L’ultima intervista a Roberto Bolaño

Roberto Bolaño, ovvero uno scrittore per il XXI secolo. Un grande ringraziamento a Mirumir e Mirumir 2.0 per aver tradotto l’ultima intervista rilasciata dallo scrittore cileno prima di morire. L’intervista è di Mónica Maristain e fu pubblicata nel luglio del 2003 dall’edizione messicana di «Playboy». Nel confuso panorama della letteratura in lingua spagnola, dove ogni […]

Un’intervista a Enzo Bearzot

Quest’estate si giocheranno i mondiali di calcio. E dal momento che dalla nazionale attuale non mi sembra possano emergere personalità davvero interessanti – poca o nulla letteratura, moltissima cronaca usa e getta – riproponiamo quest’intervista di Gianni Mura a Enzo Bearzot, uscita tre anni fa su «La Repubblica» in occasione degli ottant’anni del Vecio. di […]

Intervista a Filippo Scozzari

di Peppe Fiore In una delle sue incarnazioni fotografiche più celebri, Filippo Scozzari – torso nudo, occhiali da ragioniere e pancetta da contabile – regge per la coda due piccoli gatti che si dimenano, in una posa a metà tra il cristologico e l’icona pop. Quella specie di grande ameba culturale che viene definita per […]

Intervista con Eric Rohmer: Il vecchio e il nuovo

L’11 gennaio è morto a Parigi uno dei maestri della Nouvelle Vague, fra gli autori francesi più amati dal pubblico internazionale, Eric Rohmer. Abbiamo deciso di ricordarlo qui su minima&moralia pubblicando una parte dell’intervista da lui rilasciata nel 1965 per la rivista cinematografica Les Cahiers du Cinéma e pubblicata per intero da minimum fax. È […]

Intervista a Wislawa Szymborska

Su Babelia inserto culturale de El Pais è uscita il 5 dicembre scorso questa intervista di Javier Rodrìguez Marcos alla grande poetessa polacca Wislawa Szymborska, Premio Nobel per la Letteratura nel 1996. di Linnio Accorroni Wislawa Szymborska è a casa sua, ma ci domanda ugualmente il permesso di fumare. «Una volta –racconta – ho ricevuto […]

Intervista a Fulvio Bortolozzo

Fotografo torinese, autore di lavori dedicati al paesaggio urbano della sua città (e non solo), Fulvio Bortolozzo viene qui intervistato da Fabio Severo di Hippolyte Bayard. di Fabio Severo Quali sono stati i primi stimoli verso la fotografia? Puoi dirci qualcosa della tua formazione fotografica? I tuoi lavori che abbiamo potuto vedere, seguendo il filo […]

Intervista a Philippe Forest

«Ogni nuovo libro aggiunge un cerchio ai precedenti. Ne costituisce la somma e contemporaneamente crea una specie di spirale che ci conduce più in là, ma sempre facendoci passare per gli stessi punti»: sono le parole del narratore di Per tutta la notte, il secondo dei quattro romanzi autobiografici pubblicati fino ad oggi (i primi tre tradotti in italiano da Alet) da Philippe Forest. Il centro di questi cerchi concentrici, ciò che ha fatto di Forest, già prolifico saggista e critico letterario, uno dei più coinvolgenti (e sconvolgenti) narratori degli ultimi anni è un evento che sfida la parola, che scoraggia ogni dire e che taglia fuori dal mondo chi, come i protagonisti dei suoi romanzi, non ha potuto fare altro che assistere impotente al vuoto che si apre improvvisamente nella propria vita. Una bambina, una figlia di quattro anni che muore di cancro sembra appartenere a un dominio di fatti destinati all’emarginazione e al silenzio: una tragedia privata, una brutta cosa a cui la gente preferisce non pensare. O altrimenti alla peggiore delle pornografie: quella del patetico, del dolore oleografato, anestetizzato e somministrato. Che altro non è, a sua volta, se non la più efficace e insinuante delle strategie di emarginazione e di rimozione sociale di quello stesso dolore che si pretende di rappresentare.

Intervista a Eraldo Affinati

Da Veglia d’armi al recente Berlin, l’opera di Eraldo Affinati mostra una compattezza e una coerenza che ne fanno, piuttosto che una collezione di libri indipendenti, un campo di ricerca poetica, etica e politica in continuo movimento. Invece di fermarmi sulle soste obbligate, sui tagli che il momento della pubblicazione rappresenta all’interno della continuità di questo già lungo percorso letterario, nella mia intervista ho preferito osservare il disegno complessivo. Quello che mi è parso più interessante, nel lavoro di Affinati, è il modo in cui esigenze e pulsioni apparentemente contraddittorie si affrontano, confliggono e agitano una scrittura tra le più originali e stimolanti della nostra attuale scena letteraria. Il tema del meticciato, dell’ibridazione, dell’intersezione dei modi e delle misure antropologiche, culturali e stilistiche, è forse il tratto più caratteristico di una visione che dal piano delle forme letterarie si riflette in una viva volontà di scommettere, nonostante tutto e senza rinunciare a sciogliere i grovigli più inquietanti, sul futuro del mondo e della globalizzazione. La vocazione pedagogica di Affinati, la sua esperienza d’insegnamento alla Città dei ragazzi e alla scuola Penny Wirton, da lui recentemente fondata nella capitale, riassume e rilancia la «promessa di felicità» che riconosciamo nei suoi libri. Forse per questo, oltre che per la ancora recente pubblicazione del romanzo, La città dei ragazzi è il libro al quale nell’intervista lo scrittore si rivolge con più frequenza, premura e fiducia. Non soltanto è uno dei suoi libri migliori, è anche quello dove «le ragioni del ritorno» si presentano con più chiarezza, più calore e con la fermezza che soltanto la coscienza di un’esperienza assolutamente necessaria può donare alla parola scritta.

Il galateo di monsignor Eusebio

L’intervista a Eugenio Montale, qui sotto, è datata 2 giugno 1968. Visibile anche sul sito dell’Espresso nel numero della rivista dedicato al ’68. di Camilla Cederna La contestazione, i giovani, la musica. «A scuola dovrebbero esserci due sole materie obbligatorie, la lingua italiana e la buona educazione». Milano – «Sono Celentano e voglio parlare con […]

Se a Mari e Scarpa gli tirano le pietre

Questo articolo è apparso sul Riformista. La principale novità dello Zingarelli 2010 è la segnalazione di oltre 2800 parole da salvare: parole come fragranza, garrulo, solerte, sapido, fulgore il cui uso diviene meno frequente perché tv e giornali privilegiano i loro sinonimi più comuni (ma meno espressivi) come profumo, chiacchierone, diligente, saporito, luminosità. 2800 parole: […]