La casa mangia le parole: una conversazione con Leonardo G. Luccone

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Da tempo il nome di Leonardo G. Luccone è ben presente nel mondo editoriale, per la sua attività di talent scout, editor, critico, traduttore, fondatore dell’agenzia letteraria Oblique. Dopo il saggio Questione di virgole – Punteggiare rapido e accorto (Laterza), di cui avevamo parlato in questa intervista, ecco il debutto al romanzo con La casa mangia le parole, uscito da qualche mese con Ponte alle Grazie. A guardarla in prospettiva, è come se con Questione di virgole Luccone abbia predisposto la cassetta per gli attrezzi, per poi cimentarsi con il romanzo. E da un lettore così sofisticato e attento non ci si poteva attendere altro se non un romanzo ambizioso e ben scritto, stratificato, con più livelli di senso al suo interno.

La storia ruota intorno a un nucleo familiare, quello dei De Stefano, tenuto insieme artificialmente: sotto le apparenze, la crosta di questa famiglia medio borghese va sfaldandosi.

Stregati: “Febbre” di Jonathan Bazzi

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Proponiamo da oggi le interviste realizzate da Barbara Belzini per il quotidiano Libertà agli autori dei libri entrati in dozzina al Premio Strega di quest’anno: ringraziamo la rivista e l’autrice.

Si fermano le persone, ma non la loro curiosità e voglia di scoprire qualcosa di nuovo: in attesa della proclamazione dei 5 finalisti il 9 giugno, Libertà propone un viaggio con i 12 semifinalisti del Premio Strega. Cominciamo con un’opera prima di cui si è parlato molto in rete, “Febbre” di Jonathan Bazzi, pubblicato da Fandango Libri: candidato da Teresa Ciabatti, il libro ha vinto il riconoscimento “Libro dell’anno di Fahrenheit-Radio Tre” e il “Premio Bagutta Opera Prima”.

La critica musicale oggi: intervista a Rossano Lo Mele

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Photo by Annie Theby on Unsplash

Non se ne può più di sentir dire che scrivere di musica equivale a ballare di architettura. La celebre massima, che il popolo attribuisce a Frank Zappa mentre i più informati fanno risalire all’attore-musicista Martin Mull, è spesso la formula magica per chiudere un discorso teso a screditare chi, nonostante la crisi irreversibile della carta stampata e gli altri innumerevoli ostacoli, si ostina a praticare un’arte forse minore, magari anacronistica, ma pur sempre un’arte, la critica musicale. Non è il solo luogo comune: un altro molto abusato è quello per cui i critici musicali sono tutti musicisti falliti (anche se c’è chi, come Colapesce, un po’ ironicamente e un po’ no dice di essere un critico musicale fallito e di essere, per questo, diventato musicista).

Sono invece pochi – ed è un discorso soprattutto italiano – quelli che rispettano il ruolo che i critici musicali hanno (avuto) nell’educazione degli appassionati di pop e rock, forse immemori di quando loro stessi coccolavano la propria collezione di dischi con una tenerezza riservata a poche altre cose o quando attendevano con trepidazione che all’edicola in fondo alla strada arrivasse il nuovo numero della propria rivista di riferimento.

Bisogna essere responsabili per essere partecipi: nasce la Libreria Solidale

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La Libreria Teatro Tlon di Roma resta chiusa, ma la serranda non è abbassata: le attività proprie della libreria andranno avanti, come hanno fatto nel corso del mese di marzo, con le consegne a domicilio e la conversione delle tipiche attività divulgative in iniziative social. Allo stesso tempo, la Libreria si mette a disposizione del territorio come strumento di solidarietà. In collaborazione […]

I fumetti della quarantena – Conversazione con Dottor Pira

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Dr. Pira è un fumettista geniale, il sito che raccoglie alcuni suoi fumetti, “I fumetti della gleba”, è diventato, ormai, un oggetto di culto per molte persone e alcuni protagonisti delle sue storie, come Sergio, sono ultracitati in giro per la rete. Si ride tanto con Pira e si ride perché i suoi fumetti sono impregnati di nonsense e di una totale libertà di ambientazione e costruzione delle storie.

