Un attimo prima. Intervista a Fabio Deotto

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«Il denaro è come un incubo, Ibsen, o se preferisci uno spot pubblicitario: è sufficiente che la gente smetta di crederci perché perda ogni forza».

A parlare non è Anselm Jappe, ma un personaggio immaginario: Edoardo Faschi, ex-ragazzo brianzolo, che in una Milano temporalmente collocabile oltre il 2030 cerca di superare il trauma, nemmeno troppo recente, per la scomparsa di suo fratello Alessio. La psicoterapia sci-fi a cui Faschi ricorre, ispirata alla scatola specchio di Ramachandran, è l’espediente narrativo che permette al secondo romanzo di Fabio Deotto di farsi piattaforma per un gioco coi tempi: da un lato c’è il passato invadente delle ricostruzioni, e dall’altro un presente carta-carbone che, per chi legge, è il futuro. Un futuro in cui, tra le altre cose, il denaro non esiste e il lavoro non conta niente. È il proscenio di Un attimo prima,  uscito a novembre per Einaudi Stile Libero e già in compagnia di Lincoln nel Bardo, La ferrovia sotterranea, Tutto è possibile, Exit West e pochi altri in quasi tutte le liste dicembrine dei migliori libri del 2017.

L’avventura situazionista. Conversazione con Mario Perniola

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È morto ieri Mario Perniola. minima&moralia lo ricorda con questo pezzo di Ivan Carozzi, apparso sul numero di maggio della rivista linus, che ringraziamo.

Nel novembre del 1967, giusto un paio di anni dopo la nascita di linus, veniva pubblicato in Francia il celebre saggio di Guy Debord La società dello spettacolo. Non vengono in mente molti altri titoli che siano diventati spunto per espressioni di uso comune. Forse «Lolita», «Gomorra» o quel «bovarismo» che ci viene da Flaubert e Madame Bovary. Una ricerca sull’archivio on line del quotidiano La Stampa rivela che tra il 1967 e il 1980 in appena una manciata di articoli si usò l’espressione «società dello spettacolo» –nelle pagine della cultura – mentre la locuzione dilagò fra gli anni ’80 e ’90, e nei contesti d’uso più disparati.

Blumkin, il camaleonte della Rivoluzione russa

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Questo pezzo è uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

Il progetto Blumkin (Editori Laterza, 263 pagine, 18 euro, traduzione di Silvia Ballestra) è un’inchiesta storica sui primi dieci anni della Rivoluzione russa, è un racconto di viaggio attraverso l’ex Unione Sovietica, dalle rive del Mar Nero a quelle del Baltico e dalla città di Odessa a San Pietroburgo, che si estende fino a Istanbul, alla regione di Guilan e sui sentieri irti del Tibet, seguendo le tracce del giovane rivoluzionario dai mille volti Jakov Blumkin.

Macumba: di colore, musica e mostri. Intervista a Mattia Iacono

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di Giulia Gabriele

Mattia Iacono è arrivato in libreria con un secondo graphic novel sempre per i tipi di Tunué, Macumba.  Romano, diplomato alla Scuola internazionale di Comics con questo fumetto continua il discorso aperto con Demone dentro, che (forse) si concluderà con il terzo volume, del quale però non è ancora sicura la data di pubblicazione.

Nelle terre di nessuno: Luca Briasco intervista Chris Offutt

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È in libreria Nelle terre di nessuno (minimum fax), raccolta di racconti di Chris Offutt che dà voce al Kentucky e alla sua gente. Pubblichiamo un’intervista inedita di Luca Briasco, ringraziando l’autore e l’editore. (Foto: Sandra Dyas)

Nelle terre di nessuno in originale si intitola Kentucky Straight. Si tratta della tua prima raccolta, ma la parola “Kentucky” si potrebbe facilmente considerare una sorta di cartello d’ingresso per buona parte delle tue opere. Cosa significa per te essere nato e cresciuto in Kentucky?

La comunità nella quale sono nato, Haldeman, conta non più di duecento abitanti. Si trova nei Monti Appalachi. Le strade sono quasi tutte sterrate, e le case sono collegate da sentieri che attraversano I boschi. L’intera area è circondata da boschi molto fitti, e bellissimi. Da bambino potevo andare a piedi dappertutto, di notte come di giorno. Conoscevo tutti. Ero libero, e al sicuro. Ogni giornata si trasformava in un’avventura, nei boschi.

