Lo sviluppo di un paese passa per l’educazione linguistica: contro la lettera dei 600 e la nostalgia di una scuola classista

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di Simone Giusti e Christian Raimo Puntuale come una festa patronale è arrivato qualche giorno fa l’intervento polemico sul declino scolastico dei ragazzi di oggi. Il Gruppo di Firenze, un piccolo novero eterogeneo e informale che si dichiara “per la scuola del merito e della responsabilità”, ha chiamato a raccolta seicento professori universitari, tra cui […]

Prigionieri

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Pubblichiamo un testo di John Berger, originariamente apparso su Guernica, nella traduzione di Vincenzo Latronico, che ci ha gentilmente concesso (fonte immagine).

di John Berger

Adrienne Rich, una meravigliosa poetessa americana, ha detto di recente in una conferenza che “quest’anno, un rapporto dell’ufficio statistico del dipartimento della giustizia ha rilevato che un americano su 136 vive dietro le sbarre – molti in attesa di giudizio.”

Nella stessa conferenza ha citato Yannis Ritsos, un poeta greco:

L’ultima rondine si attarda nel campo,
sospesa a mezz’aria come un nastro nero al polsino
dell’autunno.
Non resta altro. Solo le case bruciate
ancora fumanti.

#delusioneBobDylan

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Dopo aver celebrato il premio Nobel a Bob Dylan, ospitiamo questo intervento critico di Evelina Santangelo.

di Evelina Santangelo

Non intendo discutere ancora se il Premio Nobel a Bob Dylan sia stata una scelta giusta. E non lo voglio fare perché su questi discorsi pesa un’ipoteca che non mi sento di avallare, e cioè quali forme si possano legittimamente far rientrare nella Letteratura e quali no.

La Letteratura, l’arte della parola, è un universo vasto che non si può chiudere in recinti.

Il problema, a mio avviso, sta sempre nella potenza, nella forza dirompente di un immaginario, di un mondo d’invenzione, e della parola attraverso cui quel mondo e quell’immaginario si fanno discorso, trovando lì la loro forma esatta.

Detto questo, però, in tutta onestà, non posso che rimanere profondamente delusa dalla prolusione di Bob Dylan, e rimango delusa perché nel suo discorso non è mai andato oltre se stesso, il suo mestiere, le sue reazioni alla notizia, finendo poi con una considerazione come questa: «…come Shakespeare, anch’io spesso sono impegnato a perseguire i miei sforzi creativi e devo fare i conti con tutti gli aspetti delle questioni banali della vita. “Chi sono i migliori musicisti per queste canzoni?” “Sto registrando nello studio giusto?” “Questa canzone è nella tonalità giusta?”. Alcune cose non cambiano mai, anche in 400 anni.

Bob Dylan e le ragioni di un Nobel

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Pubblichiamo un intervento di Luca Briasco sul Nobel per la Letteratura a Bob Dylan. Oggi, venerdì 9 dicembre, Briasco presenta Americana a Più libri più liberi a Roma con Mattia Carratello: l’incontro è alle 16 in Sala Turchese. (Fonte immagine)

“Per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana”: questa la motivazione con la quale l’Accademia di Svezia ha accompagnato la propria decisione di assegnare a Bob Dylan il Premio Nobel della letteratura per il 2016.

“Per aver dato vita, in romanzi caratterizzati da forza visionaria e intensità poetica, a un aspetto essenziale della realtà americana”: questa, invece, la motivazione per il Premio Nobel attribuito a Toni Morrison, ultima americana ad aggiudicarselo, 23 anni prima di Dylan, nel 1993.

Lettera aperta alla sindaca di Lampedusa e Linosa

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Gent.ma Sindaca Giuseppina Nicolini,

Si è appena concluso il 5° campo di IBBY Italia a sostegno della nascita della Biblioteca per bambini e ragazzi, al quale hanno partecipato 35 volontari provenienti da tutta Europa e 15 lampedusani.

In questi anni IBBY Italia, collaborando con i volontari di Lampedusa e con la scuola dell’isola, ha garantito una presenza costante e numerose attività in diversi momenti dell’anno, con l’unico scopo di contribuire alla crescita dei ragazzi. Molti sono stati i giovani coinvolti in un percorso di cittadinanza attiva che li ha portati a diventare loro stessi volontari, impegnandosi in prima persona nel miglioramento della loro comunità.

Don’t Think Twice, It’s All Right. Hegel, Bob Dylan e il Nobel per la letteratura

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di Francesco Campana

Il 13 ottobre 2016 è stato un giorno emotivamente impegnativo per chi ha a cuore la cultura, l’arte e la letteratura. Se ne è andato il Nobel Dario Fo, gigante del teatro, e Bob Dylan è stato insignito dello stesso premio per la letteratura. Le due figure sono certamente distanti, ma sono accomunate almeno da un aspetto: le polemiche che hanno suscitato al momento dell’assegnazione del prestigioso riconoscimento conferito dall’Accademia Svedese.

