“Scrittura e lettura hanno a che fare con gli odori”: intervista a Niccolò Fabi

niccolò fabi

Per i vent’anni dall’uscita del suo primo album, un artista solitamente poco incline all’autocelebrazione come Niccolò Fabi ha deciso di festeggiare insieme al proprio pubblico con un tour chiamato Diventi Inventi (1997-2017) e con un greatest hits in uscita dopo l’estate. Cogliamo l’occasione per proporre un’intervista che indaga il suo rapporto con i libri, tratta da Letture d’autore, pubblicato da Galaad nel 2016.

Qual è il tuo primo ricordo legato ad un libro?

Il primo ricordo non è legato ad un libro letto in prima persona, ma a libri che mi leggeva mia nonna. Dunque non si tratta di un ricordo di lettura, bensì di ascolto. Trovo molto bella l’usanza che hanno, o avevano, i genitori e i nonni di leggere i libri ai bambini. E mia nonna mi leggeva, innanzitutto, Pinocchio. E poi molto Salgari. Ecco, Pinocchio e I misteri della giungla nera di Salgari forse sono i primi ricordi di racconto e di storie di cui ho percezione.

Come cambia la camorra. Intervista a Roberto Saviano

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di Matteo Cavezzali

Da dieci anni Roberto Saviano vive sotto scorta. Mangia, dorme, scrive, va a prendere il gelato, va a fare le presentazioni dei suoi libri seguito da cinque carabinieri armati. Roberto Saviano ha 37 anni e da quando ne aveva 27 non conosce più una vita normale. La sua colpa è quella di aver portato alla luce un mondo nascosto, un mondo che si credeva periferico, che ingenuamente o maliziosamente, si voleva confinato solo a Scampia, Secondigliano, Casal di Principe, e altri luoghi che per molti italiani non avevano una geografia, ma solo una fama.

Il fantasma della tecnologia: intervista a Olivier Assayas

Personal-Shopper

di Rosario Sparti

Aereo, treno, motorino. Maureen è in continuo movimento, afflitta da una routine che non le concede respiro: possiamo osservarla durante i suoi sfiancanti spostamenti ma non riusciamo mai a metterla davvero a fuoco. Il senso di alienazione che vive la rende invisibile, una presenza fantasmatica che si fa materia solo per essere al servizio degli altri. “Sono completamente sola o posso entrare veramente in contatto con qualcun altro?” sembra chiedersi, mentre interroga il telefonino come fosse una tavola ouija. E noi ci stringiamo intorno al suo quesito rassicurati da un’unica certezza, il magnetismo di Kristen Stewart, corpo iconico presente in ogni scena di Personal Shopper. Fischiato e premiato al Festival di Cannes, il film – in sala dal 13 aprile – è un nuovo brillante capitolo del cinema di Olivier Assayas: anarchico come il punk (Clean), inquieto come l’adolescenza (L’eau froide), autoriflessivo come il metacinema (Irma Vep), fragoroso come un esplosione (Carlos).

Sull’arte di trovare la voce. Intervista a Fabrizio Gifuni

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(fonte immagine)

Nel suo corpo abitano alcune fra le pagine più brulicanti e vorticose della letteratura tutta. Ha recentemente portato in scena al Teatro Vascello le opere di Camus, Pasolini, Testori, Cortázar, Bolaño. Di quest’ultimo ha appena letto in audiolibro Notturno cileno, edito da Emons. Fabrizio Gifuni sa suonare le parole ad alta voce, trasferirle dalla pagina alla scena con l’abilità di un traghettatore esperto.

