Sull’editoria di poesia contemporanea: – #9: Collezione di poesia Einaudi

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Riprendiamo la serie di interviste curate da Francesca Sante sulla poesia contemporanea italiana. Qui tutti gli articoli precedenti.

Possiamo dire senza troppe remore che Einaudi è l’unico grande editore storico che continua a puntare, se non con spericolatezza almeno con cocciutaggine, sui libri di poesia. In «Collezione di Poesia» è evidente il lavoro di equilibri certosini con cui si inanellano nuove uscite e ripubblicazioni dirette verso un obiettivo duplice, di sostenibilità economica e arricchimento culturale. Chiaramente i suoi poeti non sono esordienti assoluti, ma capita che l’editore favorisca il loro ingresso generalmente alla terza o alla quarta pubblicazione, accanto a nomi importanti e apprezzati nel tempo. Agli autori italiani e alle riscoperte del passato vanno aggiunti i poeti stranieri.

“La mafia non è più quella di una volta”: intervista a Franco Maresco

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Questa intervista è uscita in forma ridotta su La Repubblica, che ringraziamo di Emiliano Morreale Mentre fervevano i preparativi per la premiazione della Mostra di Venezia, dove il suo La mafia non è più quella di una volta ha vinto il premio speciale della giuria, Franco Maresco, rimasto a Palermo, ha staccato il telefono ed […]

Dentro il rap americano: intervista a Cesare Alemanni

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Dagli anni Settanta fino ai giorni nostri, dove “giorni nostri” va inteso alla lettera, perché tutto può ancora succedere – e sta succedendo adesso, ancora – la storia dell’hip hop è un enorme calderone ribollente di creatività, riscatto sociale, arti che s’incontrano, personalità esplosive e anche di morte e tragedia. Una vicenda complessa e ritmata, dove i break e gli scratch, i flow e i colpi di pistola e il crack si sono incrociati lungo tutto il vasto ventre americano, generando una quantità di musica prima clandestina e poi via via sempre più planetaria, seducendo generazioni di ascoltatori e cambiando attitudini e stili di vita.

Rendere conto di tutta questa complessità, che contempla oltretutto anche una dose abbondante di controversie e deviazioni, è un affare che richiede idee chiare e grande competenza. Rap: Una storia, due Americhe, il libro di Cesare Alemanni uscito da poco per minimum fax, riesce nell’ impresa di trasmettere la densità di questa vicenda ancora in corso, toccando i temi alla base della nascita e dello sviluppo del rap, offrendo una storia completa che comprende individualità e sociologia urbana, fattori esterni e una sana dose di casualità.

Tra alberi e letteratura: intervista a Richard Powers

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

È difficile riparare le cose e in alcuni casi sono perse per sempre, ricorda lo scrittore statunitense Richard Powers, insignito del Premio Pulitzer per la narrativa, raccontando nel romanzo Il sussurro del mondo (La nave di Teseo, 672 pagine, 22 euro, traduzione di Licia Vighi) le profonde connessioni tra le persone e gli alberi.

I personaggi del romanzo di Powers sono disposti a mettere in pericolo le proprie vite, per salvare il 2% delle foreste nordamericane vergini che ci rimangono. Essi hanno compreso le conseguenze del disboscamento di foreste antiche e della scomparsa di un’ecosistema complesso, denso e così interconnesso.

“I cento pozzi di Salaga”: intervista a Ayesha Harruna Attah

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

La giovane scrittrice Ayesha Harruna Attah è un talento emergente nel panorama della letteratura africana. In Italia, la casa editrice Marcos y Marcos ha tradotto e pubblicato recentemente il suo terzo romanzo, I cento pozzi di Salaga (traduzione di Monica Pareschi, 18 euro, 300 pagine), città ghanese già epicentro del mercato degli schiavi.

Due donne alla ricerca della propria libertà animano la narrazione, che ha lo spirito e il respiro del romanzo storico. Aminah è una quindicenne sognatrice, creativa, figlia di un commerciante che viaggiava dal mercato di Timbuctù a quello di Salaga. La scomparsa del padre forza i tempi della sua crescita, segnata poi dal rapimento e dallo schiavismo che la sottrae a una vita ancora piena di promesse. Il destino s’incrocia con quello della guerriera ribelle Wurche, nata in una famiglia potente, nella quale prova a mettere in discussione le gerarchie e le scelte predefinite, aspirando al governo.

