Il Salone di Torino a Milano e altre sfide al buon senso. L’intervento di Giuseppe Laterza.

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Pubblichiamo, ringraziando l’autore, il testo dell’intervento tenuto da Giuseppe Laterza all’assemblea degli editori dell’8 settembre presso il Circolo dei Lettori di Torino a proposito del Salone del Libro di Torino e della Fiera del Libro di Milano.

di Giuseppe Laterza

Come credo tutti voi, sono preoccupato dall’esito più probabile della vicenda che contrappone l’AIE al Salone del Libro di Torino.

Non solo per il motivo che Sandro Ferri stamattina espone sinteticamente sul Corriere – due ‘saloncini’ non ne fanno uno – in fondo, si potrebbe dire che è ‘parva materia’ e preoccuparsi di cose ben più gravi, come lo strapotere di Mondadori o Amazon…

Condominio Italia: la lite sul Salone del Libro

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Questo pezzo è uscito su La Repubblica di Nicola Lagioia Con la decisione dell’Aie di spostare a Milano il Salone del libro, persino il mondo dell’editoria dimostra come l’Italia sia ancora il paese dei comuni, divisa su tutto, incapace di elaborare una politica unitaria in un settore tanto importante quanto fragile come la promozione della […]

Caro Marcel

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Caro Marcel,

ho finito di leggere il tuo manoscritto “Alla ricerca del tempo perduto”, che mi hai sottoposto per la pubblicazione. Mi scuso vivamente per il fatto che questa risposta arrivi dopo la tua sopravvenuta morte. Sono stato incasinato, mi cospargo il capo di cenere.

D’altra parte i tuoi quaderni assommano a circa 3000 pagine, di scrittura molto densa, “letteraria”, e non è stato facile individuare l’inizio e la fine dei diversi libri (oltre al fatto che molti personaggi cambiano nome, si perdono di vista, ecc….). In generale c’è una forte componente saggistica, che non facilita le cose. Sinceramente l’ho letto integralmente perché sei tu.

Via Sellerio a Palermo, per ricordare Enzo ed Elvira

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Oggi a Palermo il sindaco Leoluca Orlando scoprirà la targa che intitola il tratto finale di via Siracusa alla memoria di Enzo e Elvira Sellerio. Pubblichiamo per l’occasione un pezzo di Piero Melati uscito sul Venerdì, ringraziando l’autore e la testata.

di Piero Melati

Per prima cosa hanno abbattuto il muro. Una parete che, nella storica sede palermitana della casa editrice Sellerio, divideva gli uffici di Enzo e di Elvira, dopo la separazione della coppia.

Ma fu vera separazione? I due continuarono ad abitare in appartamenti attigui, di fronte la sede (dove sorge anche il magazzino dei libri e dove giù avevano vissuto i loro genitori), continuarono a lavorare vicini (pur con ruoli diversi), continuarono a frequentarsi e ad aver cura l’uno dell’altro. «Basta muro: papà e mamma ne sarebbero contenti» dicono i figli, Antonio e Olivia.

Letteratura integrale o distillata?

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Si sta molto discutendo in questi giorni sull’opportunità di pubblicare romanzi “distillati”, cioè tagliati per facilitarne la lettura. Interpellato sull’argomento, mi è sembrato che la lunghezza (per alcuni eccessiva) di certi romanzi offrisse uno spunto per una piccola riflessione su certe caratteristiche della letteratura. Il pezzo è uscito su Repubblica. Cosa cerchiamo davvero quando ci mettiamo a scrivere o a leggere un romanzo? Oltre alle […]

L’editoria italiana e l’anno che verrà

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di Pierfrancesco Matarazzo

Dopo crisi, proclami di disfatta, riorganizzazioni, fusioni, acquisizioni e diaspore, il 2016 si apre per l’editoria italiana e per i lettori che in essa sperano, con molte attese per l’anno che verrà.