I soldi della ‘ndrangheta nell’economia. Intervista a Antonio Nicaso

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Il fatturato annuo della ‘ndrangheta ammonterebbe a circa 43 miliardi di euro e per almeno tre quarti questa somma è reinvestita nell’economia legale. Nel saggio Fiumi d’oro (Mondadori, 180 pagine, 18 euro) Antonio Nicaso, giornalista, saggista e docente universitario canadese di origine calabrese, e il magistrato Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, raccontano come i soldi del traffico di cocaina siano ormai parte integrante del sistema economico su scala globale.

Lo stato del razzismo. Intervista a Margo Jefferson

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Pubblichiamo un’intervista uscita sul Messaggero, che ringraziamo.

«Ci piace pensare che la storia sia un libro, e quindi di poter girare pagina, muovere il culo e andare avanti. Ma la storia non è la carta su cui viene stampata. È la memoria, e la memoria è tempo, emozioni, e canto. La storia sono le cose che ti rimangono dentro», ha scritto Paul Beatty ne Lo Schiavista, che gli è valso il Man Booker Prize.

In queste parole ritroviamo il lavoro di ricerca sulla memoria e sulla lingua che Margo Jefferson, classe 1947, ha concretizzato nel potente Negroland (66thand2nd, 270 pagine, 16 euro, traduzione di Sara Antonelli); un’opera che riesce a unire il saggio storico alla classica autobiografia.

Esperimento americano. Intervista a Benjamin Markovits

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«La distanza geografica ha una sua potenza. Il ragazzino che giocava a combattere i dragoni insieme ai suoi amici ne aveva fatta di strada, più di ottomila chilometri. La prova era là fuori, bastava aprire la porta: case a schiera e pasticcerie economiche, charity shop e farmacie sulle strade principali. Pioggia tutto l’anno. Diverse decisioni ragionevoli mi avevano portato qui, e non soltanto decisioni ma anche molta fatica e persino un po’ di fortuna. I miei compagni di college, con qualche eccezione, sembravano essere sulla stessa barca. Lavoravano più di quanto volessero, guadagnavano meno, e vivevano dove non volevano vivere».

È l’attimo prima della bandiera bianca, nella vita di Greg Marnier detto Marny: storico, laureato a Yale con un dottorato a Oxford, vive in Inghilterra una vita senza guizzi che, fondamentalmente, lo deprime. Finché il suo vecchio amico Robert James gli propone di seguirlo in un affare: riqualificare alcuni quartieri di Detroit, ripopolarli in prima persona e, dalla base, promuovere un «modello Groupon di gentrificazione».

L’esoterismo islamico. Conversazione con Alberto Ventura

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di Adriano Ercolani e Daniele Capuano

Alberto Ventura è uno dei massimi orientalisti italiani, in particolare da decenni considerato un’autorità intellettuale negli studi sull’Islam.

Adelphi ha pubblicato da qualche mese un suo denso e dotto saggio, L’Esoterismo Islamico, il cui titolo “definitivo” non deve trarre in inganno, dacché il testo è tutt’altro che divulgativo.

Il libro offre al lettore un percorso di ricerca arduo quanto fascinoso, approfondendo con notevole perizia uno dei temi abissali della riflessione mistica: il profondo legame esistente tra la corrente ascetico-filosofica del Sufismo e l’Advaita Vedanta, la gloriosa tradizione dottrinale sorta all’interno della teologia induista che dichiara, schematizzando, la sostanziale unità indivisibile del Tutto.

Ricordando Severino Cesari

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Severino Cesari ci ha lasciato ieri notte. Lo ricordiamo riproponendovi questa intervista uscita originariamente su Repubblica per i vent’anni di Stile Libero, la collana fondata assieme a Paolo Repetti.

di Gregorio Botta

Sono la strana coppia dell’editoria italiana, gli ex ragazzi terribili che violarono il sacro tempio dell’Einaudi con giovani scrittori, disc jockey, epistolari amorosi rubati alla rete, videocassette, comici, persino con “Striscia la Notizia”.Sono passati vent’anni, mille titoli pubblicati, 17 milioni di copie vendute.