Groppi d’amore nella scuraglia, la nuova vita del libro di Tiziano Scarpa

Ho letto per la prima volta Groppi d’amore nella scuraglia  di Tiziano Scarpa(Einaudi 2020), nel 2008 o forse nel 2009 quando me ne regalarono una copia. Me ne innamorai subito e tra le sue pagine commoventi, magiche e divertenti sono negli anni tornato molte volte, per rileggerlo tutto daccapo, per cercare un verso, per ritrovare quel passaggio tra buio e luce che solo una lingua e una storia inventate sanno creare. Il fatto che Einaudi decida di ripubblicarlo nella bianca poesia, in una nuova edizione, è motivo di felicità per il lettori ma è anche una scelta editoriale importante.

Storia di una strage inverosimile: “XY” di Sandro Veronesi

Si parla un sacco di corpi, ultimamente. Anche in Italia. Ed è un bene, visto com’è andata la faccenda dopo gli anni Ottanta, quando pur di non pensare all’Aids (su un primo fronte), alle guerre altrui (su un secondo) e a Foucault (su un terzo, che si è incontrato col primo) sognavamo di essere solo […]

«La necessità non significa. Il destino significa»: “La Tavoletta dei Destini” di Roberto Calasso

Attorno al racconto del diluvio si muove il nuovo libro di Roberto Calasso “La tavoletta dei destini”, l’undicesimo della sua grande opera unica

“Cosa pensavi di fare?” di Carlo Mazza Galanti

Il critico e traduttore Carlo Mazza Galanti trova nella forma del romanzo a bivi la chiave perfetta per illustrare lo stato di incertezza per chi oggi ha tra i trenta e i quarant’anni

“Numeri uno” di Gabriele Sabatini: un estratto

Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto da Numeri uno – Vent’anni di collane in otto libri di Gabriele Sabatini, uscito per minimum fax: nel libro viene raccontata la nascita di otto libri centrali nel canone italiano del Novecento. Di seguito una parte del capitolo dedicato a Menzogna e sortilegio di Elsa Morante.

Riempire quaranta quaderni. Elsa Morante, Menzogna e sortilegio

Una mattina di settembre del 1943, dopo la firma dell’armistizio, Alberto Moravia incontra a piazza di Spagna un giornalista ungherese che lo mette in guardia: ne è sicuro, il suo nome è fra quelli segnalati ai tedeschi come ebreo e antifascista; se non lascia Roma, lo arresteranno di certo.

Mi avrebbe dunque amato Elsa? Vita di Elsa Morante al tempo del tramonto

La prima domanda scaturisce quando il sole d’autunno di una giornata di metà ottobre calda e promettente rivela il giallo del tramonto sulle facciate delle case. La domanda sbuca all’improvviso da un pertugio che non si pensava nemmeno di avere in animo, ma che forse c’entra con il malumore, la stanchezza, e un senso bizzarro […]

Un’indagine sull’Horcynus Orca: terza parte

Chiudiamo la trilogia di articoli dedicati all’Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo, a cura di Virginia Fattori: qui sono disponibili la prima e la seconda parte.

di Virginia Fattori

Come anticipato, gli elementi più complessi dell’opera di D’Arrigo riguardano la struttura narrativa e la lingua scelta dall’autore. Quest’ultima, in particolare, è quella che aprì un acceso dibattito tra i critici del tempo. In questo articolo proveremo a capire le motivazioni della scelta di questa lingua unica cercando di liberare, anche su questo piano, l’autore dalla retorica dell’eccezionalità che lo ha accompagnato.

La vittoria di Liborio: una conversazione tra Fabio Stassi e Remo Rapino

Alla luce della vittoria al premio Campiello del romanzo Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio, riproponiamo il dialogo tra Fabio Stassi e Remo Rapino intorno al libro, in una versione aggiornata con nuovi interventi. di Fabio Stassi Remo Rapino, la storia di Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio, anche alla luce di quest’anno […]

Un’indagine sull’Horcynus Orca: seconda parte

Pubblichiamo la seconda parte dell’approfondimento sull’Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo a cura di Virginia Fattori: qui la prima.

L’Horcynus Orca è a tutti gli effetti un’opera monumentale, per la quale sarebbe impossibile riassumere tutti i temi e le ricorrenze narrative in un articolo. Per questo motivo, almeno per il momento, è bene procedere per quelli che sono i temi principali e i personaggi che animano gli strati narrativi di cui l’opera è costituita.

Un’indagine sull’Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo

Pubblichiamo il primo di tre pezzi scritti da Virginia Fattori sul capolavoo di Stefano D’Arrigo.

di Virginia Fattori

«Il sole tramontò quattro volte sul suo viaggio e alla fine del quarto giorno, che era il quattro di ottobre del millenovecentoquarantatre, il marinaio, nocchiero semplice della fu regia Maria ‘Ndrja Cambrìa arrivò al paese delle Femmine, sui mari dello scill’ e cariddi» 

Horcynus Orca esce per la prima volta nel 1975. Nello stesso anno in Italia viene abbassata la soglia di “maggiore età” da venuto anni a diciotto, il 22 aprile viene approvato alla Camera il nuovo Diritto di famiglia mentre il 31 maggio viene approvata la legge sul servizio militare di leva che ne riduce la durata da 24 a 12 mesi. Il mondo editoriale nel frattempo accoglie le mutazioni sociali che gli richiedono di promuovere delle nuove letterature, quelle di consumo.