Tra memoria e finzione:
gli anni di piombo nella letteratura

di Demetrio Paolin

Il 19 ottobre si è tenuto presso la biblioteca della Camera dei Deputati, a Roma, un convegno dal titolo «Non siamo riusciti a far capire cos’è stato per noi» I racconti della violenza politica sull’Italia degli anni di piombo, dove una serie di studiosi, giornalisti e scrittori – tra gli altri cito Angelo Ventrone, Agnese Moro, Isabelle Sommier, Ugo Maria Tassianri, Christian Uva, Angelo Orsini – hanno provato a riflettere sul perché sia difficile raccontare e far comprendere gli anni ’70. Il mio intervento è una veloce panoramica su alcuni dei romanzi e sui meccanismi di finzione che narrano l’esperienza degli “anni di piombo”;

Anatomia di una scomparsa

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Questa recensione al romanzo di Hisham Matar, «Anatomia di una scomparsa», è uscita per «il Riformista».

Vergogna, desideri e addii. Sensi di colpa che durano una vita, bugie che non verranno mai alla luce e rivalità. Moltissime rivalità. Il romanzo di Hisham Matar, Anatomia di una scomparsa (Einaudi, pp. 187) ha la capacità di riconciliare il lettore con la Letteratura. In una fase storica in cui i romanzi spesso cedono al puro intrattenimento, oppure, andando fuori strada dalla parte opposta, cedono alla denuncia sociale, la lettura di un  romanzo vero, letterario, è l’occasione per accorgersi che quando la letteratura ha come unico scopo se stessa riesce anche magicamente a intrattenere il lettore e a farlo interrogare sulla realtà. Anatomia di una scomparsaparla di un padre, e del vuoto che lascia un padre quando svanisce nel nulla. L’incipit è un terremoto: «Ci sono volte in cui l’assenza di mio padre mi pesa sul petto come se ci stesse seduto sopra un bambino».

Intervista dal futuro

“Vedo i grandi uomini allontanarsi sempre più”, disse Carlo Splendore con gli occhi rivolti alla finestra del suo studio. Oltre le imposte si scatenava un temporale estivo. Le mura spesse della villa dentro le quali sembrava che la vegetazione avesse operato continue iniezioni di clorofilla con la caritatevole intenzione di accelerarne il crollo ci separavano da questa pioggia fitta e violentissima, totalmente imprevista dai notiziari dei giorni precedenti, capace di zittire i grilli e le rane abituate a ritrovarsi dopo il calar del sole intorno a una piscina che aveva ospitato magnati dell’acciaio e ministri della cultura, e adesso prometteva libere immersioni al costo di dermatiti fulminanti.

Acchiappare una fugace realtà

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Pubblichiamo stamattina una recensione di Matteo Nucci pubblicata sul Messaggero a una raccolta di scritti di viaggio di John Dos Passos, uscita da poco per Donzelli e col titolo parecchio evocativo di Orient Express.

Nel 1921, quando sale sull’Orient Express per un viaggio di cui non ha programmato la fine, John Dos Passos ha poco più di venticinque anni. Ha già pubblicato due romanzi e fin da bambino è stato cresciuto con la consapevolezza che per conoscere – come per Odisseo – è necessario vedere.

Il fritto misto dei critici

Concludiamo, con questo intervento, il dibattito sulla letteratura italiana contemporanea (e sulla critica letteraria in italia) pubblicato nelle scorse settimane sulla Domenica del “Sole 24 Ore”

di Gabriele Pedullà

Il gran numero di risposte all’allarme sulla crisi dello stile lanciato su queste pagine (ripreso da giornali e siti) è il segno – sicuramente positivo – che la questione interessa a molti.

Narrare l’Italia di Berlusconi (parte II):
una risposta agli “zii”

Questo articolo è uscito sulla Domenica del Sole 24 Ore di Matteo Di Gesù L’Italia berlusconiana, i giovani scrittori, narrare il presente, l’impegno civile… Devo averne già sentito parlare da qualche parte, mi dicevo. Per scoprire dove è mi è bastato stare al gioco su cui si regge Dove eravate tutti di Paolo Di Paolo […]

Lo scrittore e lo scudo di Perseo:
narrare l’Italia di Belusconi

Questo articolo è uscito sulla Domenica del Sole 24 Ore.

di Vittorio Giacopini

Non è questione di buoni romanzi o cattivi romanzi. Da un po’ di tempo, la sfida – ambiziosa – di narrare il presente (per confutarlo?) sembra incantare più di una generazione di scrittori ma qualcosa non torna, gira a vuoto. Il sogno – magari inconfessato – di scrivere il Grande Romanzo Italiano e chiudere con un ultimo esorcismo il ‘ventennio’ Berlusconiano

Artéfici e artifici.
Una riflessione sul Don Chisciotte

Nella mappa delle avventure di don Chisciotte a fiutare le scelte, a decidere il percorso è a ogni bivio Ronzinante, il destriero. Durante la lettura e la rilettura del romanzo di Cervantes, questa è sempre stata per me un’opzione narrativa piena di senso, paradigmatica.

Patologie di Zachar Prilepin

In occasione del festival pistoiese Arca Puccini (info dettagliate e programma), proponiamo una recensione inedita del romanzo Patologie di Zachar Prilepin del quale è appena uscito per Voland San’kja.

Reykjavik City of Literature

Questo articolo è uscito su Repubblica in versione ridotta. Giorgio Vasta ci racconta la Notte della Cultura a Reykjavik, capitale di un paese di ghiaccio che registra i consumi culturali più alti d’Europa.

Arrivando in Laugavegur, la via più signorile di Reykjavík, appoggiata a un albero c’è una bicicletta di lana multicolore. La gente passando sorride, accarezza il sellino o il manubrio e poi prosegue in direzione di Tjörnin, il lago cittadino.