In entrambi i casi, ai preliminari riconoscimenti di rito – è sicuramente un grande attore…ha scritto delle canzoni straordinarie… – sono seguiti degli scandalizzati però,volti a criticare l’opportunità di tali attribuzioni e non di rado a screditaretout court il premio letterario in questione:però se lo meritavano anche altri poeti o scrittori; però il teatro e le canzoni non sono romanzi; però non è letteratura.

Migrazione: lingua del futuro. (ovvero un programma per una città tutto-porto)

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Si sta svolgendo a Palermo, fino al 16 ottobre, il Festival delle Letterature Migranti: pubblichiamo di seguito un testo di Evelina Santangelo, responsabile e coordinatrice del programma Letterature. Qui il dettaglio della rassegna, tra dibattiti partecipati, mostre, arti visive, dialoghi.

di Evelina Santangelo

Non ci si poteva non misurare con alcune specificità disegnando il programma di un festival con sede a Palermo, città «tutto porto» sulle sponde di quel Mar Bianco di Mezzo (come gli arabi chiamavano il Mediterraneo) che oggi è mare dell’ultima speranza, per quanti tentano di solcarlo con mezzi di fortuna, e mare di una sfida di civiltà dalle conseguenze vitali, per l’Europa.

Di migrazioni umane, diritto d’asilo, di terre negate e di terre promesse (ieri come oggi), si discuterà in molti dei tavoli pensati per questa seconda edizione del Festival, ma anche di vie di fuga possibili verso quel che il sociologo tedesco Ulrick Beck ha chiamato «comunità esistenziale di destino».

Scilla Loves You

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Non solo l’astuto Ulisse: ma anche il pio Enea nello scegliere a chi rivolgersi varcando lo Stretto di Messina optarono per le sei teste e i dodici piedi di Scilla, una volta avvertiti del gorgo di Cariddi sulla costa siciliana.

Per dire che chiunque, messo di fronte alla possibilità di essere forse divorato da un mostro terribile o sicuramente inghiottito con tutta la nave da un gorgo, sceglierebbe il male minore.

Ma come precisava un Benigni d’antan rispondendo all’autodomanda sulla bellezza della sala cinematografica: “Preferiresti andare al cinema o a letto con una bella donna? A letto con una bella donna: ma è proprio un caso lìmite”.

Impressioni di settembre. 365 giorni indistinguibili

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Il pezzo che segue è l’ultimo scritto da Tommaso Labranca, autore irregolare e libero, scomparso il 29 agosto scorso. L’articolo è sul numero di Linus attualmente in edicola: ringraziamo la rivista (fonte immagine).

di Tommaso Labranca

In questo preciso istante, mentre scrivo e mentre leggete, una ragazza o un ragazzo sta legando un’immagine, una sensazione, una madeleine dell’estate 2016 alla voce effettata di Fabio Rovazzi, l’autore della canzone “Andiamo a comandare”. Non ho capito bene su cosa voglia comandare questo giovane, starà organizzando una nuova Marcia su Roma? Si ispira alle revanchas andine degli Inti Illimani ai tempi di Venceremos? È un remix concettuale di “We Shall Overcome”, cantilenata dagli afroamericani negli anni Sessanta?

No. Deve trattarsi di minime beghe all’interno di piccoli mondi periferici in cui si mescolano a caso rap, graffiti, stazioni della metropolitana, gruppetti con felpe incappucciate e tizi coi baffetti che si minacciano l’un l’altro a colpi di «andiamo a comandare». Ogni riferimento alle lotte interne al PD è puramente casuale.

Il Salone di Torino a Milano e altre sfide al buon senso. L’intervento di Giuseppe Laterza.

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Pubblichiamo, ringraziando l’autore, il testo dell’intervento tenuto da Giuseppe Laterza all’assemblea degli editori dell’8 settembre presso il Circolo dei Lettori di Torino a proposito del Salone del Libro di Torino e della Fiera del Libro di Milano.

di Giuseppe Laterza

Come credo tutti voi, sono preoccupato dall’esito più probabile della vicenda che contrappone l’AIE al Salone del Libro di Torino.

Non solo per il motivo che Sandro Ferri stamattina espone sinteticamente sul Corriere – due ‘saloncini’ non ne fanno uno – in fondo, si potrebbe dire che è ‘parva materia’ e preoccuparsi di cose ben più gravi, come lo strapotere di Mondadori o Amazon…