Ricordando Luca Rastello

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Due anni fa ci lasciava Luca Rastello, intellettuale e scrittore capace come pochi di incidere sul nostro tessuto. Per ricordarlo, pubblichiamo la definizione della parola “penultime” scritta da Rastello per il Dizionario affettivo della lingua italiana, pubblicato da Fandango nel 2008, curato da Matteo B. Bianchi e co-curato da Giorgio Vasta.

di Luca Rastello

PENULTIME

Sono le cose di cui si può scrivere e di cui verosimilmente vale la pena scrivere. Forse le sole a soddisfare entrambe le condizioni. Non le ultime, perché non sono esperibili o, almeno lo sono quando è difficile ormai tenere una penna in mano o maneggiare una tastiera. Non le prime, perché avvolte in un passato immemore, anteriore al risveglio della consapevolezza.

“Vita e morte delle aragoste” di Nicola H. Cosentino: un estratto

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È in libreria Vita e morte delle aragoste di Nicola H. Cosentino (Voland): ne pubblichiamo un estratto ringraziando l’editore e vi segnaliamo che mercoledì 5 luglio alle 18.30 l’autore presenta il romanzo alla libreria Assaggi di Roma con Paolo Di Paolo.

È in libreria Vita e morte delle aragoste di Nicola H. Cosentino (Voland): ne pubblichiamo un estratto ringraziando l’editore e vi segnaliamo che mercoledì 5 luglio alle 18.30 l’autore presenta il romanzo alla libreria Assaggi di Roma con Paolo Di Paolo. (Fonte immagine)

di Nicola H. Cosentino

Il toro e la bottiglia
2005, estate

Per un periodo, al liceo, gli piacque l’idea delle corride. A me no, a me hanno sempre fatto senso, ma per Vincenzo erano l’anima di sangue della Spagna, e la Spagna lo appassionava. Quando andammo a Siviglia non lo propose neppure, gli venne in mente la Maestranza che già eravamo di ritorno, ma a diciott’anni si arrampicava in rischiose metafore le cui parti erano il toro, il torero, le sue ragazze e lui. Sugli spalti nessuno. Diceva di amare in modo esagerato, e di gestire la passione come il matador col toro nell’arena, che provoca e rabbonisce fino allo sfinimento. Vero.

“Angelica e le comete” di Fabio Stassi: un estratto

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Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dall’ultimo libro di Fabio Stassi, Angelica e le comete, pubblicato da Sellerio. Il libro contiene dieci illustrazione di Alfonso Prota.

di Fabio Stassi

Parte prima: La bottega di Clemente

Ogni sera, appena esco dalla biblioteca dove lavoro, mi fermo in una libreria d’antiquariato, a pochi passi dalla stazione. Prima che i miei malesseri me lo impedissero, in queste botteghe trascorrevo molte ore. Quando abitavo ancora a Roma, avevo costruito negli anni una geografia di amicizie e di nascondigli. Avevo punti di riferimento in ogni quartiere, e spesso, in posti diversi, incontravo le stesse persone. Il bene più prezioso era la facoltà di scialare il tempo, inoperoso. A volte, entravo in una chiesa, mi sedevo, mi mettevo a leggere. La mia libreria preferita la raggiungevo a piedi. Si trovava in un caseggiato a via della Lungara, sotto al carcere di Regina Coeli. Sull’argine del Tevere svolazzavano le rondini, con le loro ali nere. I platani erano pieni di foglie e si allungavano oltre i muri di contenimento, nel vuoto. Ma allora ero un ragazzo.

Stregati: “Il senso della lotta” di Nicola Ravera Rafele

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Nicola Ravera Rafele è candidato al Premio Strega con il romanzo Il senso della lotta (Fandango): ne pubblichiamo un estratto ringraziando l’autore e l’editore.

di Nicola Ravera Rafele

Corro tutte le mattine dispari della settimana. Mi impongo il lunedì, il mercoledì e il venerdì, un argine al fluire dei giorni. Se non lo facessi, abiterei uno stato di perenne stordimento. Corro per un’ora, lo faccio per confondermi, per spossarmi, per affrontare la giornata con il cerchio alla testa e i battiti cardiaci accelerati.

“Il cuore è un cane senza nome” di Giuseppe Zucco: un estratto

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È in libreria Il cuore è un cane senza nome, romanzo d’esordio di Giuseppe Zucco (minimum fax): pubblichiamo un estratto e vi segnaliamo che domani, mercoledì 7 giugno, alle 19.30 l’autore presenta il libro da Giufà a Roma con Antonio Pascale.

