La Settimana enigmistica. Scova le differenze.

Metti a confronto le due articolesse datate una 1995 l’altra 2011 a firma di Pietro Citati, il più prestigioso critico letterario italiano, da poco passato dalle pagine di Repubblica a quelle del Corriere, e trova le differenze. Dall’archivio di Repubblica. 24 marzo 2011 — pagina 49 sezione: CULTURA Emile Cioran di Pietro Citati. Quando viveva […]

Intervista ad Agota Kristof, scrittrice del dolore e dell’esilio

È morta ieri a Neuchatel, in Svizzera, all’età di 76 anni, la scrittrice ungherese Agota Kristof. Stamattina la ricordiamo con un’intervista di Michele De Mieri uscita per l’Unità.

Intervista a Lorin Stein

Vi accompagniamo nel fine settimana con un’intervista di Francesco Pacifico a Lorin Stein, il Don Draper dell’editoria, come lo definisce il nostro, da poco nuovo direttore della storica rivista Paris Review e per molti anni editor da Ferrar, Straus & Giroux. L’intervista è uscita sul numero di maggio/giugno di Rivista Studio. Buona lettura.

Intervista ad Alberto Laiseca

bblichiamo di seguito una lunga intervista – uscita per la Revista de Cultura Ñ a cura di Gabriela Cabezon Camara – allo scrittore Alberto Laiseca. Originario di Rosario, la sua opera è pressoché sconosciuta in Italia, ma in patria ha influenzato scrittori del calibro di Fogwill e Ricardo Piglia. Scrive di lui Cesar Aira: «Laiseca non solo è un grande scrittore […]: è uno degli inventori della letteratura, unici e imprevedibili, con i quali tutto termina e comincia di nuovo». Il suo libro più importante, Las Sorias, è considerata l’opera più ampia della letteratura argentina.

Traduzione di Gianluca Cataldo

Un libro sull’Italia o parla di mafia o non ha successo

Gay Talese, 79 anni, pioniere del new journalism con Mailer e Capote, è stato ospite qualche settimana fa al Festival di Massenzio e in quella occasione Stefano Ciavatta lo ha intervistato per Linkiesta. Noi vi riproponiamo la sua intervista.

Gay Talese, l’ex fattorino del New York Times figlio di immigrati dalla provincia di Catanzaro, pioniere del new journalism insieme a Norman Mailer, Truman Capote e Tom Wolfe, giornalista per il NYT, Times, New Yorker, Haper’s Magazine, Esquire, sta girando l’Europa per un ciclo di incontri e lezioni.

Intervista a Michael Stipe e Mike Mills

Questa intervista è uscita per Rolling Stone.

Ho così tanti ricordi legati ai REM che mentre passeggio nella neve, scivolando sui marciapiedi ghiacciati, per andare ad ascoltare Collapse Into Now e intervistare Michael Stipe e Mike Mills al Gramercy Park Hotel di New York, mi vengono le lacrime agli occhi. Ho praticamente imparato l’autostima dalle mosse di Stipe sul palco e nei video, ho corteggiato per anni la stessa donna associando a lei – a volte a sua insaputa a volte no – Be Mine, Tongue, (Don’t Go Back To) Rockville, At My Most Beautiful, Electrolite.

Perché per rinnovare l’Italia può essere fondamentale amministrare bene le città

Aspettando i risultati delle elezioni amministrative, riportiamo un’intervista che Francesco Raparelli ha fatto a Walter Tocci sulla free-press “Dinamo” lo scorso anno. È una disamina analitica di possibilità e responsabilità della amministrazioni di sinistra in Italia, da parte di chi della cosiddetta “stagione dei sindaci” fu uno dei protagonisti – a livello di elaborazione teorica, […]

Nell’Africa del Nord la partita è aperta: intervista a Olivier Roy

islam

Questa intervista è uscita nel numero di aprile dello Straniero

Per il politologo Olivier Roy, nato nel 1949 a La Rochelle, sulla costa atlantica francese, il primo vero incontro con l’Islam e il “Medio Oriente” è avvenuto a soli diciannove anni, quando – militante di un partito della sinistra extraparlamentare e aspirante studente alla École Normale Supérieure di Parigi – decise di mettere in pratica il persiano imparato da autodidatta, con un viaggio di tre mesi in Afghanistan.

Intervista a Silvia Pareschi, traduttrice di Jonathan Franzen

Silvia Pareschi racconta l’esperienza di tradurre Jonathan Franzen. Estratto di un’intervista pubblicata su Studio, bimestrale di approfondimento culturale, fresco di uscita.

di Fabio Guarnaccia

Lo scorso settembre, sulla scia delle prime critiche a Freedom, ho sentito il bisogno di rileggere Le correzioni. Nonostante lo avessi amato moltissimo, non mi era più capitato di leggere Franzen, fatta eccezione per qualche saggio. A parte confermare l’entusiasmo provato anni prima, la rilettura aveva messo in moto altro.

Il lamento di Bloom

Vi riproponiamo un’intervista uscita qualche tempo fa sul Corriere della Sera, di Farkas Alessandra al celebre critico letterario americano Harold Bloom.

NEW YORK – «Un anno fa sono caduto, spezzandomi tutte le vertebre della schiena. I dottori mi avevano dato per morto, ma eccomi qua». Gli occhi chiaro-cangiante di Harold Bloom sono pieni di tristezza mista a pudore mentre cerca di giustificare quel bastone, ormai inseparabile, cui s’ aggrappa per sostenere il peso degli anni e le angherie di un fisico che non vuol saperne di rincorrere i ritmi ancora frenetici della sua straordinaria mente.