L’industria alimentare e la scomparsa dei cibi che più amiamo

Simran Sethi photo credit Cem Ersavci_newsletter

Pubblichiamo un estratto dal libro di Simran Sethi Bread, Wine, Chocolate. La lenta scomparsa dei cibi che più amiamo, pubblicato da Slow Food editore, che ringraziamo. Simran Sethi sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino con Carlo Petrini e Stefano Liberti sabato 20 maggio alle 13:30, in Arena Piemonte, per l’incontro dal titolo “L’industria alimentare e la scomparsa dei cibi che più amiamo”.

di Simran Sethi

Trovarmi nella sede storica della Tcho (in seguito si è trasferita) era come finire dentro un sogno di Willy Wonka: Charlie e la fabbrica di cioccolato. Brad mi ha portato in sala conferenze spiegandomi che stavano dando gli ultimi ritocchi a un nuovo cioccolato alla nocciola; ce n’erano scaglie sparse su tutto il tavolo. «Si serva», mi ha detto; ho sorriso beata: «Sono a posto così, grazie». Quell’intervista di venti minuti si è protratta per quasi due ore.

La storia di Brad mi ha catturato: il viaggio di un uomo che aveva iniziato studiando la chimica degli sciroppi di zucchero, finendo per produrre un cioccolato pluripremiato. Poi mi ha raccontato di quando ha condiviso quel cioccolato con i contadini che avevano coltivato il cacao – gente che non aveva mai«Si assaggiato una tavoletta di cioccolato –, «uno dei momenti più importanti di tutta la mia vita». Cominciavo a rimpiangere la scelta di depurarmi. Mentre chiudevamo l’intervista, Brad ha chiesto se volessi visitare la fabbrica.

Tutti i film portano a Roma

annamagnani

Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dal libro di Oscar Iarussi Andare per i luoghi del cinema, pubblicato dalle edizioni Il Mulino.

Oltre un varco appena aperto, in una camera stagna si palesano dei magnifici affreschi che subito dopo svaniscono al contatto con l’aria, nello stupore impotente degli esploratori. È una sequenza di Roma (1972) di Federico Fellini dedicata alla scoperta casuale di vestigia dell’età imperiale durante gli scavi per la costruzione della metropolitana (ancora oggi lavori in corso nella capitale).

Tommaso Landolfi e la parola morta

tommaso landolfi

Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dal libro di Matteo Moca Tra parola e silenzio – Landolfi, Perec, Beckett.

Nel 1964, con un racconto contenuto nella raccolta Tre racconti, Tommaso Landolfi porta all’estremo la sua riflessione sul linguaggio, in una storia che si concluderà con un sacrificio rituale all’altare dell’impossibilità di comunicazione e del silenzio. Si tratta di La muta, racconto di chiaro impianto dostojevskiano riconoscibile nei risvolti dell’incubo che si consuma. La storia viene raccontata in un’atmosfera ambigua, in cui non è facile distinguere nettamente atrocità e sublimazione, mancato abbandono sessuale e successiva punizione, sorretta da una lucidità narrativa capace di consegnare all’ansia diffusa e alla nevrosi del protagonista l’ambiguità di cui si parlava.

La stanza di Therese: un estratto

MinimaEtmoralia_Therese

Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dall’ultimo libro di Francesco D’Isa, La stanza di Therese (tunué).

di Francesco D’Isa

Ho contemplato il panorama di questa stanza fino allo sfinimento e ho ripetutamente imposto posizioni, ruoli e confini agli oggetti che mi circondano. I libri, soprattutto. Ne ho acquistati a sufficienza da creare tre ziggurat sulla scrivania (li impilo dal più grande al più piccolo) e due sui comodini, mentre il rimanente dorme nei cassetti.

Geoanarchia. Appunti di resistenza ecologica: un estratto

nasa-89116

È in libreria Geoanarchia. Appunti di resistenza ecologica di Matteo Meschiari, edito da Armillaria: ne pubblichiamo un estratto e vi segnaliamo che oggi, martedì 18 aprile, alle 18.30 l’autore presenta il libro da Modusvivendi a Palermo. (Fonte immagine: NASA)

di Matteo Meschiari

Primitivo/Primario

L’arte pensata al di fuori di un ecosistema è astratta. La sua astrazione può avere senso, può essere coerente, può avere un valore estetico, ma tagliare i legami con la terra equivale a tradire una parte essenziale di noi. Significa escludere un’area del cervello che proprio sul modello del mondo naturale ha sviluppato la propria ecologia.

La Barcellona di Manuel Vázquez Montalbán

manuel-vazquezmontalban

Pubblichiamo, ringraziando l’autore e l’editore, la prefazione di Gianni Mura al libro di Giuliano Malatesta El niño del balcón, uscito per Giulio Perrone editore.

