La nuova traduzione di “Sotto il vulcano”

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Questo pezzo è uscito su Robinson-Repubblica, che ringraziamo. di Nicola Lagioia “Può essere considerata una sorta di sinfonia, o un’opera, perfino un western. È una profezia, un monito politico, un criptogramma, una musica hot, una canzone, una tragedia, una commedia, una farsa e così via”. Con queste parole Malcolm Lowry descriveva Sotto il vulcano a […]

La battaglia (politica) per la lettura e le prossime elezioni

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Questo pezzo è uscito su La Repubblica, che ringraziamo.

di Nicola Lagioia

Giuseppe Di Vittorio da adolescente era ancora un semianalfabeta. Quando capì che far valere i suoi diritti in quelle condizioni era impossibile, si procurò un vocabolario. Sono passati anni, ma nell’Italia del XXI secolo l’analfabetismo funzionale che Tullio De Mauro ha combattuto per una vita affligge larghi strati della popolazione, e l’ultimo rapporto Istat racconta un paese di pochi lettori forti contrapposti a una marea di non-lettori in aumento. Nei paesi più evoluti si legge di più. Ma al tempo stesso proprio i paesi in cui si legge molto – e quelli in cui si investe in cultura e istruzione – sono destinati a progredire più degli altri. Tra meno di due mesi si va a votare. Poiché nessuno degli schieramenti politici ha ancora indicato le proprie idee (sempre che ce ne siano) per favorire quella che potremmo chiamare “la battaglia per la lettura” (sempre che chi aspira a governare la ritenga importante), proviamo a dare qualche suggerimento. Anche da questi aspetti sarà possibile capire chi guarda al 4 marzo pensando solo alle prossime elezioni, e chi anche alle prossime generazioni.

C’era una volta l’America

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Questo pezzo è uscito in forma ridotta su Robinson di Repubblica, che ringraziamo. di Nicola Lagioia A lungo il Nord America è stato per noi europei il più ingannevole degli specchi. Guardando al di là dell’Atlantico abbiamo creduto con arroganza di riconoscere in quelle terre il nostro esperimento più audace (come se il cuore occulto […]

Lo stato del fumetto italiano – intervista a Bagnarelli, Fior, Gipi, Dr.Pira, Ratigher, Tota.

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Questo pezzo è uscito su Linus, che ringraziamo. Il mercato italiano del fumetto è oggi il quarto al mondo e cresce del 37% annuo, secondo le stime più recenti dell’AIE, per un valore (secondo una stima indipendente di Matteo Stefanelli dell’Università Cattolica di Milano) di circa 200 milioni di euro. Un dato tanto più significativo […]

Quando la pagina alza la voce, dietro le quinte dell’audiolibro

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A un vate del teatro come Paolo Poli è capitato, leggendo ad alta voce I Promessi Sposi, che le lacrime spezzassero la fluidità dell’interpretazione proprio nel passaggio sulla conversione dell’Innominato. Commozione. Per Michela Murgia, che ha dato voce al suo Accabadora, fare un audiolibro è stato un po’ come andare dall’analista: «Pensavo di essere preparata perché in fin dei conti l’ho scritto io, quel romanzo. Invece no. È stato completamente diverso, sorprendente, mi ha rivelato a me stessa. Quando ho finito, avrei voluto sedermi e riscriverlo daccapo, non mi piaceva più. D’ora in poi, prima di consegnare un libro al mio editor lo rileggerò sempre ad alta voce». Simile la reazione di Sandro Veronesi dopo aver narrato il suo Caso calmo. Claudio Santamaria, che ha prestato la voce alla trilogia Millennium di Stieg Larsson, non voleva più uscire dalla sala di registrazione.

A snocciolare curiosità e retroscena del libro parlato, o ascoltato, è Flavia Gentili, trent’anni da libraia e dieci come direttrice di produzione e regista di Emons, casa editrice specializzata in audiolibri che ha scelto fin dai suoi esordi – nel 2007 – di affidare la lettura a voci e volti noti. «Non poteva essere diversamente perché i librai, forti del fatto che in Italia gli audiolibri non tiravano, ci consideravano l’ennesimo tentativo destinato a fallire. In Germania, invece, vendevano bene e furono proprio tre tedeschi a lanciarsi in questa avventura tutta romana», racconta Gentili. All’inizio il gruppo di lavoro era composto da tre persone, una scommessa. Eppure la proposta è arrivata, complice il contesto sociale in cui è nata. Gli italiani iniziavano a prendere confidenza con il digitale e con l’idea di poter acquistare e scaricare materiale online.

