Alessandro Baronciani, ostinatamente “fuori tema”

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Era il 2010 e un trentatrenne autore pesarese pubblicava la sua terza opera a fumetti con Black Velvet, la casa editrice che fin da subito aveva puntato su di lui. Non che avesse bisogno di ulteriori conferme, dato che già l’esordio Una storia a fumetti (raccolta di storie autoprodotte negli anni precedenti, che lui stesso stampava e spediva per posta ai lettori – i quali grazie al passaparola si abbonavano sempre più numerosi) e il successivo Quanto tutto diventò blu avevano già consolidato successo di pubblico e critica, definendone uno stile ben riconoscibile e peculiare. 

Ma è con Le ragazze nello studio di Munari che per Baronciani avviene il vero salto di qualità, quello che ne caratterizza l’avvenuta maturità artistica.

Disegnare Nick Cave: intervista a Reinhard Kleist

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Oggi Nick Cave compie 60 anni: lo festeggiamo con un’intervista di Pierluigi Lucadei a Reinhard Kleist, fumettista autore della biografia Mercy On Me, in arrivo in Italia edita da Bao Publishing.

Sessant’anni vissuti pericolosamente, quasi tutti in compagnia della sua musica, Nick Cave è il maudit per antonomasia del rock. Ovvio che Reinhard Kleist, fumettista tedesco specializzato in biografie di uomini eroici e tragici (ricordiamo almeno le sue biografie di Johnny Cash e di Fidel Castro), abbia voluto misurarsi con la sua parabola esistenziale ed artistica. Mercy On Me, che sarà pubblicato in Italia nelle prossime settimane da Bao Publishing, è una graphic novel che Kleist ha costruito come una tracklist potente ed onirica, disegnando e raccontando Nick Cave a partire dai personaggi delle sue canzoni e dei suoi romanzi. Gli abbiamo chiesto perché.

Intervista a Zerocalcare

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Dal nostro archivio, un’intervista di Iacopo Barison a Zerocalcare apparsa su minima&moralia il 23 gennaio 2014.

(L’immagine è tratta da Ogni maledetto lunedì di Zerocalcare)

Ormai, Zerocalcare è un fenomeno consolidato. Per forza di cose, tutti noi dobbiamo farci i conti. È inevitabile, non si può più criticarlo a priori o bollarlo come impostore: Zerocalcare è una realtà tangibile.

Nonostante ciò, è il tipo che ti invia un sms e ti scrive: “Scusa, stavo dando ripetizioni. Per l’intervista, facciamo quando vuoi”. È il tipo che si imbarazza quando gli fai un complimento – anzi, si difende proprio, mette su uno scudo di umiltà e paranoia e rifugge dai tuoi giudizi entusiasti. È anche il tipo che si rifiuta di commercializzare i gadget, che non vuole andare in televisione, che non disegna strisce sui quotidiani.

Niente sembra smuoverlo, niente sembra cambiarlo, nemmeno la notizia che Valerio Mastandrea dirigerà il film de La profezia dell’armadillo.

Io gliel’ho detto, prima dell’intervista: “Se trovassi una t-shirt coi tuoi disegni, non penserei che sei un venduto. Anzi, la comprerei di sicuro”.

“Anche no”, mi ha risposto, poi abbiamo continuato a parlare.

Madri a fumetti

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Dal nostro archivio, un articolo di Tiziana Lo Porto apparso su minima&moralia l’11 dicembre 2012.

Questo pezzo è uscito su Orwell. (Fonte immagine)

All’inizio c’è la dedica: “Per mia madre, che sa chi è”. Subito dopo arriva Virginia Woolf a mettere scompiglio, citata quando dice: “Perché niente era una cosa sola”.

Tutto quello che sappiamo di Alison Bechdel lo sappiamo dalle note biografiche sulle bandelle dei suoi libri, dal suo sito (dykestowatchoutfor.com, che è anche il titolo di una sua fortunata serie in cui racconta le storie di un gruppo di lesbiche e dei loro amici), da Wikipedia, da articoli su di lei usciti in questi anni, e dai suoi fumetti. In particolare dai graphic novel Fun Home. Una tragicommedia familiare e il recente Sei tu mia madre? Un’opera buffa. Tutto quello che sappiamo della madre di Alison Bechdel lo sappiamo dai fumetti della figlia.

