Fin dove arriva Ken Parker

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È uscito, dopo un’attesa lunga vent’anni, Fin dove arriva il mattino, l’ultimo numero (il 50) di Ken Parker scritto da Giancarlo Berardi e disegnato da Ivo Milazzo, edito da Mondadori. Pubblichiamo l’intervista di Luca Valtorta ai due creatori, uscita su La Repubblica, e ringraziamo l’autore e la testata. (Nell’immagine, l’illustrazione di Ivo Milazzo per la copertina)

di Luca Valtorta

Ma chi è Ken Parker? «È stato mio fratello, mio figlio, mio padre, è stato la possibilità di estrinsecare le cose che non vedevo e che avevo dentro, di amplificarle in modo da renderle concrete e quindi di conoscermi, di guardare il mondo attraverso i suoi occhi. E guardando il mondo sono diventato grande », dice Giancarlo Berardi, sceneggiatore e creatore insieme al disegnatore Ivo Milazzo di una delle opere più importanti della letteratura disegnata.

“E la chiamano estate”: l’educazione sentimentale di Rose

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di Emilia Zazza 

Quando ero adolescente aspettavo l’estate con un’attesa carica solo di potenzialità positive. Andavo nello stesso posto di mare da quando ero piccola, conoscevo tutti eppure avevo l’impressione di non conoscere nessuno. Facevamo sempre le stesse cose: giornata in spiaggia e le sere a tirare tardi sulla piazza del paese di fronte all’unica gelateria del posto. I più audaci di noi avevano un motorino e scarrozzavano gli altri a prendere una crêpes nel paese a fianco (dove volendo arrivavi anche a piedi, ma poi nessuno ci andava mai a piedi: era da sfigati), eppure avevamo la sensazione che ci sarebbe sempre stato qualcosa di nuovo da fare. Questo perché, finita l’estate, salutavi gli amici  (che pure se andavano alla scuola accanto, d’inverno diventavano degli sconosciuti da evitare) un po’ più cresciuto, leggermente diverso, cambiato.

Dietro le quinte di “Saga”: intervista a Fiona Staples e Brian K. Vaughan

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Questo articolo è apparso su Repubblica Sera.

Il pianeta Landfall e la luna Wreath sono in guerra da sempre, ma per evitare di distruggersi vicendevolmente hanno appaltato la loro guerra a pianeti lontani. Una guerra potrebbe continuare all’infinito, come l’odio tra le due popolazioni, ma succede qualcosa di inatteso: Alana, soldatessa di Landfall, umanoide dalle piccole ali, si innamora del fante Marko di Wreath, umanoide dalle corna d’ariete. Insieme disertano, diventano amanti, quindi fuorilegge, ricercati, e vivono in clandestinità. Ma quando nasce la loro figlia, Hazel, devono iniziare a fuggire per proteggere anche lei. È dal marzo 2012 che i lettori americani seguono le loro avventure spaziali tra fantascienza e fantasy con Saga, l’epopea a fumetti è giunta negli Usa al sedicesimo volume, al quarto in Italia (tutti pubblicati da Bao Publishing). Un successo strepitoso, sia per la ricchezza della storia, sia per la qualità del fumetto, che agli Eisner Awards 2014 si è aggiudicato i premi come miglior serie, miglior autore, miglior disegnatore (“Multimedia artist”).

Il Corriere della Sera vs. i fumettisti e quel pasticciaccio brutto di via Solferino

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(Immagine: la redazione di Charlie Hebdo nel 2012. La foto è di Steven WassenaarFonte immagine)

di Marco Rizzo*

Ci ha lasciati improvvisamente Pino Daniele: La Repubblica allega un cd con una raccolta di cover dell’autore napoletano, scaricate da youtube, senza avvisare i musicisti coinvolti. È scomparso a 92 anni Francesco Rosi e il Fatto Quotidiano commercializza un dvd contenente alcuni spezzoni spixellati dei suoi film, e nella sezione extra, i servizi dei telegiornali italiani sulla morte del regista, tratti da internet. Dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo, il Corriere della Sera pubblica un libretto contenente le vignette-omaggio realizzate da vari fumettisti nelle ore successive all’attentato, reperite sui social network. Moltissimi autori vengono a saperlo solo a pubblicazione avvenuta. E si incazzano. I proventi delle tre iniziative editoriali, però, andranno in beneficenza ai familiari delle vittime.

Paolo Bacigalupi è l’erede di William Gibson? Un’intervista di Alberto Sebastiani

Questa intervista è apparsa su Repubblica Sera. (Fonte immagine)

