah Jupe), a partire da un traumatico episodio di sopraffazione che colpisce lui e la sua famiglia – il padre Gardner, la madre Nancy (Julianne Moore) e la zia Margaret, sorella gemella della madre (sempre la Moore) – all’interno delle mura domestiche. Vengono sequestrati e narcotizzati da due malviventi… ci scapperà un morto.

Scrivere di cinema: Prima di domani

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minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017.

di Elena Magnani

Per Sam questo San Valentino sarà un giorno speciale. Sarà il coronamento di tutti i suoi successi al liceo: la sua amicizia con le ragazze più popolari, la sua relazione con l’atleta più desiderato, il suo tanto atteso approdo all’età adulta con la perdita della verginità. Ma dopo un brutale episodio di bullismo e un incidente in macchina la giornata diventerà in fretta un incubo, che Sam rivivrà giorno dopo giorno scoprendo la violenza e gli errori che si nascondevano dietro la sua vita apparentemente perfetta.

Venezia: diario di un selezionatore

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Si inaugura oggi la 74esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Pubblichiamo un articolo di Nicola Lagioia apparso su Robinson – la Repubblica, ringraziando la testata.

Il 2 marzo del 2014, al Dolby Theatre di Los Angeles, Gravity di Alfonso Cuarón vinse 7 premi Oscar. Mentre il regista messicano parlava emozionato in diretta planetaria, in Italia sei individui si scambiavano sms entusiastici nel cuore della notte. Ognuno si domandava se fosse lecito telefonare a una settima persona, il capitano della squadra di cui facevano parte. Magari lui stava dormendo. Ma come poteva dormire chi aveva propiziato la prima uscita pubblica del film più celebrato della stagione?

Chi ha paura di Quentin Tarantino?

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Dal nostro archivio, un pezzo di Antonia Conti apparso su minima&moralia il 6 febbraio 2016.

L’ottavo film esce con un numero nel titolo a contrassegnarne l’evidenza: The Hateful Eight. Sono 888 i posti a sedere messi a disposizione nello studio 5 di Cinecittà a Roma, dove il film è stato presentato in anteprima e resterà in programmazione per tutto il mese di febbraio, nella durata e nel formato (Ultra Panavision 70) voluti dal regista, Quentin Tarantino, l’unico a Hollywood a cui ogni vezzo – se solo di un vezzo si trattasse – è concesso. Solo al regista di Pulp Fiction è permessa la credibilità e accordato l’arrischio di un western di oltre tre ore, che senza avere il baricentro dritto e l’incedere epico di Django Unchained, riesce a imporsi in tutta la sua consapevolezza e magniloquenza cinematografica.

Scrivere di cinema: Cane mangia Cane

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minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017.

di Jacopo Barbero

Tra i vari “Mister” de Le iene di Tarantino due avevano un ruolo marginale: erano Mr. Brown, interpretato da Tarantino stesso, e Mr. Blue, interpretato da tale Edward Bunker, un ex criminale poi divenuto un noto scrittore di libri noir. Cane mangia cane, edito per la prima volta nel 1995, è forse la sua opera più nota e chi meglio di Paul Schrader, re indiscusso della Nuova Hollywood, sceneggiatore di alcuni tra i massimi capolavori di Scorsese, poteva aspirare a trasporre il libro di Bunker?

Scrivere di cinema: Black butterfly

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minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017.

di Mariangela Carbone

Uno scrittore in crisi di ispirazione batte svogliatamente l’indice sulla tastiera di una macchina da scrivere, riempendo un foglio su cui appare ripetuta la frase “Sono bloccato”. Così inizia il film Black butterfly dichiarando, non senza goffaggine, il tentativo di rievocare le atmosfere di Shining e l’inquietante vicenda di Jack Torrance.

Scrivere di cinema: Nerve

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minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017.

di Elena Magnani

Il rumore del computer che si accende. Spotify, riproduzione casuale. La mail dal college che non ha il coraggio di accettare, perchè è troppo lontano, perchè è troppo costoso. Una notifica su facebook del ragazzo che le piace e che non sa nemmeno il suo nome. Poi la sua migliore amica la chiama su skype, le manda il link di un nuovo gioco che sta spopolando su internet: Nerve.

Lei si chiama Vee e basta la sequenza introduttiva del film per presentarla. Come tutti i suoi coetanei, è una ragazzina insicura e immersa in una realtà virtuale diventata propaggine di quella concreta. Così anche il suo rito di passaggio verso l’età adulta si trasforma in una versione 2.0, tecnologica, social: appunto in Nerve (in italiano “fegato”, “coraggio”). Per giocare basta scegliere tra Spettatore e Giocatore.

Scrivere di cinema: Fortunata

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minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017 (fonte immagine). 

di Mariangela Carbone

Con il film Fortunata, frutto dell’ormai consolidata collaborazione tra Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini, il cinema italiano torna di nuovo nelle periferie romane, stavolta nel quartiere di Tor Pignattara.

Un’inquadratura delle gambe di una giovane donna che si muove freneticamente lungo un corridoio: così ha inizio il film, nonché il cammino della sua protagonista, Fortunata, incarnata da un’impeccabile Jasmine Trinca in un’interpretazione che le è valsa il premio a Cannes nella sezione “Un Certain Regard”. Madre separata e parrucchiera che lavora a domicilio e in nero, fatica a crescere la figlia di otto anni e si destreggia tra ristrettezze economiche e violenze, verbali e fisiche, subite dall’ex marito (un Edoardo Pesce calato in pieno nel ruolo).

Get Out! (from Obama age)

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“Se solo si fosse potuto, avrei votato Obama per la terza volta” salmodiano con grottesca insistenza i membri della perfetta famiglia bianca progressista di Get Out! di fronte al fidanzato nero della figlia. Ma non è andata così – suggerisce il prosieguo della sceneggiatura – per cui il favoloso pool genetico degli afroamericani è di nuovo sul mercato, a disposizione dei bianchi facoltosi che dispongono delle tecniche necessarie ad appropriarsene.