Lo stato del fumetto italiano – intervista a Bagnarelli, Fior, Gipi, Dr.Pira, Ratigher, Tota.

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Questo pezzo è uscito su Linus, che ringraziamo. Il mercato italiano del fumetto è oggi il quarto al mondo e cresce del 37% annuo, secondo le stime più recenti dell’AIE, per un valore (secondo una stima indipendente di Matteo Stefanelli dell’Università Cattolica di Milano) di circa 200 milioni di euro. Un dato tanto più significativo […]

La Visione, ovvero: una recensione dopo sette pagine

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di Maurizio Cotrona

La Visione (Vision) è un personaggio dei fumetti Marvel, creato da Roy Thomas (testi) e John Buscema (disegni) nel 1968. È un sintezoide, un umanoide dagli organi sintetici. Se parliamo di “androide”, usiamo una buona approssimazione e ci capiamo meglio.

Le sue avventure si svolgono su territori battuti molte volte nelle storie di androidi, da Pinocchio in poi. Visione sviluppa una capacita di pensiero autonomo, si ribella al suo creatore,  si innamora, soffre, piange, sbrocca. Per dirla in due parole, prova “sentimenti umani”, e il tema prevalente delle sue avventure è proprio la lotta per mantenere (o dimostrare) la propria umanità.

Tutto ricominciò con un’estate romana. L’arte di Milo Manara

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Pubblichiamo un testo tratto dal catalogo della mostra MACROMANARA – tutto ricominciò con un’estate romana, visitabile fino al 9 Luglio presso La Pelanda al MACRO di Testaccio a Roma. La mostra è stata organizzata nell’ambito del Festival del Fumetto romano ARF!.

Si può parlare della grandezza di Manara prescindendo dalle sue più celebri pubblicazioni a carattere erotico?

È possibile sfuggire alla seduzione immediata delle sue figure femminili, al fascino provocante delle sue protagoniste, alla costruzione sapientemente intrigante delle sue tavole, per cogliere gli aspetti più profondi e sottili della maestria?

L’arte a fumetti di Peter Kuper

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Peter Kuper, classe 1958, vincitore con Ruins nel 2016 dell’Eisner Award per il miglior graphic novel dell’anno, diventato bestseller internazionale, racconta di aver preso abbastanza tardi coscienza del proprio potere creativo. «Ho cominciato all’età di 15 anni col mio primo album, ma solo due anni dopo mi sono accorto dell’ispirazione. Ho capito di avere abilità limitate per il mondo che mi circondava. In un evento totale come la guerra sarei stato un semplice ostaggio quanto un tifoso sportivo. Pensai che il fumetto e le arti figurative in generale rappresentassero la mia opportunità di dire qualcosa sul mondo, l’unico mestiere che mi avrebbe reso felice», spiega.

I quaderni giapponesi di Igort

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Pubblichiamo un estratto dal testo introduttivo per la mostra su Igort che si è tenuta a Torino nei giorni scorsi, in occasione della ventunesima edizione di Cartoons on the Bay (fonte immagine).

Tra tutte le opere di Igort, per alcuni versi i Quaderni Giapponesi potrebbe essere definita quella dal fascino più peculiare e ipnotico.
Ciò che colpisce della narrazione non è soltanto il dono di racconti preziosi, aneddoti illuminanti, una serie di “incontri con uomini straordinari”, come direbbe Gurdjieff: incontri sia fisici, come con Tanaka e Miyazaki, che interiori, come con Mishima, Hokusai e Tanizaki.

Come svanire completamente: l’amore secondo Baronciani

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Questo pezzo è uscito su Robinson – la Repubblica. Vi segnaliamo che mercoledì 15 febbraio alle 21 Nadia Terranova e Alessandro Baronciani presentano Come Svanire Completamente al Circolo dei Lettori di Torino nell’incontro Pezzi d’amore, nell’ambito del festival In nome dell’amore ideato e diretto da Antonio Pascale

Serena ha lunghi capelli castani e un viso da bambina triste, vive su una penisola che una volta era staccata dalla terraferma, indossa autoreggenti a righe e canottiere, scrive annunci sui giornali e non sa separarsi dagli oggetti che le ricordano qualcosa: se ne tocca uno, dice, può rievocare il micro-sentimento inscatolato al suo interno.