Ricordando Severino Cesari

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Severino Cesari ci ha lasciato ieri notte. Lo ricordiamo riproponendovi questa intervista uscita originariamente su Repubblica per i vent’anni di Stile Libero, la collana fondata assieme a Paolo Repetti.

di Gregorio Botta

Sono la strana coppia dell’editoria italiana, gli ex ragazzi terribili che violarono il sacro tempio dell’Einaudi con giovani scrittori, disc jockey, epistolari amorosi rubati alla rete, videocassette, comici, persino con “Striscia la Notizia”.Sono passati vent’anni, mille titoli pubblicati, 17 milioni di copie vendute.

Discorsi sul metodo – 23: Dany Laferrière

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Dany Laferrière, secondo autore nero della storia a far parte dell’Académie française dopo Léopold Sédar Senghor, e secondo autore privo di nazionalità francese dopo Julien Green, è nato a Port-au-Prince nel 1953. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia è L’ arte ormai perduta del dolce far niente (66and2nd, 2016), mentre il 9 novembre esce sempre per 66thand2nd Diario di uno scrittore in pigiama.

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Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

Da giovane ero molto severo con me stesso, mi imponevo di scrivere tutti i giorni e di fare un minimo di pagine; ora non ho più delle quantità fisse, ormai lavoro per piacere. Scrivo le cose che mi passano per la mente, prendo appunti, quando sento che è il momento li metto assieme e realizzo che sto lavorando su un nuovo libro ma davvero in tutta la prima fase dei lavori lo sviluppo come viene, sono io a seguire il libro non viceversa.

Alessandro Baronciani, ostinatamente “fuori tema”

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Era il 2010 e un trentatrenne autore pesarese pubblicava la sua terza opera a fumetti con Black Velvet, la casa editrice che fin da subito aveva puntato su di lui. Non che avesse bisogno di ulteriori conferme, dato che già l’esordio Una storia a fumetti (raccolta di storie autoprodotte negli anni precedenti, che lui stesso stampava e spediva per posta ai lettori – i quali grazie al passaparola si abbonavano sempre più numerosi) e il successivo Quanto tutto diventò blu avevano già consolidato successo di pubblico e critica, definendone uno stile ben riconoscibile e peculiare. 

Ma è con Le ragazze nello studio di Munari che per Baronciani avviene il vero salto di qualità, quello che ne caratterizza l’avvenuta maturità artistica.

Qabbalah e dintorni: la ricerca musicale di Gabriele Coen

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Gabriele Coen, sassofonista, clarinettista, flautista, compositore e interprete, è tra le figure più versatili e interessanti della scena jazzistica italiana.

Benché abbia esplorato nella sua più che ventennale carriera diversi ambiti con diversi ensemble, il suo nome è legato principalmente alla sua feconda opera di contaminazione della musica klezmer col jazz, dagli esordi con i Klezroym, passando per le prestigiose collaborazioni con John Zorn fino all’attuale progetto Jewish Experience, in cui rielabora in chiave jazzistica brani anche della tradizione sefardita.

Discorsi sul metodo – 22: Lorrie Moore

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Lorrie Moore, tra i maggiori autori viventi di racconti, è nata a Glens Fals nel 1957. La sua ultima raccolta uscita in Italia è Bark (Bompiani 2015).

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Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

Invecchiando, sono diventata indisciplinata. Prima scrivevo tutti i giorni, sempre, era la regola, e se non facevo quattro o cinquemila battute ero molto scontenta. Adesso la vita è arrivata, tutta insieme, e le cose da fare sono così tante che è impossibile tenere una disciplina del genere… Oppure la verità è che posso finalmente permettermi di essere indisciplinata, chissà! In effetti quando leggo di scrittori di mezza età, affermati, che dicono di scrivere tutti i giorni, credo che mentano. Poi in realtà, se guardo bene, vedo che prendo appunti sul mio quadernino tutti i santi giorni, quindi in qualche modo ho continuato a scrivere tutti i giorni anche se non mi do più, come facevo fino a qualche anno fa, un minimo giornaliero di battute.

