Hayden White: il passato messo in scena

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Il 5 marzo è morto Hayden White, filosofo della storia e storico della cultura, autore di testi che hanno profondamente influenzato il dibattito accademico sul rapporto tra i fatti storici e la loro rappresentazione. Lo ricordiamo con un’intervista uscita sul manifesto nel 2006. Proprio quando, negli anni ’70, la polizia di Los Angeles lo considerava […]

Ritratto d’Europa ai giorni nostri. Intervista a David Szalay

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David Szalay sarà per la prima volta in Italia per tre appuntamenti: 17 marzo alle 16 a Libri Come, Auditorium Parco della Musica di Roma con Dario Pappalardo. Il 19 marzo alle 18 per l’anteprima di ScrittuRa festival alla biblioteca Classense di Ravenna con Matteo Cavezzali. Il 20 marzo (in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro) alle 18.30 alle OGR Torino con Paolo Giordano (fonte immagine).

di Matteo Cavezzali (traduzione di Federica Angelini)

Nato in Canada, ha vissuto in Inghilterra e in Ungheria, quella di David Szalay è considerata una delle voci più interessanti della nuova letteratura internazionale. Finalista al Man Booker Prize, secondo il quotidiano britannico Daily Telegraph è tra i venti migliori scrittori under 40. Il suo quarto libro “All That Man Is” è stato pubblicato da Adelphi, tradotto da Anna Rusconi, con il titolo “Tutto quello che è un uomo”. Il libro le vite di nove uomini, in diverse età della vita, dall’adolescenza alla vecchiaia in nove paesi diversi, tracciando indirettamente la biografia di un continente: l’Europa oggi.

Altrove e bassa risoluzione. Conversazione con Massimo Mantellini

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«L’altrove digitale è l’alibi che offriamo alla nostra lenta accettazione del mondo che cambia, è una forma di incredulità nei confronti del presente, verso la possibilità che certe cose siano successe davvero e in tempi tanto rapidi.»
Con Bassa risoluzione (Einaudi, 2018) Massimo Mantellini ha scritto un piccolo e appassionato saggio di cultura digitale. La bassa risoluzione del titolo è una scelta collettiva, più o meno consapevole, che caratterizza l’uso del web nell’epoca dell’acceso di massa e dell’offerta di contenuti infiniti.

Sandro Lombardi. La parola e il sacro

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(fonte immagine)

Sandro Lombardi non è soltanto uno degli attori più talentuosi e versatili della scena teatrale italiana. Soprattutto, è un interprete di rarissimo garbo e profonda cultura, come testimonia la cura e il rispetto con cui è in grado di affrontare autori diversissimi. Solo recentemente lo abbiamo ammirato, a Roma, ne Il Ritorno di Casanova di Schnitzler al Teatro India, e pochi giorni dopo in una commovente lettura del primo capitolo della À la recherche du temps perdu di Marcel Proust al Teatro di Villa Torlonia.

Spaesamenti. Seconda parte della conversazione tra Giorgio Vasta e Conor Stechschulte

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Pubblichiamo la seconda parte del dialogo tra Giorgio Vasta e Conor Stechschulte, protagonista del nuovo fumetto americano di cui è appena uscito in Italia il graphic novel I dilettanti (001 Edizioni). L’incontro si è svolto il 24 novembre 2017 nella libreria Modo Infoshop di Bologna, nel programma di BilBOlbul – Festival Internazionale di Fumetto. Occasione del dialogo è stata la mostra la mostra Il peso dell’acqua, prima personale europea dell’autore, che sarà visitabile in versione accresciuta a Roma, presso lo Studio Pilar, dal 2 marzo 2018. Qui la prima parte.

Spaesamenti. Giorgio Vasta incontra Conor Stechschulte

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Pubblichiamo la prima parte della trascrizione di un dialogo tra Giorgio Vasta e Conor Stechschulte, protagonista del nuovo fumetto americano di cui è appena uscito in Italia il graphic novel I dilettanti (001 Edizioni). L’incontro si è svolto il 24 novembre 2017 nella libreria Modo Infoshop di Bologna, nel programma di BilBOlbul – Festival Internazionale di Fumetto. Occasione del dialogo è stata la mostra la mostra Il peso dell’acqua, prima personale europea dell’autore, che sarà visitabile in versione accresciuta a Roma, presso lo Studio Pilar, dal 2 marzo 2018.