L’acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori dovrebbe ricevere il parere dell’Autorità garante per la Concorrenza e il Mercato nel primo trimestre dell’anno, ma soprattutto vedremo i primi passi del gigante italiano dell’editoria che si troverà ad integrare marchi fino a poco tempo fa in lotta fra di loro (Mondadori, Einaudi da un lato e Rizzoli e Bompiani dall’altro, solo per citare i maggiori).

Il libro di carta vola dritto nel futuro

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Questo articolo è uscito sul Foglio, che ringraziamo (fonte immagine).

C’è stato un momento, qualche anno fa, in cui farsi vedere con un libro in mano, o dentro la busta di carta della libreria, equivaleva ad ammettere di essere antichi. Superati, polverosi, resistenti alla modernità. Persone piene di fiducia nel futuro hanno buttato, regalato o venduto alle bancarelle la maggior parte dei libri posseduti, per l’euforia di fare spazio, di tenere tutto dentro un Kindle, di sentirsi liberi e nuovi, digitali e pronti per una vacanza in barca. In barca infatti bisogna sempre portare il Kindle, perché la salsedine rovina la carta e perché si viaggia leggerissimi.

Bussola a Est: il libro di Mathias Énard ha vinto il premio Goncourt

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Questa mattina Boussole, l’ultimo romanzo di Mathias Énard, ha vinto il premio Goncourt, il più prestigioso tra i premi letterari francesi. Già onorato in passato del Prix Goncourt des Lycéeen (attribuito da 50 licei francesi sulla base di una selezione della stessa Académie) con Parlami di battaglie, di re e di elefanti Énard (Rizzoli), Énard è stato guardato fin dall’esordio La perfection du tir come una delle voci più significative della nuova letteratura francese. Animatore di Inculte, collettivo di scrittori attivo soprattutto negli anni zero, salito agli onori delle cronache letterarie mondiali con Zona (Rizzoli), considerato il suo lavoro migliore, lo scrittore unisce in ogni suo libro uno stile alto e sofisticato a uno sguardo lucido sul presente, con un respiro europeo e mondiale. Già narratore delle primavere arabe (Via dei ladri – Rizzoli), studioso orientalista, ha dichiarato a proposito di Boussole: “Uno degli obiettivi era lottare contro l’immagine semplicistica e immaginaria di un Oriente mussulmano e nemico, mostrando tutto ciò che ci ha portato…”.

Pubblichiamo di seguito un pezzo di Carlo Mazza Galanti uscito su IL di ottobre, ringraziando l’autore e la testata. Il romanzo uscirà in Italia nel 2016 da e/o, nella traduzione di Yasmina Melaouah (fonte immagine).

Fare giornalismo in Calabria: il caso La Provincia

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(Nella foto, L’enigma di una giornata di Giorgio De Chirico. Fonte immagine)

di Enrico Miceli

Fare giornalismo in Calabria può anche significare che ti svegli al mattino, bevi un caffè al volo e ti precipiti in redazione per non fare tardi. Poi arrivi lì, accaldato perché è il primo di agosto, sali le scale, apri la porta, e la redazione non c’è più. Guardi meglio, forse hai sbagliato piano. No no, è il piano giusto, è proprio che la redazione non c’è più, è scomparsa. Niente computer, niente server, niente cuffie, niente telefoni, niente di niente, neanche le penne. I tuoi appunti, i tuoi documenti, i numeri telefonici, tutto sparito.

Un casino immenso

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Questo pezzo è uscito sul numero di agosto di Linus. Ringraziamo gli autori e la testata.

di Valerio Mattioli e Raffaele Alberto Ventura

Alla fine era nell’aria: al di fuori dei canali che una volta avremmo detto tradizionali, e a fianco delle testate che per decenni sono servite come riferimento per il “dibattito politico-culturale” – qualunque significato decidiate di dare alla famigerata formula – si è sviluppata negli ultimi anni una… come vogliamo chiamarla? New wave dell’opinionismo da terza pagina? Giovane scena intellettual-letteraria? Nuova generazione del giornalismo più o meno critico, più o meno militante?