I sogni della gioventù tunisina: intervista a Shukri al-Mabkhout

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Correva l’anno 2015. Una settimana dopo aver saputo che il proprio romanzo era stato bandito dalle librerie degli Emirati Arabi Uniti, per riapparire successivamente, Shukri al-Mabkhout ha ricevuto nella capitale Abu Dhabi il più importante premio internazionale per la narrativa araba (International prize for arabic fiction) per il romanzo d’esordio L’Italiano (traduzione dall’arabo di Barbara Teresi, 365 pagine, 18.50 euro), uscito in Tunisia nel 2014 col titolo al Talyānī e recentemente pubblicato in Italia da e/o. Un paradosso evidente che tuttavia non sorprende, e coglie lo spirito dell’opera capace di disvelare ipocrisie e contraddizioni di società sospese tra la conservazione coatta e la rivoluzione.

Discorsi sul metodo – 21: Mathias Énard

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Mathias Énard è nato a Niort nel 1972. Il suo ultimo libro uscito in Italia è Bussola (E/O 2016) * * * Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura? Sei ore, dalla mattina presto. Se posso comincio verso le sei e vado avanti fino alle dodici, a volte […]

Disegnare Nick Cave: intervista a Reinhard Kleist

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Oggi Nick Cave compie 60 anni: lo festeggiamo con un’intervista di Pierluigi Lucadei a Reinhard Kleist, fumettista autore della biografia Mercy On Me, in arrivo in Italia edita da Bao Publishing.

Sessant’anni vissuti pericolosamente, quasi tutti in compagnia della sua musica, Nick Cave è il maudit per antonomasia del rock. Ovvio che Reinhard Kleist, fumettista tedesco specializzato in biografie di uomini eroici e tragici (ricordiamo almeno le sue biografie di Johnny Cash e di Fidel Castro), abbia voluto misurarsi con la sua parabola esistenziale ed artistica. Mercy On Me, che sarà pubblicato in Italia nelle prossime settimane da Bao Publishing, è una graphic novel che Kleist ha costruito come una tracklist potente ed onirica, disegnando e raccontando Nick Cave a partire dai personaggi delle sue canzoni e dei suoi romanzi. Gli abbiamo chiesto perché.

CiùCiù. Intervista impossibile con Giovanni Domenico Cassini

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Questo pezzo è apparso sull’ultimo numero di Linus, che ringraziamo.

di Edoardo Camurri*

Giovanni Domenico Cassini, visto oggi, è irriconoscibile. È più o meno grande come un minibus e non credo abbia molte cose da dire in un’intervista. Non si può neanche affermare che abbia conservato una forma fisica riconducibile a quella di un uomo; il tempo pare averlo trasformato in una specie di insettone di metallo, pieno di antenne, di parabole. Non ha un buon odore, è affaticato, e non solo perché ha trecentonovantadue anni, questo è il meno, ma a settembre ha deciso che si ammazzerà, togliendosi di mezzo una volta per tutte, trovando questa vita, sempre lontano da casa, diciamo con la testa tra le nuvole, ormai troppo faticosa e insensata. Forse il suo è l’odore della paura e d’altronde come non capirlo. Quanti animi forti, cristiani, hanno ancora voglia di dire di sì alla vita quando, dopo quasi quattro secoli, si ritrovano alti sette metri, larghi quattro, con in testa un’asta lunga tredici metri, vestiti di dodici chilometri di cavi elettrici? Le gambe che lo portarono dalla ligure Perinaldo a Parigi e poi a Bologna ora sono diventate inutilizzabili e Cassini si sposta, a dire il vero a grande velocità, grazie a sedici motori a idrazina e alle leggi di attrazione dei pianeti.

Tutto è possibile. Intervista a Elizabeth Strout

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Questo pezzo è uscito sul Messaggero, che ringraziamo. (fonte immagine).

«Ciò che mi interessa principalmente è scrivere a proposito delle persone, senza accontentarmi di un solo sguardo», ha ripetuto spesso Elizabeth Strout, una delle autrici statunitensi più note, rispettate e ammirate. A Mantova, nei giorni del Festivaletteratura appena finito, è stata forse l’ospite più ricercata, circondata dall’affetto dei lettori.

Nel 2009 la consacrazione con la terza opera, Olive Kitteridge, che le è valsa il Pulitzer. Lei, originaria del Maine, a New York ha costruito la distanza necessaria a raccontare con una cura unica, asciuttezza e con empatia paesaggi interiori ed esteriori della provincia americana, scavando dentro esistenze ferite che ritroviamo nell’opera più recente.