Reykjavik City of Literature

Questo articolo è uscito su Repubblica in versione ridotta. Giorgio Vasta ci racconta la Notte della Cultura a Reykjavik, capitale di un paese di ghiaccio che registra i consumi culturali più alti d’Europa.

Arrivando in Laugavegur, la via più signorile di Reykjavík, appoggiata a un albero c’è una bicicletta di lana multicolore. La gente passando sorride, accarezza il sellino o il manubrio e poi prosegue in direzione di Tjörnin, il lago cittadino.

Intervista a Gary Shteyngart

Questa intervista è uscita sul Mucchio.

di Liborio Conca

L’ultimo romanzo di Shteyngart, Storia d’amore vera e supertriste, racconta un futuro immaginato (ma non troppo?) in cui New York è dominata da una politica reazionaria e repressiva. La gente è ridotta a comunicare solo per via tecnologica.

Addio Papa

La chiamava “la grande puta”, le dedicò ogni libro e ogni racconto, la studiò anche quando scriveva di altro, la osservò negli uomini che da essa sono presi in guerra, nei toreri che la sfidano quotidianamente e negli animali che con il loro istinto cercano di evitarla. La morte fu il centro, per Ernest Hemingway. Tutto ebbe inizio almeno fin dal 1918, ben prima di cominciare a scrivere, quando – autista di ambulanze sul fronte italiano della Grande Guerra – era stato ferito a Fossalta e per qualche ora aveva considerato la sua fine. Ma il momento più importante venne forse dieci anni dopo. Aveva già pubblicato Fiesta, Addio alle armi e alcuni dei suoi racconti capolavoro quando lo raggiunse la notizia del suicidio del padre. “Non sono un torero e m’interesso molto di suicidi” scrisse in una delle prime pagine del suo libro dedicato alle corride, Morte nel pomeriggio. Era il 1932, e il mistero di chi si ribella alla morte venne affrontato indagando uomini che decidono di somministrarla all’animale: il toro.

Le «Lezioni americane» di Calvino 25 anni dopo: una pietra sopra? (Seconda parte)

di Claudio Giunta 4. Gore Vidal ha scritto degli effetti non del tutto positivi che il soggiorno a Parigi negli anni Sessanta ha avuto sulla scrittura e sulle idee di Calvino. Mi sembra che a questo fumoso aggiornamento vadano imputate alcune delle pose più fastidiose che Calvino assume in questo libro. Sotto la patina scientista […]

Le «Lezioni americane» di Calvino 25 anni dopo: una pietra sopra? (Prima parte)

di Claudio Giunta [Ringraziamo l’autore di questo saggio uscito su «Belfagor», nel numero di novembre 2010, per averci dato la possibilità di ripubblicarlo. ] 1. Delle virtù o qualità o attitudini di cui parla Calvino nelle Lezioni americane[1] (leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità) a me piace soprattutto l’esattezza: sia per indole, direi, sia per gli studi […]

Questa comunicazione non è affatto così semplice

La storia è nota ai più. Nel 1936, durante la il periodo della Grande Depressione americana, un fotografo e un giornalista-scrittore vengono inviati in Alabama per conto del Governo e di una testata giornalistica, al fine di conoscere e testimoniare la vita dei fittavoli coltivatori di cotone nelle zone del Sud degli Stati Uniti. Ma accade che il reportage si trasformi in una grande avventura morale, e che venga più volte rifiutato dagli stessi committenti, fino a vedere le stampe nel 1941 con il titolo Sia lode ora a uomini di fama, e fino a diventare un esperimento assolutamente unico nella storia del reportage giornalistico.

Mezzanotte Strega

di Christian Raimo

Ora che la competizione è finita, svoltasi anche quest’anno con il discutibile gentlemen’s agreement (chiamiamolo così?) tra editori, si può parlare in maniera forse più distaccata del Premio Strega. L’ha vinto, come sapete, il libro di Edoardo Nesi, Storia della mia gente, edito da Bompiani. Il libro di Nesi è subito schizzato in vetta alle classifiche, dopo mesi di ricezione molto distratta.

Non è vero che non si parla di libri e di letteratura: un giorno di fine luglio a caso, per esempio, sul Corriere della Sera

Sul Corriere della Sera del 27 luglio ci sono vari luoghi in cui si parla esplicitamente di libri: basta farci caso. E – a partire da questi indizi – farsi qualche domanda su che tipo di autorialità, di editoria, di critica letteraria si ricava da questo “discorso” sui libri.

Su Agota Kristof

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Si è a lungo discusso dello “specifico letterario”: di dove fosse collocato l’etimo, il cuore pulsante della letteratura, la sua più intima, ineludibile specificità. Le risposte sono cadute – e continuano a cadere – lontane l’una dall’altra, perché ognuno nutre idee estremamente personali rispetto a come un testo letterario debba e possa essere, oggi

Manifesti TQ – generazione trenta quaranta

Sono giorni, mesi, che i membri del gruppo TQ – i lavoratori della conoscenza della generazione dei trenta e quarant’anni – si confrontano e dibattono per definire e approvare i tre manifesti usciti oggi (qui). Noi vi invitiamo a leggerli e, se siete interessati a partecipare alle loro iniziative, a aderire al movimento. Christian Raimo ci presenta il gruppo e la loro attività in questo articolo uscito oggi per il manifesto.