L’arte a fumetti di Peter Kuper

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Peter Kuper, classe 1958, vincitore con Ruins nel 2016 dell’Eisner Award per il miglior graphic novel dell’anno, diventato bestseller internazionale, racconta di aver preso abbastanza tardi coscienza del proprio potere creativo. «Ho cominciato all’età di 15 anni col mio primo album, ma solo due anni dopo mi sono accorto dell’ispirazione. Ho capito di avere abilità limitate per il mondo che mi circondava. In un evento totale come la guerra sarei stato un semplice ostaggio quanto un tifoso sportivo. Pensai che il fumetto e le arti figurative in generale rappresentassero la mia opportunità di dire qualcosa sul mondo, l’unico mestiere che mi avrebbe reso felice», spiega.

L’orgia del potere ieri e oggi. Intervista a Vassilis Vassilikos

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ATENE. Cinquant’anni fa, alle due del mattino i colonnelli Georgios Papadopoulos, Nikolaos Makarezos e Ioannis Ladas annunciavano il colpo di stato. Tutto era filato liscio per militari di seconda fascia abituati a muoversi nell’ombra. Fin dalla sera i carri armati avevano occupato i grandi viali progettati per la città ottocentesca. Truppe scelte avevano preso il controllo dei centri di comunicazione e del Parlamento. Paracadutisti si apprestavano ad atterrare sul Ministero della Difesa.

Nel Cile degli ultimi: una conversazione con la scrittrice Arelis Uribe

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di Sara Zucchini (fonte immagine)

Preferiremmo non porci il problema, invece che ritrovarci così spesso ad avere a che fare con forme più o meno lampanti di ingiustizia. È questa la parte brutta del femminismo: dover diventare ipersensibili a quello che non ci piace.

Nel suo blog, Arelis Uribe, una giovane giornalista e scrittrice militante, parla di quello che la riguarda più da vicino, ma senza mai scadere nei personalismi. Le differenze di classe, il Cile, il suo barrio pobre, i cani randagi che si trascinano per le strade di Santiago: tutto fa da sfondo ai suoi racconti. A Santiago del Cile, nelle librerie e (nei bar delle) università, si parla molto di lei e della sua raccolta di racconti, Quiltras, uscita per Los Libros de la Mujer Rotaa novembree diventata subito un caso editoriale.

Dal problema del male alla questione della punteggiatura. Una veramente lunghissima intervista a Walter Siti.

Festival delle Letterature i finalisti del Premio Strega

Di Christian Raimo Allora, scusami c’è del rumore, perché sta arrivando il monsone qui a Roma. Sento un bambino. No, è una povera gatta che ha paura dei tuoni. Io partirei più che da una domanda, da una meta-domanda. Questa sarà l’ennesima intervista che subisci prima dello Strega, dopo lo Strega. Ti chiedevo se non […]

Il terzo spazio. Intervista a Yanis Varoufakis

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

ATENE. Il palazzo in cui oggi abita Yanis Varoufakis è il classico condominio anni Settanta di Atene. Citofoni sbrindellati su una strada poco lontana dal centro. Luci fioche per le scale. Dietro la porta d’ingresso, un bel salone zeppo di libri e un balconcino sulla via nel traffico. Niente a che vedere con quel che di lui hanno polemicamente raccontato. Del resto, ora l’uomo odiato dai tecnocrati d’Europa in Grecia passa solo poco del suo tempo. Insieme, fra gli altri, a Ken Loach e Noam Chomsky, ha appena lanciato il primo tentativo di costruire un movimento transnazionale che possa calamitare forze per arrivare alle prossime elezioni europee. Del programma di riforme da attuare già oggi, senza trasformare i trattati europei, si può leggere ogni dettaglio nel libro che l’ex Ministro delle Finanze greco ha appena scritto assieme a Lorenzo Marsili, cofondatore di DiEM25, Democracy in Europe Movement 2025.

Quel misterioso Amleto cubano: intervista a Tomas Milian

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Questo pezzo è apparso su alias – il manifesto.

“Tomas, non hai mai avuto il sospetto che Fellini pensasse a te, quando girò Toby Dammit?”
La mia domanda estemporanea lascia Milian interdetto.