Cosa succede in Cile: un’intervista a Alejandro Zambra

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Pubblichiamo un articolo uscito sul Manifesto, che ringraziamo.

di Simone Pieranni

«L’adolescenza era vera, la democrazia no». Alejandro Zambra, classe 1975 e scrittore cileno, ha posizionato questa frase in uno dei suoi libri più potenti, I miei documenti (Sellerio), una raccolta di racconti – per lui si sono scomodati riferimenti non banali, da Bolaño a Cortazar – all’interno dei quali l’esperienza dell’adolescenza vissuta nel regime di Pinochet prende forza, andando a comporre quella danza cangiante, tortuosa e soave, che compone l’universo letterario di una voce speciale, considerata oggi una delle più originali in tutto il Sudamerica.

Zambra ha la forza di imporre una scrittura nitida, scattante e in grado di aprire squarci in ogni momento, solcati dalla straordinaria capacità di riflettere l’io nel noi e l’esperienza personale in quella di un’intera popolazione.

Nelle cicatrici dell’America odierna. Intervista a David Means

Riprendiamo un’intervista uscita sul blog Altri Animali, che ringraziamo. Foto di Beowulf Sheehan.

di Marco De Laurentis

Cominciamo dalla tua ultima raccolta di racconti, pubblicata da poco anche in Italia, Istruzioni per un funerale. La raccolta inizia con “Confessioni”, una sorta di lettera aperta dell’autore ai lettori e al tempo stesso una difesa della narrazione.

Principalmente, la considero come una lettera indirizzata a me stesso – si tratta comunque di una lettera immaginaria – da usare come promemoria, per attenermi ai miei princìpi, dopo anni passati a scrivere racconti. Quando mio padre è morto, qualche anno fa, ho avuto l’urgenza di iniziare a parlare pubblicamente del mio punto di vista come scrittore. Ma è importante sottolineare che in un certo senso anche quelle “confessioni” sono fittizie. Se avessi iniziato a raccontare la storia vera della mia vita nessuno mi avrebbe creduto.

In “Confessioni” troviamo subito due temi ricorrenti nella tua opera, la violenza e la perdita. Cosa rappresentano nel tuo immaginario?

Vado ovunque posso per trovare storie nuove e mi capita spesso di trovarle in momenti di violenza e morte, ma solo se quest’ultime sono combinate con l’amore.

L’importanza di capire Kafka e il Processo

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Certo stupirà scoprire, per chi non è avvezzo alla storia editoriale di Kafka, che dopo la prima traduzione in italiano del 1933 del Processo, pubblicata nella collana “Biblioteca europea” dell’editore Frassinelli diretta da Franco Antonicelli, dovettero passare quarant’anni prima di vederne una seconda.

Un dato accessorio se si trattasse di un altro scrittore, ma importante se si parla di Kafka perché permette di comprendere le letture italiane dello scrittore praghese di critici e scrittori come Tommaso Landolfi o Italo Calvino, Elio Vittorini o Franco Fortini, Federico Fellini o Elio Petri. A tradurlo fu Alberto Spaini, giornalista e scrittore, che aveva già dato alle stampe negli anni precedenti traduzioni epocali, come quella delle Esperienze di Wilhelm Meister di Goethe, le Opere complete di Georg Buchner o l’Opera da tre soldi di Brecht.

Harold Bloom: cosa resta del Canone

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di Nicola Lagioia questo pezzo è uscito su La Repubblica, che ringraziamo Benché insegnasse a Yale con i più alti gradi, Harold Bloom non aveva molta fiducia negli accademici, soprattutto per come aveva visto l’università cambiare sotto i suoi occhi nell’ultimo quarto di secolo. Detestava i professori convinti – il loro nome stava diventando legione […]

Come un ragno che non si allontana dalla tela. Dentro il labirinto di Burhan Sönmez

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Sperava forse di cancellare un dolore di cui ora non ha più memoria, Boratin Bey, il giorno in cui decise di buttarsi nel Bosforo e togliersi la vita. L’esito di quell’intento una costola rotta e la perdita della memoria. Si può vivere nel presente senza il proprio passato? È possibile ricrearlo se solo il corpo ne porta i segni? È ciò su cui si interroga il protagonista del nuovo romanzo di Burhan Sönmez che si muove in una sorta di labirinto mentale tra i frammenti di un’esistenza che non riconosce e con la perenne sensazione di vivere separato dal mondo.

L’intera produzione letteraria di Sönmez ruota attorno a un’idea di passato che come in Labirinto, (trad. Nicola Verderame, Nottetempo, 2019), ne Gli innocenti (trad. Eda Ozbakay, Del Vecchio, 2014) e in Istanbul Istanbul (trad. Anna Valerio, Nottetempo, 2016) rappresenta il fulcro di un’indagine nata da storie individuali per diventare collettiva.

