Un’indagine sull’Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo

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Pubblichiamo il primo di tre pezzi scritti da Virginia Fattori sul capolavoo di Stefano D’Arrigo.

di Virginia Fattori

«Il sole tramontò quattro volte sul suo viaggio e alla fine del quarto giorno, che era il quattro di ottobre del millenovecentoquarantatre, il marinaio, nocchiero semplice della fu regia Maria ‘Ndrja Cambrìa arrivò al paese delle Femmine, sui mari dello scill’ e cariddi» 

Horcynus Orca esce per la prima volta nel 1975. Nello stesso anno in Italia viene abbassata la soglia di “maggiore età” da venuto anni a diciotto, il 22 aprile viene approvato alla Camera il nuovo Diritto di famiglia mentre il 31 maggio viene approvata la legge sul servizio militare di leva che ne riduce la durata da 24 a 12 mesi. Il mondo editoriale nel frattempo accoglie le mutazioni sociali che gli richiedono di promuovere delle nuove letterature, quelle di consumo.

La sfida di L.O.V.E. non al denaro non all’amore né al cielo

lettori, giossi, d'arcangelo, spierer

In un tempo non sappiamo dire quanto evoluto e realmente conscio della propria complessità in cui si predilige rivolgersi, intendiamo culturalmente, di volta in volta a pubblici più o meno definiti, Giancarlo Liviano D’Arcangelo decide di prendere la strada più erta, quella che lo vede chiamare a raccolta i lettori. Difficile dire chi siano per […]

Cesare Pavese: 70 anni dopo

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Questo pezzo è uscito su La Stampa, che ringraziamo. di Nicola Lagioia Come succede per ogni grande scrittore, Cesare Pavese contiene moltitudini e presenta numerose vie di accesso per chi vuole conoscerlo o continuare a frequentarlo. Si può provare a esplorare la sua poetica anche partendo dalla fine. Tra donne sole, ad esempio, fu scritto […]

Quattro letture

– William Somerset Maugham, Il mago (traduzione di Paola Faini, Adelphi edizioni) L’inglese William Somerset Maugham è stato un grandissimo scrittore, anche se spesso non gode della considerazione che meriterebbe. Questa condizione è probabile sia dettata dalla materia della sua abbondante produzione, molto spesso debitrice della sua esistenza o di altri grandi personaggi (è il […]

Su “Configurazione tundra” di Elena Giorgiana Mirabelli

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Nella raccolta di saggi Estetica e romanzo, Michail Bachtin definisce il cronotopo, mutuando il termine dalla fisica della gravitazione, letteralmente “tempo-spazio”, come «l’interconnessione sostanziale dei rapporti temporali e spaziali dei quali la letteratura si è impadronita artisticamente». A un’analisi cronotipica più ravvicinata, l’Altrove in Configurazione Tundra si situa nello spettro della categoria del tempo intesa come quarta dimensione dello spazio, un cronotopo topografico.

Fallimento, rassegnazione e pietà: “Prima di noi” di Giorgio Fontana

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Qual è la funzione del romanzo storico oggi? Domanda legittima se si pensa che è proprio il romanzo storico a dare il via alla nostra letteratura nazionale ed è la stessa domanda che si presenta dopo aver letto il nuovo romanzo di Giorgio Fontana “Prima di noi” .

Le lettere scontrose di Giovanni Arpino

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“La vita o è stile o è errore”, si legge in Passo d’addio (Einaudi) di Giovanni Arpino, un bellissimo romanzo del 1986 che tratta il tema dell’eutanasia. Un libro, come spesso è accaduto con quelli scritti da Arpino, che ha anticipato i tempi. Questa frase mi è tornata in mente intanto che leggevo Lettere scontrose (minimum fax, 2020), raccolta della rubrica che l’autore tenne per Il Tempo, settimanalmente, tra l’ottobre del 1964 e il novembre del 1965. Nel caso di Arpino, la vita e la scrittura molto hanno avuto a che fare con lo stile, non conosco l’aspetto che riguarda (o che possa riguardare) l’errore, ma qui questo aspetto non ci interessa.

Le Terre basse sono ancora fertili: l’”Officina” di Michele Prisco

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In attesa che si ridefiniscano nuove date e riprendano i programmi in calendario delle manifestazioni celebrative per il centenario della nascita di Michele Prisco, nato a Torre Annunziata il 4 gennaio del 1920 (l’ultima iniziativa si è tenuta a fine febbraio, a Napoli, con la presentazione del volume Michele Prisco fra letteratura e cinema, a cura di Pier Antonio Toma)  e nell’auspicio che, dopo la pandemia, il turismo culturale fra regioni italiane venga rilanciato, offrendo così l’opportunità di attraversare fisicamente almeno alcuni di quei luoghi dell’anima come le zone boschive alle pendici del Vesuvio, Leopardi, Trecase, Torre del Greco, Vico Equense, sorgenti di tante sue pagine ispirate, mi limiterò a segnalare alcune mie brevi recenti perlustrazioni letterarie, volte a confermare l’ ammirazione che ho sempre nutrito per questo scrittore.

“Il sapiente furore”: il Giordano Bruno di Michele Ciliberto

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Per avere una minima misura dell’incidenza della vita e delle opere di Giordano Bruno, certo in maniera forse semplicistica ma non per questo meno indicativa, basta considerare la storia del monumento che oggi campeggia a Roma, in Campo de’ Fiori, nello stesso luogo in cui avvenne il rogo del filosofo il 17 febbraio del 1600, inaugurato nel 1889. Le vicende di questa statua che rappresenta il Nolano in atteggiamento grave e pensieroso, sono state ricostruite con dovizia di particolari e assoluta precisione storica da Massimo Bucciantini nel suo libro Campo dei fiori. Storia di un monumento maledetto (Einaudi, 2015): nelle complesse vicende legate alla statua si assiste, documenti alla mano, a una vera e propria battaglia tra detrattori e sostenitori non solo delle idee del frate, ma anche di una visione del mondo più libera e senza compromessi con il potere, una lotta che a Bruno costò la perdita della vita.

La casa mangia le parole: una conversazione con Leonardo G. Luccone

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Da tempo il nome di Leonardo G. Luccone è ben presente nel mondo editoriale, per la sua attività di talent scout, editor, critico, traduttore, fondatore dell’agenzia letteraria Oblique. Dopo il saggio Questione di virgole – Punteggiare rapido e accorto (Laterza), di cui avevamo parlato in questa intervista, ecco il debutto al romanzo con La casa mangia le parole, uscito da qualche mese con Ponte alle Grazie. A guardarla in prospettiva, è come se con Questione di virgole Luccone abbia predisposto la cassetta per gli attrezzi, per poi cimentarsi con il romanzo. E da un lettore così sofisticato e attento non ci si poteva attendere altro se non un romanzo ambizioso e ben scritto, stratificato, con più livelli di senso al suo interno.

La storia ruota intorno a un nucleo familiare, quello dei De Stefano, tenuto insieme artificialmente: sotto le apparenze, la crosta di questa famiglia medio borghese va sfaldandosi.