La guerra di tutti. Intervista a Raffaele Alberto Ventura

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Pochi libri aiutano a comprendere il presente come La guerra di tutti di Raffaele Alberto Ventura.

Forse solo La società della performance di Maura Gancitano e Andrea Colamedici, affrontando la contemporaneità da un’angolazione diversa, offre la stessa mole di spunti e sentieri di riflessione.

Ventura, intellettuale da anni molto apprezzato per le sue riflessioni sul blog Eschaton, ha destato molto clamore col suo libro precedente, Teoria della classe disagiata (premiato anche da un ardito adattamento teatrale), un testo che ha mostrato le già note qualità dell’autore: una notevole erudizione, una spiccata capacità di analisi, una non comune libertà da schieramenti (post) ideologici.

Abitare nel futuro – una conversazione con Marianna Martino

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di Merende Selvagge (Domitilla Pirro, Francesco Gallo)

È notizia delle ultime ore: il Salone dell’Auto lascia Torino per Milano. La chiave di lettura privilegiata? Un nuovo fallimento da parte della giunta Appendino. La percezione interna? Questa è simile e al tempo stesso un po’ più complicata — anche per chi è tra i primi ad aver messo like a questa pagina.

La prima volta che incontriamo Marianna Martino non è la prima volta che incontriamo Marianna Martino. L’abbiamo già incrociata mentre se ne stava immersa in un bicchiere di Spritz. In un’altra occasione ci è parso di vederla annidata in una casetta per gli uccelli, quelle da giardino. Ci è capitato di intercettarla mentre era agganciata a una corda per stendere il bucato, o aggrappata alla lancetta dei minuti di un orologio, o ancora a bordo di una barca fatta di carta di giornale. Una volta, addirittura, l’abbiamo vista seduta su una delle poltrone della Loggia Nera di Twin Peaks.

Riflettendo sull’identità: “Un matrimonio americano” di Tayari Jones

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

Un matrimonio americano (Neri Pozza, 368 pagine, 18 euro, traduzione di Ada Arduini), finalista al National Book Award e appena insignito del Women’s prize for fiction, è un romanzo coraggioso già dal titolo.

L’autrice Tayari Jones, protagonista a Roma del Festival Letterature nella Basilica di Massenzio, affronta il disfacimento di un universo famigliare ancora nella fase embrionale, toccando le contraddizioni irrisolte della società americana. È un racconto dal profondo sud degli Stati Uniti distante però dagli stereotipi della miseria nera, capace di parlare a tutto il paese. Il corpo e la vita degli afroamericani sembrano non potersi mai sottrarre alle circostanze politiche e sociali.

Sull’editoria di poesia contemporanea – #8: Interno Poesia

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Photo by Valentin Salja on Unsplash

Nuova intervista della serie curata da Francesca Sante sulla poesia contemporanea. Qui tutte le puntate precedenti.

Andrea Cati è direttore editoriale di Interno Poesia, casa editrice che pubblica solo poesia, nata a settembre 2016 a partire dal blog omonimo (fondato ad aprile 2014). IP rappresenta uno dei modus operandi più interessanti nell’industria editoriale e tra le case editrici di poesia. Si fonda su un modello di business e su una strategia comunicativa che mirano al coinvolgimento della community dell’autore e dell’editore.

L’intimità delle nostre battaglie. Intervista a Claudia Durastanti

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Photo by Paul Garaizar on Unsplash

di Livia De Paoli

Misurare le parole; le distanze; la durata di un amore; lo spazio che offre una città; e poi perdere il conto di tutto. Claudia Durastanti scrive da molteplici punti di rottura, interruzioni del tempo; e da un luogo dislocato appena sotto la soglia del visibile. Fading. Lì dove le cose si stanno dissolvendo e perdono forma, e tuttavia si possono ancora rintracciare i contorni e interrogarli così come si interroga un oracolo: senza risposte certe. La straniera è un romanzo che accoglie l’eco di una genealogia femminile, da cui l’autrice discende, e diventa poi anche il brusio proveniente da una generazione che viaggia e sposta continuamente il proprio punto di vista sul mondo e non smette di sentirsi straniera, di cercare casa, e finisce con familiarizzare proprio con questo senso perenne di estraneità, di non completa appartenenza.