Oltre il confine: Nicola Lagioia racconta il Salone del Libro 2017

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Da qualche mese Nicola Lagioia è il direttore del Salone del Libro di Torino. Pubblichiamo l’editoriale apparso oggi sulla Stampa in cui anticipa i temi e i primi ospiti della trentesima edizione. Auguri e buon lavoro da tutta minima&moralia. (Immagine: l’illustrazione di Gipi per il Salone del Libro di Torino 2017)

di Nicola Lagioia

Un libro che scavalca un muro, nell’anno della Brexit e dell’elezione di Donald Trump. Un’immagine forte, affidata al manifesto di Gipi, rappresenterà la XXX edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Tra una manifestazione che fosse una semplice vetrina editoriale, e un’idea di cultura in grado di incidere, per ciò che ci è possibile, sulla realtà, non abbiamo avuto dubbi sin dall’inizio.

I difetti fondamentali – intervista a Luca Ricci

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È appena uscito il tuo nuovo libro I difetti fondamentali. Non solo un libro di racconti con una major, nel 2017, ma addirittura un libro di racconti sugli scrittori. Come hai fatto a convincere Rizzoli?

Nell’autunno 2015 si è svolto un pranzo di lavoro a Milano, tra me e due figuri che si sono qualificati come Michele Rossi (responsabile narrativa italiana Rizzoli) e Stefano Izzo (editor narrativa italiana Rizzoli). Di lavorare insieme a un «libro di racconti»- espressione che è l’equivalente culturale di «Frau Blücher» in Frankenstein Junior, insomma fa imbizzarrire gli editori- me l’hanno proposto loro. Io sulle prime ho pensato a uno scherzo, poi invece mi è arrivato addirittura un contratto. Le questioni tra editore e scrittore sono storie d’amore, e Rizzoli ha saputo corteggiarmi, non c’è dubbio.

Il Salone di Torino a Milano e altre sfide al buon senso. L’intervento di Giuseppe Laterza.

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Pubblichiamo, ringraziando l’autore, il testo dell’intervento tenuto da Giuseppe Laterza all’assemblea degli editori dell’8 settembre presso il Circolo dei Lettori di Torino a proposito del Salone del Libro di Torino e della Fiera del Libro di Milano.

di Giuseppe Laterza

Come credo tutti voi, sono preoccupato dall’esito più probabile della vicenda che contrappone l’AIE al Salone del Libro di Torino.

Non solo per il motivo che Sandro Ferri stamattina espone sinteticamente sul Corriere – due ‘saloncini’ non ne fanno uno – in fondo, si potrebbe dire che è ‘parva materia’ e preoccuparsi di cose ben più gravi, come lo strapotere di Mondadori o Amazon…

Condominio Italia: la lite sul Salone del Libro

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Questo pezzo è uscito su La Repubblica di Nicola Lagioia Con la decisione dell’Aie di spostare a Milano il Salone del libro, persino il mondo dell’editoria dimostra come l’Italia sia ancora il paese dei comuni, divisa su tutto, incapace di elaborare una politica unitaria in un settore tanto importante quanto fragile come la promozione della […]

Caro Marcel

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Caro Marcel,

ho finito di leggere il tuo manoscritto “Alla ricerca del tempo perduto”, che mi hai sottoposto per la pubblicazione. Mi scuso vivamente per il fatto che questa risposta arrivi dopo la tua sopravvenuta morte. Sono stato incasinato, mi cospargo il capo di cenere.

D’altra parte i tuoi quaderni assommano a circa 3000 pagine, di scrittura molto densa, “letteraria”, e non è stato facile individuare l’inizio e la fine dei diversi libri (oltre al fatto che molti personaggi cambiano nome, si perdono di vista, ecc….). In generale c’è una forte componente saggistica, che non facilita le cose. Sinceramente l’ho letto integralmente perché sei tu.