E, in questo momento storico dove l’ultra-reale è penetrato nelle nostre abitazioni, ho voluto conversare con Pira sul senso e sul non senso del suo lavoro e di questi giorni.

Il secolo asiatico: intervista a Parag Khanna

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Pubblichiamo un articolo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

Parag Khanna, classe 1977, esperto di relazioni internazionali, è considerato tra gli strateghi geopolitici più influenti del mondo. Dopo volumi importanti come I tre imperi, Connectography e La rinascita delle città-Stato, la casa editrice Fazi un anno fa ha portato nelle librerie italiane l’ultimo lavoro dello studioso indiano dal titolo Il secolo asiatico. In queste settimane Khanna segue l’evolversi della crisi legata alla pandemia, fornendo numerose e interessanti analisi e scenari dalla prospettiva asiatica.

Sull’editoria di poesia contemporanea #11: Fabrizio Dall’Aglio

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Photo by Valentin Salja on Unsplash

Di seguito l’undicesima intervista (a Fabrizio Dall’Aglio, curatore delle collane di poesia di Passigli) realizzata da Francesca Sante per la sua inchiesta sulla poesia italiana contemporanea. Qui tutte le puntate precedenti.

Come nasce la collana di poesia di Passigli? e che ruolo ha la poesia all’interno della casa editrice?

La casa editrice non è nata pubblicando poesia. La casa editrice è nata nel 1981 e quindi fino al 1989 non ha pubblicato libri di poesia. Nell’’89 dopo un incontro tra Mario Luzi e Stefano Passigli, uniti da una lunga stima reciproca, si è pensato di iniziare questa collana di poesia.

Tra Virginia Woolf e Walt Whitman: un’intervista di Claudia Durastanti a Michael Cunningham

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Le ore, il capolavoro di Michael Cunningham, è uscito da pochi giorni in una nuova edizione per La Nave di Teseo, disponibile anche in ebook. Vi proponiamo un’intervista di qualche anno fa a cura di Claudia Durastanti, uscita sul Mucchio.

Quando Michael Cunningham fa il suo ingresso nel mondo della letteratura che conta con Una casa alla fine del mondo, ha già in mente il tema che lo assillerà per il resto della carriera: l’impossibilità di ricondurre l’innamoramento a una scelta univoca. Che si tratti di ragazzi coinvolti in uno struggente triangolo sentimentale, di madri incapaci di suicidarsi o di scrittrici ossessionate dal mancato capolavoro, i suoi protagonisti sembrano sempre sul punto di confessare: «Non posso scegliere, sceglierò». Quello che non dicono mai è: «Non potevo scegliere altrimenti».

California tra letteratura e coronavirus: intervista a John Freeman

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo. Photo by davide ragusa on Unsplash

«In California il futuro è arrivato in anticipo», scrive William Vollmann. Dalle migrazioni al cambiamento climatico lo Stato nordamericano incarna tutte le principali sfide del nostro tempo. Ora inevitabilmente il nuovo fronte si chiama coronavirus.

Il governatore della California, Gavin Newsom, ha ordinato ai circa quaranta milioni di abitanti di stare a casa per contrastare la rapida diffusione dell’epidemia. È utile ricordare come la sola California costituisca la quinta economia del mondo.

Herzog incontra Gorbaciov: un’intervista al regista tedesco

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Pubblichiamo un’intervista uscita su Linus, che ringraziamo.

Nel novembre del 1974 Werner Herzog venne a sapere che l’amica e scrittrice Lotte Eisner era ammalata e a rischio di vita. Decise così di raggiungerla a piedi da Monaco a Parigi, affidando a quei ventidue giorni di cammino la guarigione dell’amica. Herzog portò a termine il viaggio, Eisner guarì (sarebbe morta nove anni dopo, a 87 anni), e l’impresa venne immortalata dal regista nello smilzo e magistrale libro Sentieri nel ghiaccio (Guanda, traduzione di Anna Maria Carpi, pp. 67, 12 euro). Dieci anni dopo Herzog intraprese un’altra camminata leggendaria, mosso da intenzioni e desideri diversi ma altrettanto nobili. Deluso dalla mancata riunificazione della Germania, decise di percorrere a piedi l’intero perimetro del paese nella speranza di rivederlo un giorno unito.