Per avvicinarci alla produzione di Conor Stechschulte, che come vedremo è molto diversificata, vorrei cominciare con il proporvi tre assonanze che sono sorte durante la lettura.

Tecniche di esposizione. L’attualità di Walter Benjamin

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Se c’è un saggio novecentesco dalla attualità impressionante sul quale continuare a interrogarsi con urgenza è senza dubbio L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica di Walter Benjamin.

Un testo relativamente breve ma densissimo di riflessioni tuttora illuminanti, dalla vita editoriale complessa e frastagliata: ne esistono cinque versioni(dal settembre 1935 all’agosto 1936, poi corrette e integrate fino al 1939-40) delle quali quattro in tedesco e una in francese, l’unica pubblicata in vita dell’autore sulla rivista della Scuola di Francoforte, tradotta dal giovane Pierre Klossowski, ma rinnegata da Benjamin per i tagli operati sul testo, senza il suo consenso, da Max Horkheimer.

Eternal life. La riscoperta di William Blake

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Desta senza alcun dubbio sorpresa, e anche una certa fierezza, notare come a guidare il rinato interesse internazionale per l’opera di William Blake ci siano artisti e intellettuali italiani.

Dopo l’evento Blake in Rome del 2016 (di cui abbiamo parlato qui), l’associazione Inner Peace in occasione dell’anniversario della scomparsa del poeta, ha organizzato il 28 Novembre scorso una giornata dedicata alla meditazione sull’opera del poeta che ha coinvolto più di 18.000 studenti in tutti i quartieri di Londra.

Un attimo prima. Intervista a Fabio Deotto

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«Il denaro è come un incubo, Ibsen, o se preferisci uno spot pubblicitario: è sufficiente che la gente smetta di crederci perché perda ogni forza».

A parlare non è Anselm Jappe, ma un personaggio immaginario: Edoardo Faschi, ex-ragazzo brianzolo, che in una Milano temporalmente collocabile oltre il 2030 cerca di superare il trauma, nemmeno troppo recente, per la scomparsa di suo fratello Alessio. La psicoterapia sci-fi a cui Faschi ricorre, ispirata alla scatola specchio di Ramachandran, è l’espediente narrativo che permette al secondo romanzo di Fabio Deotto di farsi piattaforma per un gioco coi tempi: da un lato c’è il passato invadente delle ricostruzioni, e dall’altro un presente carta-carbone che, per chi legge, è il futuro. Un futuro in cui, tra le altre cose, il denaro non esiste e il lavoro non conta niente. È il proscenio di Un attimo prima,  uscito a novembre per Einaudi Stile Libero e già in compagnia di Lincoln nel Bardo, La ferrovia sotterranea, Tutto è possibile, Exit West e pochi altri in quasi tutte le liste dicembrine dei migliori libri del 2017.

L’avventura situazionista. Conversazione con Mario Perniola

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È morto ieri Mario Perniola. minima&moralia lo ricorda con questo pezzo di Ivan Carozzi, apparso sul numero di maggio della rivista linus, che ringraziamo.

Nel novembre del 1967, giusto un paio di anni dopo la nascita di linus, veniva pubblicato in Francia il celebre saggio di Guy Debord La società dello spettacolo. Non vengono in mente molti altri titoli che siano diventati spunto per espressioni di uso comune. Forse «Lolita», «Gomorra» o quel «bovarismo» che ci viene da Flaubert e Madame Bovary. Una ricerca sull’archivio on line del quotidiano La Stampa rivela che tra il 1967 e il 1980 in appena una manciata di articoli si usò l’espressione «società dello spettacolo» –nelle pagine della cultura – mentre la locuzione dilagò fra gli anni ’80 e ’90, e nei contesti d’uso più disparati.