Vivere a New York, oggi: il racconto di Ana Asensio in “Most Beautiful Island”

1asensio

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Opera prima e piccolo gioiello del cinema indipendente internazionale,  il lungometraggio Most Beautiful Island diretto dall’attrice, sceneggiatrice e regista spagnola Ana Asensio, è uscito l’estate scorsa per per Exit Media. Presentato al Torino Film Festival e al Festival di Cinema Spagnolo di Roma e vincitore del Premio speciale della Giuria all’ultimo SXSW di Austin, il film è un thriller semiautobiografico ambientato oggi a Manhattan (l’isola più bella del titolo).

Professione: cinereporter. Intervista a Luciano Tovoli

1tovoli

Quest’oggi, nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, si terrà un incontro (ore 19.30, al MAXXI) tra i direttori della fotografia Luciano Tovoli e Arnaldo Catinari. Di seguito un’intervista a Tovoli, uscita su Mucchio qualche tempo fa.

di Alessio Palma e Rosario Sparti

Non solo cinematographer ma anche regista, Luciano Tovoli, in compagnia di Giuseppe Rotunno e Vittorio Storaro, è stato tra i primi a rappresentare un modello “colto” di direttore della fotografia. Collaboratore di Barbet Schroeder a Hollywood, ha illuminato i set dei più grandi registi italiani, passando con disinvoltura da un registro naturalistico a uno spericolato uso del colore. Quanto mai affabile, senza privarsi di una pungente ironia che svela la sua origine toscana, ci ha accolto con calore nella sua casa a Ladispoli per raccontarci il suo lavoro.

Su Venezia 75, a partire da Vox Lux di Brady Corbet

Vox_Lux_Brady_Corbet

Eccentrico, moralista, frammentario, irrisolto, hanno detto alcuni. Arrogante, debordante, frastornante, raffazzonato, hanno scritto altri. La stampa presente al Festival di Venezia 2018 ha accolto con giudizi severi Vox Lux, l’opera seconda di Brady Corbet con Natalie Portman.

Concorreva per il Leone nell’Official Competition. Le aspettative, del resto, erano molto alte. Poco conosciuto come attore (ha lavorato tra gli altri con Araki, Assayas, Haneke e Von Trier), Corbet si è imposto all’attenzione internazionale da regista con The Childhood of a Leader — L’infanzia di un capo, presentato nell’Orizzonti veneziana di due anni fa. Gli elogi, allora, furono pressoché unanimi. Vinse il Leone del futuro, un premio assegnato ogni anno alla migliore opera prima presentata in una delle selezioni ufficiali o parallele. Inoltre, la giuria, presieduta da Jonathan Demme, lo premiò per la regia.

Alla voce Ulisse

quat

La terra dentro Roma pullula d’invisibili. Creature notturne di un’umanità inafferrabile, in molti non parlano la nostra lingua e ufficialmente sono non persone, dette tali semplicemente perché sono sconosciute al diritto. Dormono sotto i ponti e i cavalcavia, in tende, loculi e capanne di cartone. Sono in centinaia dal calar del sole a gravitare attorno alle nostre stazioni. Per loro ritrovarsi la notte vuol dire suggerirsi a vicenda, prima dell’alba, che qualcosa si è, che qualcuno di simile a te ti riconosce. Certo, al sorgere del sole di quel riconoscimento resta solo la traccia di un sogno. Bisogna sparire, perché di giorno il mostro là fuori – l’umanità civile – ti disconosce.

Sulla mia pelle. La morte di Stefano Cucchi

1cuc

di Federica De Paolis

È la storia nota – ma di cui molti forse non conoscono i dettagli – dell’inquietante morte di Stefano Cucchi. L’arco narrativo è quello di una settimana. Dal giorno dell’arresto al giorno del decesso. Sette giorni, in cui il ragazzo viene portato in carcere con venti grammi di Hashish e due di cocaina: è un ex tossicodipendente uscito dalla comunità di San Patrignano.

Alla caserma dei carabinieri Cucchi, non è preoccupato mentre il maresciallo lo interroga, reagisce solo quando gli dicono che andranno a casa, per una perquisizione.