“I ragazzi della Nickel”: intervista a Colson Whitehead

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo (fonte immagine).

Colson Whitehead, insignito nel 2017 del Premio Pulitzer per la narrativa, dopo la consacrazione internazionale arrivata con La ferrovia sotterranea, è tornato in libreria con il nuovo romanzo I ragazzi della Nickel (Mondadori, 216 pagine, 18.50 euro, traduzione di Silvia Pareschi). Nel libro Whitehead ha esplorato con l’osservazione sul campo e l’immaginazione una vicenda che racconta dell’America di ieri, ma parla di un futuro di libertà ancora da conquistare.

Nel 2014 un gruppo di archeologi e antropologi forensi della University of South Florida ha riportato alla luce l’esito delle brutalità perpetrate nel cuore degli anni Sessanta presso il riformatorio Arthur G Dozier School for Boys, chiuso nel 2011, nel paesino di Marianna. Dai primi scavi, compiuti nel 2012, a oggi, nell’area circostante alla scuola, inaugurata il primo giorno del Novecento, sono state individuate oltre ottanta tombe clandestine.

Tradurre Olga Tokarczuk

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Tra le lingue che Barbara Delfino traduce non c’è lo svedese, ma all’annuncio dell’Accademia di Svezia ha distinto limpidamente il nome di Olga Tokarczuk. In Italia, pochi conoscono come Delfino il percorso e la scrittura del nuovo Premio Nobel per la letteratura.

La traduttrice in italiano del sesto romanzo, I vagabondi (Bompiani), che con la vittoria del Man Booker Prize International aveva consacrato Tokarczuk a livello internazionale, frequentava il terzo anno nella sezione di polonistica dell’Università di Torino, quando ha lavorato per la prima volta a un suo testo.

«All’università, durante alcune esercitazioni di traduzione, la professoressa ci diede un racconto breve di Tokarczuk. Mi colpì subito e cominciai a raccogliere informazioni sull’autrice. Nel Duemila non aveva ancora scritto molto, ma mi appassionò tanto da lavorarci per la tesi di laurea», racconta Delfino.

Lw’nafh ng yar, ovvero: tutto quello che avreste sempre voluto sapere su H.P. Lovecraft

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di Francesco Gallo

La Providence Press è una casa editrice indipendente specializzata nella pubblicazione di testi, soprattutto racconti, appartenenti al genere fantastico e “dimenticati”: importanti, ma poco noti al grande pubblico.

Ecco quindi i lavori di William Chambers Morrow, o di Barry Pain e Bessie Kyffin-Taylor. Ed ecco le storie di Steve Costigan e Buckner J. Grimes — due dei personaggi meno noti di Robert E. Howard, l’inventore di Conan il barbaro.
Omaggiando già nel nome il creatore dei Miti di Cthulhu, la Providence Press ha quindi deciso — e, personalmente, non la ringrazierò mai abbastanza per il coraggio — di colmare un vuoto editoriale italiano secondo me enorme pubblicando la monumentale biografia Io sono providence: la vita e i tempi di H.P. Lovecraft di S. T. Joshi, il più grande esperto mondiale dello scrittore.

Quando ero ancora immortale – un testo di Christoph Ransmayr

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Pubblichiamo un testo inedito in Italia di Christoph Ransmayr, tra i finalisti quest’anno al premio Bottari Lattes Grinzane nella sezione Il Germoglio. La cerimonia di premiazione si terrà domani al Castello di Grinzane Cavour.

di Christoph Ransmayr

Quando ero ancora immortale e la morte era solo un enigma che riguardava gli altri, ma mai me o i miei fratelli, le mie sorelle, i miei genitori e nessun altro dei miei cari, ma sempre e solo gli altri: vicini di casa, contadini, artigiani del mio paese, che giacevano all’interno delle loro bare con le mani intrecciate, avvolte nei rosari e con uno strano viso cereo, posizionati su un catafalco della cappella del cimitero … Il coro della chiesa cantava ogni volta Più presso a te, Signor, prima che le figure di cera venissero portate alle loro tombe all’ombra della chiesa, in fosse argillose che mi sembravano tunnel o cunicoli verso la via degli abissi del cielo o di quelli dell’inferno…

Diario dello smarrimento

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di Ilaria Palomba Diario dello smarrimento di Andrea di Consoli (InSchibboleth edizioni, 2019, pp. 167, euro15) infrange la scolastica distinzione tra i generi: narrativa, saggistica e poesia, li contiene tutti; è un affresco neorealistico del presente, nato come raccolta di post su Facebook, dove non mancano ritratti umani di uomini noti e non, ricchi e […]