Ilva per principianti #1. Considerazioni sulla città dell’acciaio

di Alessandro Leogrande Raccolgo qui, a mo’ di diario, tre articoli sulla “questione Taranto” scritti in questi giorni per il “Corriere del Mezzogiorno”. Sono riflessioni certamente non esaustive. Tuttavia sono convinto che una discussione complessa su come coniugare diritto al lavoro e diritto alla salute, “cosa” e “come” produrre e non solo “quanto” produrre, “come” […]

Mare chiuso

Verrà presentato stasera in anteprima al cinema Farnese di Roma (sono previsti due spettacoli: uno alle 20.30, l’altro alle 22.30) «Mare chiuso», il film inchiesta di Andrea Segre e Stefano Liberti sui respingimenti in mare a danno di profughi africani operati dal governo italiano tra il 2009 e il 2011 in seguito agli accordi presi dal nostro ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con il generale Gheddafi. In questi pochi anni i profughi africani respinti in Libia dalla marina e dalla polizia militare italiana sono circa duemila, tra questi ovviamente anche uomini e donne che avevano diritto ad asilo politico.
Il film racconta la vicenda di alcuni cittadini eritrei, etiopi, somali e libici respinti nella primavera di tre anni fa dopo un’operazione di salvataggio in alto mare. A bordo vi erano anche donne e bambini e, dopo un ordine arrivato per telefono, il barcone è stato fatto virare e tutte queste persone sono state rispedite in Libia e consegnate nelle mani dell’esercito di Gheddafi.

Una sindrome italiana

badanti

Questo articolo-inchiesta di Alessandro Leogrande è uscito per «Saturno», l’inserto culturale del «Fatto Quotidiano».

Una nuova forma di depressione si aggira per l’Europa: si chiama “Sindrome italiana”. Non riguarda la schizofrenia della finanza o il pericolo di una nuova recessione. La sindrome che prende il nome dal Belpaese colpisce i lavoratori, o meglio le lavoratrici, più invisibili: le badanti provenienti dall’Est. I primi ad accorgersene sono stati due psichiatri di Ivano-Frankivs’k, città di duecentomila abitanti nell’Ucraina occidentale, profondamente segnata dalle tragedie del Novecento. Nel 2005, Andriy Kiselyov e Anatoliy Faifrych intuiscono che due donne in cura nel loro reparto presentano un quadro clinico diverso dagli altri. Sintomi che hanno imparato a riconoscere in anni di attività (cattivo umore, tristezza persistente, perdita di peso, inappetenza, insonnia, stanchezza, e fantasie suicide) si innestano su una frattura del tutto nuova, che mescola l’affievolirsi del senso di maternità con una profonda solitudine e una radicale scissione identitaria. Quelle giovani madri non sanno più a quale famiglia, a quale parte dell’Europa appartengano, come se un’antica armonia si fosse all’improvviso spezzata.

Si può dire. Un breve appunto
sul metodo La Russa

Durante la puntata di In Onda del 20 novembre 2011 Ignazio La Russa commenta un monologo di Ascanio Celestini.
Come spesso accade quando La Russa interviene il suo commento si configura come ulteriore performance, un’esibizione che all’apparenza confligge con quella di Celestini mentre forse, ed è quello su cui vorrei riflettere, si colloca altrove, in una zona extradialettica che per le sue caratteristiche non può prevedere confronto e conflitto.

Come diventare una flapper

di Tiziana Lo Porto

Di tutti i costumi fabbricati in casa e indossati per le feste di carnevale della mia infanzia, ce n’è uno che ricordo più degli altri. Era un vestito anni venti, bordeaux e ghiaccio, eravamo nel 1983, e io avevo undici anni. Arrivata alla festa il mio abito anni venti mal si adeguava al resto dei costumi nella stanza facendomi sembrare quanto mai un’aliena, una ragazzina piovuta da un altro pianeta.

Bengasi anno zero

di Stefano Liberti

Il premier incaricato, Jibril, è un uomo della Francia e i ministri sono tutti di provata fede anti-gheddafiana. Il governo nato dal Consiglio nazionale di transizione prova a colmare un profondo vuoto politico. Il morale dei ribelli è ancora alto, ma la strada da percorrere è tutta in salita.

«Un gruppo di brave persone che si è trovato a vivere un momento straordinario senza avere la minima idea di cosa fare». La definizione è di Ali Tarhouni, responsabile incaricato delle finanze nel nuovo governo messo in piedi dagli insorti della Cirenaica. Professore di economia negli Stati uniti, Tarhouni è tornato dopo 35 anni in Libia

Ahmand e i suoi fratelli indiani ridotti a schiavi per trenta euro al mese

Vi riproponiamo un’inchiesta di Alessandro Leogrande uscita sull’Unità; sembra incredibile che queste cose accadano nel nostro paese e per mano di nostri connazionali brava gente. Leggete dunque per credere. Il grave sfruttamento lavorativo lambisce sempre più marcatamente il lavoro migrante in Italia, come denuncia l’associazione «On the Road» (una delle organizzazioni del Cnca, il Coordinamento […]

Radiodocumentario Japigia

Giovanna Scandale ha realizzato per Radio Tre, nel corso del programma Fantasmi-Zone, un bellissimo radio-documentario su Japigia, un quartiere dell’estrema periferia barese. Eccola qui, tutta da ascoltare, un’immersione sonora nel ventre della città. Nicola Lagioia Nicola Lagioia (Bari 1973), ha pubblicato i romanzi Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) (vincitore Premio […]

Il diritto d’asilo finisce nel centro di detenzione

Inviato a Tripoli, il giornalista Stefano Liberti ha intervistato alcune tra le vittime dei respingimenti; le tragiche esperienze raccontate da questi uomini, oltre a suscitare sgomento e un senso d’ineluttabile sconfitta umana (non soltanto loro), illuminano su quella che è in effettivo la politica intrapresa dal nostro paese in tema di migrazione. L’inchiesta è leggermente […]

La cura

di Alberto Nerazzini Il governo ha deciso di ridurre il finanziamento dello Stato alle Regioni per il Servizio sanitario nazionale. L’ultima manovra finanziaria prevede tagli per 5 miliardi di euro in due anni e questo, secondo i Governatori, rischia di far saltare anche i livelli essenziali di assistenza. Tutto ciò avviene mentre Governo e Regioni […]