Vivere nella “Recherche”. Giovanni Raboni e Marcel Proust

raboni

di Matteo Moca

Roland Barthes, in una discussione sulla Recherche con Gilles Deleuze e Gérard Genette, parla dell’opera di Proust come di un tipo di testo che può soltanto indurre idee di ricerca e non delle ricerche vere e proprie; è la sostanza straordinaria e peculiare che la compone a renderla oggetto di desiderio per il critico ma anche, nello stesso momento, a consegnargli il rischio di una conclusione che mai potrà dirsi realmente tale, che anzi non si assesterà mai in una posizione definitiva, ma si muoverà sempre in una continua tensione di ricerca.

Perché Franceschini sbaglia sempre e tutto sulla politica della lettura

Expo 2015 - Presentazione del sito web Verybello.it

E così il ministro Franceschini, sempre con la complicità del Centro per il libro e la lettura, ha avuto un’altra idea sciocca. Ieri, a margine della premiazione del concorso di scrittura per le scuole Scriviamoci. Passami i tuoi pensieri e le tue emozioni in 30 righe (sic, il titolo non è una parodia), ha dichiarato […]

Grand Ludwig Hotel

castellobaviera

Questo pezzo è uscito sul Foglio.

Je suis Charlie? Mah. Piuttosto, Ich bin Ludwig, dunque via, via dall’Europa reale sanguinolenta delle islamofobie e islamofilie, e invece ecco innocenti evasioni in un’Europa regale e felix, sulle tracce del monarca più scapricciato e keynesiano che il vecchio continente abbia mai prodotto, Ludwig II di Baviera. Si parte col nostro Corano d’elezione, “Fratelli d’Italia” di Alberto Arbasino, in ultima edizione Adelphi con peso da bagaglio a mano, manuale di successo per ragazzi anni Sessanta, e fondamentale Baedeker e Tripadvisor per gite fuori porta.

Eccoci dunque all’aeroporto Strauss di Monaco, dove accoglie un alcolico Riesling Bar intitolato al principe cancelliere Metternich; e poi in autostrada, superando a sinistra l’Allianz Arena, il nuovo stadio della coppia Herzog-De Meuron che sembra un borsone Chanel capottato oppure un copertone di camion rovesciato, come se ne trovano tra i guard rail: seguendo scrupolosamente l’itinerario arbasiniano tra questi famosi castelli di Ludwig (1845-1886), si parte da Herrenchiemsee, una Versailles neanche tanto in miniatura su un lago nerissimo, mai abitata dal re amante del cemento e del laterizio al chiaro di luna; qui, si sale al piccolo villaggio di Prien su un battello Josef con poltroncine e tappezzerie verde tabacco dello stesso colore delle campagne tedesche che si sono attraversate; attraverso vetratine lucidissime del piroscafo, con effetto Hopper, si vedono dentro coppie di anziani con canetti che mangiano piccoli bratwurst e pretzl, seduti su divanetti di chintz rossi decorati a piccole casine e ancorette, tipo Naj Oleari negli anni Ottanta.

Tito Boeri, futuro presidente Inps, a favore dell’autoriduzione: è giusto andare al cinema e ai concerti pagando meno

Grazie a Ivan Carozzi e Marcello Junio Clerici per la segnalazione.

Youth, la giovinezza di Paolo Sorrentino

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Questa mattina è stato presentato al Festival del cinema di Cannes “Youth – la giovinezza“, il nuovo film di Paolo Sorrentino. Pubblichiamo l’intervista al regista di Paola Zanuttini, uscita per il Venerdì di Repubblica, ringraziando l’autrice e la testata. Nella foto, una scena del film (fonte immagine). Roma. Quando Harvey Keitel ha finito le riprese di La giovinezza […]

Un festival per raccontare la scrittura e gli scrittori

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Dal 18 al 24 maggio a Ravenna si terrà la seconda edizione di Scrittura festival. Pubblichiamo un intervento del direttore artistico Matteo Cavezzali. (Fonte immagine)

