Il nuovo fumetto indipendente USA, parte quinta: Jesse Moynihan – Forming

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Pubblichiamo la quinta parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui le puntate precedenti.

di Valerio Mattioli

Di Jesse Moynihan mi ero già innamorato ai tempi di The Backwards Folding Mirror, una miniserie all’inizio autoprodotta e poi conclusasi nell’apoteosi di Follow Me, pubblicato nel 2009 da Bodega: l’autore dichiarava influenze prese a prestito da Lautréamont, Amos Tutuola e Alejandro Jodorowsky, ma in realtà non eravamo molto distanti dal clima tipico di un C.F. più intimista e meno velenoso.

Subito dopo però Moynihan comincia a pubblicare sul proprio sito internet le prime tavole di Forming, e lo scarto con le atmosfere dilatate, sognanti, perché no poetiche del precedente lavoro è spiazzante, soprattutto ora che i primi episodi sono stati collezionati in un unico volume per l’inglese Nobrow, e che quindi è possibile coglierne la poco meno che delirante grandiosità di scala. Non è ben chiaro per quanto ancora la serie andrà avanti. Di sicuro, quello che sappiamo è che è già una faccenda grossa.

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte quarta: Matthew Thurber – 1-800 Mice

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Pubblichiamo la quarta parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui le puntate precedenti.

di Valerio Mattioli

1-800 Mice di Matthew Thurber (il titolo fa riferimento al numero di telefono di un’agenzia di recapito gestita da topi) è stato probabilmente il primo momento di vera rottura all’interno della poetica originariamente sviluppata da fumetti come Multiforce e tutti gli altri della scuola Fort Thunder. Nel 2007, al momento della pubblicazione del primo episodio, l’autore era fondamentalmente uno dei tanti sparsi negli USA che, ispirati dal lavoro di Mat Brinkman e compagni, si era messo ad autoprodurre minicomics sballati, strani, e il più possibile contorti. In effetti già a metà decennio era tutto un florilegio di autori che dell’estetica Fort Thunder recuperavano gli aspetti forse più vistosi ma anche più superficiali: una certa aria lisergica, l’andamento obliquo delle storie, la cura maniacale per un disegno a mezza strada tra l’art brut e Gary Panter… Fumetti insomma in cui non si capiva niente per il puro gusto di… non capirci niente, ecco.

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte terza: Johnny Ryan – Prison Pit

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Pubblichiamo la terza parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui le puntate precedenti. 

di Valerio Mattioli

A fine anni 2000, mentre gli appassionati ancora si interrogavano sugli scarabocchi nati sull’onda della scuola di Providence e pubblicati da editori come Picturebox, Johhny Ryan era da tempo uno degli autori di punta del più classico fumetto indie versante “scorretto”, quello che insomma più che da Eightball prendeva le mosse da Hate. I suoi lavori erano pubblicati da Fantagraphics, vale a dire il massimo editore di alternative comics sin dai tempi degli stessi Clowes, Bagge & Ware, e da lì sarebbero arrivate le pagine per Vice, le strisce per il Portland Mercury, nonché una lunga serie di battibecchi, controversie, polemiche un po’ scemotte tra lo stesso Ryan e il resto della comunità alternative (a Ryan piace giocare a fare il punk).

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte seconda: C.F. – Powr Mastrs

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Pubblichiamo la seconda parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui la prima parte.

di Valerio Mattioli

A giudicare dalle reazioni e dai tentativi di emulazione (vedi il caso Johnny Ryan: ne riparleremo), direi che – più ancora di Multiforce – è stato il Powr Mastrs di Christopher Forgues aka C.F. a far detonare il “fumetto alla Providence” presso i circuiti mainstrindie comics USA: il che è curioso se si pensa che Forgues, pur provenendo anche lui dagli stessi ambienti di Mat Brinkman, cominciò a pubblicare le sue storie maggiori quando la prima ondata di fumettisti formatisi in seno al Fort Thunder* – oltre a Brinkman, i vari Brian Chippendale, Brian Ralph, Leif Goldberg… – si era già conquistata le attenzioni di stampa e pubblico specializzati.

Ad ogni modo, stando alle criptiche parole dello stesso autore, Powr Mastrs racconta le gesta di un gruppo di “esseri mistici i cui rapporti di potere fluttuano costantemente”. Presa nel suo complesso, la saga assomiglia a una specie di bolla fantasy sospesa, alle volte eterea e altrettanto spesso inquietante: i protagonisti abitano un mondo fantastico dalle atmosfere rarefatte, diafane e però – o forse proprio per questo – innervate da un’ansia che sfocia volentieri nel morboso, con scene di sesso bizzarro, ambigui giochi di potere, e improvvisi sprazzi di violenza.