Lei lo aveva lasciato, e lui aveva continuato come nulla fosse. La mattina andava a lavorare, la sera tornando a casa comprava il pane, la notte dava due giri di chiave alla porta prima di spegnere le luci. Era tutto sotto controllo, diceva, e sgranava i denti davanti ai quattro amici che gli avevano dato appuntamento in centro, per una birra, cercando di capire come stava.

L’industria alimentare e la scomparsa dei cibi che più amiamo

Simran Sethi photo credit Cem Ersavci_newsletter

Pubblichiamo un estratto dal libro di Simran Sethi Bread, Wine, Chocolate. La lenta scomparsa dei cibi che più amiamo, pubblicato da Slow Food editore, che ringraziamo. Simran Sethi sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino con Carlo Petrini e Stefano Liberti sabato 20 maggio alle 13:30, in Arena Piemonte, per l’incontro dal titolo “L’industria alimentare e la scomparsa dei cibi che più amiamo”.

di Simran Sethi

Trovarmi nella sede storica della Tcho (in seguito si è trasferita) era come finire dentro un sogno di Willy Wonka: Charlie e la fabbrica di cioccolato. Brad mi ha portato in sala conferenze spiegandomi che stavano dando gli ultimi ritocchi a un nuovo cioccolato alla nocciola; ce n’erano scaglie sparse su tutto il tavolo. «Si serva», mi ha detto; ho sorriso beata: «Sono a posto così, grazie». Quell’intervista di venti minuti si è protratta per quasi due ore.

La storia di Brad mi ha catturato: il viaggio di un uomo che aveva iniziato studiando la chimica degli sciroppi di zucchero, finendo per produrre un cioccolato pluripremiato. Poi mi ha raccontato di quando ha condiviso quel cioccolato con i contadini che avevano coltivato il cacao – gente che non aveva mai«Si assaggiato una tavoletta di cioccolato –, «uno dei momenti più importanti di tutta la mia vita». Cominciavo a rimpiangere la scelta di depurarmi. Mentre chiudevamo l’intervista, Brad ha chiesto se volessi visitare la fabbrica.

Tutti i film portano a Roma

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Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dal libro di Oscar Iarussi Andare per i luoghi del cinema, pubblicato dalle edizioni Il Mulino.

Oltre un varco appena aperto, in una camera stagna si palesano dei magnifici affreschi che subito dopo svaniscono al contatto con l’aria, nello stupore impotente degli esploratori. È una sequenza di Roma (1972) di Federico Fellini dedicata alla scoperta casuale di vestigia dell’età imperiale durante gli scavi per la costruzione della metropolitana (ancora oggi lavori in corso nella capitale).

Tommaso Landolfi e la parola morta

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Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dal libro di Matteo Moca Tra parola e silenzio – Landolfi, Perec, Beckett.

Nel 1964, con un racconto contenuto nella raccolta Tre racconti, Tommaso Landolfi porta all’estremo la sua riflessione sul linguaggio, in una storia che si concluderà con un sacrificio rituale all’altare dell’impossibilità di comunicazione e del silenzio. Si tratta di La muta, racconto di chiaro impianto dostojevskiano riconoscibile nei risvolti dell’incubo che si consuma. La storia viene raccontata in un’atmosfera ambigua, in cui non è facile distinguere nettamente atrocità e sublimazione, mancato abbandono sessuale e successiva punizione, sorretta da una lucidità narrativa capace di consegnare all’ansia diffusa e alla nevrosi del protagonista l’ambiguità di cui si parlava.

La stanza di Therese: un estratto

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Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dall’ultimo libro di Francesco D’Isa, La stanza di Therese (tunué).

di Francesco D’Isa

Ho contemplato il panorama di questa stanza fino allo sfinimento e ho ripetutamente imposto posizioni, ruoli e confini agli oggetti che mi circondano. I libri, soprattutto. Ne ho acquistati a sufficienza da creare tre ziggurat sulla scrivania (li impilo dal più grande al più piccolo) e due sui comodini, mentre il rimanente dorme nei cassetti.

Geoanarchia. Appunti di resistenza ecologica: un estratto

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È in libreria Geoanarchia. Appunti di resistenza ecologica di Matteo Meschiari, edito da Armillaria: ne pubblichiamo un estratto e vi segnaliamo che oggi, martedì 18 aprile, alle 18.30 l’autore presenta il libro da Modusvivendi a Palermo. (Fonte immagine: NASA)

di Matteo Meschiari

Primitivo/Primario

L’arte pensata al di fuori di un ecosistema è astratta. La sua astrazione può avere senso, può essere coerente, può avere un valore estetico, ma tagliare i legami con la terra equivale a tradire una parte essenziale di noi. Significa escludere un’area del cervello che proprio sul modello del mondo naturale ha sviluppato la propria ecologia.