di Matteo Cavezzali

C’è chi scrive per raccontare una storia. C’è chi scrive per ammazzare il tempo. C’è chi scrive perché non sa fare altro. C’è chi scrive perché gliel’ha ordinato la maestra. C’è chi lo fa per necessità. C’è chi scrive per dire che è in ritardo, chi per mandare un bacio, c’è chi scrive perché un giorno non ci sarà più. C’è chi scrive per fermare un pensiero sulla carta. C’è chi scrive per non dimenticare, chi per dimenticare. C’è chi scrive prima di andare a letto e chi scrive perché non riesce a dormire. C’è chi scrive perché vuol ricevere apprezzamenti, c’è chi scrive perché non ha paura di farsi odiare. C’è chi scrive perché ha un libro in testa, c’è chi scrive perché vuole essere chiamato “scrittore”. C’è chi scrive perché non ha voce per gridare. C’è chi scrive come terapia. C’è chi scrive perché è innamorato e quella sera c’è la luna piena. C’è chi scrive perché si annoia. C’è chi scrive perché è stonato o non sa disegnare. C’è chi scrive perché si è trovato una penna in mano e un foglio bianco. C’è chi scrive davanti alla finestra, chi sul treno e chi sul water. C’è chi scrive perché il computer non riesce più a connettersi a internet. C’è chi scrive solo per portarsi a letto le ragazze. C’è chi scrive perché ha un rimorso.

Bernardo Bertolucci racconta il fratello Giuseppe

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Dal 18 al 24 maggio si terrà a Roma la prima edizione del festival “Giuseppe Bertolucci – il suo cinema, il suo teatro, la sua televisione”. Questa intervista a Bernardo Bertolucci sul fratello Giuseppe è stata pubblicata dal Venerdì di Repubblica.

“Gadda venne due o tre giorni a Baccanelli, dove abbiamo passato l’infanzia, io fino agli undici anni, Giuseppe fino ai sei. Molto sussiegoso com’era lui, Gadda parlava con Giuseppe e avvicinandoci abbiamo scoperto che dava del lei a Giuseppe di sei anni. E la cosa naturalmente ci esilarò tutti. Nessuno, o forse solo mia mamma, gli disse di passare al tu. Era troppo divertente sentirlo trattare Giuseppe così, come un adulto, e lo lasciavano fare”. Per ricordare il fratello Giuseppe a sei anni, Bernardo Bertolucci non avrebbe potuto trovare episodio più bello, rievocando con grazia e spontanea allegria l’atmosfera che si respirava crescendo con il padre poeta, Attilio Bertolucci.

Elogio della disobbedienza civile

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Qual è la differenza tra disobbedienza civile e nonviolenza? Quando i cittadini hanno il dovere di opporsi a uno stato ingiusto e come? E come farlo nell’Italia e nel mondo del XXI secolo?

È da poco uscito in libreria, per nottetempo, Elogio della disobbedienza civile di Goffredo Fofi. Dai tempi Thoreau a quelli Gandhi, dal “trentennio berlusconiano” alla nuova età della crisi: una mappa per chi oggi voglia ancora lottare. Riproduciamo qui qualche brano, ringraziamo editore e autore, e vi invitiamo a comprare e leggere questo libro.

Da Elogio della disobbedienza civile di Goffredo Fofi

La cultura

La cultura […] è diventata la merce fondamentale della distrazione, e chi ne vive accetta molto tranquillamente il proprio stato di sudditanza, contento che lo si lasci scrivere e fare cose inoffensive nella sostanza – le seconde perfino più delle prime, senza rapporto, si direbbe, con le idee dichiarate. Peraltro, si viene eletti e si va al governo grazie alle diverse forme di pubblicità che il potere mette in campo, e di questo noi italiani dovremmo saperne molto, reduci da trent’anni prima craxiani e poi berlusconiani – con la sinistra che è andata assumendo gli stessi modelli e di fatto si è suicidata, divenendo né più né meno che una fiacca variante della destra.

Gli scrittori del PEN si dividono sul Premio a Charlie Hebdo

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“Respingere il veto degli assassini”, così è intitolato l’intervento con cui il PEN AMERICA, il club internazionale degli scrittori fondato nel 1922, motiva la scelta di affidare il PEN/Toni and James C. Goodale Freedom of Expression Courage Award per il 2015 alla redazione di Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese che il 7 gennaio scorso ha subito l’attacco terrorista costato la vita a 12 persone. «Poche persone sono disposte a mettere in pericolo la propria vita per un mondo in cui ciascuno di noi può dire quello in cui crede. Avendo deciso di continuare le pubblicazioni dopo la strage di gennaio e l’attentato incendiario del 2011, la redazione di Charlie Hebdo ha preso quella strada», si legge nella motivazione.

Che cosa abbiamo fatto per meritarci Diego Fusaro?

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di Raffaele Alberto Ventura In principio era un sito Internet intitolato “La filosofia e i suoi eroi”. Nei primi anni Duemila, chi cercasse in rete informazioni su Platone o Aristotele poteva facilmente imbattersi in queste pagine redatte da uno studente torinese di nome Diego Fusaro. Il sito era una galleria di santini animata da una […]