La pioggia a Cracovia

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Questo è l’incipit dell’ultimo romanzo di Simone Consorti, in uscita per Ensemble edizioni. “La pioggia a Cracovia” è un libro fortemente mitteleuropeo, che richiama nello stile i romanzi brevi di Robert Walser e Joseph Roth.

Comunità immaginate

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Per me le comunità immaginate, come da titolo del libro di Benedict Anderson, sono un inganno, o meglio un modo facile di porre un problema sensato, che poi è quello del rapporto fra ideologia e realtà, fra mito e paura della morte. Bisogna prenderne atto, a parte il tema fondante del ricompattarsi della comunità immaginata ora in negativo su simboli e nemici, ora in positivo su punizioni e premi, su tradizioni e bandiere -il suo definirsi ora attraverso quello che non si è ora attraverso visioni statiche di un monolitico noi privo di soggetti pensanti la diversità- il solo modo per svelare l`invenzione di “tradizioni”, “nazioni”, “modelli familiari”, o appunto comunità fittiziamente unite da formanti come la lingua, le feste religiose, abitudini e usi, o solo l`episodio storico inventato sulle origini della cittadina di Springfield, è far emergere il plastico a grandezza naturale del “da dove si viene al mondo”. Partire, anche in senso fisico, dalla consapevolezza che fra le invenzioni di valori comuni e le situazioni reali plasmate nel tempo da invenzioni, c´è spesso un margine di continuità, e che le cose reali possono subire l`effetto di queste invenzioni, le comunità reali divenire il prodotto di comunità immaginate, o viceversa, quando il cittadino sconosciuto, il parente e il datore di lavoro anonimi, affiancano la statua del milite ignoto. Così dall`ossario anonimo, che si ama o si odia in modo assoluto e facile perché privo di individualità, seriale, nazionale, immutato nel tempo, e appunto non reale, è facile il travaso in un elenco telefonico di un paesino chiamato Italia, trovare lì le sue emanazioni in carne e ossa, perfino il numero di casa dei morti. In questo senso, più che la parola comunità, è la parola tradizione che rinvia a qualcosa che ti è consegnato, a una forma conoscitiva e valutativa basata su un accumulo di sapere e esperienze che proviene dal passato, o solo dall`abitudine a pensarle e a viverle nello stesso modo di sempre, e plasma il cervello di una maggioranza o di una minoranza come una sorta di sostituto degli a priori. Le tradizioni pretendono che la realtà resti conforme ai loro contenuti,  che siano valutate come positive o negative, buone o cattive il principio non cambia come il manicheismo di fondo. Alcune difendono i diritti umani, altre criminalizzano il diverso e l`irriducibile come loro possibile distruttore, ma tutte si sentono minacciate da chi non crede alla loro oggettività, sovente hanno bisogno di immaginare una minaccia, che esista o meno, e rifiutano l`idea di poter sparire, la rimuovono con la violenza, in questo appianandosi oggi alla tendenza mediatica a costruire una scienza per le masse, che azzera i giudizi di valore nel nome della “competenza”, e dando per scontato a monte, che tutto questo sia appunto scientifico, religioso verrebbe da dire. Alcuni quando dicono tradizioni dicono anche “precomprensione” perché “pregiudizio” suona male. La differenza linguistica rinvia a una differenza di percezione: pregiudizio, se i contenuti di una tradizione sono valutati come inattuali, superati, rispetto al senso comune di un` epoca. Precomprensione, se i contenuti sono condivisi dall`epoca, e mirano a rinnovarsi e persistere nel futuro. I diversi convivono fianco a fianco agli  uguali, e sono pluralisti. Gli uguali pretendono di vivere fianco a fianco a loro stessi, e sono totalitari. Comunità immaginate e tradizioni, oggi come ai tempi dei totalitarismi, non sono affatto qualcosa che viene inventato dall`alto da un`élite, o almeno non solo questo, sono anche qualcosa che viene intercettato dalle classi politiche populiste, e appartiene al fondale della vita di tutti i giorni, è già esistente nella società.

Miniature IV

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di Emanuele Modigliani Il ponte Superare l’era dell’acciaio significava avventurarsi in mondi di particelle vorticanti. Una scacchiera argentata descriveva uno scenario di incastri specifici e inalienabili. Era tutto dovuto e concreto, tutto all’ombra di cause ed effetti di ordine diverso, superiore, ma accessibile. Qui videro quello che videro. Non avevano il modo di descriverlo e […]

I giallo-verdi hanno vinto il derby

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di Marco Mantello   1. Ministero dell’agricoltura Certi uscieri diventano viola a vedere quella vacca di una suora sulle tracce di un inserto culturale Altri accettano scommesse sull’odore che farà domattina. È per quello che hanno tutti la mascherina Le Viviani è una vita che non sono più sorelle l’intervallo si prendono a spinte e […]

Miniature III

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di Emanuele Modigliani   Sui monti   Le montagne li contornavano con il loro potere di svettanti masse colorate, trampolini estremi verso mondi estremi. L’aria era così chiara e pulita che un sorso attento nei polmoni dava un capogiro controllato di felicità e la visuale si arrotondava addolcendosi sulle forme di quelle pietre invece così […]

“Caro avvocato degli italiani e dei diritti umani…”. Una lettera aperta a Giuseppe Conte

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di Marco Mantello Gli ultimi e i primi Caro avvocato degli italiani e dei diritti umani Conosco diverse persone qui a Berlino, ma ce ne sono tante anche in Danimarca, in Inghilterra e in diversi paesi europei, che hanno vissuto con il sussidio e alla fine hanno detto di no a un sistema di dare […]

made in italy

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di Marco Mantello Il bollino di certificazione autentica dei nostri valori e delle nostre leggi pare per un errore di stampa lo produrranno di forma identica a un chianti doc. Sarà simile quanto a spessore alle vetrine di Ferragamo e ai taleggi a chilometro zero alle ultime rilevazioni sulla presenza di pesci esotici nel mediterraneo […]

Una strada dedicata a Leogrande, ma in Albania

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Questo pezzo è uscito su “Repubblica”, che ringraziamo di Nicola Lagioia Ad Alessandro Leogrande sarà intitolata una strada. Non in Italia, ma in Albania. Leogrande, scomparso all’improvviso lo scorso novembre all’età di quarant’anni, è lo scrittore e intellettuale che il nostro paese forse non merita ma a cui dovrebbe dare ascolto, anche ora che non […]

La guerra civile degli italiani on line che la politica sfrutta senza pietà

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Questo pezzo è uscito su “La Repubblica”, che ringraziamo di Nicola Lagioia Una guerra civile incruenta per tutto ciò che non riguarda i nervi, il tempo perso e l’avvelenamento del clima emotivo sta incendiando l’Italia. È la rissa che i sostenitori delle opposte fazioni politiche ingaggiano ogni giorno sui social network. Non mi riferisco a […]

Un uomo guarda il suo computer

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di Marco Mantello Un uomo guarda il suo computer non curandosi della finestra né dell`aria che tira là fuori Secche le labbra, ferma la testa lì di fronte allo schermo spianato Un uomo guarda il suo computer è concentrato La sua stanza comincia dal cuore costruito per la festa del papà tutto rosso vermiglio arancione […]