Come svanire completamente: l’amore secondo Baronciani

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Questo pezzo è uscito su Robinson – la Repubblica. Vi segnaliamo che mercoledì 15 febbraio alle 21 Nadia Terranova e Alessandro Baronciani presentano Come Svanire Completamente al Circolo dei Lettori di Torino nell’incontro Pezzi d’amore, nell’ambito del festival In nome dell’amore ideato e diretto da Antonio Pascale

Serena ha lunghi capelli castani e un viso da bambina triste, vive su una penisola che una volta era staccata dalla terraferma, indossa autoreggenti a righe e canottiere, scrive annunci sui giornali e non sa separarsi dagli oggetti che le ricordano qualcosa: se ne tocca uno, dice, può rievocare il micro-sentimento inscatolato al suo interno.

“Storie del Barrio”: intervista a Bartolomé Seguí

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(foto di Chiara Pasqualini)

di Giulia Gabriele

Alla libreria Borri Books della Stazione Termini, martedì 22 novembre il fumettista spagnolo Bartolomé Seguí ha presentato Storie del Barrio (Tunué), graphic novel realizzato insieme allo scrittore e illustratore Gabi Beltrán che, rievocando la sua adolescenza, ha dato vita ai testi.

Opera a quattro mani, dunque, che racconta la storia di un quartiere periferico di Palma di Maiorca e dei suoi ragazzi di strada, negli anni Ottanta.

Tavola dopo tavola conosciamo il giovane Gabi e i suoi amici: Benjamín, Arnaud, Falen, El Gato, Ramos, Cardona… Fuggono dalle loro case molto presto (prima dell’alba per vendere i giornali ai semafori), e vi tornano, se vi tornano, tardi la notte (dopo aver aiutato l’ultimo marinaio americano in licenza a trovare la sua “señorita”).

Autoproduzione dammi la cura

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Fumetti dal futuro è un documentario sull’autoproduzione che già da un po’ di mesi sta girando per vari festival del fumetto, riuscendo a destare interesse e dibattito. In occasione di Lucca Comics è stato proiettato ben due volte: una all’interno della kermesse ufficiale, l’altra al Borda!Fest ovvero “l’altro festival del fumetto di Lucca”, indipendente e autorganizzato. Soprattutto in quest’ultima occasione la discussione si è fatta ancor più accesa e partecipata, un po’ perché al Borda l’autoproduzione è di casa e quindi un tema molto sentito, ma anche per la presenza fisica alla proiezione di molti “addetti ai lavori”: fumettisti, editori indipendenti, giornalisti, organizzatori di festival, etc.

Tra loro non potevano certo mancare i quattro autori protagonisti del documentario: Ratigher, Alessandro Baronciani, Dr. Pira e Maicol&Mirco. Chi però più di tutti si è preso la scena è stato Valerio Bindi: uno dei fondatori del Crack! (il festival di autoproduzione più importante d’Italia, che si svolge ogni anno a Roma dentro il Forte Prenestino). Tutto ruota intorno alla dicotomia autoproduzione/case editrici, la quale trova il suo picco più alto proprio alla fine della pellicola, quando Maicol&Mirco conclude con queste parole: “L’autoproduzione sopperisce ai difetti delle case editrici”.

L’arte di saper raccontare. Intervista a Paco Roca

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di Natalia La Terza

Paco Roca è uno dei più importanti fumettisti contemporanei. Nato a Valencia nel 1969, è arrivato in Italia con Alessandro Editore e poi con Tunué, che ha pubblicato tra gli altri, i suoi graphic novel più famosi: il pluripremiato Rughe, diventato un lungometraggio d’animazione, L’inverno del disegnatore, Memorie di un uomo in pigiama e, quest’anno, La casa, un’opera autobiografica che ha come protagonisti tre fratelli, riuniti alla morte del padre in un’abitazione che per ognuno di loro ha significati, ricordi e suggestioni diversi.