Il “Time Magazine” lo considera l’erede di William Gibson, ed è una responsabilità non da poco per Paolo Bacigalupi. Nome italiano, nazionalità statunitense, passione per la scrittura e sguardo rivolto altrove, in altri mondi, quelli della fantascienza e del fantasy, sempre però in dialogo col nostro tempo e i suoi problemi. Bacigalupi ha già scritto diversi libri per adulti e ragazzi, ha vinto i premi letterari Hugo e Nebula, ma arriva solo ora al pubblico italiano con La ragazza meccanica (The Windup Girl), tradotto per l’editore Multiplayer.it. È una storia avvincente, ambientata nel futuro a Bangkok, dopo il crack energetico che ha reso quasi impossibili spostamenti e comunicazioni, isolato Stati, reso inabitabili vaste aree, causato migrazioni e guerre selvagge, religiose e per il controllo del cibo, in un ecosistema profondamente mutato anche a causa dell’inquinamento, dello sfruttamento intensivo della terra, della creazione di organismi geneticamente modificati, ma soprattutto a causa della insaziabile sete di profitto di multinazionali senza scrupolo. Bacigalupi però non scrive un romanzo di denuncia. Tutto questo è avvenuto, è storia. Il problema è ora che Anderson Lake, figura ambigua legata a una multinazionale, scopre al mercato di Bangkok un frutto che non dovrebbe esistere e incontra un essere illegale, cioè una ragazza meccanica, una cyborg giapponese, che doveva essere stata espulsa molto tempo prima dalla Thailandia. Se ne innamora, e si trova al centro di un intrigo e un colpo di stato che travolge Bangkok, e non solo. Ponendo una domanda che ci riguarda da vicino: che futuro rischiamo?

Buon compleanno, Superzelda!

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Cosa festeggiamo e perché

Superzelda il libro è nato il 10 novembre del 2011. Quel giorno sono arrivate le prime copie in casa editrice e nelle nostre mani e abbiamo festeggiato con qualche bottiglia di vino e le dediche disegnate bellissime di Daniele alla libreria minimum fax di Trastevere. Sono venuti i nostri amici, non abbiamo fatto grandi discorsi (anzi, non abbiamo fatto proprio nessun discorso), abbiamo bevuto e dedicato tutte le copie che erano in libreria. Primo giorno di vita, piccolo sold out tra amici. In una versione sparpagliata e che sembrava mai definitiva Superzelda però esisteva già, esisteva da anni. Esisteva da quando con Daniele, facendo recensioni disegnate per D, ci siamo imbattuti nella storia di Zelda e abbiamo deciso di trasformare la sua vita di un fumetto mettendo per prima cosa un super davanti al nome.

L’educazione aristocratica di Zerocalcare a Rebibbia

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Pubblichiamo un’intervista di Marco Cubeddu a Zerocalcare apparsa su Pagina 99. Ringraziamo l’autore e la testata.

Oggi, sabato 8 novembre, alle 18 a piazza Indipendenza a Roma c’è Mille candele per Stefano Cucchi, una fiaccolata promossa da ACAD – Associazione Contro gli Abusi in Divisa Onlus. In fondo all’articolo, l’illustrazione di Zerocalcare.

di Marco Cubeddu

«Pensa che in 15 anni sono stato solo una volta fuori da Rebibbia per più di 4 notti. A Gaza. 9 giorni. Un incubo. L’idea di fare un viaggio non è che mi fa schifo eh, ma io proprio non ce la faccio. Fino a qualche anno fa mi venivano le bolle rosse quando dormivo fuori. Anche le presentazioni, per dire, ne ho 18 già programmate per Dimentica il mio nome, e anche se ne ho diverse vicine io vado, dormo fuori una notte, torno a Rebibbia, magari per un giorno, e poi riparto. Ormai ho imparato a conoscermi. Massimo 4 notti posso resistere».
«Ma che ne so, non ti attira l’idea di andare in Cina, in Australia, in America?»
«Sì. Per 4 notti».

X-Men: Giorni di un futuro passato o delle difficoltà nella trasposizione cinematografica di un’opera Marvel

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di Enrico Piscitelli

Una delle critiche più frequenti del pubblico degli appassionati di fumetti, nei confronti delle trasposizioni cinematografiche di narrazioni provenienti dai comics, è la mancata aderenza alla trama originale. Non fa eccezione la sceneggiatura di X-Men: Giorni di un futuro passato (X-Men: Days of Future Past, 2014, Bryan Singer), tratta dal breve ciclo narrativo omonimo ideato da Chris Claremont e pubblicato da Marvel Comics sulle pagine delle collane «X-Men» e «The Uncanny X-Men», fra gennaio e febbraio del 1981.

Intervista a Ellen Forney

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Questa intervista è apparsa su Repubblica Sera.

Intorno ai trent’anni ha scoperto di soffrire di disturbo bipolare, ma non ne ha fatto un dramma, anzi. Ellen Forney, americana di Seattle, fumettista, ne è stata quasi contenta: anche lei, come tanti altri da Michelangelo a Van Gogh, era ufficialmente “un’artista pazza”. Ma non sapeva cosa la aspettava: l’ammettere di essere malata, l’affrontare cicli di depressione ed euforia, l’accettare e cercare una cura farmacologica in grado di stabilizzare il suo umore. Tanta sofferenza, tante difficoltà che, quando finalmente è riuscita a superarle, a controllarle grazie a una corretta terapia, ha raccontato in un graphic novel, Marbles. Mania, depressione, Michelangelo e me (Edizioni Bd, collana Psycho Pop), un lavoro autobiografico che colpisce, diverte e inquieta allo stesso tempo. E quando si arriva alla battuta finale, «sto bene», si tira un sospiro di sollievo.

Ritratto di Andrea Pazienza da cucciolo – Gabriella De Fazio intervista Giuliana Di Cretico

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In questi mesi sto girando per l’Italia visitando molte librerie. E capita, in modo meno infrequente di quanto si possa già sperare, che molti di questi posti custodiscano grandi e piccoli tesori. Ad esempio l’Orsa Minore di San Severo. Che qualche anno fa mise su una piccola rivista, “I Quaderni dell’Orsa”, un cui numero speciale […]