Non è un colpo basso perché è un colpo al cuore sapere com’è fatta la piazza che Barcellona ha dedicato a uno dei suoi cantori più assidui e appassionati: Manuel Vázquez Montalbán. Nell’orgia di cemento che è la plaza dura Pepe Carvalho si fermerebbe solo per pisciare, magari in compagnia di Biscuter, dopo una robusta mangiata in una trattoria del Raval. Quanto a Manolo, troppo educato per farlo. El ni- ño del balcon, diventato el hombre del balcón, guarderebbe scuotendo la testa. Essere ricordati così male è peggio che essere dimenticati.

“Una storia nera”: un estratto

antonella_lattanzi_una_storia_nera

È in libreria Una storia nera, il nuovo romanzo di Antonella Lattanzi (Mondadori): ne pubblichiamo un estratto e vi segnaliamo due incontri con l’autrice: oggi, lunedì 3 aprile, alle 18.30 da Feltrinelli Duomo a Milano con Daria Bignardi; martedì 11 aprile alle 18.30 da Feltrinelli Galleria Colonna a Roma con Florinda Fiamma, Valerio Mastandrea e Elena Stancanelli.

Svegliàti uno a uno prima dell’alba dallo squillo del telefono, Carla – che dormiva stretta a Mara, a cercare rassicurazione –, Rosa – stretta anche lei nel letto della madre –, Nicola – che al suono del telefono balzò su come uno che gli stanno tenendo giù la testa e sta affogando –, Livia – che si svegliò di rimando, si guardò intorno, sognava di stare in mezzo al deserto, aveva così tanta sete –, Nuccia, la donna delle pulizie di Vito – in camicia da notte nel letto con suo marito Gianni, si sedette di colpo e s’infilò le pantofole mentre rispondeva –, Roberto e Marco – gli unici due colleghi che Vito aveva presentato alla famiglia –, risposero tutti tra il sonno e la paura: Non lo so.

Shils: il populismo americano, tra opinione pubblica e complottismo

dt

È appena uscito per Mondadori Populismo. Teorie e Problemi di Manuel Anselmi, un saggio sulle categorie di analisi del fenomeno populista. Di seguito un estratto dal capitolo su Edward Shils, un classico della sociologia, che già negli anni Cinquanta sottolineava i rischi di una deriva populista della società statunitense. Ringraziamo l’autore e l’editore.

di Manuel Anselmi

Il contributo del sociologo americano Edward Shils allo studio dei fenomeni populistici si inquadra nella sua riflessione sulla società dal punto di vista struttural-funzionalistico, approccio che condivise con Talcott Parsons. Shils affronta questo tema con particolare attenzione nel saggio del 1956 Torment of Secrecy.

Ugo Tognazzi: il comico fisiologico

tognazzi

Il 23 marzo 1922 nasceva a Cremona Ugo Tognazzi. Riproponiamo l’estratto da Hollywood sul Tevere. Storie scellerate di Giuseppe Sansonna a lui dedicato, ringraziando autore e editore.

Un giorno non meglio precisato del 1965, un trafelato Antonio Pietrangeli irrompe a casa di Ugo Tognazzi. Ha bisogno, in tempi brevissimi, di un suo cameo, a qualsiasi costo. Sta girando Io la conoscevo bene: la protagonista è una giovanissima Stefania Sandrelli, non ancora vedette, e i produttori gli hanno imposto la presenza nel cast di una star affermata. Qualcuno del calibro di Tognazzi. Che, però, è ormai così richiesto da essere già impegnato, in contemporanea, su ben due set. Non ha un minuto libero ma, da istintivo conoscitore di uomini, è affascinato da Pietrangeli. Gli riconosce uno sguardo sottile, capace di non cadere mai nella costruzione di facili macchiette, abbondanti invece anche dalle parti nobili della commedia all’italiana.

Essere diretto da lui, poco tempo prima, nel Magnifico cornuto lo ha esaltato e traumatizzato. Ripetere una scena anche quindici volte, perché ogni dettaglio sia perfetto, anche nei movimenti delle comparse sullo sfondo, è un metodo di lavoro deleterio per il temperamento dell’attore cremonese, per quanto gratificante possa rivelarsi il risultato finale.

“La più amata” di Teresa Ciabatti: un estratto

la più amata teresa ciabatti

È in libreria La più amata, il nuovo romanzo di Teresa Ciabatti (Mondadori): ne pubblichiamo un estratto ringraziando l’autrice e l’editore. (Foto: Giulia Bertelli)

Io sono la regina, mi rimiro nello specchio.
Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quarantaquattro anni, e a ventisei dalla sua morte decido di scoprire chi fosse davvero mio padre. Diventa la mia ossessione. Non ci dormo la notte, allontano amici e parenti, mi occupo solo di questo: indagare, ricordare, collegare. A quarantaquattro anni do la colpa a mio padre per quello che sono. Anaffettiva, discontinua, egoista, diffidente, ossessionata dal passato. Litio ed Efexor prima, Prozac e Rivotril poi, colpa tua, solo colpa tua, papà.