Incontro Paco a Più libri più liberi, la Fiera della piccola e media editoria che si svolge ogni anno a Roma, e aspetto, prima di parlargli, che finisca la dedica al ragazzo che l’ha intervistato prima di me, un’illustrazione che imita e personalizza la copertina del suo ultimo libro, il disegno di un ragazzo con un cappello di paglia e scarpe di tela che innaffia il suo giardino.

I robot, la tecnica, l’altro – un estratto da “Guida ai super robot” di Jacopo Nacci

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Esce in questi giorni per Odoya il saggio di Jacopo Nacci Guida ai super robot – l’animazione robotica giapponese dal 1972 al 1980. Si tratta di un libro importante, il primo che analizza con lo spessore necessario – e tenendosi distante da nostalgismi o, peggio, ironie – il filone più importante di quella che è forse la principale ‘‘cultura condivisa’’ di due generazioni di italiani (e solo di italiani, poiché l’importazione in massa, ben prima che manga e anime venissero di moda, dei cartoni animati giapponesi, è un fenomeno esclusivo del nostro paese, legato al proliferare delle TV private). Pubblichiamo quindi, per gentile concessione dell’editore un estratto dai paragrafi La tecnica e il sogno, Dominio della tecnica e La dimensione storico-politica dell’anime super-robotico, dedicati principalmente al capostipite Mazinga Z. (V.S.)

Mazinger Z di Go Nagai esce in versione manga il 2 ottobre 1972, e il primo episodio della versione anime, prodotta dalla Toei Animation, sarà trasmesso il 3 dicembre 1972.

Apocalisse Manga

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Questo articolo è uscito sul numero 33 del magazine di Artribune, che ringraziamo.

di Santa Nastro

Qualcuno ha definito gli attuali trenta-quarantenni una generazione di bamboccioni. Ed è un tema ricorrente quello dei giovani (gli stessi che peraltro oggi si trovano a combattere, non senza un po’ di sgomento i primi capelli bianchi, guardandosi allo specchio) che non possono affrontare la realtà perché non hanno il senso del sacrificio, né quello del vivere quotidiano: questi ex-ragazzi sono per i coetanei dei loro genitori maleducati, superficiali, poco pragmatici e poco redditizi. Non sanno guadagnare, non sanno costruire, non sanno riparare, non sanno manutenere: il mondo e ciò che sta accadendo – ma cosa sta accadendo poi? – gli riserverà qualche sorpresa.

Ma quello che i nostri padri e madri non sanno è che la nostra generazione ha, invece, già prodotto durante l’infanzia gli anticorpi all’Apocalisse attraverso un addestramento durissimo. A offrircelo non sono stati i nostri insegnanti, né i ragazzi più grandi; a renderci robusti e avvezzi al disastro non ci hanno pensato le delusioni, né le famiglie. Sono stati, invece, i giapponesi.

L’arte visionaria di Prof. Bad Trip in mostra a Roma

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Questa sera a Roma, presso il Palazzo Velli Expo, ci sarà l’inaugurazione della mostra A Saucerful of colours, a partire dalle 21 con un’esibizione di Teho Teardo.

Quest’estate Tabularasa Teké Gallery ha organizzato a Carrara nei propri spazi espositivi la mostra A Saucerful of colours dedicata all’artista Gianluca Lerici aka Prof. Bad Trip scomparso nel 2006. La rassegna ha riscosso un grande successo, non solo per la “vicinanza” geografica ed affettiva che lega Prof. Bad Trip alla città toscana (Lerici è nato nel 1963 a La Spezia, a pochissimi km di distanza, e si è diplomato in Scultura nel 1988 proprio all’Accademia delle Bella Arti di Carrara), ma soprattutto per l’importanza artistica delle opere esposte: oltre quaranta dipinti, poco conosciuti al grande pubblico, insieme a una serie di opere grafiche, sculture e altri oggetti come francobolli, poster, collage e complementi di arredo e di design.