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte prima: Mat Brinkman – Multiforce

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Valerio Mattioli ci racconta gli scenari del nuovo fumetto indipendente USA. Nella prima puntata, «Multiforce» di Mat Brinkman. 

di Valerio Mattioli

A inizi anni 2000 avevo vent’anni e una connessione internet 56k. Mi piaceva la musica rumorosa e non leggevo fumetti da un po’. Durante gli anni del liceo ero stato un buon appassionato di quelli che all’epoca andavano sotto il nome di alternative (o indie) comics americani, a partire dalla coppia Peter Bagge/Dan Clowes, a cui aggiungere all’occorrenza Charles Burns e naturalmente Chris Ware. Praticamente tutti questi fumetti venivano pubblicati da un editore di Seattle chiamato Fantagraphics Books, e tra questi autori c’era anche chi aveva illustrato le copertine di alcuni dei miei dischi preferiti. Ma erano gli anni 90, appunto. Tempo un po’ e sarebbe arrivato il film di Ghost World nonché le prime (almeno così mi ricordo io) accese diatribe sul cosiddetto graphic novel, un termine verso il quale provavo un’irrazionale, risoluta e preventiva avversione.

Le ragazze del fumetto

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In questo articolo, uscito per «D di Repubblica», Tiziana Lo Porto ci presenta alcune giovani fumettiste della scena comics italiana, che intervistate sottolineano tutte quante l’importanza del web e dei social network per la diffusione delle loro opere.

Sono nate negli anni Ottanta, di mestiere fanno i fumetti, vivono dove le porta il disegno, hanno un blog. È in rete che bisogna cercare per incontrare le ragazze italiane del fumetto. Si annidano tra blog e social network, raccontano in forma di disegno il loro quotidiano vivere, concedono eleganza, umorismo e irriverenza all’altrimenti asettica dimensione virtuale. “Se fai fumetti avere almeno un blog è molto importante. A essere bravi e professionali si ha anche una pagina web. Bisogna sfruttare il più possibile gli aspetti positivi e l’aiuto che ti può offrire la rete per diffondere il tuo lavoro”.

A parlare è Alice Socal, nata a Mestre nel 1986. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna e attualmente vive e studia ad Amburgo, da dove pubblica i suoi lavori sul blog vuoto-incipiente.blogspot.com, ed è autrice di una delle più folgoranti opere prime a fumetti pubblicate in Italia lo scorso anno.

Filomena ci racconta il BilBOlbul

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Durante il festival del fumetto BilBOlbul, che si è chiuso domenica scorsa, tre associazioni da sempre attente alla ricerca di nuovi linguaggi nelle forme dell’arte contemporanea, Altre VelocitàInuit e nevrosi, si sono messe insieme e hanno elaborato una rivista, «Filomena», che ha scandito i giorni del festival offrendo una cronaca degli eventi e provando anche a porsi come osservatorio critico sull’opera degli artisti in mostra. Pubblichiamo stamattina l’editoriale della rivista e un articolo di Nicola Ruganti sul lavoro di Isabel Kreitz, fumettista tedesca in mostra a Bologna. 

Editoriale

a cura di Altre Velocità e nevrosi

Immagini dal Bilbolbul

Si svolge in questi giorni a Bologna il Festival Internazionale del Fumetto Bilbolbul, arrivato quest’anno alla sua sesta edizione. Il Festival, voluto e curato dall’Associazione Culturale Hamelin, propone una programmazione serrata di mostre, incontri con gli artisti, proiezioni animate, performance, laboratori per adulti e bambini, e ospita illustratori e fumettisti provenienti da tutta Europa. È senz’altro l’occasione annuale per immergersi nella produzione sconfinata e underground del fumetto d’autore e noi di minima&moralia invitiamo, chi è nei pressi, a farsi un giro in quella che è da sempre la capitale della nona arte e lasciarsi sedurre da questa vitale invasione dei comics. Per chi invece è troppo lontano, proponiamo una carrellata di illustrazioni prese dalle principali mostre allestite per il Festival

L’Eternauta

di Emiliano Morreale

questo pezzo è uscito sulla rivista Lo Straniero

Nella stazione della metropolitana di Rivadavia, a Buenos Aires, fino al 2002 si trovava un murale che mostrava un uomo in una tuta da palombaro, a figura intera, avanzare verso lo spettatore. La stessa figura venne dipinta per le strade della città qualche anno dopo, in segno di protesta durante la visita di George W. Bush. E la stessa immagine è stata utilizzata nella campagna elettorale da Veronica Kirchner, solo che dentro lo scafandro, sul volto, si potevano intravedere le fattezze di suoi marito Nestor, in coma ma (almeno a quanto voleva simboleggiare l’immagine) ancora presente.

Asterios Polyp

di Nicola Lagioia

Se il nostro establishment culturale non fosse così provinciale da considerare ancora il fumetto un genere artistico minore, non si sarebbe costretti a dire che David Mazzucchelli è il Thomas Pynchon delle tavole disegnate. Noi per fortuna giochiamo un altro campionato, quindi possiamo celebrare in tutta libertà la prima vera graphic novel di questo autore – Asterios Polyp – come uno dei più complessi e interessanti eventi artistici tout del primo scorcio del XXI secolo.