“La mafia non è più quella di una volta”: intervista a Franco Maresco

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Questa intervista è uscita in forma ridotta su La Repubblica, che ringraziamo di Emiliano Morreale Mentre fervevano i preparativi per la premiazione della Mostra di Venezia, dove il suo La mafia non è più quella di una volta ha vinto il premio speciale della giuria, Franco Maresco, rimasto a Palermo, ha staccato il telefono ed […]

“5 è il Numero Perfetto”: il debutto di Igort alla regia

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di Chiara Babuin

Igor Tuveri, in arte Igort, è presente nella scena artistica italiana da più di quarant’anni. Con la leggiadra mutevolezza propria di ogni ricercatore che si rispetti, Igort fa del mondo la sua casa, alternando un lavoro sedentario, come quello del fumettista, a cambiamenti di dimora e continui viaggi dal sapore documentaristico. Il binomio arte-vita è un fatto consolidato.

Interessato a ogni aspetto dell’Arte, Igort si è mosso tra musica, sceneggiatura e saggistica, anche se la sua nascita e consacrazione è avvenuta nel campo delle arti figurative come fumettista e illustratore. E adesso, dopo quasi 15 anni di meditazione sul da farsi, è da annoverare anche tra i registi italiani. Il 29 Agosto 2019, in concorso alla 76^ edizione del Festival del Cinema di Venezia e contemporaneamente in tutte le sale dello stivale, è stata infatti presentata la prima fatica cinematografica dell’artista cagliaritano.

Effetto Domino di Alessandro Rossetto, storia di una catastrofe

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di Luca Illetterati

Lunedì 2 settembre è stato presentato alla 76. Mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia Effetto domino, il nuovo film di Alessandro Rossetto, tratto dall’omonimo romanzo di Romolo Bugaro, pubblicato da Einaudi nel 2015 e ora di nuovo in libreria nei tascabili Marsilio/Feltrinelli.

Il film è per molti versi una prosecuzione del viaggio dentro il Nord-Est  che Rossetto aveva inaugurato con Piccola Patria, film del 2013, anch’esso presentato, allora nella sezione Orizzonti, alla Mostra del Cinema. A dare l’impressione della prosecuzione del viaggio è innanzitutto la scelta del cast, che è sostanzialmente lo stesso di Piccola Patria: Diego Ribon e Mirko Artuso nei due ruoli maschili principali, Roberta da Soller, Maria Roveran, Nicoletta Maragno e Lucia Mascino in quelli femminili.

Scrivere di cinema: Midsommar

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di Giuseppe Fadda

Ogni regista si auspica che la sua opera sia ben accolta, sia dalla critica che dal grande pubblico. Ma il successo può essere tanto una benedizione quanto una maledizione: quanti autori sono stati definiti “visionari” in virtù di un’opera prima brillante per poi deludere le aspettative con film successivi? Quanti autori, confortati dal plauso ricevuto, hanno finito per diventare la parodia di loro stessi, nel tentativo spesso esasperato di riproporre quelle qualità che li avevano resi celebri in primo luogo?

La biografia inventata. Bolaño attraverso Belano

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Festivaletteratura.it, che ringraziamo. di Marco Mongelli Arturo Belano è un’entità ricorrente dei romanzi e dei racconti dello scrittore cileno Roberto Bolaño, a volte solo come personaggio (Amuleto, I detective selvaggi), altre anche come voce narrante (Stella distante, 2666). Ma Arturo Belano è anche il nome che Roberto Bolaño si è dato nel proprio mondo […]

Il Joker metafisico di Joaquin Phoenix

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

Molto più che un trailer: centoquarantatrè secondi di pura vertigine. Quanto basta per annunciare che all’inizio di ottobre Joaquin Phoenix sarà il Joker, su tutti gli schermi del mondo. Non si tratta dell’ennesima star inguainata in calzamaglia da supereroe, o da arcicattivo: Joker, diretto da Todd Phillips, promette di eccedere il genere, celebrando la sovrapposizione di due frammenti speculari di immaginario. Joaquin e il Joker, l’icona perturbante dell’ultima Hollywood, e il villain più seducente mai creato dal mondo del fumetto.

Tatiana Melchiorri

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di Marco Mantello Il 12 febbraio del 1984.C’è un negozio dietro largo Argentina si chiama La chiave. Era un sabato e Giordi cercava un orecchino bianco per la sua ragazza. Quel giorno stava in motorino con Biagio, un suo compagno di classe e andavano a velocità normale. Biagio era biondo, alto, sul modo di pensare  […]

Pratiche della fraternità. A proposito del film Il mangiatore di pietre di Nicola Bellucci

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di Baldassarre Caporali

Il titolo del film di Nicola Bellucci, Il mangiatore di pietre, si svela soltanto alla fine, e allude ad un rituale di coraggio dei passeurs, ma la pietra fa di più, poiché dà forma e colore ad un paesaggio aspro, avverso, resistente alle aspirazioni e all’immaginazione dell’umanità che si avvita in esso, stordita e prigioniera. Il sole non brilla mai, e neppure rischiara; la luce diurna imbarca quella notturna ed i passaggi cruciali della storia avvengono di notte. Gli interni sono ruvidamente ascetici, così da rendere nude le parole che vi si scambiano, mentre quelle parole, a volte importanti, che rompono il silenzio delle montagne, sono avvolte in una luce crepuscolare.

Scrivere di cinema: Aladdin

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di Giuseppe Fadda

La domanda che sorge spontanea prima di andare a vedere Aladdin è la stessa che ci siamo posti per ciascuno dei remake in live-action realizzati dalla Disney negli ultimi anni ed è la stessa che ci porremo di fronte ai prossimi: qual è la ragione d’essere di questo film? C’è qualcosa che questa versione può aggiungere rispetto a quella precedente? C’è un reale progetto ideologico dietro a questa produzione oppure si tratta solo di un discutibile tentativo di attrarre, oltre ai bambini, gli spettatori nostalgici? Fino a questo momento, film diversi hanno provocato risposte diverse.

Scrivere di cinema: “Il grande spirito “

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di Giovanni Chessari

Renato, auto-ribattezzatosi “Cervo Nero” e convinto di essere un indiano Sioux, vive di sogni ed espedienti nel lurido solaio di un condominio di periferia; qui si troverà ad offrire un nascondiglio sicuro a Tonino detto “Barboncino”, ladruncolo di serie zeta in fuga col malloppo sottratto ai compagni di rapina, che adesso lo inseguono in cerca di vendetta. Sullo sfondo si staglia infelicemente grandioso l’impianto dell’Ilva, fumante e imbattibile mostro d’acciaio.