“Horses”, il nuovo fumetto di Nicolò Pellizzon ispirato a Patti Smith

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Si avvicina Lucca Comics And Games (28 ottobre – 1 novembre) e come ogni anno di questi tempi valanghe di graphic novel si apprestano a invadere prima gli stand del festival e subito dopo o in contemporanea le librerie nazionali. Perché sì, cosplayer a parte, la fiera toscana continua a rappresentare l’evento più importante per tutta l’editoria che ruota intorno ai fumetti, dalle autoproduzioni ai grandi gruppi editoriali.

Tra tutto questo fiorire di opere spicca senz’altro il nuovo libro di Nicolò Pellizzon, Horses, omaggio a Patti Smith sin dal titolo. Sulla copertina, coloratissima, non sarà difficile accorgersi che le due figure disegnate in primo piano – i due protagonisti del libro –alludono “doppiamente” allo scatto con il quale Robert Mapplethorpe immortalò la cantante newyorkese donando a quel disco una potenza immaginifica unica, dettando le linee estetiche dell’immaginario punk che sarebbe sorto subito dopo nella New York di metà anni Settanta. Addirittura il personaggio di sinistra, Johnny, è quello che più ricorda Patti, mentre Patricia, a sinistra, somiglia tantissimo proprio a Mapplethorpe.

“Randagi”, l’esordio a fumetti di Alessandro Mari

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di Marco Rizzo

In America è ormai una prassi: scrittori che diventano sceneggiatori di graphic novel o di serie a fumetti. Il primo numero di Black Panther, la nuova serie dedicata al primo supereroe di colore, ha venduto oltre 300.000 copie, grazie certamente anche alla firma di Ta-Nehisi Coates, National Book Award e McArthur Genius, autore di una delle bibbie del movimento Black Lives Matter: Tra me e il mondo.

Giusto per fare qualche nome, Neil Gaiman, China Miéville, Duane Swierczynski, Victor Gischler, G. Willow Wilson, da anni, bazzicano il mondo della prosa come quello delle nuvole parlanti, firmando storie per le major del fumetto americano, Marvel e DC Comics. In Italia, il fenomeno è ancora molto circoscritto. È abbastanza consueto che scrittori affidino a sceneggiatori l’adattamento a fumetti di proprie opere, come è stato, ad esempio, per Senza Sangue di Alessandro Baricco, mutuato da Tito Faraci per i disegni di Francesco Ripoli, per il recente Porci con le ali, cult di Marco Lombardi Radice e Lidia Ravera, adattato da Manfredi Giffone e illustrato da Fabrizio Longo e Alessandro Parodi. O ancora, i vari fumetti dedicati a opere e personaggi di Carlo Lucarelli, ultimo in ordine di (ri)apparizione Coliandro, per le matite di Onofrio Catacchio.

Andrea Pazienza, Amore mio

AndreaPazienza

Questo testo è la prefazione al libro di storie brevi di Andrea Pazienza Amore mio, ottavo volume della nuova collana curata da Repubblica/Fandango(fonte immagine).

A un certo punto c’è Mario che viene mollato dalla fidanzata Cia per un musicista di nome Benka e allora chiama la madre (di Cia) e le dice: “Sua figlia va a letto con un drogato”. La madre gli risponde: “Mario, sei tu?” E Mario: “Sì, cioè no. Questa è una telefonata anonima. Sua figlia torna tardi la sera perché si droga e va con i drogati”. La storia si chiama Suite for Benka, l’ha disegnata Andrea Pazienza. È una delle decine di storie brevi che negli anni Ottanta pubblicava su Frigidaire, Il Male, Linus, Alter alter, Corto Maltese, Orient Express, forse qualche altra. Poi negli anni Novanta quasi tutte quelle riviste già non c’erano più. Nemmeno Andrea Pazienza c’era più. Per fortuna le storie sono rimaste.