Il senso di Valerio Mastandrea per le nostre vite

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(fonte immagine)

di Barbara Belzini

“The place”, il nuovo film di Paolo Genovese, quel regista che ha stupito l’Italia incassando quasi 20 milioni di euro nel 2016 con “Perfetti sconosciuti”, non è una commedia. Non è nemmeno una commedia agrodolce: con grande rispetto del pubblico, Genovese propone qualcosa di completamente diverso ma anche vagamente simile al precedente, perché anche questo è un film completamente in interno e fatto tutto di parole e racconti, ispirato ad una serie tv americana,“The Booth at the end”. La tagline del film è “Che cosa sei disposto a fare per ottenere ciò che vuoi?” ma potrebbe anche essere quella di “Coraline” “Be careful what you wish for” o “All you have to do is push the button”, come quella di un altro film molto interessante sull’etica e la morale, “The Box” di Richard Kelly (ovunque tu sia, Richard, torna, ci manchi).

Scrivere di cinema: Blade Runner 2049

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minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017.

di Eugenio Radin

Dell’ultima fatica di Denis Villeneuve si è già scritto anche troppo rispetto a ciò che di una simile opera si potrebbe dire nel breve termine: al di là dell’evidente spettacolarità visiva della pellicola, nella quale l’occhio di Roger Deakins sfida la cinepresa di Villeneuve in una gara di bravura senza esclusione di colpi, Blade Runner 2049 è un film che necessita di essere meditato, rivisto, ripensato, digerito, inserito all’interno di un contesto tecnologico-sociale, ma anche considerando il percorso artistico e autoriale di un regista tra i più interessanti della hollywood contemporanea. Ci dobbiamo certo aspettare altre analisi su quest’opera e sul modo in cui essa ci parla di noi come uomini e come abitanti di un presente tecnologizzato.Ma questo domani, a mente fredda.

Tracce di Bene

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Dopo essere stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, questa sera debutta su Sky Arte il documentario di Giuseppe Sansonna su Carmelo Bene. Questo articolo è uscito su Robinson  – La Repubblica di Nicola Lagioia “Sono un anarchico. Sono fuori da ogni problema politico. Credo negli uomini, i cittadini mi fanno schifo. I ministeri mi fanno […]

Ingannato sia l’uomo, ingannate siano le donne dell’ultimo film di Sofia Coppola

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Quanto può essere difficile avvicinarsi all’Altro quando ci si è costruititi la nostra corazza di certezze e rassicurazioni? Quando il consueto non lascia spazio alla sorpresa, al rischio? Cosa accade quando la cornice protettiva che la società vuole per noi, la corazza che ci teniamo stretta poiché è la sola che conosciamo e ci porta conforto, viene incrinata, sbalestrata, e, nell’infrangersi, minaccia di far crollare tutto? E prima di tutto il terreno sui cui, con la dovuta noncuranza, abbiamo da sempre appoggiato i nostri piedi?

L’arrivo del caporale John McBurney (Colin Farrell) nella vita delle sette donne dell’ultimo film di Sofia Coppola ha la portata dello sbarco di un extra-terrestre, eppure John McBurney viene dalla terra.

Scrivere di cinema: The Teacher

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minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017.

di Elena Magnani

Si dice spesso che la scuola è maestra di vita. È un principio in cui a volte si preferirebbe non credere, soprattutto quando si è bambini e a scuola si vive in maniera viscerale anche il sopruso più sottile, di fronte al quale il più delle volte ci si ritrova impotenti. La scuola per i bambini è un gioco di potere in cui il potere non si tiene mai in mano.

La mafia garganica non è solo un film

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Questo pezzo è uscito sul Corriere del Mezzogiorno.

In quest’epoca di sovresposizione drammaturgica della malavita, tra Gomorre e Suburre fin troppo glamour, allignava da tempo, nella penombra garganica, una mafia quasi ignorata dai media. Il sangue innocente, versato all’improvviso, ha spianato i riflettori sull’efferatezza di questa congrega di ex allevatori, assurti a trafficanti internazionali. Arcaicamente dediti a smaltire i cadaveri dei nemici nei trogoli dei maiali, o sul fondo delle locali gole carsiche.

Blade Runner 2049: Casa ricordi

Blade Runner 2049

di Rosario Sparti

“We look at the world once in childhood.
The restismemory.”
Louise Glück

Piove. Io e mia madre ci stiamo tenendo per mano. Scendiamo una scalinata che porta verso il centro storico di una città dell’ex Jugoslavia; precipitosamente stiamo cercando di tornare al nostro albergo. Un’anziana signora ci osserva affacciata a un balcone, poi tutto di un tratto appare davanti a noi e offre il suo ombrello per ripararci dalla pioggia. Mia madre accetta di buon grado. Sta piovendo intensamente, una pioggia talmente fitta da rendere invisibile ciò che ci circonda. Eppure, scalino dopo scalino, continuiamo a scendere. La scalinata sembra infinita ma siamo contenti: ci guardiamo negli occhi e sorridiamo.

Scrivere di cinema: Dunkirk

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minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017.

di Jacopo Barbero

Rumore di fogli che cadono dal cielo. Il fruscio delle pagine trasportate dall’aria produce quella che pare una soave melodia, ma che ha già in sé un che di mostruoso. È l’ombra della morte che si staglia sulle vite di un gruppo di soldati inglesi, che si aggirano per le deserte strade di Dunkerque, piccola cittadina francese ai confini con il Belgio. Poi una pioggia assordante di pallottole travolge la brigata.

Scrivere di cinema: “Il colore nascosto delle cose”

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minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017

di Mariangela Carbone

Schermo totalmente nero, accompagnato da un alternarsi di voci: così si apre e, circolarmente, si chiude l’ultimo film di Silvio Soldini, che torna a raccontare l’universo dei non vedenti, indagato già nel documentario Per altri occhi, stavolta attraverso il filtro della fiction.

L’allucinazione perversa di Darren Aronofsky si chiama “madre!”

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«La relazione di una coppia viene messa a dura prova quando alcuni inattesi ospiti si presentano a casa loro, gettando nello scompiglio la loro tranquilla esistenza». Questa la sinossi del film riportata sul sito di Venezia 74.

E ora facciamo un gioco.

Step 1, provate a immaginare il peggiore dei vostri incubi.

Non occorre pensiate al più violento, truculento e devastante che vi sia capitato. Può essere un incubo di ordinario terrore. Però, è importante che sia persistente. Intimo e apocalittico ad un tempo.