Sfacciatamente famoso. Un documentario su Jean-Michel Basquiat

1basq

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Dentro un appartamento di downtown a New York si legge la scritta “Boom for Real”, in nero su una parete grigia, riconoscibile dai caratteri come uno dei famosi pezzi a firma SAMO con cui dal 1978 al 198o gli artisti Jean-Michel Basquiat e Al Diaz ridisegnarono pareti e mura di downtown a New York (SAMO stava per same old shit). Basquiat è in piedi davanti alla scritta, sorride. “‘Boom for real’ significa diventare sfacciatamente famosi”, spiega al telefono la regista Sara Driver, che ha scelto Boom for Real: The Late Teenage Years of Jean-Michel Basquiat come titolo del documentario con cui racconta gli anni adolescenti dello sfacciatamente famoso artista americano.

Suspiria, 1977

susp

Qualche giorno fa alla settantacinquesima edizione della Mostra del cinema di Venezia è stato presentato Suspiria, il remake di Luca Guadagnino dall’omonimo film girato da Dario Argento nel 1977. Di seguito vi proponiamo due pezzi usciti sul Mucchio che raccontano il film originale, con un’intervista al regista romano.

di Rosario Sparti

Il 1977 non è un anno come gli altri. In Italia si apre il processo per la strage di Piazza Fontana; il sindacalista Luciano Lama viene duramente contestato durante un comizio a La Sapienza; le morti di Francesco Russo e Giorgiana Masi danno vita al Movimento del ’77; la televisione avvia le trasmissioni a colori mentre Carosello va a nanna; la legge 903 sancisce la parità di trattamento tra uomo e donna in materia di lavoro; Monicelli sopprime la commedia all’italiana con il suo Un borghese piccolo piccolo. Intanto, alla guida del paese resiste il “Governo di solidarietà nazionale” presieduto dall’immancabile Andreotti. Si respira ancora un’aria che puzza di stantio, ma qualcosa sembra essere cambiato definitivamente. Il paese è giunto al capolinea.

Scrivere di cinema: Unsane

1can

di Elvira del Guercio

Nell’aridità delle sale cinematografiche, vuote e abbandonate come solo sanno esserlo durante i mesi estivi, c’è un titolo ad essere sulla bocca di tutti: Unsane, girato da Steven Soderbergh interamente con un iPhone 7, la cui camera integrata è stata potenziata da una app in grado di gestire fuoco, esposizione e temperatura. Il mezzo espressivo è unico, ma il risultato è elettrizzante, diramandone le potenzialità e gli esiti ovunque.

Scrivere di cinema: “A quiet passion”

1aquiet

di Lorenzo Ciofani

A pensarci bene, il grande problema dei biopic sui poeti risiede proprio nella professione dei protagonisti. Convinti della teoria secondo cui il genio sia 1% ispirazione e 99% traspirazione, la questione sta tutta nel come mettere in scena il processo creativo. Perché, insomma, questa cosa dell’ispirazione dall’alto val bene per il manuale didascalico, magari un’agiografia d’altri tempi. Più prosaicamente – ma anche con una maggiore onestà – qui del poeta vogliamo vedere il sudore e il mestiere, la riflessione e l’esecuzione.

Scrivere di cinema: “La terra dell’abbastanza”

1abbastanza

di Lorenzo Ciofani

Titolo sarcastico in cui sembrano convergere l’atavico cinismo romano e un disincanto che confina col pessimismo, La terra dell’abbastanza ha un titolo che riecheggia La terra dell’abbondanza di Wim Wenders, che a sua volta citava una struggente canzone di Leonard Cohen. L’assonanza suggerisce una suggestione che permette di contestualizzare l’esordio dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo in un filone effettivamente abbondante: la narrazione contemporanea della periferia romana, «dove vivere è un terno alla lotteria», come dice il re dei Sorcini in un brano che sostituisce il campanello dell’appartamento di Paola Cortellesi nel quartiere di Bastogi in Come un gatto in tangenziale.

Malgrado le apparenze possano far pensare che si tende alla ripetizione di una serie di cliché, in realtà i film di quest’ondata borgatara compongono il mosaico ben più complesso di un mondo frettolosamente etichettato.